Live 24! Salernitana-Padova, il giorno dopo: batosta che brucia, ma che servirà da lezione per ripartire al meglio…

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Ore 20.00 – (Il Piccolo) Domani sera, dopo tanta attesa, finalmente la Triestina comincerà il suo campionato. Alle ore 20.30 la squadra di Pavanel ospiterà in un Rocco rinnovato la Vis Pesaro per iniziare il suo cammino nella stagione del centenario, che i tifosi attendono ricca di emozioni e, possibilmente, di vittorie. Naturalmente, la Vis Pesaro ricorda un altro battesimo dello stadio, quello del 1992, con i marchigiani ad ammutolire il popolo alabardato. Ma a spazzare via ogni tipo di scaramanzie o negatività ci ha già pensato nei giorni scorsi mister Pavanel, che vede anzi la sfida inaugurale come uno stimolo e una grande occasione per infrangere tabù e presunte maledizioni. Un atteggiamento positivo, confermato anche da una bandiera alabardata che in passato alla Vis Pesaro ha fatto male, molto male, in una sera di quasi vent’anni fa, ovvero Denis Godeas. Era il 1999, infatti, quando l’ariete di Medea segnò una tripletta ai marchigiani, coronata anche da un gol favoloso che è rimasto negli occhi di chi era allo stadio: «Purtroppo sono passati vent’anni, ma io quella serata me la ricordo bene – dice Godeas – era anche una partita importante per la classifica. Trovai quella che si chiama la giornata giusta, segnai una tripletta e fra le tante che ho realizzato quella me la ricordo particolarmente per tanti motivi, anche il contesto. Quel gol spettacolare poi, con quel calcio al volo a incrociare, onestamente è tra i miei ricordi più belli. Fu sicuramente una grande serata». […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) La voglia di tornare in serie B dell’ex aquila Domenico Germinale contro il desiderio di riscatto dell’ex ramarro Luca Lulli. A completare il mix di emozioni c’è anche la simpatia di Alberto Filippini che proprio al Bottecchia (inizio del match fra Pordenone e Alma Juventus Fano alle 20.30) potrebbe tornare in campo dopo il lungo stop di cinque mesi dovuto a una tendinopatia al tallone sinistro. Non mancano dunque i motivi per scegliere di abbandonare domani sera divano e tv e passare un paio d’ore fra amici tifando Pordenone. Potrà essere il match di Attilio Tesser, chiamato subito a presentare un Pordenone che confermi tutta la sua abilità nella costruzione di squadre vincenti o per lo meno in grado di dare il massimo in relazione alla rosa messagli a disposizione. Sarà sicuramente la partita di Germinale che per le statistiche (mai un bottino in doppia cifra nella sua carriera) e per quanto fatto vedere in Coppa e nelle amichevoli non sembra aver ancora convinto il popolo neroverde. Domenico però al suo arrivo ha dichiarato di aver lasciato l’Alma Juve perché voleva un progetto ambizioso e un club in grado di riportarlo in serie B, dove ha già giocato con l’Albinoleffe dopo essersi cucito sul petto lo scudetto che l’Inter strappò in tribunale alla Juventus per i casi di calciopoli. «Cominciare la mia avventura in neroverde proprio contro l’Alma Juve esordisce Germinale sarà sicuramente un’emozione particolare, ma prima o poi doveva succedere. La mia esperienza in granata è stata intensissima. I mei compagni ed io racconta la punta – abbiamo conquistato due salvezze di fila in mezzo a tante difficoltà. In particolare la rimonta negli gli ultimi sei mesi della passata stagione è stata entusiasmante. Abbiamo fatto un miracolo: 33 punti in 21 partite». […]

