Live 24! Cuneo-Padova 1-1, Neto Pereira prova a tenere in corsa i Biancoscudati

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Ore 23.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Dopo la vittoria di Ascoli di sabato scorso, il Vicenza era chiamato al bis contro il Livorno di mister Colomba e la truppa di Franco Lerda ha centrato l’obiettivo. «I tre punti sono arrivati e sono la cosa più importante – sottolinea il tecnico – però ci tengo a sottolineare che ho visto anche altre cose buone, come una compattezza di squadra e la capacità di saper soffrire nei momenti difficili. Oggi (ieri, ndr ) abbiamo messo un altro tassello nel nostro percorso, e l’unica nota stonata forse viene dai risultati degli altri campi, anche se noi dobbiamo guardare a noi stessi e al nostro cammino da qui al 20 maggio. La squadra ha interpretato molto bene la gara sia in fase di possesso palla che in quella difensiva, lavorando in sincronia in tutte le zone del campo». Lerda non concorda con chi gli dice che dopo il 2 a 0 si è sofferto troppo. «Intanto devo sottolineare che abbiamo avuto l’opportunità di chiudere la partita andando sul 3 a 0, ma non ci siamo riusciti e va bene così ugualmente. Detto questo, non ho vissuto un finale di partita di sofferenza perché vorrei sempre trovarmi sul 2 a 0 a favore e concedere qualcosa agli avversari. Questo è il calcio, tutte le squadre, magari Barcellona e Real Madrid a parte, hanno un periodo durante il match in cui devono stringere i denti, l’importante è saperlo fare restando uniti e compatti». Le considerazioni finali Lerda le dedica al prossimo turno quando il Vicenza sarà impegnato nella difficile trasferta di Cesena. «Bisogna andarsela a giocare consapevoli dei nostri mezzi – precisa il tecnico – loro sono stati costruiti in estate per vincere il campionato, ma noi non ci possiamo fermare ; in fondo hanno vinto in tante, siamo ancora nella bagarre e per uscirne dobbiamo fare punti in tutti i campi».

Ore 23.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Era gara da vincere e vittoria è stata. Poco importa se il Vicenza ha fatto poco in più del Livorno, ciò che conta è che i biancorossi hanno colto 3 punti determinanti nella corsa verso la salvezza. In un altro momento del campionato una gara così probabilmente non si sarebbe vinta, ma il calcio è fatto di momenti e di episodi e oggi la buona sorte ha strizzato l’occhiolino al Vicenza. Seconda vittoria consecutiva, terza in casa, e grande iniezione di fiducia per un gruppo che pareva aver smarrito sicurezza. Non si pensi che con oggi il Vicenza sia guarito, ci mancherebbe: la strada è ancora lunga, però almeno la squadra ha dimostrato di essere viva e di potersela e volersela giocare fino alla fine: e questo, se permettete, è già tanta roba. Sempre grande emergenza in casa biancorossa; tra infortuni e squalifiche sono ben 8 gli indisponibili. Mister Lerda recupera però Raicevic al rientro dal l’impegno con la propria nazionale: confermato il 4–2–3–1 che ha espugnato Ascoli, con il montenegrino al posto dello squalificato Ebagua. Una partita nel ricordo dell’indimenticato Piermario Morosini, a quattro anni da quel terribile Pescara-Livorno: i giocatori entrano in campo indossando una maglietta che porta la scritta «live your dreams», vivi i tuoi sogni, perché nonostante tutto, come amava dire il Moro ad amici e compagni di squadra, nella vita bisogna crederci e provarci. Gara da subito molto vivace, in campo solo il Vicenza, però la prima vera occasione e’ per gli ospiti con Vantaggiato che si vede respingere da Benussi una doppia conclusione. Con il passare dei minuti la partita perde di intensità, tanti errori e tanti falli. Al 32 il vantaggio del Vicenza: azione prolungata, palla a Galano che dal limite spara sul sette un pallone sul quale Pinsoglio non ci può arrivare. Al 37 ci prova Fedato per il Livorno, il suo tiro dal limite termina fuori di poco. Nella ripresa il Livorno si fa più intraprendente ma i maggiori pericoli li crea il Vicenza; al 7 Galano da posizione molto defilata calcia a lato, al 14 è Vita a vedersi respingere da Pinsoglio una girata al volo, poi sulla ribattuta Giacomelli spreca da buona posizione. Un minuto più tardi il raddoppio: cross di Vita per Raicevic che di testa in tuffo la mette nell’angolino lontano. Al 20 Galano viene ostacolato al momento del tiro da Giacomelli e l’occasione per chiudere la gara sfuma. Il Livorno non ci sta e preme per riaprire la contesa ma Benussi sale sugli scudi deviando due conclusioni sulla traversa e salvando in uscita su Moscati lanciato a rete.

Ore 22.30 – (Gazzetta di Reggio) «Stiamo già lavorando per il futuro». Bastano sei parole, dette con in mezzo un sospiro ad ogni sillaba, per capire cosa dovrà fare la Reggiana da oggi a giugno: programmare la prossima stagione, che sarà la diciottesima tra Serie C e Legapro. Il diktat è del presidente Stefano Compagni, intervenuto eccezionalmente a fine gara. Non c’è altro da fare, dopo la sconfitta da una tonnellata subìta al Bottecchia di Pordenone. Sognare è impossibile, meglio lavorare duro e pensare a come vincere il prossimo campionato. «Ho già individuato il nuovo direttore sportivo – ha detto il numero uno della Reggiana – e sta già lavorando per costruire il nostro futuro da settimane. Non lo posso annunciare, adesso non sarebbe né giusto, né bello. Ma posso dire che siamo già attrezzati per affrontare il prossimo campionato». La sconfitta di Pordenone fa male perché trancia le possibilità immediate, ma i tifosi della Regia possono almeno guardare ai prossimi mesi con una sicurezza: la società c’è e vuole pensare a come non arrivare anche il prossimo anno ad una partita come quella di Pordenone. «Peccato – ha proseguito poi il presidente Compagni – perché ci avevamo creduto. Il Pordenone ha fatto davvero poco fino al gol di Pasa, arrivato su palla inattiva. Ci è mancata, questo sì, la finalizzazione. Davanti abbiamo costruito meno di quanto serviva per vincere». Una parola, pesante come la sconfitta, Compagni la dedica anche ai giocatori: «Ho visto che hanno dato tutto – ha aggiunto – ma tanti dovranno lavorare da oggi per mantenere il posto in squadra. D’altronde è il loro mestiere». Un accenno, poi, anche alle troppe polemiche che forse hanno contribuito a condizionare il campionato della Reggiana: «Ci hanno danneggiati, non possiamo dire altrimenti. Non va bene, in futuro dovremo fare più muro attorno al club. Ci dispiace soprattutto per i tifosi, che anche a Pordenone ci hanno sostenuto fino all’ultimo minuto di partita. Sono stati encomiabili. La squadra ha giocato un ottimo primo tempo, ma non è bastato». Infine le parole del montenegrino Minel Sabotic, in campo per novanta minuti seppur non al meglio: «Era una partita da pareggio e poteva cambiare solamente grazie ad un episodio. L’ha trovato il Pordenone e ha vinto la partita». Poi un accenno polemico nei confronti dell’arbitro Mei: «Non mi esprimo, lasciamo perdere» ha detto sorridendo amaramente Sabotic. «Quanto alle altre polemiche – ha aggiunto – posso dire che restano fuori. Noi abbiamo dato il massimo. Il mio futuro? La serie B? Ancora non posso parlare».

