Live 24! Padova-Giana Erminio, -2: torna Dionisi, ma si ferma Corti (distorsione al ginocchio)

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Ore 21.30 – (Corriere delle Alpi) Il primo gol di Giovanni Pescosta in serie D. Il fuoriquota del Belluno, classe 1996, contro il Venezia ha messo a segno il suo primo gol nella categoria, proprio contro una big . Il 4-1 per la squadra della laguna sicuramente ha tolto gran parte della soddisfazione a Giovanni, che però ieri ha trovato due motivi per festeggiare, la rete di domenica e il suo ventesimo compleanno. «Era un po’ che volevo segnare e in squadra mi prendevano in giro perchè non ci ero ancora riuscito – spiega con un sorriso il giovane “Pesco” – abbiamo fatto un bel gol ed è arrivato in una situazione che avevamo studiato più volte in settimana. Vecchiato ci aveva spiegato che il Venezia fosse una squadra molto compatta e che avremmo dovuto fare rapidi cambi di gioco, ed è andata così. Bertagno ha aperto per la sponda del “Cobra”, la palla, con la complicità di Acampora, è rimasta in area e io ho potuto avventarmi sulla sfera e calciare sul primo palo. Sul momento è stata una grande emozione, dopo ho cercato di concentrarmi subito sulla partita. La felicità per la rete però è rimasta comunque relativa, subendo quattro gol non dico che è stato vano farla, ma quasi. Nonostante tutto però possiamo dire di essere usciti a testa alta dal campo. Nel secondo tempo siamo rientrati meno concentrati, è una nostra pecca, abbiamo preso gol subito su palla inattiva e dopo 10’ è arrivato il loro due uno. Siamo stati bravi a non demoralizzarci, abbiamo continuato a giocare e siamo andati vicini al pareggio in un paio di occasioni. Alla fine non si può pensare di andare a giocare a Venezia e non soffrire». Pescosta salta l’Abano Terme. Il terzino del Belluno ha rimediato l’ammonizione che ha fatto scattare la squalifica e dovrà quindi guardare i compagni dalle tribune del Polisportivo. «Ho dovuto prendere un giallo in quell’occasione: Volpicelli mi è andato via e l’ho dovuto fermare. Mi ha fatto soffrire un bel po’ durante tutto il match». Il Belluno guarda al terzo posto o a difendere il quarto? «Intanto pensiamo a vincere domenica e a conquistare il quarto posto matematico – conclude Pescosta – fino che sarà possibile, è giusto credere anche al terzo posto, il calendario alla fine è difficile per tutti. Il mio futuro? Dovrò parlare con la società, la prossima stagione serviranno molti meno fuoriquota classe 1996 e bisognerà capire che loro intenzioni».

Ore 21.00 – (La Provincia Pavese) Non sarà il Collegio arbitrale della Lega Pro a decidere sulla vertenza tra l’ex allenatore del Pavia Riccardo Maspero e la società. Il Collegio ha infatti dichiarato la propria incompetenza a decidere in merito all’accordo sul risarcimento del danno biologico firmato da Maspero e dal Pavia in occasione della risoluzione del contratto del tecnico, la scorsa estate. Il Pavia non aveva rispettato quell’accordo e Maspero si era rivolto al Collegio arbitrale, il quale ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di competenza. Questo però non significa che la vertenza tra le parti sia chiusa qui: a dirimerla sarà ora il giudice del lavoro.

Ore 20.40 – (La Provincia Pavese) Prosegue il lavoro del Pavia in vista della trasferta di domenica a Lumezzane. Mister Rossini deve fare i conti con assenze in questi giorni per infortuni, ma qualche buona notizia in fase di recupero potrebbero esserci per il fine settimana. Meno grave del previsto il problema al ginocchio per Alessandro Malomo che ieri ha lavorato atleticamente insieme a Fabrizio Grillo e questa mattina, quando si terrà la seduta del venerdì, dovrebbe tornare in gruppo. Sempre per quanto riguarda la difesa anche Dario Biasi ieri non ha svolto la seduta sul campo per un acciacco, ma anche il centrale azzurro dovrebbe riunirsi ai compagni già da oggi. Campionato finito anche per Antonio Marino per un infortunio muscolare e stessa cosa per Marco Cristini. La febbre aveva bloccato nelle ore precedenti la partita con la Reggiana il maltese Rowen Muscat che ha pienamente recuperato. In attacco settimana di lavoro regolare per il duo Ferretti-Cesarini, mentre Sforzini fermo per un risentimento al ginocchio. Anche Luca Ghiringhelli, assente nell’ultima gara, è ristabilito. Le ultime due sedute settimane porteranno mister Rossini a trarre le ultime valutazioni in vista della gara di Lumezzane e a sciogliere il ballottaggio per quanto riguarda l’undici iniziale. Il 3-5-2 in fase propositiva con gli esterni a scendere in copertura in quella difensiva sembra essere la soluzione tattica riconfermata per queste ultime tre giornate di campionato. Intano ieri la Lega Pro ha ufficializzato i criteri di ammissione alla Coppa Italia Tim Cup 2016/17. Complessivamente 27 i posti a disposizione delle società di Lega Pro: quattro per le società sportive retrocesse dalla serie B al termine del campionato 2015/2016, le sette classificate dal terzo al nono posto del girone in cui le prime due squadre classificate sono state promosse in serie B e le sette classificate dal secondo all’ottavo posto per ciascuno dei restanti due gironi. A queste si aggiungono le due finaliste di Coppa Italia di Lega Pro, Foggia e Cittadella, che essendo già classificate tra le prime otto dei gironi C e A, liberano un ulteriore posto nei rispettivi raggruppamenti. Nel caso del girone del Pavia, essendo il Cittadella finalista in Coppa, rientra come qualificata alla Tim Cup la nona, ed eventualmente la decima nel caso una delle altre vincesse i play off. Gli azzurri, oggi settimi, sono quindi quasi matematicamente qualificati alla Tim Cup: obiettivo che potrebbe essere centrato già dopo la trasferta di Lumezzane o nell’ultima gara casalinga del 30 aprile con il Pordenone.

Ore 20.10 – (Gazzetta di Reggio) E’ la partita che i tifosi della Reggiana sognano da tempo immemorabile. E’ un derby che manca dalla lontana stagione 1996/97, tanto che i più giovani non hanno mai visto. Purtroppo è una sfida che potrebbe restare un miraggio nonostante il Parma sia stato promosso in Lega Pro e la squadra di Colombo non abbia chance di promozione in B. I responsabili dell’ordine pubblico, infatti, caldeggiano l’inserimento delle due squadre in gironi differenti e comunque, nel caso fossero nello stesso, nel derby le farebbero giocare molto probabilmente senza i tifosi ospiti sulle gradinate. Per troppi anni le due sponde calcistiche dell’Enza sono state divise da categorie differenti e la storica rivalità si è sfogata solo nei cori delle curve e negli ultimi anni sui social network, dove i sostenitori granata e quelli crociati si punzecchiano senza sosta. Dopo un anno nei dilettanti il Parma ha conquistato nell’ultima partita la promozione in Lega Pro e subito si è cominciato a sentire profumo di derby. Una possibilità che però, come detto, si scontra con alcuni ostacoli che non sono di poco conto. I responsabili dell’ordine pubblico guardano infatti con preoccupazione a questo evento sportivo per i possibili rischi di disordini. Quest’anno non si sono mai verificati problemi a Reggio, dentro e fuori lo stadio, e il Parma ha giocato a Lentigione e Correggio senza che si siano verificate situazioni spiacevoli. Ma la preoccupazione per un derby che manca da così tanto tempo, ed è così sentito, c’è. Un episodio contribuisce ad alimentare i timori ed è quanto accaduto il 3 ottobre scorso nel derby Mantova-Reggiana, che mancava da 26 anni, ed è stato preceduto da alcuni tafferugli fuori dallo stadio Martelli. A seguito di quell’episodio 21 tifosi granata sono stati colpiti dal Daspo e al ritorno al Città del Tricolore è stato predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza. I responsabili delle questure non hanno voce in capitolo nella formazione dei gironi, ma informalmente i dirigenti reggiani hanno già espresso il loro punto di vista, che è contrario allo svolgimento del derby. La decisione spetta alla Lega Pro, che prima di tutto deve scegliere i criteri in base ai quali ripartire le squadre. In caso di suddivisione orizzontale le squadre emiliane si troverebbero nello stesso girone. Nel caso invece di una suddivisione verticale Parma e Reggiana si troverebbero in gironi differenti. Queste decisioni saranno presente soltanto quando le squadre si iscriveranno al nuovo campionato. I dettagli saranno dunque noti in agosto e prima di allora le società si confronteranno nelle assemblee di Lega. Le valutazioni delle questure di Reggio e Parma hanno un peso importante perché spetta a loro esprimersi sui rischi per l’ordine pubblico. Dunque se i granata e i crociati fossero nello stesso girone i derby si giocherebbe molto probabilmente senza tifosi ospiti sugli spalti (la decisione spetta all’Osservatorio del ministero dell’Interno su indicazione della autorità locali). Reggiana e Parma si sono incontrate 75 volte nella loro storia e i derby si sono sempre giocati con il pubblico. Il bilancio delle sfide è equilibratissimo : 26 le vittorie della Regia, 25 i pareggi, 24 le vittorie del Parma. I tifosi della Reggiana non nascondono la loro voglia di derby. «Ci piacerebbe tanto riempire di granata la curva del Tardini – dicono alcuni tifosi del Gruppo Vandelli -. E’ una partita importante che manca da tanto tempo e i più giovani non hanno mai visto. Siamo però consapevoli che la possibilità che non lo facciano giocare o si giochi senza tifosi ospiti è alta. Peccato».

