Padova, caso-Brevi: le ricostruzioni di “Mattino”, “Gazzettino” e “Corriere del Veneto”

Condividi

Il Padova è in piena crisi, sul campo da gioco e in società. Il suo allenatore, Oscar Brevi, è sulla graticola, per i risultati deludenti raccolti in otto giornate di campionato (2 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, 10 punti all’attivo e decimo posto in classifica), e la proprietà del club, palesemente scontenta, è perplessa sul da farsi. Quando sembrava imminente, dopo la sconcertante prestazione di San Benedetto del Tronto, l’esonero dell’allenatore con cui si è iniziata la stagione, l’indecisione è tornata a farla da padrona nella stanza dei bottoni di viale Nereo Rocco. Emblematico il messaggio telefonico arrivatoci dopo le 21 di ieri, firmato Bepi Bergamin: «Non ci sono novità di rilievo. Come ho già detto, le decisioni affrettate possono produrre effetti negativi. Non voglio essere condizionato dalle pressioni esterne. L’attuale allenatore del Padova è ancora Brevi. Buona serata». Dunque, un’altra notte è trascorsa (e siamo alla terza) alla ricerca dell’idea migliore per provare a raddrizzare una barca che è già sott’acqua e al cui timone c’è, di fatto, un nocchiero delegittimato agli occhi di tifosi, addetti ai lavori e soprattutto giocatori. Incontri con Serena e Petrone. Quell’«ancora» del patron riferito a Brevi lascerebbe intendere che oggi dovrebbero arrivare le novità auspicate. Ovvero: esonero del mister e annuncio del nome del successore. Il condizionale è d’obbligo, però, perché il d.g. Giorgio Zamuner (come riferiamo a parte), cui spetta una parola importante in merito, continua a perorare la causa di Brevi, a cui lo lega una sincera amicizia. Gli vorrebbe concedere un’altra chance, in sostanza, quella della partita con la Reggiana di lunedì sera. Andiamo a sensazioni: Bergamin sarebbe intenzionato a cambiare, l’a.d. Roberto Bonetto (in Indonesia per motivi di lavoro), con il quale è in costante contatto, è l’uomo che gestisce la cassa, e il dover pagare un nuovo allenatore potrebbe averlo spinto a chiedere al socio storico di non agire d’impulso, ma di valutare bene tutti i pro e i contro della situazione.

(Fonte: Mattino di Padova, Stefano Edel, il resto dell’articolo in edicola)

Manca l’ufficialità, ma Oscar Brevi sembra essere a un passo dall’addio al Padova. Il candidato forte per rimpiazzarlo è stato individuato in Mario Petrone, con il quale dovrebbe essere andato in scena ieri pomeriggio un incontro a Milano con il presidente Giuseppe Bergamin e il direttore generale Giorgio Zamuner. Nell’occasione sarebbe stato raggiunto un accordo di massima con l’allenatore napoletano: contratto con scadenza a giugno 2018, e la presenza di un’opzione per la stagione successiva nel caso il Padova dovesse ottenere la promozione in serie B. A questo punto resterebbe da sciogliere il nodo dell’attuale rapporto che lega ancora Petrone con l’Ascoli (contratto fino a giugno 2017), dopodiché ci sarebbero tutti i presupposti per poter sposare la causa biancoscudata. Tra l’altro Petrone era stato già sondato da Zamuner come uno dei papabili ad approdare all’ombra del Santo, e conosce a fondo i giocatori in rosa, tra i quali in passato ha già allenato Altinier all’Ascoli ed Emerson ai tempi della Nuorese. Con il suo arrivo la squadra quasi certamente cambierebbe anche disposizione tattica in campo: non più difesa a tre, ma a quattro. (…)

Summit naturalmente incentrato sul sempre più possibile avvicendamento tecnico, tanto che poi appunto nel pomeriggio è decollata la trattativa con Petrone, con il quale c’era stato un primo contatto l’altro ieri. Intanto, sempre ieri restava in attesa di una risposta anche Michele Serena, che si era visto mercoledì sera con il presidente Bergamin e il diggì Zamuner. Un incontro nel quale si era parlato di diverse questioni, il che lasciava pensare che potesse essere percorribile anche la pista di un ritorno del tecnico veneziano, che a Padova ha lasciato un buon ricordo nonostante si fosse ritrovato a vivere l’esperienza più buia della vecchia società biancoscudata culminata con la retrocessione in Lega Pro e la sparizione del club.  Tra le altre soluzioni si era pensato anche a un profilo più di appeal per i tifosi come Eugenio Corini (sotto contratto con il Chievo fino a giugno 2017), ma l’aspetto economico dell’eventuale operazione ha tagliato le gambe a qualsiasi approfondimento.

(Fonte: Gazzettino, Pierpaolo Spettoli, il resto dell’articolo in edicola)

(…) A ieri sera la situazione raccontava di un accordo raggiunto tra l’allenatore campano (reduce da tre promozioni alla guida di Santarcangelo, Bassano e Ascoli prima di essere esonerato dal club marchigiano) e il Padova. Mancava, però, ancora l’ultimo tassello fondamentale, ossia la buonuscita dall’Ascoli, club con cui Petrone è sotto contratto. Ballano circa 30-40 mila euro e l’impressione è che si farà di tutto per trovare un’intesa, con il club marchigiano che dovrebbe avere tutto l’interesse a favorire una soluzione condivisa. Petrone ieri era a Milano, dov’è stato ospite nella tarda serata di Sportitalia: presumibile, quindi, ma non confermato dalle parti, che ci possa essere stato un incontro con la dirigenza del Padova. Quel che è certo, è che la trattativa c’è ed è pure ben avviata e le parti si sono accordate per riprenderla in mattinata.

La proprietà e la dirigenza di viale Rocco hanno scelto, sorprendentemente, di non esonerare subito Brevi nonostante sia chiara ormai a tutti la volontà di cambiare guida tecnica. Facendo dirigere la seduta di ieri al suo vice Andrea Bergamo, probabilmente si sarebbero evitati imbarazzi palesi ieri alla Guizza, dei giocatori e ovviamente dell’allenatore milanese. Perché nella giornata di ieri si sono diffuse voci di ogni tipo di contatti con vari allenatori. Fra cui Michele Serena, contattato nella notte tra mercoledì e ieri e che, pare, ancora essere in corsa per la successione di Brevi nel caso in cui saltasse l’accordo con Petrone. Ci sarebbe pure un nome a sorpresa, che potrebbe spuntare dietro le quinte, un po’ come fu il tentativo per Filippo Inzaghi compiuto in estate. Qualcuno ha pensato ad Andrea Mandorlini, attualmente sotto contratto con il Verona, in ottimi rapporti con il dg Zamuner e con il figlio Matteo che da quest’anno è in biancoscudato, ma non è stato possibile avere conferme in merito a questa pista. Anzi, a precisa richiesta sono arrivate soltanto smentite. Il compenso percepito all’Hellas da Mandorlini, inoltre, è tale da allontanare qualsiasi «pensiero impuro» che eventualmente possa essere balenato dietro le quinte alla proprietà. (….)

(Fonte: Corriere del Veneto, Dimitri Canello, il resto dell’articolo in edicola)




Commenti

commenti

About Gabriele Fusar Poli


WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com