Ore 16.00 – (Messaggero Veneto) Ternana in pole position, per quanto la gara col Rimini in programma originariamente mercoledì non si giochi. Il Tribunale amministrativo del Lazio si pronuncerà il 9 ottobre e potrebbe riportare la serie B a 22 squadre (ora è a 19): sino a quel momento i rossoverdi possono rimanere ai box. La formazione è di buon livello anche per la categoria superiore con giocatori come Diakitè, Vives, Furlan e Vantaggiato. La FeralpiSalò parte subito dietro, pur disponendo del miglior attaccato della serie C con Caracciolo, Ferretti e Guerra. Alle sue spalle l’Alto Adige, che è reduce da una finale playoff sfiorata, è ancora in corsa in Coppa Italia (giocherà a dicembre col Torino) e davanti può contare sulla voglia di riscatto dell’ex neroverde Caio De Cenco. Seguono poi Vicenza e Triestina: il primo club sarà sospinto anche dagli oltre 6.500 abbonati che sostengono la causa di Rosso, gli alabardati con Granoche in attacco e Maracchi al centro del campo – oltre che con il tifo del Rocco – possono dire la loro. Il Pordenone, dal canto suo, ha una squadra molto forte sino alla linea mediana. Preoccupa la “consistenza” dalla cintola in su, perché nessun attaccante – eccetto Berrettoni una stagione – ha superato la doppia cifra in serie C. Non sono poi da sottovalutare le lombarde come il Monza, nel cui assetto societario a fine settembre entreranno Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, e l’Albinoleffe mentre le marchigiane Sambenedettese e Vis Pesaro (degli ex Pordenone Colucci e Tomei) hanno elementi di valore assoluto come Russotto e Diop. […]

Ore 15.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Seconda punta a supporto di Vrioni con lo Spezia, esterno destro a tutta fascia nel derby di Padova, di nuovo in attacco come partner di Geijo contro il Benevento. In un avvio di stagione sofferto Francesco Di Mariano è una delle note liete del Venezia, con mister Vecchi che sta sfruttando a piene mani la duttilità tattica dell’ex novarese che ammette «Non è la prima volta, ci sono abituato». Venerdì il numero 20 arancioneroverde è stato senza dubbio il più vivace dei suoi, abile anche nel conquistarsi parecchi falli nonché il calcio di rigore che (più o meno volentieri) ha lasciato calciare a Citro. «Dopo questa sconfitta casalinga c’è davvero tanta rabbia storce il naso il 22enne palermitano soprattutto perché abbiamo disputato un gran bel secondo tempo, con lo spirito giusto dopo 45′ nei quali ci eravamo abbassati fin troppo concedendo al Benevento di giocare facile». I propositi di riscatto sono rimandati all’insidiosa trasferta di sabato a Lecce, squadra nella quale Di Mariano è cresciuto dall’età di 13 anni fino ad esordire in prima squadra 16enne in Lega Pro. «C’è grande rammarico ma la strada è quella giusta, perché il gruppo ha dimostrato di avere dentro di sé la forza di reagire, qualità che penso si sia vista. Siamo solo all’inizio e non dobbiamo abbatterci, a Lecce sarà un’occasione importante per provare a riscattarci». Resta da analizzare il perché, come già a Padova, di un primo tempo timoroso. «Abbiamo sbagliato l’approccio, tenendo il baricentro troppo arretrato abbiamo consentito ai nostri avversari di metterci in difficoltà con i cambi di gioco, eravamo sempre in ritardo. Nella ripresa siamo scesi in campo con un altro spirito e la partita è cambiata, a viso aperto contro una squadra forte abbiamo dimostrato di non essere da meno. Stiamo crescendo, bisogna solo avere pazienza e fiducia perché siamo appena alla terza giornata di un campionato molto duro e ostico. Avanti con attenzione alle insidie e concentrazione sempre alta». […]

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Al solito la voglia di vittorie dei tifosi è insaziabile sin dal primo fischio della stagione. Giusta pretesa quella di vedere la propria squadra sempre protagonista, brillante e vincente. E magari anche con del bel gioco! Questa stagione non è iniziata splendidamente in casa Venezia ma non è nemmeno il caso di fare drammi, di profetizzare un campionato di sofferenza, di chiedere la testa del mister dopo appena tre gare. Improvvisamente tutti coloro che seguono il Venezia si sono scoperti di palato sopraffino, dimenticando d’incanto quanto hanno vissuto fino a tre stagioni fa e, soprattutto, scordando il valore delle avversarie affrontate in quest’apertura. È vero che il Venezia di Vecchi non ha ancora trovato il passo giusto – e l’abbiamo sottolineato anche in occasione del match di venerdì – ma è altrettanto vero che il calendario non è stato per niente benevolo con i lagunari, per giunta alle prese con una serie incredibile di infortuni ed acciacchi. Esordio contro uno Spezia che si presentava come particolarmente ambizioso. Poi subito il derby a Padova, dal sapore particolare per entrambi ma certamente con i biancoscudati favoriti sia per il fattore campo sia per l’entusiasmo della promozione appena ottenuta. […]