Ore 19.40 – (Gazzetta di Mantova) Mattia Marchi ha praticamente smaltito la fascite plantare al piede destro e guarda con fiducia al confronto di domenica contro il Pro Piacenza: «In questi giorni mi sono allenato bene, ho svolto tutte le sedute senza problemi e penso che il mister potrà valutare il mio impiego». Marchi osserva compiaciuto il dato riguardante la capacità della squadra di andare a segno con l’assetto a due punte, nel quale al suo fianco c’è Falou Samb: «Ci completiamo e speriamo di potere continuare ad andare a segno, ora che la squadra sembra avere trovato una maggiore solidità difensiva. Col Pro Piacenza sarà una partita molto difficile, sono una nostra diretta rivale. Abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza nelle nostre possibilità, nelle ultime due partite si è visto un Mantova pronto a raggiungere il Cuneo per posizionarsi al meglio in vista dei playout. Mi piacerebbe realizzare il quinto gol stagionale con la maglia biancorossa, sotto la Te o sotto la Cisa cambia poco». Anche Gaetano Caridi dovrebbe essere a disposizione, pur se per una porzione di partita: «Fisicamente non ho mai vissuto una stagione tanto travagliata – spiega il capitano – non parliamone sotto l’aspetto dei risultati…». In un mese, a giudizio di don Tano, la squadra ha acquisito una maggiore coscienza delle sue qualità: «Sotto questo aspetto il mister ha lavorato molto e bene, tutti abbiamo coscienza della situazione e della necessità di lavorare al massimo per dare a Mantova quella salvezza che è indispensabile per il futuro».

Ore 19.20 – (Gazzetta di Mantova) «I soci mantovani ne hanno piene le scatole di essere tirati per la giacca per ripianare debiti contratti da altri, i soci mantovani non hanno mai sottoscritto impegni con chicchessia per rimanere nel Mantova dal 1° luglio 2016». Giambattista Tirelli legge le dichiarazioni di Serafino Di Loreto e la sua lettera-appello al sindaco Palazzi (che si riserva altre 24 ore prima di pronunciarsi in merito), prende fiato e a sera scarica un’accusa circostanziata al patron che lascia soltanto un tenue dubbio sulla volontà dei soci mantovani di togliere il disturbo al più presto possibile, magari un secondo prima. L’ultima tenue perplessità su eventuali patti sottoscritti a lunga durata al momento della stipula dell’accordo, il 25 giugno scorso nello studio del notaio Bartolucci, la dissipa il commercialista e componente del Cda Leonardo Quaglia, che mette i ghirigori su un paio di i che magari Di Loreto sperava di vedere scritte come fossero I: «Non esistono atti formali di impegno dal 1° luglio 2016 da parte dei soci mantovani» è la sua scarna dichiarazione che, volente o no, dipinge nei dettagli un quadro societario che anzichè essere attraente sembra partorito da un autore di pochade, le farse teatrali dell’Ottocento a base di intrighi, equivoci e incomprensioni varie. «Tre anni al 26%». L’ex vice presidente tiene a puntualizzare alcuni aspetti, primo fra tutti quello della quota posseduta dai soci mantovani: «Deteniamo il 26% non da giugno ma dal 2013, anche se l’anno scorso abbiamo dovuto intervenire in modo consistente per ripianare le difficoltà gestionali di Di Matteo. Ma la maggioranza non è più nostra da tre anni, il 4% restante è di Carlo Alberto Savoia che da tempo non compie alcuna operazione societaria nè interviene in solido per ripianare quote e debiti. Il 16 aprile abbiamo completato il versamento del nostro impegno, volto alla copertura delle nostre quote del 26%. Tutto quel che è rimasto fuori è di pertinenza di Sdl e delle persone che detengono la maggioranza del Mantova». «Un bilancio esagerato». Tirelli scaglia una staffilata all’indirizzo dei soci bresciani, destinata a lasciare il segno: «Mi sembra che Di Loreto sia disperato, le sue dichiarazioni di questi giorni sono fuori dalle righe. Pensa di saper comunicare ma dubito ferocemente che riesca a convincere chi si tiene aggiornato sulle vicende societarie. Sarà un caso che ad ogni arrivo della primavera, da almeno tre anni, divampino crisi più o meno risolvibili? So solo che questa volta noi non ci stiamo più, chi detiene la maggioranza aumenti il capitale e risolverà il problema. Noi più di così non facciamo. Non siamo la San Vincenzo ed il bilancio è in rosso, a causa dell’onere dei contratti futuri». Il futuro è un’ipotesi. Più per cortesia che per convinzione, Tirelli rivolge poi un augurio ai soci di maggioranza: «Sdl è azienda di persone capaci, abili nel reperire le risorse necessarie per gestire una società come il Mantova e non ho dubbi sul fatto che i soci bresciani sapranno, in modi a noi del tutto estranei, trovare la chiave giusta per garantire la copertura delle spese attivate in questi pochi mesi, che preoccupano Di Loreto ed i suoi collaboratori. Anche da Mantova possono giungere aiuti, anche se ci credo poco. Proprio poco». Il colpo finale. Leonardo Quaglia, commercialista veronese che entrò in società con Michele Lodi, è nel Cda e soprattutto era presente il giorno in cui venne stipulato dal notaio Bartolucci l’accordo che perfezionava l’arrivo di Sdl nel calcio mantovano. Quaglia ribadisce che i mantovani hanno provveduto al finanziamento dei loro impegni per la stagione in corso e quanto all’ipotetico impegno pluriennale più volte evocato da Di Loreto, in particolare, spiega la situazione: «Non esiste alcun atto formale di impegno da parte dei soci mantovani nei confronti di chicchessia per le prossime stagioni sportive. Tantomeno esiste alcun vincolo o impegno per il futuro». L’ultimo pensierino è per Loretta Goggi: Maledetta primavera…

Ore 18.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Il Cuneo, come all’andata, farà da spartiacque. Il Pordenone, che in ogni caso parteciperà alla prossima Tim Cup (primo obiettivo stagionale già nel cassetto), ricomincia dalla partita che un girone fa sancì il definitivo decollo della banda di Tedino. È vero, poi arrivò la sconfitta contro il Pavia (prima di Natale), ma fu proprio dalla trasferta in Piemonte che il campionato neroverde iniziò a cambiare strada. Da Cuneo al Cuneo, quindi, per un girone straordinario che ha proiettato i ramarri nell’olimpo di LegaPro. E domenica al Bottecchia arriveranno proprio i piemontesi, la squadra da cui tutto è cominciato e da cui può iniziare un altro mini campionato (di tre partite) in grado di consegnare nelle mani del Pordenone l’aritmetica qualificazione ai playoff. In quel pomeriggio piemontese i neroverdi, con i suoi 19 punti, rischiavano di scivolare nelle sabbie mobili della zona calda. La squadra lo sapeva e sul pullman regnava il silenzio più assoluto. I ramarri, proprio come oggi, erano reduci dalla sconfitta contro il Cittadella e la classifica iniziava a farsi preoccupante. Poi l’1-0, maturato con rabbia e determinazione, quindi l’inizio della scalata. Da quel giorno i ragazzi di Tedino hanno messo insieme 37 punti, solo tre in meno della capolista Cittadella, e meglio di qualsiasi altra squadra del girone A. Un ritmo irresistibile, che ha portato la squadra al quarto posto. Un altro successo contro i piemontesi e i playoff potrebbero diventare realtà.