Ore 22.10 – (Gazzetta di Reggio) Nessuno ci prova, neanche lontanamente. Che la corsa play off sia finita in una serata primaverile del Nordest, è chiaro a tutti. In primis a chi ci aveva creduto prima del fischio di inizio di Pordenone-Reggiana. Alberto Colombo era il primo tra questi, e per primo ieri sera ha preso la parola per sancire la resa. «Siamo definitivamente esclusi dalla lotta per la post season – ha detto il tecnico della Reggiana – e da oggi dobbiamo riflettere». Il primo commento è una pietra, che soffoca definitivamente qualsiasi altro ragionamento. E’ finita, e bisogna parlare di futuro per non sembrare fuori tema. «Prima di tutto – ha precisato però Colombo – voglio dire a tutti la frase che ho scelto di pronunciare di fronte al mio spogliatoio. Ho chiesto ai ragazzi di non mollare, poi ho detto loro che se credessero di essere in vacanza da domani, si sbaglierebbero di grosso. Non voglio neanche un regalo agli avversari, ne va della nostra reputazione in tutta Italia. Rischieremmo delle figure meschine che non possiamo assolutamente permetterci». Per questo Colombo è restato della sua idea. In settimana aveva preso a muso duro un gruppo di giocatori, contrario all’ipotesi (ventilata, poi confermata) di un allenamento in programma la domenica mattina; ieri sera, con una sconfitta sulle spalle a corroborare la sua idea, ha fissato la ripresa. Stamattina si torna in campo, con solo poche ore di riposo. Ecco la faccia da salvare di cui ha parlato Colombo. Poi il tecnico della Reggiana è passato all’analisi della gara del Bottecchia, partendo da quei 35′ del primo tempo che ha definito «di grande calcio». «Abbiamo letto benissimo il primo tempo – ha spiegato Colombo – e siamo riusciti a fare esattamente quello che avevo chiesto: bloccare Alex Pederzoli, la fonte del gioco neroverde. Poi qualcosa è cambiato, e abbiamo pagato la stanchezza. Non voglio alibi, ma molti giocatori si sono allenati male (l’ultimo è stato Spano, vittima di un’indisposizione nella notte tra venerdì e ieri, ndr). La partita è stata decisa da un solo episodio». E Colombo ha voluto rimanerci, su quell’episodio: «Quando si marca a zona su un calcio d’angolo – ha detto il tecnico della Reggiana – è normale che non ci siano le marcature canoniche. Ma su Pasa potevamo difendere meglio, questo è certo». Infine una riflessione su quello che è stato il principale problema di tutta la stagione: la Reggiana tiene il possesso, ma non tira mai. «E’ vero – ha ammesso Colombo – e non so perché. Non arriviamo quasi mai negli ultimi sedici metri, e questo alla fine lo paghiamo a caro prezzo. I tifosi? E’ giusto che siano arrabbiati. Non abbiamo attenuanti. Voglio solo dignità da qui alla fine della stagione. Riflettiamo tutti insieme e portiamo l’annata al termine nel migliore dei modi». Da questa mattina comincia una fase nuova del campionato della Reggiana, dove bisognerà salvare la faccia nelle prossime importanti sfide e pensare alla prossima stagione. Cercando di tenere l’ambiente il più compatto possibile.

Ore 21.50 – (Gazzetta di Reggio) La Reggiana dice addio ai sogni play off. La matematica è ancora con i granata, ma le possibilità, a cinque giornate dalla fine, sono davvero risicate. A Pordenone gli uomini di Colombo speravano di agguantare l’ultimo treno per raggiungere gli spareggi promozione, invece dovranno rinunciarvi, a meno di clamorosi ribaltoni in questo finale di campionato. Vincono i ramarri, che salgono al secondo posto per una notte e condannano anche il Cittadella, che non potrà festeggiare oggi lo scontato ritorno in Serie B, anche se dovesse vincere col Bassano. Decide un gol di Pasa ad un quarto d’ora dalla fine, rifilando alla Reggiana una sconfitta certamente immeritata per quanto fatto vedere. Gli ospiti non hanno fatto niente di eclatante, ma sicuramente si sono comportati meglio dei ramarri, apparsi sottotono e premiati oltremodo nell’unica disattenzione difensiva dell’undici emiliano, sugli sviluppi di un angolo. Gara bella e vibrante sin dalle prime battute. La posta in palio è alta e così le due squadre non si risparmiano. La Reggiana parte senza timori reverenziali, cerca di tenere bene il campo ed infatti passerebbe anche in vantaggio (8′) con Spanò, sugli sviluppi di un calcio piazzato. Ferma tutto il signor Mei per fuorigioco (molto dubbio) del difensore ospite. La risposta del Pordenone non si fa attendere ed arriva due minuti più tardi, con l’azione costruita da Pasa e finalizzata da Buratto, il cui colpo di testa si spegne di poco a lato. La manovra dei ramarri, però, non è fluida come nelle altre occasioni, merito di una Reggiana che prova a far male sulle corsie laterali, ma che pecca nell’ultimo passaggio. La difesa è concentrata, eccezion fatta per un passaggio a vuoto di Sabotic che al 22′ mette in difficoltà Perilli che quasi regala un rigore al Pordenone travolgendo Strizzolo in uscita: per l’arbitro è tutto regolare, fra le proteste dei padroni di casa. L’episodio sblocca mentalmente la Reggiana, che attacca con maggior convinzione e va al tiro per due volte con Mignanelli. Due diagonali da parte del terzino mancino granata per poco non inquadrano lo specchio della porta. Sembra un monologo emiliano nel finale, ma l’occasione più ghiotta del primo tempo capita alla squadra di Tedino. Destro dai trenta metri di Mandorlini, la palla sbatte sul palo interno e torna in campo, lasciando invariato l’equilibrio. Il canovaccio della partita non cambia nel secondo tempo. La Reggiana si dispone in campo con grande applicazione, copre bene le zone del rettangolo verde anche se non riesce a creare pericoli dalle parti di Tomei. Le uniche conclusioni degne di nota, ma comunque non pericolose, sono un tiro-cross di Mignanelli, che sfiora l’incrocio, e un tiro dalla trequarti di Mogos che termina di poco alto. Tedino si gioca subito le carte Cattaneo e Beltrame, avendo ragione alla lunga. Perché il Pordenone fatica ad ingranare, però riesce a far suo l’episodio decisivo. Alla mezz’ora, infatti, da un angolo dalla sinistra, Bruccini non riesce a tenere Pasa che stacca indisturbato e mette alle spalle il gol dell’1-0 che condanna la Reggiana. Il quarto d’ora finale Colombo decide di giocarselo col tutto per tutto. Toglie Spanò e Danza, getta nella mischia Nolè e Letizia per un 4-2-4 (impreziosito nel finale anche da Silenzi) che però non riesce a dare quel forcing sperato. Infatti l’occasione ce l’ha il Pordenone per il raddoppio, con Perilli bravo ad ipnotizzare Cattaneo. Poi fino al triplice fischio non accade più nulla, se non un debole colpo di testa di Silenzi nel primo dei tre minuti di recupero. A fine gara i giocatori sono andati a salutare i tifosi che anche ieri hanno seguito la Reggiana. Le reazioni sono state miste, come accade sempre in questi casi. Ci sono stati quelli che hanno risposto al saluto, mentre altri, molto delusi, hanno fatto segno ai giocatori di andarsene. Del resto, nella serata di ieri si è chiusa di fatto la stagione della Reggiana e ora si guarda prima di tutto al futuro.