Ore 14.00 – (La Nuova Venezia) Domenica di riposo quella di ieri per il Venezia che oggi inizia a preparare la trasferta di Lecce in programma sabato. Al ritrovo al Taliercio, Vecchi e i giocatori analizzeranno al video gli errori commessi nell’anticipo di venerdì scorso contro il Benevento. I giallorossi pugliesi, neopromossi in Serie B, dopo due pareggi a suon di reti (3-3 a Benevento, 2-2 con la Salernitana), sono rimasti a secco ad Ascoli (0-1), nessun espulso, solo Cosenza e Calderoni ammoniti. Stefano Vecchi proverà a fare l’ennesima conta dei suoi giocatori, verificare soprattutto se qualcuno dei non convocati per il Benevento riuscirà a rimettersi in carreggiata per Lecce (Fabiano, Schiavone, St Clair e Litteri), da valutare anche le condizioni di Pinato, uscito con una caviglia malconcia venerdì sera. […]

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) Maglietta attillata, sguardo quasi truce e poche parole, ma dirette ad analizzare i problemi del Venezia dopo la terza giornata di campionato con uno stato d’animo non certo dei migliori. Joe Tacopina di sorrisi ne ha dispensati pochi dopo la sconfitta al Penzo contro il Benevento, e a poche ore dalle decisioni del Collegio di Garanzia del Coni e la conferma del campionato di Serie B a 19 squadre. «Cosa ne penso della situazione? Non sono preoccupato della scelta di mantenere il torneo a 19 squadre e senza fare ripescaggi per quest’anno, per me non conta il numero di club affronteremo, ma forse più il modo in cui si è arrivati a questa decisione e il ritardo sulla pubblicazione dei calendari. Andremo avanti così, senza problemi e senza pensarci più». Dopo la sconfitta contro i giallorossi campani, il presidente del Venezia riesce comunque a trovare delle note positive. «Quando sono entrato negli spogliatoi a fine partita, ho visto Domizzi molto arrabbiato e anche frustrato per il risultato, e questo per me è davvero importante. È l’atteggiamento giusto per reagire e lui è il nostro capitano, può dare l’esempio. Ho parlato poi con Stefano Vecchi, e l’ho visto comportarsi in spogliatoio da vero leader, sono contento di averlo scelto per questo Venezia». E quando gli si chiede del pubblico presente venerdì scorso al Penzo, rispetto a quello ridottissimo nell’esordio stagionale contro lo Spezia, Tacopina replica: «Non voglio discutere al termine di ogni partita che giochiamo a Sant’Elena, se ci sia stato più o meno pubblico, ma del fatto che il Venezia in questa stagione deve avere il seguito che si merita per quello che abbiamo fatto finora e in questi ultimi tre campionati. Questi sono i fatti. I cittadini e i tifosi devono sostenere sempre e comunque questa squadra». […]

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) Dopo il rotondo 4-1 rifilato ad un Montebelluna assolutamente da rivedere, l’impressione è quella che l’Este si sia ritrovata nel suo giardino di casa un alieno abbastanza fuori categoria per la serie D. Infatti se il nuovo arrivo in casa estense Pietro De Giorgio (35 anni e un glorioso passato tra Empoli, Crotone, Latina e Vicenza tra Serie A, B e Lega Pro) non è entrato nel tabellino dei marcatori è solo per una decisione del caso: pennellate di calcio una in serie all’altra e due assist diretti e due azioni-gol propiziate, in generale tanta roba da vedere in campo. Ma sarebbe anche sbagliato leggere la vittoria dei giallorossi relegandola ad una prestazione di un singolo: l’Este nella sua prima uscita in campionato ha funzionato, e soprattutto da centrocampo in su ha dato la sensazione di essere squadra qualitativa e con valide idee di gioco.Una gara che si è messa subito in discesa e in favore di vento per i padroni di casa. […]

