Non si è ancora spenta l’eco del trionfo dell’Under 14 del Padova che ha vinto lo scudetto italiano dopo 33 anni di astinenza
Responsabile Settore Giovanile Carlo Sabatini: “Non è un normale titolo, ma è l’unico campionato in cui competiamo con tutte le squadre nazionali, comprese di A e B. Aumenta a dismisura la soddisfazione della società perchè una sfida dai massimi livelli. Questo titolo mancava dal 1989-90, quando Mister Maurizio Viscidi lo conquistò con l’Under 15, poi ci fu il trionfo dei 2003 allenati da Claudio Ottoni, ma limitato alle compagini Lega Pro. Ci riproveremo con tutte le altre Under, ma questo è veramente un traguardo storico. I ragazzi sono qui da 6 anni, è la nostra filosofia, setacciare bene i talenti nella provincia di Padova e non solo, limitandoci ad un 50 kilometri di diametro. Impresa complicata dalla presenza del Venezia, Vicenza, Udinese, Spal, una forte competizione nella zona. Ci sono gruppi molto competitivi, ma bisogna allenarli bene e farli crescere bene, e su questo posso dire di aver affidato i ragazzi in buone mani. I ragazzi hanno giocato veramente da Padova, oltre alle qualità atletiche e tecniche, bisogna giocare con impeto e determinazione, senza guardare chi sia l’avversario, vincendo quasi tutti i confronti individuali. Credo che la vittoria sia legittima e voglio dare merito a tutti quelli che hanno reso possibile questo traguardo. Questi ragazzi sono dell’annata 2009, anno che a me portò fortuna in altri ambiti. Qui i ragazzi vedono un percorso, hanno attaccamento alla maglia. La bravura di Roberto è anche quella di farli passare dal calcio a 11. Questo torneo prevedeva gare 11 vs 11 con tempi ridotti, più altri due tempi 8 vs 8 e altre due partite 8 vs 8 che davano gli stessi punteggi. La sommatoria ci ha visto davanti alla Juventus, avevamo un punto di vantaggio e abbiamo vinto contro la Fiorentina arrivando davanti”
Mister Roberto Curci: “I ragazzi hanno veramente dato il massimo, il campionato ha coinvolto tutta Italia. Sono orgoglioso per loro, per i genitori che ci hanno seguito in maniera sobria e sportiva. Padova è una società sana, encomiabile, un settore giovanile che vive d’entusiasmo. Ci sono un sacco di sacrifici dietro a questo risultato, sarei stato contento anche solo del percorso, invece nessuno di loro ha mollato, neppure quelli più stressati per la scuola. Questi ragazzi racconteranno non solo del titolo, ma anche di quello che hanno appreso in questa stagione. Da giocatore non ci sono riuscito, ma almeno da allenatore son riuscito ad entrare nel Padova e dimostrare di cosa potevo essere capace. Sono insegnante di educazione fisica, ma il calcio è sempre stato il mio desiderio. Ho allenato tutte le categorie, poi son ripartito qui a Padova entrando in punta di piedi, mettendomi a disposizione. Gli esports? Li seguo da supervisore ora, è un ponte che posso sfruttare con i ragazzi. Abbiamo fatto delle bellissime cose anche in quell’ambito, io stesso ho usato degli strumenti più vicini ai ragazzi per creare gruppo. per esempio votando i migliori per partita o per mesi, con le grafiche che loro reputano più famigliari come quelle dei videogiochi. Qui creiamo delle basi importanti, capire cosa fare rispetto a determinate condizioni, con una propensione offensiva e coraggiosa. Non aver paura di nessuno non è una frase fatta. Abbiamo fatto un campionato con zero sconfitte quest’anno e anche l’anno scorso, poi abbiamo affrontato Pordenone, Albinoleffe e Atalanta staccando il pass. Nelle finali abbiamo pareggiato con Parma e Juventus, per poi vincere contro la Fiorentina. A livello di punteggio siam riusciti a vincere ai punti, penso che il risultato sia giusto. I ragazzi son consapevoli di aver giocato senza alcun rimpianto. La forza vera è di non aspettare che le cose accadano, ma falle accadere…”