Ore 21.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Il rito dell’abbraccio collettivo di tutto lo staff dopo una vittoria stavolta ha come elemento estraneo il vetro di separazione fra campo e tribuna centrale. Carlo Marchetto riabbraccia lì il titolare squalificato, Bruno Tedino. Quando il sostituto temporaneo arriva in sala stampa riferisce di «una partita complicata, in cui sono stati bravi i ragazzi della Reggiana a venirci a prendere alti. Cosi, però, hanno speso molte energie». Azioni che hanno fatto faticare, ma senza creare problemi per Tomei: «Merito alla linea difensiva – continua Marchetto – che ha fatto un grosso lavoro, insieme agli altri reparti». Equilibrio spezzato da un altro episodio? «Queste partite si sbloccano di solito così, come infatti è successo. Il risultato potevamo legittimarlo ulteriormente. Nel complesso, andare a caccia delle seconde palle non era sempre facile, ci voleva pazienza. Bisognava tenere la tensione alta per tutto il tempo e ci siamo riusciti». Esito fondamentale? «Abbiamo staccato una pretendente ai play off, è un passo avanti. Mancano ancora alcuni scontri diretti. Rimarco la prestazione di cuore di tutta la squadra, dando fondo a tutte le energie. Le sconfitte recenti potevano minare, per i risultati, ma non intaccando autostima e forza di gruppo. È una delle vittorie più importanti, contro la miglior difesa. In altre partite la Reggiana quattro o cinque occasioni da gol le aveva create. Merito nostro se stavolta non ci sono riusciti». Impressioni da vice vincente? «Insieme a me nomino pure Andrea Toffolo, per il lavoro di squadra condotto di giorno in giorno. La prossima partita torna Tedino, che dentro il campo ha una marcia in più». Le impressioni da match winner le racconta Simone Pasa. «Non sono abituato ad esserlo – dice il duttile neroverde – e arrivavo da due partite in cui mi sentivo più in difficoltà. Sono felice di essermi rifatto subito. Il gol dà entusiasmo perché è la cosa più bella del calcio. Lo dedico a mio papà, nel giorno del suo compleanno». Vittoria determinante? «Mettiamo pressione alle altre che giocano lunedì. Bisogna continuare a vincere, questi tre punti sono essenziali. Che poi il Cittadella giochi spesso a risultati acquisiti adesso è un vantaggio, prima non sempre era così. Pensiamo a vincere con la Feralpisalò. Quello sarà determinante, ma la affrontiamo con la serenità, che è la forza di questo gruppo».

Ore 21.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Con pazienza, realismo e un briciolo di fortuna, optional determinante per la conquista di grandi risultati, il Pordenone incassa 3 punti probabilmente determinanti per la conquista dei playoff. Non è stata una grande partita. I ramarri sono in evidente, quanto comprensibile, calo di rendimento. Gli altri concorrenti per l’appendice nobile però non stanno meglio. Non sta meglio di certo la Reggiana che, con questa sconfitta, ripone ogni velleità. Eppure gli emiliani arrivavano al Bottecchia galvanizzati da due successi consecutivi e forti della miglior difesa del girone. Sono solo 18 i gol subiti dai granata. Quasi un terzo (5) subiti dal Pordenone, 4 all’andata, uno al ritorno. Evidentemente Parola e compagni “soffrono” il ramarro perché anche oggi la “miglior” difesa del raggruppamento ha collezionato una serie di buchi che avrebbe potuto rendere ancora più amara la notturna in riva al Noncello. A decidere il match è stato un colpo di testa di Pasa al 29′ della ripresa, dimenticato solo a centro area piccola dai reggiani su angolo di Pederzoli. La “super” difesa di Colombo aveva pasticciato anche in precedenza (22′) consentendo a Strizzolo di presentarsi solo davanti a Perilli uscito prontamente sui piedi del centravanti neroverde franato in area fra le proteste dei compagni che chiedevano il rigore. Un altro “liscio” 10′ dopo il gol di Pasa ha liberato invece Cattaneo, entrato dopo il riposo. “Veleno” però non sta bene e lo ha confermato calciando addosso allo stesso Perilli. Merito tutto personale invece quello di Mandorlini che al 41′ ha fatto partite un missile intercontinentale (da 30 metri) andato a infrangersi sul legno alla sinistra del portiere reggiano vanamente proteso in tuffo. Sicché alla fine, nonostante la supremazia territoriale ospite e il logorio di qualche uomo chiave, si può dire che il Pordenone abbia meritato il successo che lo proietta al secondo posto a quota 53 probabilmente anche oltre il posticipo di lunedì che vedrà il Bassano (52) ospite della capolista Cittadella. Tedino squalificato (nel box accanto allo speaker con Marchetto in panca), conscio della flessione dei suoi, ha disegnato un Pordenone con il rientrante Pederzoli in regia e con Buratto trequartista alle spalle di Strizzolo e Martignago. Colombo che doveva rinunciare a mezza dozzina di uomini ha risposto con Siega e Arma in prima linea. Il primo brivido sugli spalti del Bottecchia è nato da un gol annullato per fuorigioco ad Arma che di testa aveva deviato alle spalle di Tomei un pallone indirizzato in area da Muccini e prolungato da Siega. Fiamma che lasciava ipotizzare chissà quali pericoli per i ramarri. Poche invece le idee del centrocampo emiliano, pochi i palloni giocabili dalle punte ospiti, sterile il possesso di palla. Nella ripresa Colombo ha spedito in campo anche Letizia e Nolè a supporto di Siega e Arma per una Reggiana tutta a trazione anteriore senza cambiare la storia di un match temuto alla vigilia e chiuso invece dai ramarri sotto la “curva” neroverde in una sorta di anticipo della festa per la conquista dei playoff.

Ore 20.40 – (Messaggero Veneto) E’ risaputo come Simone Pasa sia un ragazzo educato e dal cuore d’oro. Infatti, in conferenza stampa, il match-winner dedica la rete a suo papà, presente in tribuna ed ex regista del Pordenone. «Questo gol è tutto suo – attacca il jolly neroverde –. E’ il suo compleanno e voglio gioire con lui, che mi segue spesso. Non sono abituato a segnare, questa prodezza per me è un’emozione autentica». Per Pasa si tratta del secondo gol in campionato, il primo l’aveva realizzato con la Pro Patria lo scorso ottobre. «Sono contento anche perché è valso qualcosa – afferma il mediano –. Questo è un successo essenziale, che lancia un segnale alle pretendenti playoff e che mette pressione a chi deve ancora giocare, come Alessandria, Pavia, FeralpiSalò e Bassano. Si doveva vincere, perché una gara in casa va fatta nostra se vogliamo continuare a sognare: l’abbiamo fatto compiendo un grande passo in avanti. Adesso proveremo a battere anche la Feralpi». Chiusura con Alberto Colombo, tecnico della Reggiana. «Siamo definitivamente esclusi dalla lotta per la post-season – afferma –, da adesso bisogna riflettere. Ho già detto ai ragazzi che non devono sentirsi in vacanza, perché non voglio fare alcun regalo agli avversari. Peccato per come è finita la gara, perché per i primi 35’ abbiamo espresso un grande calcio».

Ore 20.20 – (Messaggero Veneto) Tedino l’aveva detto nel pre-partita: «Sarà una gara in cui bisognerà avere pazienza». Così è stato: con un lavoro certosino il Pordenone stende la Reggiana e Carlo Marchetto, tecnico per un giorno per la squalifica del capo-trainer, si gode la serata e i tre punti che lui definisce «i più importanti della stagione». «Non c’è successo più pesante di questo – afferma il vice dell’allenatore neroverde –: abbiamo staccato una delle pretendenti alla post-season e abbiamo consolidato la nostra posizione. E’ stata un’affermazione meritata e di cuore, perché i ragazzi hanno davvero dato l’anima e hanno mantenuto l’attenzione alta per tutti i 90’». Non è stato però facile venire a capo di questa “Regia”, che impediva ai ramarri di giocare. «Ci attaccavano alti e ci impedivano di far partire l’azione. Hanno speso tanto durante il primo tempo e infatti sono calati: noi siamo sempre rimasti in partita e con pazienza abbiamo trovato il gol. Era una partita che si poteva decidere grazie a un episodio – continua Marchetto –: poteva essere il tiro di Mandorlini nel primo tempo, finito sul palo, è stato invece il colpo di testa di Pasa». E’ un successo pesante, oltre che in chiave classifica, anche perché permette ai neroverdi di fare il pieno dal punto di vista della fiducia, venuta un po’ meno dopo il ko di Alessandria. «L’autostima c’è sempre stata ma è chiaro che tre punti così danno un grande sprint al gruppo – riflette il trainer neroverde –. Siamo contenti perché abbiamo battuto una squadra forte, che ha la miglior difesa del girone e che crea molte occasioni a gara. Se oggi (ieri, ndr) ne ha prodotte poche credo sia stato più per merito nostro che per demerito altrui». Carlo Marchetto tecnico per un giorno: visto il risultato, sabato prossimo con la Feralpi tornerà a sedere in panchina? «Riprenderò il mio posto a fianco del mister – afferma con umiltà il professionista veneto –. E’ stato un bel momento ma non mi sono sentito a capo di nulla: siamo un gruppo, e in questo istante voglio anche ricordare che con me c’era Andrea Toffolo, il cui apporto si è sentito». Ha dunque portato fortuna anche la presenza in tribuna dell’olimpionico del Kayak Daniele Molmenti, omaggiato prima della partita dal presidente Lovisa con una maglia neroverde col numero 1.