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) Inizia nel migliore dei modi la stagione del Campodarsego, che espugna con il classico 2 a 0 lo stadio “Druso” di Bolzano, regolando senza troppi problemi la formazione di casa, neopromossa in categoria. Trentino Alto Adige.Per la prima uscita in campionato il tecnico Antonio Paganin si affida al “4-3-3” e la formazione in maglia rossa mette subito le cose in chiaro, assumendo il controllo delle operazioni nella zona nevralgica del campo. La squadra padovana sfiora in due circostanze il vantaggio con Vuthaj (23′) e Zane (27′), ma il “muro” della Virtus Bolzano regge e i locali non disdegnano qualche sortita offensiva sfruttando la velocità dei propri esterni.Sul finir del primo tempo il Campodarsego concretizza il predominio territoriale trovando la rete del vantaggio grazie ad un pezzo di bravura di Franciosi, che entra in area dalla sinistra, si accentra e poi lascia partire un meraviglioso destro a giro che non dà scampo a Weiss che si allunga più che può, ma non riesce ad intercettare la conclusione dell’attaccante. La rete segnata dalla formazione patavina sconvolge i piani della Virtus Bolzano, che ad inizio ripresa viene messa ko dal raddoppio del Campodarsego, che arriva dopo appena un minuto dal fischio. Azione in verticale della squadra di Paganin con Vuthaj che scappa in solitaria all’incerta retroguardia di casa, entra in area e va a terra dopo un contatto con l’estremo biancoverde. Dalla tribuna l’intervento del numero uno altoatesino sembra (seppur “al limite”) sul pallone, ma il direttore di gara è deciso nell’assegnare il penalty. Dopo le proteste, Florian non sbaglia. […]

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) […] E Settembrini che dice? «Che sono contento soprattutto per la squadra, perché è stata una vittoria importante. Siamo venuti a capo di una partita complicata, contro un Cosenza che si è chiuso con grande attenzione. Siamo stati bravi, perché nella scorsa stagione di gare del genere ne abbiamo perse diverse, specie al Tombolato. Magari facevamo noi la partita, ma poi pagavamo l’episodio sfavorevole. Da questo punto di vista stiamo facendo passi in avanti, l’impressione è che questo Cittadella sia più maturo. Siamo cambiati in tanti rispetto allo scorso campionato, ma quell’epilogo, lo posso dire con forza, non ci è andato giù. Il ricordo di come è finita contro il Frosinone ancora ci anima». Sinora, Settembrini è uno degli intoccabili, mezzala destra che, nella scorsa stagione, veniva impiegata più spesso a sinistra. Proprio sulla corsia opposta alla sua Venturato ha sin qui alternato Proia e Branca. «È la dimostrazione di come siamo tutti importanti, come dice sempre il mister: a Carpi, Proia aveva esordito da titolare andando in gol e facendoci vincere, stavolta è stato Branca a sbloccare la partita col suo ingresso, procurandosi il primo rigore. Quella di Venturato non è una frase fatta, in questo gruppo siamo tutti titolari». Rispetto alla scorsa stagione, lui prova il tiro un po’ più spesso. «È vero e, quest’anno, ci sto andando più vicino, ma il gol non è certo un’ossessione per me: se Iori tira i rigori così, e se in campo ci sono giocatori come Finotto, Scappini, Siega e Schenetti, io non devo preoccuparmene troppo, sono altri i miei compiti».