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Nell’anno più positivo del Pordenone c’è un “complimese” da far andare storto. È quello di Fabio Fraschetti, l’allenatore del Cuneo: il 22 marzo ha cominciato la sua parentesi professionale in biancorosso. Sollevato dall’incarico Salvatore Iacolino dopo la sconfitta contro la Reggiana, il club piemontese ha ottenuto due pareggi, una sconfitta e una vittoria. RILANCIATI – I primi tre punti tutti assieme il Cuneo li ha conquistato proprio nel turno precedente, superando di misura la FeralpiSalò. L’1-0 ai gardesani ha rilanciato i piemontesi nella lotta playout, proiettandoli a due passi da Lumezzane e Pro Piacenza. La coppia che li precede occupa di fatto sia il piazzamento superiore di chi dovrà soffrire nel prolungamento di stagione, sia il primo gradino della salvezza diretta. Ora il divario è più che dimezzato rispetto a un paio di settimane fa. «Può essere stata la partita della svolta a livello psicologico – è l’opinione di mister Fraschetti, dopo la vittoria sulla FeralpiSalò e in vista dell’impegno pordenonese -. Ora bisogna dare seguito a questo risultato: siamo tutti in lotta». Lui ha proposto un 4-4-2 insolito per quanto aveva fatto vedere in precedenza. «Ho notato una squadra più attenta e determinata, più compatta e decisa rispetto alla domenica precedente – evidenzia -. Lo scoramento non ha preso il sopravvento, attendendo con pazienza la ripartenza decisiva». Sui risvolti della situazione cuneense, dopo la sua prima vittoria l’allenatore dice che «i ragazzi stanno bene fisicamente, onore al preparatore e a loro. Il problema psicologico mi auguro sia risolto. Questo lavoro va svolto con spensieratezza, senza paure. I giocatori hanno in mano il loro destino: in campo vanno loro». INSEGUIMENTI – Proprio contro la concorrente Pro Piacenza era arrivato uno dei due pareggi della gestione Fraschetti. L’altro, i prossimi avversari del Pordenone lo hanno ottenuto con il Padova. I biancoscudati attualmente sono gli inseguitori più prossimi dei neroverdi, comunque con 5 punti di ritardo. L’uomo più prolifico del Cuneo è il 24enne trevisano Matteo Chinellato, con 11 reti (più di un terzo sulle 29 totali della compagine in cui gioca da tre anni), 4 in meno del capocannoniere Brighenti della Cremonese. LEZIONE – Oggi intanto il Pordenone in collaborazione con La Giovane Italia, progetto di Skysport, incontra gli studenti dell’Itst Kennedy. Dalle 11 alle 13, nell’aula magna dell’istituto di via Interna, una delegazione dei giocatori si confronterà con i ragazzi del terzo e quarto anno. Modererà il giornalista Paolo Ghisoni. Il tema è il percorso del giocatore-studente. Ci saranno mister Bruno Tedino, capitan Mirko Stefani, Simone Pasa, Stefano Beltrame, Alberto Boniotti e Nicole Peressotti, calciatrice del Tavagnacco. Farà gli onori di casa la dirigente scolastica Antonietta Zancan. Sarà presentato anche Fb player, social network per giovani calciatori. Nel pomeriggio le telecamere si sposteranno al De Marchi.

Ore 18.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Non si è mai allenato dopo Cittadella (problema alla caviglia destra), ma a meno di scossoni domenica ci sarà. Perché è in condizione atletica devastante, vive un momento esplosivo e soprattutto questa è la “sua” LegaPro. La migliore da quando gioca da professionista. Luca Strizzolo è il simbolo del Pordenone di Tedino: lotta, sgomita, entra a far parte del club dei grandi. Tutto in un anno. «È vero – ammette -, questa è la mia miglior stagione di sempre. E non solo per i gol (8, contro i 6 che rappresentavano il record personale tra i pro), ma soprattutto per il giocatore che sono diventato». Vero anche questo: il Pordenone ha preso uno Strizzolo in estate e adesso ne mette in campo un altro. Più completo, più 9, più punto di riferimento. «Su di me – riconosce – hanno lavorato su due aspetti: uno mentale e l’altro fisico. Il mio corpo – spiega – si sta stabilizzando. Ora riesco a essere al meglio nelle partite più importanti. Il lavoro mentale, però, è stato il più importante. Tedino mi ha dimostrato fiducia, io sono diventato più consapevole dei miei mezzi e del rispetto che mi stavano tributando tutti». Strizzolo, insomma, andava coccolato. Così sarebbe sbocciato. E la partenza di Caio De Cenco, c’entra qualcosa? Secondo il bomber neroverde proprio no. «È cresciuto il gioco di squadra – spiega – e se Caio fosse rimasto sarebbe stata la stessa cosa. Avrei potuto giocare con lui, senza problemi». Oggi Strizzolo è il terminale principe dei ramarri, forse l’unico insostituibile del reparto. «Per fortuna – analizza – sto molto bene. Ho lavorato il giusto per mantenere la forma e sono pronto al rush finale». Un filotto che parte dal Cuneo: «Con 3 punti faremmo un grande passo in avanti, ma stiamo attenti: il Cuneo rischia, farà una partita tosta. All’andata fu la svolta, speriamo di ripeterci». Chiusura dedicata a playoff e futuro: «Agli spareggi – rivela – vorrei subito una grande piazza. L’anno prossimo spero di rimanere, nessuna maglia l’ho sentita così mia».

Ore 17.50 – (Messaggero Veneto) Il Pordenone, in collaborazione con “La giovane Italia”, il progetto sui giovani di Skysport, incontra gli studenti del Kennedy. Oggi, dalle 11 alle 13, una delegazione neroverde si confronterà con i ragazzi del terzo e quarto anno, con moderatore Paolo Ghisoni, giornalista di Skysport e coordinatore del progetto. Il tema? Il percorso del giocatore-studente con attenzione all’importanza degli studi, da far conciliare con lo sport. Per i “ramarri” ci saranno mister Tedino, che porterà anche l’esperienza del biennio azzurro alla guida delle nazionali under 16 e 17, capitan Stefani, Pasa, Beltrame e Boniotti. Nel pomeriggio le telecamere de “La giovane Italia” si sposteranno sul campo, al centro sportivo Bruno De Marchi, quartier generale del vivaio del Pordenone.

Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) A Cuneo, lo scorso dicembre, cambiò il campionato del Pordenone: vittoria per 1-0, con la squadra che scappò dalla zona playout e prese coscienza dei propri mezzi. Adesso, sempre con i piemontesi, il torneo dei “ramarri” può subire un’altra svolta, visto che si può guadagnare la certezza matematica dei playoff. Nel mezzo, c’è la grande annata del team di Tedino, passato dall’obiettivo salvezza al sogno serie B: 37 punti in totale da quella trasferta, soltanto il Cittadella con 40 punti ha fatto meglio nello stesso arco di tempo. La svolta. All’andata il Pordenone preparò la trasferta in Piemonte – la più lunga del torneo – privo di ben 9 giocatori: qualche riserva (Pavan, Gulin, Talin, Savio), ma soprattutto cinque elementi importanti come Mandorlini, Marchi, Berardi, il capocannoniere De Cenco e il suo sostituto, Strizzolo, fermatosi nella rifinitura prima della partenza. Se avesse perso, la squadra cittadina sarebbe potuta cadere nei playout. Invece, la svolta. Tedino inventò Filippini falso centravanti e il giocatore bresciano risolse il match. «Fu la partita decisiva nell’indirizzare la stagione», dichiarò tempo dopo il tecnico. Si può dire che il Pordenone dei miracoli partì in quel momento: il gruppo si compattò ulteriormente e i principi di gioco del trainer vennero assimilati del tutto. I 37 punti arrivati dopo sono stati la conseguenza, così come la straordinaria striscia di 8 vittorie di fila, partita dal blitz con la Giana Erminio e terminata con un’altra impresa esterna, quella di Bolzano con l’Alto Adige. Supporto. Adesso, sempre col Cuneo, un nuovo bivio. Perché se i “ramarri” vincono e, contemporaneamente, Padova (con Giana Erminio) e Ancona (con la Lupa Roma) non conquistano i tre punti, il gruppo vola alla post-season e mette la ciliegina su un’incredibile stagione. La partita vale e, dunque, la società chiama a raccolta i suoi tifosi: a sostenere la squadra ci saranno anche il settore giovanile e un gruppo di donatori dell’Avis, che troveranno posto nella gradinata nord, solitamente riservata agli ospiti. Una spinta in più che può essere importante. La biglietteria centrale (via Stadio) domenica sarà attiva dalle 10.30 alle 12.30 e riprenderà a lavorare alle 15 sino al termine del primo tempo. I cancelli apriranno invece alle 16.30. Le ultime. Intanto la squadra continua a lavorare sul campo e a preparare il match col Cuneo. Out Berardi, che non sarà della gara, si prepara a parte Luca Strizzolo: dopo Cittadella il bomber ha svolto solamente lavoro differenziato. La botta rimediata nel match di lunedì scorso si è fatta sentire. Tuttavia le sue condizioni non destano preoccupazione.