Ore 20.00 – (Messaggero Veneto) Notte magica: il Pordenone c’è, è vivo e lancia un grande segnale in chiave playoff. Dopo la sconfitta con l’Alessandria, potenzialmente pericolosa per il morale, i neroverdi ripartono subito e battono la Reggiana, estromettendola di fatto dalla corsa per la post-season: finisce 1-0 il match valido per la sest’ultima giornata di Lega Pro. Basta un gol di Pasa, tornato in rete dopo sei mesi d’astinenza, per piegare i granata e, soprattutto, salire al secondo posto almeno sino a domani sera, cioè quando il Bassano andrà a giocare con la capolista Cittadella. Grande dimostrazione di compattezza da parte dei ramarri, ma anche di forza e qualità morali, dimostrando – almeno per un match – di poter anche fare a meno di Tedino in panchina. Bravo quindi Marchetto, il suo vice, che alla prima gara di Lega Pro da capo-trainer fa subito centro. Fatica. La Reggiana, atleticamente in salute, attacca alto e va a sporcare l’avvio dell’azione neroverde, portando Stefani a lanciare. La notevole densità difensiva operata dai granata, sistemati a cinque dietro e con i tre interni di centrocampo che stanno molto vicini alla linea arretrata non fa entrare il Pordenone in partita. Nei primi 20’ fa davvero poco la squadra neroverde, costretta a osservare lo sviluppo del gioco degli avversari. Rischia anche, il team di Tedino, visto che al 7’ subisce un gol (di Spanò) che l’arbitro annulla per fuorigioco. E’ l’inizio di match più brutto in stagione per i neroverdi, il cui 4-3-1-2 non incide: davanti, tenuto fuori Cattaneo, Buratto sulla trequarti fa tanto movimento ma produce a livello offensivo solo un colpo di testa (al 10’), terminato di poco fuori; Strizzolo e Martignago (preferito a Filippini) sono isolati. La “Regia”, dal canto suo, fa tanto possesso ma non è mai realmente pericolosa: Tomei non compie una parata in tutto il primo tempo. Si arriva così a fine frazione con un 0-0 scritto e un Bottecchia che si scalda solo in due occasioni: un rigore non fischiato a Strizzolo (al 23’) e un palo di Mandorlini al 41’, autore di un grande tiro dalla distanza respinto sul montante da Perilli. La svolta. Tedino è in tribuna, nella cabina riservata alla dirigenza: è un leone in gabbia, non può comunicare durante il gioco e deve aspettare fine primo tempo per parlare con Andrea Toffolo, collaboratore dello staff rimasto in campo per stare vicino ai panchinari, mentre Marchetto è in spogliatoio con i titolari. Qualcosa cambia: Tedino ordina l’ingresso di Cattaneo, la Reggiana cala e gli spazi cominciano a esserci. Si respira la sensazione che i neroverdi ce la possano fare. Così, al 30’, dopo un corner guadagnato da Strizzolo, arriva la rete. Palla calciata da Pederzoli, in mischia sbuca Pasa che, di testa, infila la sfera alla destra di Perilli. È l’1-0, delirio al Bottecchia, che sognava questo centro. La partita continua, la Reggiana inserisce due attaccanti, il Pordenone sfiora il 2-0 con Cattaneo: va bene così, dopo 3’ di recupero l’arbitro fischia la fine e i giocatori vanno sotto la curva. I neroverdi sono vivi, un vero incubo per la Reggiana: due match, altrettante sconfitte, 5 reti subite e una sola segnata dagli amaranto. Per il Pordenone questi tre punti, ottenuti senza fare grandi cose, fanno capire tante cose nei giochi d’alta classifica. Rossitto vince. Ieri è tornata alla vittoria – dopo la sconfitta di Padova – pure la Cremonese di Fabio Rossitto: 2-0 col Renate per la squadra dell’allenatore pordenonese. Un successo meritato, anche se serve poco per i playoff, salvo miracoli svaniti dopo il ko di Padova prima della sosta pasquale. In coda prezioso successo della Giana Erminio, che supera la Pro Patria a Busto Arsizio per 2 a 0 portandosi a +6 sulla zona play-out. Pareggio infine tra Alto Adige e Lumezzane (1-1). Oggi altre due partite: Cuneo-Padova (alle 14) e FeralpiSalò-Mantova (15): quest’ultimo scontro interessa ai “ramarri”, in quanto i bresciani arriveranno sabato prossimo al Bottecchia (inizio alle 17.30).

Ore 19.30 – (La Provincia Pavese) Sarà la rifinitura di oggi pomeriggio a sciogliere gli ultimi dubbi ai tecnici di Pavia ed Alessandria per gli undici iniziali di domani sera. Da Alessandria le ultime notizie danno il recupero, almeno per la panchina, del centrocampista Adriano Mezavilla che ieri pomeriggio per la prima volta in settimana ha svolto lavoro completo con il gruppo. Il giocatore brasiliano era stato operato al naso dopo lo scontro di gioco a Busto, in cui si era procurato la frattura del setto nasale e da ieri si allena con una maschera protettiva, Assenti sicuramente saranno, invece, il difensore Roberto Sabato, fratello dell’ex azzurro Rocco, che in settimana è stato sottoposto ad un intervento cardiochirurgico mininvasivo di ablazione, sempre in difesa Terigi è alle prese con la pubalgia, mentre Iunco sta recuperando da un’operazione di chirurgia vascolare. Rientrerà in difesa Morero che dovrebbe far coppia con il confermato Sosa, mentre Sirri, che ieri ha lasciato l’allenamento per un problema dopo una violenta pallonata, dovrebbe accomodarsi in panchina. Gregucci dovrebbe confermare il 4-3-3 ma con il recupero del bomber Bocalon al posto di Marconi e con Marras e Iocolano da esterni. Più difficile che, invece, il tecnico alessandrino scelga il 4-4-2 con Branca e Nicco davanti alla difesa e Vitofrancesco e Iocolano sulle fasce. In questa soluzione i due davanti sarebbero Bocalon e Marconi. 4-4-2 che sarà il modulo degli azzurri, visto che a Bassano del Grappa questa scelta ha dato frutti più che positivi. Per le due maglie d’attacco Ferretti e Cesarini favoritissimi con Sforzini uomo di peso e d’esperienza pronto ad entrare nella “battaglia”. Il posto dello squalificato Marchi in mezzo sarà preso dal maltese Muscat al cui fianco agirà ancora Cristini. Ieri mattina qualche problema muscolare per Manconi: non sembrava nulla di grave, ma se ne capirà di più oggi a 24 ore di distanza. In difesa nel ruolo di centrale Biasi ha conquistato la fiducia, con la prestazione di Bassano, di mister Rossini. Al suo fianco potrebbe giocare Malomo. Il condizionale è d’obbligo anche perché non si può escludere che contro il tridente offensivo dei grigi il tecnico del Pavia possa scegliere di dirottare il difensore romano in fascia, per le sue doti di marcatore. Altrimenti Ghiringhelli e Grillo saranno i due laterali nel reparto arretrato. A parte gli squalificati Carraro e Marchi, che si sono allenati regolarmente anche se non saranno disponibili per domani sera, prosegue il lavoro a parte Pirrone.