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Ricevere complimenti per Stefano Marchetti non è una novità. Ma questo “Citta” che vola, pur con 15 nuovi innesti in rosa, è una creatura sua prima che di ogni altro. «I complimenti li accetto e mi inorgogliscono, ma li divido con tutti coloro che lavorano qui», replica il direttore generale granata. La parola “orgoglio” ritorna però anche se gli si chiede di Manuel Iori, l’uomo che rappresenta la società sul rettangolo di gioco. «L’età io la guardo in mezzo al campo, non sulla carta d’identità. Lui non va per i 37 anni, ma, per come gioca, per i 27. Non è solo una questione di rigori tirati: è l’anima di questa squadra e sono orgoglioso di averlo qui con me». Il capitano ha deciso una gara interpretata con intelligenza da tutta la squadra. «Abbiamo fatto una grande partita, venendo a capo di un avversario difficile da affrontare. Il Cosenza si è chiuso da subito, puntando sulla sua forte fisicità e non lasciando varchi. Bravissimi i miei ragazzi a far girare la palla e a far correre l’avversario fino a che non hanno trovato la giocata che ci ha permesso di sbloccare il risultato. Da lì in poi sono stati esemplari nel gestire la partita. Le tre gare disputate con Crotone, Carpi e Cosenza sono state una diversa dall’altra, ma siamo sempre stati in grado di trovare la soluzione giusta per spuntarla». […]

Ore 11.20 – (Gazzettino) Forse per la giornata molto calda, le squadre partono con il freno a mano tirato, preoccupate principalmente a non scoprirsi e concedere spazi agli avversari, in un avvio caratterizzato da numerosi errori di misura su entrambi i fronti. […] Cambia inevitabilmente le carte nella ripresa Bisoli: Zambataro rileva Contessa a sinistra e Marcandella sostituisce Capello, con passaggio al 3-4-1-2. La mossa sembra regalare vivacità alla squadra che alza il baricentro e prende in mano le redini della gara, anche se l’unico pericolo per Micaj arriva su una punizione dal limite a fil di palo di Clemenza e su un tiro di Bonazzoli sull’esterno della rete. Al contrario i locali colpiscono alle prime occasioni a disposizione con un terribile uno-due che vede protagonista il nuovo entrato Jallow che dalla destra regala i palloni vincenti prima per Casasola, che brucia sul tempo Salviato sul secondo palo, e poi, vinto il proprio duello in fascia con Zambataro, per il liberissimo Anderson. Di fatto, a parte una traversa di Salviato su punizione e alcuni contropiede della Salernitana, la gara finisce qui, con una sconfitta da cui la squadra dovrà ora trovare i giusti insegnamenti.

Ore 11.10 – (Gazzettino) Promosso a pieni voti nell’esame derby, il Padova stecca la difficile prova delle trasferte del sud, uscendo dal caldissimo campo di Salerno con una secca sconfitta. Di fronte a una tipica squadra di serie B che fa della fisicità e della concretezza i suoi punti di forza, i biancoscudati si sono dimostrati meno sbarazzini e al tempo stesso meno solidi del consueto, venendo meno in particolare nel momento in cui c’era da recuperare la gara dopo lo splendido vantaggio locale, il tutto perdendo gran parte dei singoli duelli, soprattutto in avanti, creando pochi grattacapi alla retroguardia di casa e non trovando nella ripresa i giusti rimedi nei confronti di Jallow i cui strappi dopo il suo ingresso hanno definitivamente cambiato volto al match. Dopo avere fatto pensare a qualche possibile novità alla vigilia, Bisoli non mischia le carte e conferma l’undici di partenza che ha superato il Venezia, con Clemenza e Capello ad agire alle spalle di Bonazzoli. Nessun cambio sul piano tattico, ma interpreti diversi per la squadra di casa con Colantuono che conferma il 3-5-2, ma sacrifica Di Gennaro, ex di turno insieme a Schiavi, a cui viene preferito Di Tacchio.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Anche dopo essere andata sotto nel punteggio, la squadra ha faticato a reagire. «Noi abbiamo tenuto palla, e loro hanno fatto tre gol. Il problema è che abbiamo avuto tre-quattro situazioni dove abbiamo passato la palla invece di tirare e viceversa. Fino ai sedici metri siamo stati bravi, poi lì subentrano anche le giocate individuali, che però non siamo riusciti a compiere. Siamo andati due-tre volte nell’uno contro uno, ma sono stati bravi i difensori a schermarci il tiro. Ripeto, ci specchiavamo troppo, e la colpa è mia. Noi siamo una squadra che deve fare intensità e sovrapposizioni, poi è stata anche la prima partita che giocavamo alle 15, anche se questa non è una scusante. In questa occasione non è stata la mia squadra: la Salernitana non ci ha sottomesso, ma è stata brava a giocare sui nostri errori». […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) «La colpa è esclusivamente la mia perché non sono riuscito a trasmettere alla squadra che se non riesci a fare risultato attraverso il gioco, bisogna essere bravi come la Salernitana a giocare sulle palle sporche. E su questo siamo stati assolutamente deficitari». Mette subito le mani avanti Bisoli, prendendosi le responsabilità per la prima sconfitta cadetta del Padova. Salerno rappresentava una prova di maturità per i biancoscudati dopo prestazioni e risultati brillanti nei derby con Verona e Venezia, la ripresa dopo la sosta per le nazionali invece si è rivelata avara di soddisfazioni. «Non credo che sia stata una brutta prestazione, ma abbiamo perso duelli importanti che di solito non perdiamo. E la Salernitana su questi nostri errori nostri è stata brava a fare tre gol. Ci siamo specchiati un po’ troppo nel giocare, e non siamo stati cattivi. La Salernitana aveva più fame di noi, e questo non deve avvenire, per cui mi prendo la colpa».