Ore 17.00 – (Giornale di Vicenza) Si fa presto a dire Renate. Che con quel nome da inflessibile e severissima precettrice di un rigorosissimo collegio svizzero, ha rovesciato tante di quelle bacchettate sulle dita ai giallorossi ogni volta che transitavano da quelle parti che restano a imperitura memoria. Opportuno non rinverdire e soprattutto non replicare. Ma all’occhio, i brianzoli stanno bene: 3 vittorie e 2 pari nelle ultime 5 uscite, Colella in panca li ha rigenerati e specialmente da anni poggiano su un impianto tattico e un cast collaudato che procede a occhi chiusi: 3-5-2, coi centrali difensivi che sono altrettanti drittoni della categoria: l’ex virtussino Teso, poi Melgrati e Riva.Classica retroguardia a tre ingannevole perchè appena il pallone ce l’avrà il Bassano, Iovine e Anghileri, esterni di centrocampo si abbasseranno a formare una difesa a cinque. Oddiò, Iovine forse no poichè è uscito malconcio dal duello di Piacenza sabato scorso, in tal caso è pronto Ntow a surrogarlo. In mediana, l’ex Monza Valagussa, l’affidabile Pavan e soprattutto Scaccabarozzi, mezzala offensiva col vizietto del gol inquietano parecchio. Ma in prima linea due zanzarone come Ekuban e Napoli vanno curate per benino. E pure i cambi sono di qualità se si pensa a Florian, Chimenti e Curcio, tutta gente che sa bollare. Oppure al portierone Castelli scalzato tra i pali dall’emergente Moschin. DI NUOVO TIM CUP. Intanto il piazzamento d’élite attuale del Bassano lo inserisce di diritto già adesso e per il terzo anno di fila, nel tabellone principale della Tim Cup la prossima estate. I giallorossi faranno infatti parte dei 21 club di Lega Pro selezionati per prendere parte alla Coppa Italia dei big i cui requisiti di partecipazione sono stati resi noti nel tardo pomeriggio di ieri.Intanto, per quanto riguarda il campo, in vista di domenica a Meda col Renate (alle 18), out Semenzato per squalifica, è pronto a rilevarlo con la maglia numero 3, Filippo Stevanin che tornerebbe titolare dopo un mese e mezzo, mentre capitan Bizzotto e Misuraca sono diffidati e al prossimo giallo saranno automaticamente appiedati per un turno. Nessuno stoppato invece per il Renate che col Bassano si gioca una larga fetta di destino. Ma i sottiliani, però, molto ma molto di più.

Ore 16.30 – Qui Guizza: si ferma Anastasio, probabile fastidio muscolare per lui.

Ore 16.10 – Qui Guizza: ancora schemi in corso con cambio di interpreti.

Ore 15.50 – Qui Guizza: provato il 4-4-2 con la medesima formazione schierata lunedì a Bergamo.

Ore 15.30 – Qui Guizza: corsa a parte per De Risio, ancora assente Petkovic.

Ore 15.10 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Ci basta un punto e sarà Lega Pro? Per essere sicuri di festeggiare dobbiamo solo pensare a battere la Ripa Fenadora». Ha fretta di dare l’addio alla serie D un Marco Modolo che domenica scorsa, al rientro dopo lo stop di Este inflittogli dal giudice sportivo, è risultato decisivo segnando in avvio di ripresa l’1-1 che ha dato il via alla goleada del Venezia sul Belluno. «Per non aspettare una giornata di più dobbiamo fare bottino pieno a Rasai (fischio d’inizio ore 15, ndr). Giocare per il pareggio sarebbe rischioso ma per fortuna non fa parte del nostro dna – evidenzia il difensore sandonatese -. Non abbiamo mai commesso questo errore e non «scivoleremo» proprio sul più bello». All’andata al Penzo il Venezia piegò su rigore (rete di Fabiano all’86’) i neroverdi bellunesi che oggi con i loro 43 punti – meno 40 dalla vetta degli arancioneroverdi – sono vicinissimi al traguardo salvezza. «Giocheremo su un campo corto e stretto, i bellunesi si difenderanno con ordine come a Sant’Elena e quindi noi dovremo essere bravi a sfruttare le palle inattive. Calci d’angolo o punizioni offensive, quando potrò cercherò di inserirmi anche perché aver ritrovato il gol mi dà grande morale e fiducia». I «soli» tre gol stagionali non rendono giustizia a Modolo, spesso imprendibile con i suoi centimetri nell’area avversaria. «A Belluno avevo preso un palo, con il Levico una traversa, altre volte ho sbagliato il bersaglio per pochissimo. La Lega Pro sarà il giusto premio per tutti, per il nostro lavoro e per aver scommesso su questa stagione per rilanciare il Venezia. Ma i veri vincitori saranno i tifosi che troppo hanno sofferto: è per loro che dobbiamo chiuderla a Rasai». Intanto ha superato quota 200 la prevendita dei biglietti riservati (850 in totale) ai tifosi arancioneroverdi: oggi c’è tempo fino alle ore 18 per acquistarli nella sede societaria di viale Ancona a Mestre (costo 10 euro, gratis per i bambini fino ai 10 anni), dopodiché i tagliandi invenduti saranno a disposizione dalle ore 13 di domenica al botteghino dell’impianto di Rasai di Seren del Grappa (apertura cancelli alle 13.30). Al Taliercio prosegue la preparazione agli ordini di mister Favarin con i soli Maccan (ginocchio) e Taddia (spalla) fermi ai box.

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Conto alla rovescia per la sfida di Seren del Grappa, dove il Venezia domenica (ore 15) vuole festeggiare la promozione in Lega Pro. I tifosi si stanno organizzando per raggiungere la frazione di Rasai, dove c’è lo stadio «estivo» dell’Union Ripa La Fenadora (esauriti un pullman di VeneziaUnited e uno della CurvaSud che ne ha messo a disposizione un secondo). Finora, però, i biglietti venduti sono circa 200 sul totale di 850 messi a disposizione dalla società ospite: 100 mercoledì, nonostante l’avvio in sordina solo al pomeriggio, e altrettanti ieri quando però si sperava di venderne molti di più. Con oggi si chiude la prevendita (orario 9,30-12,30; 15-18) poi, eventualmente, i biglietti avanzati saranno venduti al botteghino dalle 13 di domenica. L’Union Ripa ha messo a disposizione 850 biglietti per gli arancioneroverdi, invertendo le tribune per concedere ai supporter del Venezia quella più ampia. La squadra intanto continua a lavorare a pieno ritmo, tutti presenti solo Maccan (ginocchio) e Taddia (contrattura alla spalla) si allenano a parte.

Ore 14.10 – (La Nuova Venezia) Varcata quota 200. È il numero dei biglietti venduti finora dal Venezia, poco più di duecento, per la partita di domenica a Rasai di Seren del Grappa contro l’Union Ripa La Fenadora. Oggi è l’ultimo giorno in cui i tagliandi saranno messi a disposizione dei tifosi (orari 9.30-12.30 e 15-18, costo 10 euro) nella sede del Venezia Fc in viale Ancona. La scorta invenduta sarà restituita sabato all’Union Ripa che provvederà a metterli in vendita domenica, prima della partita. Accanto ai tre pullman della tifoseria organizzata (due della Curva Sud VeneziaMestre, che sta anche preparando la coreografia per la partita, e uno dell’associazione Venezia United) saranno tantissimi i tifosi che raggiungeranno Rasai di Seren del Grappa con mezzi propri. Salto. L’ultima promozione ottenuta in trasferta risale alla stagione 2005-2006 quando il Venezia di Nello di Costanzo conquistò il salto in serie C/1 al Lido di Jesolo. A dir la verità, anche la promozione in Prima Divisione nel 2013 fu ottenuta in “trasferta”, al Mecchia di Portogruaro contro il Monza, ma il Venezia formalmente giocava in casa per l’indisponibilità del Penzo. Squadra. C’è anche la partita da preparare, perché manca ancora un punto prima che la festa possa cominciare. Giancarlo Favarin non vuole cali di tensione, rosa al completo, anche se continuano a lavorare a parte sia Maccan, sempre alle prese con il fastidio al ginocchio ma scalpitante per essere protagonista attivo della festa-promozione, e Taddia, che deve smaltire la contrattura alla spalla che lo affligge da qualche giorno. Torna disponibile Beccaro, che ha scontato la squalifica, ma le uniche variazioni potrebbero interessare l’attacco, poichè le prestazioni di Volpicelli e di Lattanzio potrebbero spingere il tecnico di Pisa a riconfermare la squadra che ha travolto il Belluno. E bisogna fare i conti anche con l’Union Ripa che parteciperà da sparring partner alla festa del Venezia visto che all’undici bellunese manca ancora la matematica per garantirsi la permanenza in serie D. Magliette. Festa per tre, ieri pomeriggio al Taliercio, dove sono arrivate le magliette celebrative per i compleanni di Matteo Serafini (38), Matteo Marcolini (31) e Lorenzo Andreatta (19), perpetuando un’iniziativa voluta a inizio stagione dal direttore sportivo Giorgio Perinetti. Siparietto. Che sia un’atmosfera idilliaca al Taliercio, lo testimonia anche il video-siparietto realizzato da Soligo e Serafini, con la partecipazione di Calzi, Maccan, Volpicelli e Carbonaro, per annunciare la partecipazione anche del Venezia Fc all’iniziativa Live Music Mestre, in programma da oggi a lunedì 25 aprile. La società arancioneroverde sarà presente in piazzetta Coin con un gazebo.