Ore 19.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Al di là di tutto, il Bassano si tappa alle orecchie. E si concentra unicamente su quanto sta per accadere domani al Tombolato. Al bando la voglia del Cittadella di chiudere il conto e di staccare ufficialmente il pass per il ritorno in B. Ai giallorossi, fermo restando che non è in discussione il «se» ma il «quando» la capolista riuscirà ad archiviare la pratica primo posto, interessa unicamente fare risultato. All’andata finì pari e fu un 1-1 pieno di rimpianti, con il Bassano che meritava senz’altro il successo: «Credo fortemente nel progetto Bassano Virtus – spiega il capitano Nicola Bizzotto – già quest’estate ero fiducioso del fatto che saremmo riusciti a continuare il percorso iniziato due anni fa. Non era facile ripartire dopo la delusione della mancata promozione, ma il presidente e il direttore hanno trasmesso la mentalità vincente, togliendomi ogni dubbio sulla scelta da compiere. E’ vero, il Padova mi aveva fatto un’offerta importante e mi aveva corteggiato a lungo, ma credo molto nei valori di questo gruppo e di questa società, come dimostra l’elezione a consigliere federale del presidente e sono felice della mia scelta. Quando poi giochi nel territorio dove sei cresciuto e indossi la fascia di capitano, rappresentando un gruppo splendido di persone, aumentano le responsabilità». Bizzotto è convinto che il Cittadella sia battibile e ricorda il precedente beneaugurante: «Affronteremo una corazzata – chiosa – ma all’andata abbiamo dimostrato di essere all’altezza e forse avremmo meritato sorte migliore, ma andremo lì con l’obiettivo di rimandare la loro festa».

Ore 18.30 – (Gazzettino) Gianluca Litteri alla vigilia di un match molto importante come quello di domani sera al Tombolato con il Bassano (ore 20, arbitra Fabio Piscopo di Imperia), è pronto a guidare l’attacco granata verso la dodicesima vittoria consecutiva. Magari mettendo a segno il gol decisivo, come quello realizzato nell’altro derby con il Padova, oppure confezionando uno dei suoi frequenti assist ai compagni, come quello per Chiaretti ad Alessandria.
«Sappiamo che il derby è sempre una partita speciale – spiega il centravanti catanese – e questo con il Bassano capita in un momento particolare.
Noi però dobbiamo continuare per la nostra strada, come abbiamo fatto finora. Anche se conosciamo il risultato del Pordenone non ci dobbiamo lasciare influenzare da altro, ma restare concentrati sulla nostra partita con lo stesso spirito, giocando per vincere come abbiamo dimostrato in questo ultimo periodo». La sconfitta nella finale di andata della Coppa Italia a Foggia non turba il cammino dei granata. «Casomai – riprende Litteri – dovrà darci uno stimolo in più e maggiori responsabilità perchè ci deve insegnare che se il Cittadella non gioca al cento per cento si possono correre dei rischi». Non è la prima volta che il centravanti granata vive una situazione simile al big-match Cittadella-Bassano. «Mi è capitato – ricorda – con la Ternana nella partita con la Reggiana, che è valsa la nostra promozione in serie B. Abbiamo vinto contro gli emiliani e contestualmente aspettavamo i risultati da altri campi». Undici i suoi gol finora realizzati in campionato, l’ultimo il 21 febbraio all’Euganeo, mentre la concorrenza (Ferretti, Brighenti, Bocalon) ha allungato nella classifica marcatori. Ma questa leadership per Litteri non è la cosa più importante. «Ben venga un mio gol, è sempre una cosa prestigiosa, ma la squadra viene prima del singolo. L’importante è che il Cittadella vinca, non importa chi segna, si vince tutti insieme». Creare spazi per i compagni e magari offrire l’assist vincente è nelle sue caratteristiche. Precisa la punta granata: «Siamo tutti a disposizione della squadra, il valore aggiunto per la migliore riuscita è sempre il gruppo». Per Litteri questa è la stagione che gli sta dando più soddisfazioni non solo come goleador. «Ho raggiunto un livello di maturità che in precedenza non avevo. Il merito non è solo mio, ma dell’intero ambiente che mi circonda. A Cittadella ho trovato le condizioni più favorevoli per esprimere quelle potenzialità che negli anni scorsi non ero riuscito a mettere in pratica. Si cresce gradualmente con gli stimoli giusti e con il lavoro costante». Sull’ambiente granata e in particolare sui tifosi, conclude: «Rispetto ad altre piazze, Cittadella è una realtà dalle dimensioni molto inferiori. Tutto va quindi proporzionato e posso dire che, a parte qualche caso isolato, lo spirito della tifoseria è quello che maggiormente favorisce il raggiungimento degli obiettivi. Il nostro gruppo è cresciuto alla distanza, amalgamando giocatori nuovi con altri che già erano inseriti. Siamo riusciti a raggiungere una coesione tale che ci ha permesso di cambiare marcia nel girone di ritorno. Il segreto però è quello di non accontentarsi, ma voler crescere ancora».

Ore 18.10 – (Gazzettino) Cresce l’attesa per il derby di domani sera tra Cittadella e Bassano, posticipo della dodicesima giornata di ritorno, e anche se non si arriverà a un Tombolato pieno com’era successo in occasione della sfida con il Padova dello scorso autunno, la risposta dei tifosi è buona: a ieri sera sono oltre 1.200 i tagliandi acquistati in prevendita, una ventina quelli della curva riservata agli ospiti. È difficile ipotizzare quanti biglietti siano stati acquistati dai tifosi del Cittadella e quelli del Bassano, in quanto non essendo necessaria la Tessera del tifoso, ognuno può accomodarsi in qualsiasi settore dello stadio (curva ospiti esclusa). I biglietti si possono acquistare online e alle rivendite Ticketone, domani la sede del Cittadella sarà aperta dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, i botteghini del Tombolato saranno attivi dalle 18, compreso quello dedicato alla curva ospiti. La società granata consiglia di arrivare allo stadio con il biglietto acquistato in prevendita per evitare code al botteghino. Per la gara che può risultare decisiva per l’intera stagione, aldilà di quanto successo tra Pordenone e Reggiana ieri sera, anche l’amministrazione comunale sta richiamando la presenza allo stadio con i display luminosi che da giorni annunciano la partita con il Bassano.

Ore 17.50 – (Mattino di Padova) Sembra un po’ quello che, su altra scala, è accaduto quando, per qualche partita, Higuain si era preso una pausa dal gol. In realtà nessuno ha mai potuto pensare di mettere sul serio in discussione il capocannoniere del campionato di Serie A. E nessuno, d’altro canto, può nemmeno sognare di criticare Gianluca Litteri, anche se il bomber del Cittadella non gonfia la rete da 5 giornate, e più esattamente dal derby con il Padova all’Euganeo. Che sia il posticipo di domani sera con il Bassano la gara buona per sbloccarsi? «Beh, non mi dispiacerebbe», sorride il centravanti catanese, che ieri, assieme ai compagni e allo staff tecnico, ha avuto modo di studiare i giallorossi nella seduta-video che ha aperto l’allenamento. «In realtà vivo in modo sereno questo periodo di astinenza. E lo prolungherò volentieri se comunque la squadra continuerà a vincere». Le sue prestazioni sono sempre state positive, ma resta un digiuno insolito per uno come lei, principale finalizzatore della manovra granata e già a bersaglio 11 volte sin qui. Come se lo spiega? «Credo dipenda esclusivamente dagli avversari che abbiamo incontrato. Se notate, di queste cinque partite quattro sono terminate sull’1-0 e soltanto una, quella vinta ad Alessandria, ha avuto più gol. Abbiamo incontrato avversari molto chiusi e difficili da affrontare e le occasioni pericolose sono state meno numerose di altre volte». Ha un obiettivo di reti a cui vuole arrivare prima della fine della stagione? «Ad essere sinceri, il mio record a livello professionistico l’ho già superato. Alla classifica marcatori non ho mai pensato, preferisco mettermi a disposizione delle esigenze del gruppo». Un gruppo che ora si troverà davanti uno degli scogli più ostici: un Bassano deciso a rovinarvi la festa, bisognoso di punti playoff e desideroso di rifarsi dopo l’1-1 dell’andata, che, a sentire i giallorossi, andava loro stretto. «Proprio così. Credo che, nel girone d’andata, il Bassano sia stata la squadra che più ci ha messo in difficoltà, per questo mi aspetto un’altra gara simile. Rispetto ad allora non ha più Iocolano, ma il livello è rimasto alto. E poi c’è Misuraca, il valore aggiunto nel gruppo di Sottili. Un elemento di notevoli qualità tecniche, che può sempre inventarsi qualcosa». Facciamo un passo indietro: lei non è stato convocato per la trasferta di Coppa Italia a Foggia, ma un’idea su quel 4-1 se la sarà fatta. Ritiene che si sia esagerato con il turnover? «No, era giusto puntare sul gruppo che ha raggiunto la finale. Piuttosto, credo sia stato sbagliato l’approccio al match, ma non possono essere messi in discussione i giocatori». Nessuno dice questo, eppure un paio di titolari in più avrebbero forse permesso di interpretare la sfida in modo diverso. Crede che una rimonta sia possibile? «Certo che ci credo, perché so quanto siamo forti. Poi, se sarà raggiunto l’obiettivo promozione, forse al ritorno andrà in campo un Citta un po’ diverso. Pensiamo, però, ad una partita alla volta». Intanto, la risposta del pubblico è calorosa per il derby: a ieri pomeriggio i biglietti staccati erano 1.200, a cui vanno aggiunti i 1.147 abbonati. Tutto lascia presupporre che al Tombolato potrà essere raggiunta quota 3.000.

