E’ davvero complicato raccontare cosa sta accadendo in questi giorni a Padova dopo l’uscita di scena prematura e davvero brutta della squadra dai playoff al primo turno contro l’Albinoleffe. Proviamo a fare il punto con i lettori, cercando di immaginare i possibili scenari dei prossimi giorni e, allo stesso tempo, provando a disegnare le varie ipotesi in ballo per il futuro del club.
Bonetto e Bergamin – Firmarono un progetto triennale di fronte al sindaco Massimo Bitonci nel luglio del 2014. Da quel giorno di strada ne hanno fatta tantissima: vincendo subito il campionato di Serie D, arrivando quinti al primo anno di Lega Pro, migliorando ulteriormente il piazzamento quest’anno giungendo quarti. A rovinare in parte l’attuale stagione, l’uscita di scena dai playoff con una strategia disastrosa che ha portato al ko interno per 3-1 contro l’Albinoleffe. Oggi, per la prima volta da tre anni a questa parte, c’è davvero la possibilità che Roberto Bonetto e Giuseppe Bergamin scelgano di separarsi. Il gelo calato fra i due dopo la decisione di non esonerare Oscar Brevi avallata dal presidente dopo il tracollo di Bolzano non è andata giù a Bonetto, che al contrario aveva spinto molto per un cambio, ritenendo che i segnali delle ultime settimane fossero chiarissimi. E ci sono tante altre incomprensioni, che hanno allontanato tantissimo i due nell’ultimo mese.
Alessandro Banzato – Ci sono stati almeno due incontri fra l’ad di Acciaierie Venete e Bergamin. E’ stata effettuata una due diligence della società di viale Rocco, che ha i conti sostanzialmente in ordine, anche se quest’anno ci dovrà essere una forte ricapitalizzazione dopo le spese della stagione. Per Banzato non sarebbe un grosso problema acquistare anche tutto il Calcio Padova. Per dare un’idea della forza economica di Acciaierie Venete, parliamo della quinta impresa di tutto il territorio padovano, dietro solo a Safilo, Supermercati Alì, Siderurgica Gabrielli e Gottardo Spa come ricavi e utile netto. Nel 2015 il fatturato è stato addirittura di 650 milioni di euro, gli utili degli ultimi esercizi sono elevatissimi e hanno superato nel 2014 anche i 40 milioni. Insomma, l’attuale vicepresidente del Petrarca Rugby, sconfitto oggi in semifinale scudetto dal Rovigo, potenzialmente potrebbe rappresentare un vero caterpillar sotto il profilo economico. La scelta finale spetta soltanto a lui e negli ultimi giorni dietro le quinte è calata una fitta cortina fumogena. La fumata sembrerebbe tendente al nero, ma una risposta definitiva di Banzato, a ieri, non era ancora arrivata.
Cosa succede se Banzato dice no – Bergamin e Bonetto si incontreranno martedì o mercoledì e dovranno decidere cosa fare. L’aria che tira è quella di un ridimensionamento degli investimenti, che non potrà comunque essere troppo corposo. Al momento è difficile immaginare che i due possano andare avanti assieme, tale è la distanza che separa i due soci di riferimento del club di Viale Rocco. Ma c’è anche la possibilità che le divergenze vengano appianate ed è anche vero che il club non può certo essere abbandonato a se stesso. Non è volontà di alcuno dei due di tradire la fiducia di una tifoseria che li ha amati e sostenuti sin dal primo momento. Ipotizziamo una faticosa coesione: prima di tutto bisognerebbe decidere chi sarà il direttore sportivo. Negli ultimi giorni gli umori di Roberto Bonetto nei confronti di Zamuner sono migliorati e il dg, dipendesse dall’ad, potrebbe anche rimanere al suo posto. Bergamin deve ancora scoprire le sue carte. C’è stato un contatto con Marco Cunico, da sempre in buoni rapporti col presidente e che avrebbe dovuto diventare ds se il Padova avesse perso con la Reggiana, con una vera e propria rivoluzione sul ponte di comando. La vittoria per 2-0 biancoscudato ha lasciato in sella sia Zamuner che Brevi. Lo scorso anno furono contattati quattro direttori sportivi: due da Bergamin (Mauro Meluso e Matteo Materazzi) e due da Bonetto (Werner Seeber e Giorgio Zamuner). L’in