Ore 10.40 – (Gazzettino) La delusione per la sconfitta che prevale inevitabilmente per la gioia nel debutto nel campionato cadetto. È lo stato d’animo contrastante nel dopo gara di Davide Marcandella, padovano doc che dopo una lunga trafila nel settore giovanile è approdato in serie B, dopo l’esordio nella passata stagione nella categoria inferiore. «Ero emozionato perché era una cosa che ho sempre voluto, anche se sinceramente avrei preferito fare il mio debutto in un modo diverso. Provo rammarico e delusione, però il calcio è questo e andiamo avanti». La sua prima presenza in cadetteria è avvenuta in una delle trasferte più delicate della stagione. «In settimana il mister e alcuni compagni che avevano giocato a Salerno ci avevano messo in guardia sulle difficoltà che potevamo trovare e che sarebbe stata una partita complicata. Quanto a me è stata la prima volta in questo campionato e, ripeto, ero molto emozionato. Poi però scendo sempre in campo per cercare di dare il meglio e in questa occasione sono deluso sia sul piano personale e sia a livello di squadra: personalmente perché non sono riuscito a dare qualcosa, e per la squadra perché perdere in questo modo fa male». Cosa è mancato di quel Padova che abbiamo ammirato nelle due partite precedenti? «La squadra ha giocato, ma non siamo stati incisivi, mentre la Salernitana è stata brava. Guardando le statistiche poteva andare in maniera diversa, ma il calcio è anche questo. Ci dobbiamo rimboccare le maniche e andare avanti». […]

Ore 10.20 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Merelli 6; Ravanelli 5.5, Capelli 5.5, Trevisan 5; Salviato 5, Cappelletti 5, Pulzetti 5, Contessa 5 (Zambataro 5); Clemenza 5 (Guidone sv), Capello 5 (Marcandella 5.5); Bonazzoli 6. 