Ore 17.30 – (Corriere del Veneto) Niente match point domani sera al Tombolato. Il Pordenone batte la Reggiana in una partita scialba e sottoritmo, ma tanto basta per rinviare la festa promozione del Cittadella. La squadra granata tuttavia fa spallucce e tira dritto per la propria strada. Nessun problema, niente che non fosse stato messo in preventivo nella città murata. A pensarci bene, difatti, scrivere la parola fine (e trionfo) su questa splendida stagione è ormai solo una formalità. La vera domanda non è «se» il Cittadella tornerà in serie B, ma quando riuscirà a blindare il prezioso pass. E a spazzare via le polemiche post finale di Coppa Italia, con le accuse di una parte della tifoseria a Roberto Venturato di aver snobbato la competizione schierando le riserve, provvede direttamente il direttore generale, Stefano Marchetti: «Le scelte della finale di Coppa Italia – spiega il dg granata – sono state fatte nell’ottica del campionato. Domani abbiamo una partita importantissima da giocare e per questo Venturato ha deciso di affrontare la partita di Foggia con i ragazzi che avevano portato la squadra in finale. Sembrava giusto mettere in vetrina i nostri giovani e premiare chi tanto aveva fatto per conquistare l’ultimo atto del trofeo». Quanto alla partita di domani, le scelte definitive tra titolari e riserve verranno fatte oggi dopo l’ultima rifinitura. Ma Venturato ha solo l’imbarazzo della scelta, con l’intero gruppo a disposizione. Tornerà il tridente titolare formato da Chiaretti, Litteri e Jallow, a centrocampo si rivedranno Iori e Lora, in difesa ecco Pascali e Scaglia. A Bassano, invece, scalda i motori Gianmario Piscitella, pronto a siglare il più classico dei gol dell’ex: «Foscarini mi utilizzò fin da subito – aveva sottolineato in settimana – ebbi però un problema agli adduttori che mi condizionò e che mi costrinse a giocare spesso sotto l’effetto di antidolorifici. È stata comunque un’esperienza positiva, anche se quell’infortunio mi condizionò non poco. Mi farà piacere ritrovare alcuni compagni come Scaglia, Coralli e Lora. Ora però sono a Bassano e darò tutto per questa maglia». Piscitella chiede una maglia da titolare e Stefano Sottili dovrebbe proprio dargliela (molti segnali fanno pensare che sarà così). A Cittadella, però, i pensieri viaggiano liberi e leggeri di un vantaggio sostanzioso e sostanziale. Il profumo di Serie B è sempre più forte, ormai inconfondibile nell’aria.

Ore 17.00 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Pordenone 53, Bassano 52, Alessandria e FeralpiSalò 49, Padova e Pavia 45, Reggiana 44, Cremonese 43, SudTirol 40, Giana Erminio 35, Lumezzane e Renate 32, Cuneo 30, Pro Piacenza 28, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 16.50 – Lega Pro girone A, fischio finale: FeralpiSalò-Mantova 1-0, rete di Guerra su rigore al minuto 87.

Ore 16.40 – Giuseppe Pillon (allenatore Padova): “C’è rammarico per non aver portato a casa i tre punti, ma ultimamente qualcosa ci è stato tolto. C’era un rigore nettissimo ed il fuorigioco di Cunico nel finale non c’era assolutamente. Davanti dobbiamo essere più cattivi. Bucolo? Ha fatto la sua bella partita, avevo bisogno di una prestazione così caparbia. I playoff? Dipende molto dalla partita di ieri sera, se l’Alessandria vince rimane poco da fare… Ma abbiamo fatto una rincorsa importante, questo è innegabile! Il futuro? Devo prima incontrarmi con la società per parlarne, ma da parte mia c’è la piena disponibilità se gli obiettivi sono comuni”.

Ore 16.35 – Giuseppe Bergamin (presidente Padova): “Sono un po’ arrabbiato. Non è stata una bella partita, quello che mi disturba è che se magari determinate decisioni arbitrali venivano prese. C’era sia il rigore, sia il fuorigioco non c’era. Loro hanno giocato alla morte, il risultato serve più al Cuneo. Andiamo avanti, vediamo partita per partita, bisogna vincere, forse erano fondamentali questi tre punti,ma giochiamo fino alla fine e poi vediamo. Abbiamo avuto qualche momento di difficoltà, il gol loro è nato da un lancio improvviso, ma nonostante l’emergenza si poteva vincere. I ragazzi hanno messo Buona volontà e determinazione. Loro sono stati aggressivi, volevano il risultato, nel secondo tempo li abbiamo messi alle corde e poi gli episodi hanno determinato. Andare a fare delle rimostranze in Lega? Ho già parlato col presidente di questa cosa, gli arbitri sono questi, non c’è molta differenza, il livello è questo”.

Ore 16.30 – Neto Pereira (attaccante Padova): Neto Pereira: “Purtroppo ci servivano i tre punti, non è andata come volevamo ma dobbiamo crederci fino alla fine. La corsa ai playoff si è complicata ma finché non sono chiusi dobbiamo crederci e giocarcela. Gli episodi dubbi? Ho visto sia il rigore, sia il fuorigioco”.

Ore 16.25 – Marco Cunico (centrocampista Padova): “Peccato che non sia riuscito a fare una rimonta completa. Non so se ero in fuorigioco, ci abbiamo provato. Il risultato mentalmente ti rallenta,ma se le vinciamo tutte le prossime restiamo dentro alla corsa. Ci proveremo fino alla fine. Il campo non era bello e non era grande e comunque anche loro hanno fatto una bella partita. Non era facile giocare oggi, si sarebbe deciso da un episodio e così è stato. Volevamo fare una partita aggressiva ma ci sono anche gli avversari”.

Ore 16.20 – Edoardo Bonetto (vicepresidente Padova): “Sicuramente siamo stati sfortunati, avevamo fuori tanti giocatori. La palla a terra era impossibile giocare, eravamo riusciti a raddrizzare la sfida, è andata così è questo è il responso del campo. Abbiamo fatto una stagione sopra le righe, ora dobbiamo programmare e andare avanti e pensare al futuro”.

Ore 15.55 – Fischio finale: Cuneo-Padova 1-1, a Chinellato risponde Neto Pereira.

Ore 14.50 – Fine primo tempo: Cuneo-Padova 0-0.

Ore 14.00 – Inizia Cuneo-Padova.