Ore 13.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) I primi contatti tra Daniel Adejo e il Vicenza risalgono agli ultimi giorni nella campagna trasferimenti di gennaio, dopo che l’ex difensore della Reggina si era svincolatato dalla formazione greca del Kalloni. «Il Vicenza aveva ceduto Mantovani e Manfredini si era nuovamente fermato per il problema al tendine – precisa Adejo – il mio procuratore mi aveva informato dell’interessamento ma poi non se ne fece niente. Pensavo che la possibilità di vestire il biancorosso fosse sfumata, invece eccomi qua. Quando verso fine febbraio mi hanno richiamato ho detto subito di sì, e non ho mai dubitato di aver fatto la scelta giusta». Sorride Adejo, perché la squadra nelle ultime gare ha saputo risollevarsi e ora la classifica fa meno paura. «Abbiamo avuto la capacità di centrare una striscia positiva di cinque gare che ci ha portato 11 punti che ci hanno consentito di risalire la china – spiega il difensore di origini nigeriane – ma non abbiamo ancora centrato l’obiettivo salvezza. Dobbiamo lavorare duro in settimana, non possiamo fermarci per nessun motivo». Adejo in poche partite ha conquistato i tifosi, che magari lo conoscevano poco, anche se alla Reggina ha collezionato oltre 160 presenze in B. «La mia esperienza in B è senza dubbio notevole e questo mi ha aiutato a non trovare difficoltà di ambientamento – spiega –. Sono arrivato a Vicenza ben allenato per aver sempre giocato fino a gennaio nel campionato greco con il Kalloni, e quindi quando sono stato chiamato in causa ero pronto per fare bene. Fuori dal campo mi sento quasi a casa, qui c’è anche la mia famiglia e il Veneto lo conosco bene essendo cresciuto dalle parti di Lusia e avendo vissuto le prime esperienze calcistiche all’Este. In campo sono uno che dà tutto, e magari proprio per questo la gente mi apprezza, ma il merito della nostra risalita è di tutto il gruppo, di uno spogliatoio unito e compatto». Sabato al Menti arriverà lo Spezia del grande ex Mimmo Di Carlo, che ha il bomber Calaiò il pericolo numero uno. «Senza dubbio Calaiò è un ottimo giocatore, ma lo Spezia dispone di un organico forte nel complesso, una squadra costruita con l’intento di centrare i playoff. Sarà una partita difficile, ma in questo momento il Vicenza è cresciuto sia dal punto di vista della condizione, ma soprattutto nella consapevolezza dei propri mezzi. Al Menti, giocando con il nostro meraviglioso pubblico, sarà dura anche per loro».

Ore 13.20 – (Giornale di Vicenza) Non si può certo dire che quella in corso sia la “settimana tipo” per una squadra di calcio. Con tre incontri ravvicinati (di cui uno in orario serale) e una trasferta aerea di mezzo, il Vicenza ha avuto ben poco tempo per allenarsi, ricaricare le energie e studiare gli avversari.DUE GRUPPI. Ieri mattina al Morosini di Isola i biancorossi sul campo si sono divisi in due gruppi, tarando il lavoro in base alla fatica accumulata nelle due partite già disputate questa settimana: i titolari si sono limitati agli esercizi e ai giochi di movimento e prontezza di riflessi con il preparatore atletico Marco Bresciani, sotto lo sguardo attento di Lerda. Chi invece non è sceso in campo o ha giocato meno (ad esempio Raicevic ed Urso) ha invece disputato anche una partitella su campo ridotto, diretta dall’allenatore in seconda Giacomo Chini.ATTACCANTI A PARTE. Non si sono allenati né con un gruppo, né con l’altro Stefano Giacomelli e Giulio Ebagua, che si sono limitati ad esercizi e massaggi personalizzati in palestra. Il fantasista umbro ha fatto poi una capatina a bordo campo per osservare i compagni, ma indossava le ciabatte e si poteva chiaramente vedere come la caviglia destra fosse gonfia: il problema, ormai cronico, non gli consente di rendere al meglio, né di affrontare una partita intera. A questo punto è più che probabile che, anche contro lo Spezia, il suo posto sia preso dal giovane “apprendista” Giovanni Sbrissa, mentre Giacomelli potrebbe al massimo trovare spazio a partita in corsa, come già avvenuto negli altri due incontri settimanali. Tutto sotto controllo invece per quanto riguarda Giulio Ebagua, alle prese solo con un leggero affaticamento muscolare che dovrebbe risolversi senza problemi nelle prossime ore.MODIC MIGLIORA. Purtroppo Lerda domani sera non potrà contare su nessun giocatore aggiuntivo rispetto alla risicata rosa dei disponibili in queste ultime partite. Né Lorenzo Laverone, sempre condizionato dal dolore al calcagno sinistro, né Marco Pinato, che sta curando una piccola lesione ai flessori di destra, hanno ripreso ad allenarsi in gruppo. Se non altro, ieri per la prima volta si è rivisto in campo con le scarpe da calcio Andrej Modic, che finalmente quindi non avverte più eccessivo dolore al piede sinistro: sarà lui, a quanto pare, il primo dei tre convalescenti a tornare prossimamente nella lista dei convocati.L’ALTRO FRANCESCO. Con Francesco Signori squalificato e Sbrissa ora adattato nel ruolo di Giacomelli, non sembrano esserci dubbi su chi sostituirà in mediana lo squalificato Signori: sarà un’ideale staffetta con l’altro Francesco, “Ciccio” Urso, pronto a tornare titolare. Stamattina, nella rifinitura a porte chiuse al Menti, le ultime prove generali di Lerda.