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Nonostante un discreto avvio, gli uomini di Bisoli hanno pagato dazio per ingenuità proprie, come l’aver regalato due angoli di fila agli avversari, dal secondo dei quali è scaturito il gran gol, con tiro al volo da almeno 25 metri, di Di Tacchio, su cui Merelli, forse coperto, è parso sorpreso (a parziale riscatto, ha poi evitato in pieno recupero il 2-0 uscendo alla disperata su Akpa Akpro, lanciato in contropiede da un erroraccio di Pulzetti), o l’aver concesso al neo-entrato Jallow (ex Cittadella) di effettuare due ripartenze che hanno marchiato a fuoco la fragile retroguardia ospite, con la seconda e terza rete maturate nel giro di 4′, fra il 20′ e il 24′ della ripresa. […] Primo ko stagionale, dunque, che ci auguriamo non crei contraccolpi negativi nel gruppo, ma il Padova ha comunque il dovere di farsi un bell’esamino di coscienza per ciò che non ha funzionato: è mancato lo spirito visto nelle precedenti gare, c’è stata poca reattività su palloni importanti, infine si è notata un’eccessiva tendenza a lasciar giocare troppo la Salernitana da metà campo in su. Con la Cremonese, domenica 23, servirà ben altra mentalità. E più ferocia agonistica.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Non tira sempre aria di derby, con tutti gli stimoli (e i benefici) che comportano le sfide con le squadre della stessa regione, se non della stessa provincia, e il Padova se n’è reso ben conto alla sua prima trasferta fuori dai confini del Veneto, rimediando una sconfitta – la prima in campionato – tanto brutta quanto netta sia sul piano del risultato che della capacità di contrapporsi ad una Salernitana cinica e sorniona, capace di rifilare tre gol ai biancoscudati. Eccola qui, la Serie B che più si temeva alla vigilia della stagione, fatta di passaggi non semplici, anzi piuttosto tormentati, come quello di ieri pomeriggio all’Arechi.Il Padova è caduto male, vittima di se stesso prima ancora che della forza trainante dei campani: prova sottotono di tutti o quasi, centrocampo superato di gran carriera da Di Tacchio e compagni, difesa traballante, anche perché mal protetta da chi le stava davanti e attacco evanescente, soprattutto in Capello.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Ma quando non avviene occorre essere bravi ad avere la meglio sulle palle sporche e in questa circostanza non è avvenuto». Eppure il Padova ha faticato a rendersi pericoloso dalle parti di Micai. Come si spiegano queste difficoltà offensive? «Noi abbiamo tenuto palla e loro hanno segnato. Il vero problema è che abbiamo avuto quattro buone occasioni, sbagliando sempre le scelte. Quando dovevamo tirare abbiamo cercato il passaggio e viceversa. Fino ai 16 metri siamo stati bravi, poi quando si arriva nei pressi dell’area avversaria sono le giocate individuali a fare la differenza, in questo aspetto siamo mancati. Nell’uno contro uno e nel tiro non siamo stati incisivi. C’è mancato ritmo e intensità, ma tirando le somme la Salernitana non ci ha sottomesso, ha sfruttato i nostri errori».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Mister Bisoli fa mea culpa, difende la squadra e si assume quasi tutte le responsabilità per la prima sconfitta stagionale in campionato. Il tecnico biancoscudato non cerca scuse ma non si mostra nemmeno troppo preoccupato al termine di una sconfitta pesante sia nel risultato che nella prestazione.Sebbene, a detta dell’allenatore, non sia tutto da buttare: «Secondo me non è stata una prova così brutta», analizza Bisoli. «Abbiamo perso i duelli individuali e la Salernitana è stata brava ad approfittarne. Noi ci siamo un po’ troppo specchiati mentre i nostri avversari hanno avuto più fame e questa è una cosa che non deve succedere. La colpa è mia perché negli ultimi giorni avevo fatto credere alla mia squadra che attraverso il gioco si ottengono i risultati.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Davide Marcandella si aspettava sicuramente un esordio diverso, ma allo stadio Arechi può dire di aver realizzato un piccolo sogno. Dopo essere partito nei pulcini biancoscudati, essersi fatto le ossa anche in D e aver centrato assieme ai compagni la promozione della scorsa stagione, è riuscito a debuttare in Serie B. Una soddisfazione mitigata fortemente dal naufragio biancoscudato: «Ero un traguardo a cui ambivo ma avrei assolutamente preferito viverlo in maniera diversa», spiega l’attaccante di Mestrino. «C’è grosso rammarico per come è andata la gara. Ero emozionato, sono sceso in campo per dare il meglio e per questo motivo sono deluso sia personalmente, sia a livello di squadra per il risultato».Come mai non si è visto il Padova delle uscite precedenti? «Il mister e i compagni che avevano già giocato all’Arechi ci avevano avvisato del clima che avremmo trovato e alla fine guardando solamente le statistiche il risultato sarebbe potuto essere diverso. Ci ha punito la scarsa incisività negli ultimi 16 metri e i due gol presi in contropiede, in un momento in cui eravamo molto propositivi, ci hanno tagliato le gambe. La fiducia che ripone in me Bisoli? Mi fa piacere, credo venga premiato il lavoro settimanale».




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