Ore 13.20 – (Gazzetta di Mantova) Il Mantova “griffato” Luca Prina scende in campo oggi a Salò con la speranza di conquistare i primi punti (magari segnando anche il primo gol) del nuovo corso tecnico. Impresa sulla carta molto difficile, visto che la FeralpiSalò quinta in classifica è in piena corsa per i playoff e ha quindi grandi motivazioni da spendere sul terreno di gioco a sostegno dell’indiscutibile superiorità tecnica. Nei primi due match della sua gestione, comunque, il neotecnico biancorosso ha colto «segnali di crescita» da parte della squadra. E spera che il Mantova possa «ripetere la prova offerta contro il Cittadella capolista, con un pizzico in più di cinismo e di attenzione che ci porti a fare risultato». Vincere oggi al “Turina” potrebbe tenere ancora accesa una fiammella di speranza per la salvezza diretta (ora distante 9 punti), ma Prina su questo si mostra molto realista: «Noi non lasceremo nulla di intentato – spiega -, ma la mia priorità è quella di fare un percorso di crescita insieme ai ragazzi per arrivare nelle migliori condizioni possibili ai playout». L’allenatore, in sostanza, non vuole creare continui obiettivi ai suoi per non disperdere energie mentali: «È chiaro che bisogna provare a fare più punti possibile – aggiunge – e che sarebbe utile quantomeno scavalcare una delle rivali per arrivare quartultimi e avere così un vantaggio negli spareggi. Ma neanche questo deve essere un assillo: ripeto, la cosa importante sarà arrivare alle partite decisive al top della condizione fisica e psicologica. È lì che dovremo sparare tutte le nostre cartucce». Prina sull’obiettivo salvezza resta comunque ottimista: «Quando sono arrivato era pronto il prete per l’estrema unzione – afferma -, ora invece i ragazzi credono in ciò che stiamo facendo e hanno capito che possiamo farcela. Cresceremo continuando ad acquisire lo spirito feroce, la grinta, l’equilibrio, la compattezza, la rabbia e l’attenzione a ogni dettaglio che deve avere una squadra che vuole salvarsi. Anche fuori dal campo, quando sono arrivato, non è che ci fosse tanta fiducia. Vi racconto un aneddoto: un ristoratore mi ha offerto il pasto dicendomi che lo faceva “per il coraggio e l’incoscienza” che avevo avuto ad accettare l’incarico; un barista mi ha invece offerto il caffè e mi ha dato anche una pacca sulla spalla, evidentemente gli facevo tenerezza… Io invece credo nella salvezza del Mantova e credo anche che questa sia una piazza in cui si potrebbe costruire qualcosa di bello». Tornando infine al match, Prina conclude così: «La FeralpiSalò è molto forte, una squadra completa che gioca insieme da anni. Ma noi dobbiamo pensare a noi stessi». Avanti dunque col 5-3-2 e tre novità rispetto all’ultima gara: Trainotti per Cristini («è più adatto alle punte avversarie») in difesa, Longo e Gonzi a metà campo. «Zammarini non è al top a causa della pubalgia – spiega Prina -, mentre Perpetuini aspetto che cresca di condizione». In panchina Masiello e Falou, entrambi acciaccati.

Ore 12.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Riparte dal Fontanafredda il conto alla rovescia del Venezia verso la Lega Pro. Dopo quasi un mese la capolista torna oggi al Penzo – ore 15 – per il classico testa-coda, visto che i friulani sono penultimi e quasi disperati a meno 4 dai playout. A proposito di numeri il Venezia e i suoi tifosi li conoscono a memoria: sei giornate al termine, 5 punti sul Campodarsego (in casa col Montebelluna) e 7 sull’Este (a Dro) che tra una settimana ospiterà il team di Giancarlo Favarin. «Abbiamo tutto da perdere contro il Fontanafredda ma, con tutto il rispetto, non potrà esserci storia e i tre punti dovranno essere nostri – bada al sodo il fantasista Gianni Fabiano -. Aver giocato solo contro il Mestre negli ultimi 25 giorni è un peccato perché eravamo in un ottimo momento. Per questo conta solo ripartire vincendo». Alla vigilia mister Favarin (in tribuna per squalifica col vice Langella in panca) non aveva ancora sciolto le riserve sul «destinatario» della fascia di capitano (il ballottaggio pare tra i 31enni Fabiano e Maccan) alla luce della doppia assenza dei 37enni Soligo e Serafini, stoppati dal giudice sportivo. «Perdiamo esperienza e due giocatori molto importanti, Serafini in particolare è unico per le sue doti tecniche. La fortuna del Venezia è di avere una rosa ampia e all’altezza, chi giocherà avrà altre caratteristiche ma, ripeto, conta solo riuscire a salire a 77 punti. A quel punto guarderemo sereni i risultati delle altre e mancherà una giornata in meno al nostro traguardo». Nel derby di Mogliano il ritorno al gol su azione per Fabiano, a secco dal rigore che il 6 dicembre firmò l’1-0 alla Ripa Fenadora. «Un’iniezione di fiducia, carica e ottimismo che mi ha fatto bene, tanta è la voglia di tutti di sfruttare al meglio questo momento decisivo. Un po’ di rammarico il 2-2 col Mestre ce l’ha lasciato, avremmo potuto salire a più 7 ma con onestà dobbiamo anche riconoscere che il Campodarsego è stato raggiunto solo in pieno recupero, quindi abbiamo anche rischiato di scendere a più tre. La verità è che siamo destinati a sudare e soffrire: poco male, siamo prontissimi».

Ore 12.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Sosta dannosa. Se sei in testa alla classifica e devi solo preoccuparti di tenere alta la tensione e, se possibile, più alta ancora la distanza dalle rivali, una pausa è tutto quel che non ti serve. Che sia così e non altrimenti, in casa del Venezia non lo dubita nessuno. Men che meno Giancarlo Favarin. L’allenatore non lo manda a dire, tanto più che oggi contro il Fontanafredda (si gioca alle 15, allo stadio Penzo), non ci sarà per squalifica (in panchina andrà il suo vice, Langella), ma che in settimana ha lavorato duramente per tenere sulle spine e con la giusta concentrazione tutto il gruppo. «Questa pausa proprio non riesco a mandarla giù – ringhia il tecnico arancioneroverde – anche perché avevamo finalmente preso il ritmo giusto e fermarci di sicuro non ci ha fatto bene. È un peccato, perché dopo un cambio in panchina la squadra ha bisogno di molto tempo per riassestarsi, in mezzo c’è stato anche il mercato e purtroppo abbiamo avuto qualche passo falso di troppo. Inutile negarlo, adesso il gioco è in mano nostra, possiamo soltanto noi perdere questa promozione, ma se dicessi che è fatta direi una bugia, perché abbiamo visto quante volte è cambiata la situazione nel corso dell’anno. E bisogna pure tenere presente che, oltre al Campodarsego, c’è pure l’Este che va affrontato con lo spirito giusto. Hanno recuperato tantissimi punti, hanno battuto sia noi che il Campodarsego all’andata, per questo vanno tenuti nella giusta considerazione. È una squadra attrezzata, capace di fare male soprattutto nello scontro diretto. Per cui occhio, la strada è ancora lunga, anche se abbiamo fatto diversi passi in avanti». Il dibattito sull’argomento è, da sempre, apertissimo. Quanto conta un’assenza dell’allenatore dalla panchina? Favarin fa spallucce e chiosa: «Io sono di parte – ride – non posso essere io a dirlo. Penso di avere un gruppo a disposizione di elevatissima qualità tecnica e con una dose di esperienza che fa andare in campo i giocatori come se avessero il pilota automatico. Prendiamo il Fontanafredda. In settimana abbiamo preparato la partita minuziosamente e scrupolosamente, i ragazzi sanno bene quali sono i rischi di un match di questo tipo. L’ostacolo si può superare, a patto di affrontarlo nella maniera e con lo spirito giusto». Dubbi di formazione non sembrano essere all’orizzonte, eccezion fatta per l’attacco, dove è stata abbandonata l’idea di spostare Fabiano nel ruolo di trequartista dietro alla prima punta Maccan e dove le ultime prove ipotizzano che sia Carbonaro a spuntarla su Lattanzio per affiancare l’ex Pordenone: «A centrocampo giocherà Marcolini al posto di Soligo – chiarisce Favarin – davanti ho provato le due soluzioni con Lattanzio e Carbonaro. Mi prendo ancora qualche ora di tempo per pensarci su, in entrambi i casi comunque avrò a disposizione due ragazzi di sicuro affidamento e con qualità sia tecniche che morali all’altezza dell’impegno che ci attende. Preferisco non pensare agli altri risultati, arrivati a questo punto siamo liberi di pensare soltanto a noi stessi. Se facciamo il nostro dovere, la nave arriva in porto». Eppure, ci si può scommettere senza timori, uno sguardo interessato a Campodarsego – Montebelluna e a Dro-Este, con i rispettivi risultati, Favarin lo darà sicuramente. Tanto più che domani …