Ore 13.00 – (Giornale di Vicenza) Prima la vittoria in casa sulla Ternana, poi il punto di platino conquistato all’Arechi di Salerno. Per completare la settimana perfetta il Vicenza di Franco Lerda deve però superare indenne al Menti (fischio d’inizio domani alle 18) un altro ostacolo molto elevato: lo Spezia di Mimmo Di Carlo, sesto in classifica con 58 punti, in piena corsa per i playoff.Lerda, avete scalato due montagne ostiche, ma ne rimane una terza altrettanto ardua… Sarà la più dura dal punto di vista fisico, proprio perché veniamo da due partite così intense e ravvicinate, è indubbio. Però è anche vero che siamo riusciti a conquistare risultati molto positivi, e questi aiutano molto a sentire meno la fatica: la testa, in questo frangente, è determinante, e noi da questo punto di vista stiamo benissimo.Quali i segnali più positivi giunti dall’Arechi?Siamo cresciuti ancora, sotto ogni aspetto, come stiamo facendo costantemente da diverse partite. Abbiamo interpretato con attenzione sia la fase di contenimento, sia quella di costruzione. Non ci siamo limitati ad un possesso palla sterile, magari esponendoci alle ripartenze avversarie, ma abbiamo cercato di affondare il colpo rimanendo comunque accorti, concedendo poco o nulla alla Salernitana, anche perché li abbiamo aggrediti sempre stando molto alti. Altre formazioni, tipo il Bari o il Latina, in quello stadio avevano sofferto molto più di noi: per questo ritengo a maggior ragione la prestazione di martedì una conferma importante.La difesa è uscita imbattuta anche grazie ad un Adejo che, con lei in panchina, è diventato un punto fermo.Sono molto contento per lui, perché è un ragazzo sensibile, disponibile e attento. Ha recepito subito molto bene le indicazioni e si è integrato al meglio nel gruppo: non era facile in così poco tempo, considerando che è arrivato a Vicenza poco prima di me.Terza partita in una settimana: va bene la testa, ma le gambe e il fiato come stanno?Non possiamo essere al massimo, ma è normale. E comunque abbiamo ancora un paio di giorni per recuperare le energie, quindi non ho dubbi che sabato ci presenteremo in campo al Menti pronti a fare la nostra parte.Giacomelli ed Ebagua in gestione differenziata: recupereranno?Giacomelli, ormai lo sapete, ha la caviglia destra che puntualmente dopo la partita gli fa male e deve riposare, ma credo che ormai abbia imparato a convivere con questo fastidio.Per Giulio Ebagua non c’è alcun tipo di problema, solo un leggerissimo affaticamento.Lo Spezia è squadra di grande qualità. Il Vicenza potrebbe cambiare qualcosa per fargli fronte?Lo Spezia è sicuramente un avversario forte, soprattutto è una squadra che, a differenza di molte altre, ha mantenuto le attese della vigilia, superando bene gli inevitabili momenti di flessione del campionato. In questa categoria, però non ci sono differenze tali da costringere una squadra come la nostra a regolarsi in base all’avversario: adesso abbiamo una nostra idea di gioco, siamo più maturi e consapevoli di quello che possiamo fare, quindi confidiamo di proseguire con sicurezza sui binari tracciati.Dovrà rinunciare per squalifica a Signori, uno dei giocatori più in forma in questo periodo.È vero, Francesco sta giocando molto bene, ma si portava dietro la diffida da un po’ di tempo ed era normale che prima o poi fosse ammonito di nuovo. Avevamo molti diffidati ma per fortuna stavolta è scattata un’unica squalifica, in questo modo riusciamo a sopperire meglio. Sono sicuro che chi giocherà al suo posto saprà fare altrettanto bene.Sull’altra panchina siederà Mimmo Di Carlo, che qui è una bandiera: lo conosce?Non l’ho mai affrontato da allenatore, ma sarò felice di incontrarlo e stringergli la mano. La sua squadra ha qualità importanti e mi pare ben organizzata, ma magari, proprio perché lui è di casa a Vicenza, speriamo che con noi si comporti bene…

Ore 12.30 – (Gazzettino) Il tecnico del Cittadella Roberto Venturato sa coniugare bene il tempo della festa per la matematica promozione in serie B e la preparazione che non deve tradire l’impegno che ha caratterizzato questa favolosa stagione sportiva. «È giusto gioire – dice- per il traguardo raggiunto a quattro giornate dalla conclusione del campionato. È raro che questo succeda e noi ci siamo riusciti grazie al lavoro di molti che hanno svolto con dedizione e competenza i propri compiti. Voglio ringraziare i miei collaboratori dello staff tecnico che hanno lavorato con me e quelli che mi sono stati vicino lavorando per raggiungere l’obbiettivo. In particolare i giocatori, che sono stati sempre concentrati sulla preparazione, la società che ci ha supportato in ogni necessità, soprattutto il direttore generale Stefano Marchetti che sa trasferire a tutti valori importanti, il presidente Andrea e la famiglia Gabrielli che ci mettono tanta passione, ma non voglio dimenticare nessuno dai dirigenti all’ultimo dei collaboratori, dai magazzinieri agli addetti al campo, ai tifosi e ai rappresentanti delle istituzioni perchè quando si vince siamo tutti primi». «Ma dobbiamo essere consapevoli -continua Venturato- che nella vita e nel calcio si deve sempre guardare avanti. Le vittorie fanno parte del passato e noi nel prossimo mese abbiamo ancora tre partite di campionato e il pool scudetto (14, 18, 21 maggio fra le tre vincitrici di girone della Lega Pro, ndr) che dobbiamo affrontare con lo stesso atteggiamento tenuto finora. Essere felici deve rappresentare uno stimolo in più per continuare ponendoci sempre nuovi traguardi». I segreto dei successi e record stabiliti dal Cittadella? «Alla partenza c’erano nel nostro girone sette-otto squadre con organici e ambizioni di vertice. Noi ci siamo imposti con un calcio propositivo e una crescita costante dovuta all’impegno dell’intero ambiente. Abbiamo raggiunto una nostra identità creata con il lavoro e una filosofia di gioco che abbiamo il dovere di mantenere. Guai mollare adesso, con più serenità dobbiamo ancora migliorare».

Ore 12.10 – (Gazzettino) Un’aria di festa in una giornata baciata dal sole di primavera ha accolto ieri pomeriggio il primo allenamento del Cittadella ritornato in serie B. All’ingresso del Tombolato un grande cartello appeso dai tifosi del club “Angelo Gabrielli granata per sempre” con su scritto: «Marchetti-Venturato nuova coppia vincente. Grazie famiglia Gabrielli». Su altri striscioni il «Bentornati in B» a ribadire che di Lega Pro… «un anno è Bastato». I tifosi attendono i granata al ritorno in campo dopo la promozione matematica, ma questi alle 14,30 hanno appuntamento per la foto ufficiale a Porta Padova, dove l’orologio e il simbolo dei Carraresi adornano le storiche mura medioevali. Filippo Scaglia ha ancora la barba folta e precisa: «Tagliarla? Non ho fatto nessuna promessa, è una bufala», ma fa capire che potrebbe farlo. Enrico Alfonso arriva in moto con un casco pittoresco e fa il giro attorno agli spogliatoi strombazzando. Tutti escono, qualcuno con parrucche e altre stravaganze in corso di allestimento. In moto anche il medico sociale Ilario Candido, venuto per la foto, perchè l’infermeria granata è vuota. Anche Emiliano Bonazzoli è pronto al rientro in gruppo «Anche se – dice – la costola sinistra non è completamente a posto». Assieme a Jallow c’è Yusupha Bobb, che ha interrotto la riabilitazione con il Chievo perchè alla foto di gruppo ci tiene. Non è ancora pronto per riprendere gli allenamenti, la sua stagione è finita a fine girone di andata per un grave infortunio ed è stato tolto dall’elenco. Il magazziniere Toni Sgarbossa si è rasato i capelli stampando in rosso una B maiuscola sulla nuca. Il direttore generale Stefano Marchetti approfitta dell’attesa per tenere a consulto l’intero staff tecnico. Ma è l’ora della foto ufficiale, bisogna andare. Tutti quindi a Porta Padova dove ci sono già il vice presidente Pavin, l’amministratore delegato Michelini, il responsabile marketing Cerantola e altri. Arriva il presidente Andrea Gabrielli e alle 14,20 il vigile urbano blocca il traffico d’ingresso alla città. Vengono sistemate le panche per schierarsi in triplice fila e in una decina di minuti la foto ufficiale è fatta. Ma non è finita, perchè il divertente viene dopo, con la foto goliardica fra canti e cori orchestrati da Alfonso, Pascali, Litteri, Iori con tutti gli altri a seguire. Strombazzano anche i clacson delle auto che girano verso l’ospedale, non per l’ingorgo, ma per la festa granata. Coralli ha un elmo da Vichingo, Chiaretti la maschera della nonna con il naso lungo, Pascali fa Obelix, Iori l’orso, Paolucci il bove mansueto, Alfonso si copre con il suo casco stravagante e altri indossano parrucche che rendono i protagonisti della galoppata trionfale irriconoscibili. A Marchetti poi viene infilata una maschera da asinello, simboleggiando colui che tira con umiltà la festosa carretta granata. Il direttore lascia fare perchè i ragazzi sanno fare bene anche queste cose. E sabato 30 aprile, dopo la partita con la Cremonese (inizio 14,30) ci sarà in Piazza Pierobon la festa promossa dall’amministrazione comunale. Finito lo svago con le foto, tutti in campo per l’allenamento, a parte Bizzotto, fermo per una contrattura.