tesa fu trovata su Zamuner, che convinse tutti. Il dg, secondo chi scrive, ha fatto un buon lavoro, sbagliando però la scelta dell’allenatore e commettendo qualche errore dovuto all’inesperienza. Merita, sempre secondo chi scrive, una seconda chance e non dovrà sbagliare l’allenatore. Bergamin ha dichiarato di voler andare avanti, ha ipotizzato anche un ruolo diverso da quello di presidente, allo stesso tempo non risulta che Bonetto voglia andarsene. Se restasse Zamuner, quale allenatore potrebbe essere scelto? Dipende chiaramente dal budget in gioco. Di sicuro non ci sarà in nessun caso Oscar Brevi, che ha il contratto in scadenza e che non verrà confermato. Domani l’allenatore milanese terrà una conferenza stampa alle 16 allo stadio Euganeo e vedremo cosa avrà da dire. Per la panchina 2017-2018, la prima scelta è (sarebbe) sempre la stessa dello scorso anno, ossia Bruno Tedino. Corteggiato con insistenza dall’Entella e che piace anche a un altro club di B. E’ sotto contratto col Pordenone, ma la sua permanenza in Friuli non è certa. Resta sempre il problema di convincere il patron Mauro Lovisa a liberarlo. Per ora è giusto fermarsi qui. Altre idee: il ritorno di Michele Serena, che fu incontrato a ottobre e che piace un po’ a tutti, Gianluca Grassadonia che però pare vicino al Pisa e Mauro Zironelli, timoniere del Mestre che ha vinto il campionato di Serie D. Scartato Angelo Gregucci.
Cosa succede se Banzato dice sì – Entrerebbe, probabilmente, come socio di maggioranza, ma non è tutto così semplice, anche perché si dovrebbe trovare un accordo con Bonetto, al momento all’oscuro delle mosse del socio e che ha oltre il 30% delle quote. Con Banzato, al timone molto probabilmente ci sarebbe Ivone De Franceschi: i due si conoscono da tempo molto bene, Banzato fu vicinissimo al Padova nel febbraio del 2014 quando trattò a lungo con Diego Penocchio e De Franceschi (attuale osservatore dell’Inter ma il cui futuro è incerto dopo l’arrivo di Walter Sabatini in nerazzurro) sarebbe stuzzicato dall’idea di tornare nella “sua” Padova. Di cui fu direttore sportivo forse troppo presto, senza le adeguate “protezioni” di un dg all’altezza della situazione. Adesso è maturato, ha fatto esperienza, conosce la piazza e una nuova chance sarebbe un’opzione
affascinante. De Franceschi e Zamuner sono da tempo in ottimi rapporti e potrebbero anche lavorare a stretto contatto. Come allenatore si andrebbe su un tecnico di alto profilo, perché il budget a disposizione sarebbe importante. E’ circolata in queste ore una (fantasiosa) ipotesi che porta
a Paolo Di Canio: fermo restando che bisognerebbe capire a chi chiedere eventuali conferme, ci sembra qualcosa di molto azzardato, forse fantascienza. Di Canio, questo va registrato, ha dichiarato a Sky che è in corso una trattativa per un suo ritorno sulla scena, ma nessuno (almeno cinque diversi interlocutori) ci ha confermato che si tratta del Padova.
Altre opzioni – Bergamin ha dichiarato di aver contattato altri possibili soci. Una pista (smentita con tanto di risate annesse) portava a un contatto con Joe Tacopina, per l’eventuale ingresso di soci americani vicini al presidente del Venezia, come già accaduto a Reggio Emilia e (in parte) a Palermo). Risulta che i due si siano visti e che ci sia stato un invito di Tacopina a rivedersi in un prossimo futuro durante i viaggi di lavoro per la Sunglass che Bergamin fa abbastanza spesso negli Stati Uniti. Ma nulla più. Anche qui, sembra pura fantasia. Si è parlato di un intermediario in azione per soci trevigiani, anche qui nessuna conferma.
Le elezioni politiche 2017 – Che vinca Sergio Giordani o che prevalga nuovamente Massimo Bitonci, il Calcio Padova avrà un sindaco vicino al club. E che ha a cuore le sorti biancoscudate. Non è poco. Dire in questo momento se il futuro del Padova possa dipendere dall’esito delle elezioni amministrative non ha una risposta chiara. Dietro le quinte si muovono tante pedine, impossibile sbilanciarsi fra Plebiscito, nuovo stadio Euganeo, curva a bordocampo, varie ed eventuali. Troppo complesso lo scenario per dire cosa possa accadere. Almeno adesso.
Conclusioni – Non resta che attendere e sperare che presto arrivino novità, che chiariscano una situazione davvero intricata.