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Ha un bel daffare, il vigile, a dirigere le auto che passano davanti a Porta Padova. Ma dieci minuti di disagio sono un prezzo che Cittadella paga volentieri ai suoi campioni. È un giovedì pomeriggio, il sole è quasi estivo e picchia forte sul presidente Andrea Gabrielli, sul d.g. Stefano Marchetti e su tutto lo staff dirigenziale granata, in giacca e cravatta per la foto che immortala i protagonisti di una stagione a dir poco trionfale. Ma di formale, a parte la divisa d’ordinanza, c’è poco. I giocatori, che salgono sul muricciolo per stare tutti nell’inquadratura, non si trattengono e fra uno scatto e l’altro intonano il canto che ha scandito la loro cavalcata: “Totalmente dipendente / non so stare senza te / ho il granata nelle vene / tifo il Citta olè”. E poi, come per magia, escono maschere e parrucche, le stesse viste alla festa di Carnevale dello scorso febbraio, e la foto seria è seguita dalla sua versione goliardica. Chiaretti si mette sulla faccia un naso lungo da “vecchina”, Pascali indossa i panni di Obelix, Coralli quelli del vichingo, Paolucci quelli del mulo («Ma non c’è una ragione particolare nelle scelte», precisa sorridendo quest’ultimo al rompete le righe, «anche se alla mia maschera tengo molto, perché il mulo sta a significare che ho lavorato a testa bassa»). Persino Marchetti, teso come le corde di un violino nel corso del decisivo match di lunedì sera contro il Pordenone, s’infila quella dell’asino e partecipa alla scenetta. Venturato resta, invece, a volto scoperto: «Per forza» spiega, «l’avrei messa anch’io, ma erano terminate!». La promessa del mister. Poi ognuno torna alla propria auto e si sposta verso il Tombolato per la ripresa della preparazione, dopo due giorni di riposo. «Non so se sarà proprio un allenamento normale, questo. Ma è giusto che ci sia euforia, non è mica da tutti poter festeggiare la promozione in Serie B già al quart’ultimo turno», afferma il tecnico del Citta sulla porta degli spogliatoi, prima di spostarsi sul rettangolo verde, dove, a dare il benvenuto ai giocatori, scritta a vernice bianca sull’erba dal responsabile del campo Angelo Sgarbossa, c’è la scritta “Dal sogno alla realtà, siamo tornati in B. Bravi!”. Venturato ha trascorso i due giorni liberi a Cremona, con la famiglia, che lo aveva seguito al completo dagli spalti del Tombolato. Chi lo… accusa di essere sempre troppo serio di fronte ai giornalisti dovrebbe vedere il volto disteso che ha adesso. Ad accoglierlo, sui cancelli del centro sportivo, un maxi-striscione appeso dai tifosi del “Club Angelo Gabrielli Granata x sempre”, con la scritta “Marchetti-Venturato nuova coppia vincente, grazie famiglia Gabrielli”. «Sono attestati che ti toccano dentro», aggiunge l’uomo venuto dall’Australia. Il quale poi, però, torna quello che conosciamo quando gli viene chiesto se nelle ultime gare troverà spazio chi ha giocato di meno: «Nelle prossime tre partite non cambierà nulla. Il campionato non è mica terminato, dobbiamo onorarlo sino alla fine». Bobb cow-boy. Per la foto di gruppo gli è stata data la maschera di un animale. «It was a cow (una mucca, ndr)». Sorride Yusupha Bobb, mentre si sposta verso il campo. E ne ha ben donde. La vera, bella notizia della giornata è che il 19enne centrocampista gambiano in prestito dal Chievo, fuori causa dal gennaio per la frattura al perone, si è rivisto al Tombolato dopo il periodo di convalescenza trascorso a Verona. «Riprendo a correre, finalmente. Sono contento perché pensavo che sarebbe passato più tempo prima di ricominciare». Ovviamente, più che correre corricchia ed è presto per pensare di rivederlo ad allenarsi in gruppo, ma è bello che sia di nuovo con gli altri. In gruppo è rientrato a tutti gli effetti Bonazzoli, ancora un po’ dolorante dopo la frattura alla costola rimediata nella finale di Coppa. Fermo, invece, Bizzotto, per una contrattura agli adduttori della coscia sinistra. Proprio Bonazzoli e Bizzotto ieri sera hanno presenziato alla serata di apertura del Torneo internazionale giovanile di Abano. C’è anche Sky. A bordocampo, ieri, anche le telecamere di Sky Sport, per il programma “La Giovane Italia”, in onda prossimamente. Intervistati Bizzotto, Cappelletti, De Leidi, Lora, Nava e Scaglia. Volti puliti e positivi di un mondo del calcio che ne ha più che mai di bisogno.

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Il “triplete” non ci potrà essere, visto che la Coppa Italia non è arrivata. Ma la “doppietta”, magari, sì. Già, perché il Cittadella, che domenica alle 18 sarà ospite della FeralpiSalò in campionato, è la prima squadra qualificata alla SuperCoppa di Lega Pro, giunta alla sua 17ª edizione. Alla manifestazione partecipano le prime tre classificate di ogni girone: quasi fatta per la Spal nel B, più incertezza in quello C, dove il Benevento ha 4 punti di vantaggio sul Foggia. Queste le date: 1ª giornata – sabato 14 maggio; 2ª giornata – mercoledì 18 maggio, 3ª giornata – sabato 21 maggio, con orari da definire. Le tre squadre formeranno un girone, con gare di sola andata, giocandone una in casa e una in trasferta. La squadra che riposerà nella prima giornata verrà determinata per sorteggio; per sorteggio verrà determinata anche la squadra che disputerà la prima partita in trasferta. Nella seconda giornata riposerà la squadra che avrà vinto la prima gara.

Ore 11.10 – (Corriere del Veneto) Gianluca Litteri è stato uno dei protagonisti della promozione del Cittadella. Su di lui si sta concentrando il dg Stefano Marchetti per rinnovargli il contratto anche in B. L’attaccante è del Latina e spinge per questa soluzione, le parti stanno dialogando e si aggiorneranno nei prossimi giorni. Emiliano Bonazzoli torna in gruppo, guarita la frattura a una costola. Per lui possibile uno spezzone di partita domenica a Salò contro la Feralpi. Per Bizzotto contrattura alla coscia, corsa blanda per Bobb, che ha superato la parte peggiore dell’infortunio di gennaio

Ore 10.40 – (Gazzettino) Naturalmente anche il popolo biancoscudato è in fermento per questo rush finale di stagione che ci si augura abbia il lieto fine. E allora è inevitabile anche un appello rivolto da Bonetto proprio ai tifosi in vista della sfida con la Giana Erminio. «Ci sono stati sempre vicini, mi auguro che domenica siano ancora più numerosi del solito per stare al fianco dei ragazzi in questa partita che è davvero molto importante». Gli fa eco il presidente Bergamin. «Mi aspetto tanto calore dai nostri tifosi, se c’è un grande pubblico che ci sostiene diventa ancora più stimolante». Inevitabile anche un riferimento alla promozione in serie B del Cittadella. Così Bergamin. «Ho telefonato al presidente Andrea Gabrielli subito dopo la vittoria con il Pordenone, credo che gli abbia fatto piacere. Al di là della competizione sportiva, tra di noi c’è un rapporto di amicizia». Bonetto ha avuto anche un passato dirigenziale nella società granata. «Faccio i complimenti al Cittadella per la promozione che è meritata, speriamo di raggiungerli al più presto».

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Ma la corsa è da fare soprattutto sull’Alessandria avendo lo scontro diretto all’ultima giornata, tanto più che se dovessimo arrivare a fine campionato con gli stessi punti del Pordenone siamo in svantaggio negli scontri diretti. Pensare di potere arrivare ai play off è già comunque qualcosa d’importante, ma anche l’attuale quinto posto in classifica è gratificante guardando alla stagione nel suo complesso». Naturalmente ad agguantare gli spareggi promozione ci si crede, eccome, tra tutti gli azionisti della società. Ecco l’amministratore delegato Roberto Bonetto. «L’allenatore sta motivando i giocatori per centrare questo traguardo che a un certo punto del campionato sembrava irraggiungibile. Non dipende solo dai nostri risultati, ma nel calcio tutto può succedere e chissà che il buon Dio ci riservi una corsia preferenziale. C’è grande convinzione nei nostri mezzi, il gruppo è unito e il nostro sogno è quello di riuscire a prolungare la stagione. Con l’Albinoleffe magari non abbiamo disputato una prestazione bellissima, però in questo momento ciò che importa sono i tre punti e li abbiamo portati a casa mantenendo viva la speranza».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Tutte le attenzioni sono rivolte alla sfida in programma domenica all’Euganeo con la Giana Erminio, e così anche le questione societarie sono al momento relegate temporaneamente in secondo piano. È questo il pensiero all’interno dello stato maggiore biancoscudato e le parole del presidente Giuseppe Bergamin sono eloquenti. «Siamo tutti concentrati sull’aspetto sportivo, in questa fase dobbiamo pensare solo alla squadra. Faremo più avanti gli altri discorsi». Insomma, la parola d’ordine è trasmettere fiducia e tranquillità a tutto l’ambiente, inclusa la squadra che a tre giornate dalla fine del campionato ha l’obiettivo play off a portata di mano. A patto però di fare sempre bottino pieno e al tempo stesso incrociando le dita nell’auspicio che davanti qualche rivale perda ancora qualche colpo: Alessandria e Pordenone sono attualmente appaiate cinque lunghezze avanti in classifica.

Ore 10.10 – (Gazzettino) Scatta di nuovo l’allarme per Daniele Corti, che ieri ha accusato un problema al solito ginocchio destro e quasi certamente non sarà a disposizione domenica per la sfida con la Giana Erminio. Il centrocampista si è fatto male da solo durante la partitella in famiglia: dopo aver calciato la palla, ha sentito una fitta al ginocchio e si è accasciato a terra, prontamente soccorso dallo staff medico. Attorno a lui sono accorsi tutti i compagni di squadra e lo staff tecnico. Dopo qualche minuto il giocatore si è rialzato e visibilmente claudicante ha fatto rientro in spogliatoio. La prima diagnosi parla di un trauma distorsivo, ma oggi al poliambulatorio Arcella il centrocampista sarà sottoposto a una valutazione specialistica e se ne saprà di più. Proprio lunedì sera nella trasferta con l’Albinoleffe era tornato in panchina dopo un mese e mezzo di stop per una lesione al legamento collaterale del ginocchio destro.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Un po’ perché, dopo sei settimane di stop, il suo rientro avrebbe dovuto essere graduale, e un po’ perché Pillon, dopo il bel gioco mostrato (a tratti) nell’ultima partita disputata a Bergamo parrebbe intenzionato a confermare lo stesso undici che ha battuto 4-2 l’Albinoleffe. Anche ieri pomeriggio, sul campo, il Padova si è infatti schierato con la medesima formazione di partenza, con il tandem Bucolo-Baldassin in mezzo al campo e davanti, inamovibile, la coppia formata da Neto Pereira ed Altinier. La situazione. E il nuovo stop di Corti è arrivato in un momento nel quale l’infermeria biancoscudata era comunque già abbastanza affollata. La buona notizia giunge da Matteo Dionisi, che da due giorni si allena con i compagni senza alcun problema e che pare quindi avviato al pieno recupero: per la sfida con la Giana potrebbe quindi tornare tra i convocati. Per Carlo De Risio e Lazar Petkovic, invece, il rischio è che il campionato sia già finito. Il portiere serbo non è ancora guarito dall’infortunio muscolare patito due mesi fa, e un suo recupero è molto difficile. Per il mediano, invece, sono in corso nuovi esami per verificare se almeno per l’ultima in casa con l’Alessandria potrà essere a disposizione.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Il dolore potrebbe quindi aver interessato proprio la zona in cui, ormai un mese e mezzo fa, nel corso del match interno con il Renate si era procurato una lesione al legamento collaterale mediale, che da allora l’aveva costretto per un mese ai box. Dopo essersi ripreso dall’infortunio al ginocchio ed essere tornato ad allenarsi tre settimane fa insieme ai compagni, lunedì sera l’ex varesino era tornato per la prima volta nell’elenco dei convocati in occasione del match di Bergamo. Pillon non gli aveva concesso nemmeno un minuto di gara, per non forzare i tempi di recupero, ma ieri è arrivato improvvisamente il nuovo stop. Oggi il giocatore si sottoporrà al Poliambulatorio Arcella ad una visita specialistica che determinerà la gravità della situazione, con la speranza che il nuovo guaio non sia di grave entità. Verso la Giana. Domenica, verosimilmente, Corti non ci sarà. Ma in ogni caso, se anche fosse stato a disposizione, si sarebbe probabilmente accomodato ancora una volta in panchina.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Dall’euforia per una rincorsa entusiasmante, da provare a concludere in bellezza nelle ultime tre gare, all’ansia per gli infortuni che continuano a tormentare la rosa. Il Padova lavora duro in vista dell’impegno di domenica all’Euganeo (ore 18) contro la Giana Erminio, e Pillon medita di confermare in blocco lo stesso undici che lunedì scorso ha battuto nettamente l’Albinoleffe, seppure con qualche affanno di troppo. Ma nel mezzo della tensione positiva che si respira al quartier generale della Guizza ieri è piovuta un’altra “tegola”, l’ennesima degli ultimi due mesi nerissimi per ciò che riguarda l’infermeria. Corti, nuovo stop? Il bersaglio della malasorte, ancora una volta, è stato Daniele Corti. Il centrocampista nel pomeriggio si stava allenando regolarmente con i compagni quando, nel mezzo di un’esercitazione tattica, senza alcun contrasto, calciando il pallone si è procurato una distorsione al ginocchio destro, rimanendo a terra per diversi minuti, circondato dai compagni, per poi abbandonare la seduta.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) «Al momento sto svolgendo soltanto terapie – sospira De Risio – non sto ancora bene e saranno necessari nuovi accertamenti. Ho uno stiramento al flessore, lo stesso infortunio che mi ero procurato a Castellammare quando militavo nella Juve Stabia. Mi piacerebbe molto tornare con l’Alessandria fra due settimane, ma al momento non me la sento di sbilanciarmi. Un peccato, perché stavo bene, ma vedo che anche in mia assenza la squadra ha vinto entrambe le partite e sono convinto che ci giocheremo fino in fondo le nostre chance di arrivare ai playoff». De Risio ha preso in mano le chiavi del centrocampo e ha fatto girare il reparto in modo eccellente. La sua assenza peserà soprattutto quando di fronte ci saranno squadre di prima fascia, come Bassano e Alessandria: «Ma in questo momento della stagione – evidenzia – anche squadre come la Giana devono fare punti a tutti i costi. Noi stiamo bene, nonostante tutto quello che si è detto siamo sempre lì, col fiato sul collo a chi ci sta davanti. E questo è già un successo, visto come si erano messe le cose». Un pensiero anche al futuro: «Se fosse per me – spiega De Risio – rimarrei senza problemi a Padova. Al momento non abbiamo ancora parlato del mio contratto in scadenza a giugno, spero che lo faremo presto, ma aspetterò senza problemi. Anche perché adesso c’è da pensare a ben altro…».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Evidentemente è destino che il centrocampo del Padova sia il reparto più bersagliato da acciacchi e infortuni per Giuseppe Pillon. Il tecnico trevigiano, che lotta con il coltello fra i denti per un posto ai playoff, non ha pace. Ieri, durante l’allenamento alla Guizza, si è nuovamente infortunato Daniele Corti, che sembrava sul punto di poter riprendere il posto in squadra dopo il crack al ginocchio subito nella partita casalinga contro il Renate disputata all’inizio del mese di marzo. Nessun contrasto fortuito stavolta, ma un movimento innaturale che ha visto crollare a terra l’ex Varese, costretto ad abbandonare il campo zoppicante, ma comunque sulle sue gambe a partitella in corso. Niente da fare, dunque, per la partita contro la Giana, in cui Pillon dovrà fare i conti con l’assenza dei due centrali titolari, Corti e Carlo De Risio e potrebbe schierare ancora una volta Bucolo e Baldassin dal primo minuto. De Risio si dovrà sottoporre in settimana a nuovi accertamenti e, in base all’esito degli stessi, saprà se avrà o meno speranze di recuperare in tempo almeno per l’ultima di campionato in programma domenica 8 maggio all’Euganeo contro l’Alessandria. Partita che potrebbe essere decisiva nel caso in cui il Padova riuscisse a recuperare altri due punti ai piemontesi, quarti in classifica appaiati al Pordenone e con cinque lunghezze di vantaggio sui biancoscudati, quinti.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 69, Bassano 58, Alessandria e Pordenone 56, Padova 51, FeralpiSalò 49, Pavia 48, Cremonese 46, Reggiana 45, SudTirol 43, Giana Erminio 38, Renate 36, Lumezzane e Pro Piacenza 35, Cuneo 33, Mantova 27, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la trentunesima giornata: Cuneo-FeralpiSalò 1-0 (Chinellato (Cn) al 37′ st), Alessandria-Mantova 0-0, Bassano-Lumezzane 1-0 (Pietribiasi (Ba) al 24′ pt), Pro Piacenza-Renate 0-0, Giana Erminio-Cremonese 2-1 (Perico (Ge) dal 29′ pt, Brighenti (Cr) al 6′ st, Bruno (Ge) al 23′ st), Pavia-Reggiana 2-0, Pro Patria-SudTirol 0-1, AlbinoLeffe-Padova 2-4, Cittadella-Pordenone 3-1.

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 21 aprile: allenamento pomeridiano per i Biancoscudati, distorsione al ginocchio per Corti




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