Ore 12.10 – (La Nuova Venezia) Si riparte, ultimo scatto verso la Lega Pro per il Venezia. Sei tappe, ricche di insidie e di trabocchetti, ma gli arancioneroverdi sono in fuga con la volontà di aumentare il distacco più che controllare gli avversari, tanto che Favarin ha chiesto ai giocatori di puntare ai 90 punti. Dovrebbe essere una giornata interlocutoria con la capolista al Penzo (oggi si gioca alle 15) contro il Fontanafredda, penultima e staccata di quattro punti dalla zona playout, il Campodarsego in casa contro il Montebelluna, che squadra proprio imperforabile non è, mentre l’Este viaggia Dro, altra formazione a caccia di punti-salvezza. Resta l’incognita su come le tre squadre usciranno dalla seconda sosta di marzo, mese con poche partite e troppe pause. A oggi, al Venezia mancano 14 punti (in sei gare) per avere la matematica certezza di salire in Lega Pro, il nuovo aggiornamento si farà questa sera. Venezia senza i due capitani, Soligo e Serafini, entrambi squalificati, al pari di Favarin. Difesa confermata in blocco, anche se Ferrante sta bene e Di Maio si è ristabilito, toccherà a Marcolini dettare i ritmi a centrocampo dove rientra anche Acquadro dopo la parentesi alla Viareggio Cup. Attacco arroccato attorno a Maccan, Fabiano sarà il capitano con licenza a creare, Innocenti, Volpicelli e Carbonaro si giocano le altre due maglie. Il Fontanafredda ha un piede in Eccellenza dopo lo 0-4 casalingo con la Luparense e il blitz del Monfalcone a Belluno che hanno aperto un solco di quattro punti tra la penultima e la zona playout. Rossoneri a caccia di punti per non ritrovarsi stasera ancora più staccati. Come Favarin, anche Luca Sonego, tecnico della Juniores subentrato a Maurizio De Pieri l’8 febbraio, è squalificato. Nelle ultime due trasferte il Fontanafredda non è riuscito a espugnare Sacile (0-0), ma poi ha impattato a Verona (2-2), prima di scivolare brutalmente con la Luparense. Così al “Penzo” ore 15. Venezia: (4-2-3-1): 1 Vicario; 2 Luciani, 6 Modolo, 5 Cernuto, 3 Galli; 4 Marcolini, 8 Acquadro; 10 Fabiano, 9 Carbonaro, 7 Innocenti; 9 Maccan. A disposizione: 12 Andreatta, 13 Di Maio, 14 Ferrante, 15 Beccaro, 16 Taddia, 17 Callegaro, 18 Lattanzio, 19 Gualdi, 20 Volpicelli. Allenatore: Giancarlo Favarin (squalificato, in panchina Giovanni Langella). Fontanafredda (4-3-3): 1 Onnivello; 2 Zorzetto, 5 Frison, 6 Giglio, 3 Ortolan; 8 Stiso, 4 Nastri, 10 Tonizzo; 7 Minisini, 9 Damiano, 11 Radrezza. A disposizione: 12 Cellini, 13 Bolzan, 14 De Crescenzo, 15 Fabbro, 16 Zanut, 17 Samba, 18 Cusin, 19 Galiazzo, 20 Gerolami. Allenatore: Luca Sonego (squalificato, in panchina Giampietro Leonarduzzi). Arbitro: Gino Garofalo di Torre del Greco.

Ore 11.40 – (Gazzettino) È la lotta di testa a infiammare la sest’ultima giornata di campionato oggi alle 15. Dopo due pareggi in trasferta il Campodarsego vuole raccogliere al Gabbiano il bottino pieno con il Montebelluna per restare in scia al Venezia (5 punti avanti) e anche per tenere a distanza l’Este, staccato di due lunghezze. «Dopo due pareggi, l’ultimo dei quali molto amaro, vogliamo riprendere il nostro cammino – sottolinea Antonio Andreucci – La nostra speranza è disputare una bella partita in tutti i sensi perché ne abbiamo bisogno, sapendo di affrontare un avversario motivato che può contare su un allenatore esperto (Fonti, ex Albignasego e San Paolo, ndr) e su attaccanti di valore come Zecchinato e Fantinato. Ma vogliamo fortemente tornare ala vittoria». Piaggio e Tanasa acciaccati non sono convocati, spazio a Zecchin. «Oltre ad avere grandi qualità tecniche, ha portato una ventata di entusiasmo nell’ambiente». ESTE. Punta a proseguire la sua ascesa andando a fare visita al Dro. Fondamentale raccogliere i tre punti per arrivare domenica prossima allo scontro diretto con il Venezia con almeno 7 lunghezze di ritardo. «Facciamo un passo alla volta, già arrivare secondi sarebbe una grande impresa – afferma Andrea Pagan – Nel girone di ritorno abbiamo recuperato nove punti al Campodarsego, mancano sei gare alla fine ed è giusto non accontentarsi. Ma andrebbe bene anche chiudere terzi per giocare i play off in casa con due risultati a disposizione». Naturalmente le attenzioni sono rivolte al Dro. «Una gara complicata, però stiamo davvero bene e vincere in rimonta con la Virtus Vecomp è stata una dimostrazione di forza. Mi aspetto una prestazione importante». LUPARENSE SAN PAOLO. Cerca la sesta vittoria di fila nell’appuntamento a domicilio con il Levico per alimentare le speranze in chiave play off. Così Enrico Cunico: «I ragazzi devono essere consapevoli che stiamo inseguendo un sogno, è giusto cullare le piccole speranze che ci sono e giocarsela fino alla fine. Mi aspetto una partita aperta con un avversario che non verrà per chiudersi. Sta a noi avere l’atteggiamento giusto». In dubbio Pregnolato e Pittarello, out Andrea Praticò. ABANO. Emigra a Este per affrontare il turno casalingo con il Tamai. Gli aponensi sono chiamati a cancellare lo stop con il Levico. «Voglio una squadra che giochi bene e che possibilmente vinca – esordisce Karel Zeman – In settimana ci siamo allenati molto meglio e credo che i ragazzi abbiano capito che ci vuole maggiore concentrazione. Mi aspetto una bella partita». Convocato Ballarin, anche se non è al meglio.

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Tutto pronto per il rush finale. Oggi torneranno in campo Campodarsego, Este, Luparense e Abano per dare il via alla volata decisiva. Sarà un turno apparentemente abbordabile per le quattro padovane (calcio d’inizio alle 15) di Serie D: il Campo affronterà il Montebelluna in casa, mentre i giallorossi saliranno in Trentino per sfidare il Dro. Tra le mura amiche pure Lupi e aponensi (questi ultimi sul “neutro” di Este), impegnati rispettivamente con Levico e Tamai e ormai avviati verso un finale di stagione tranquillo. CAMPODARSEGO. Sei partite per decidere il futuro. Il Campodarsego, da qui a maggio, non potrà più sbagliare una virgola: il Venezia ha un vantaggio piuttosto considerevole (+5 punti) e dopo gli alti e bassi invernali sembra aver preso il tipico ritmo di chi non c’entra nulla con la quarta serie. In più, alle spalle dei biancorossi, a due lunghezze, c’è l’Este, pronto al sorpasso. Insomma, contro il Montebelluna (arbitro Stefano Fusco di Brindisi), compagine che ha bisogno degli ultimi spiccioli per evitare i playout, capitan Bedin e compagni avranno soltanto un risultato a disposizione per continuare a inseguire quel grande sogno chiamato Lega Pro e non farsi beccare dai “cugini”. Formazione Campodarsego (4-3-3): Vanzato; Arthur, Gal, Ruopolo, Buson; Tanasa, Bedin, Pelizzer; Radrezza, Kabine, Aliù. All. Andreucci. ESTE. Vuol proseguire sulla strada dell’imbattibilità, invece, la squadra di mister Andrea Pagan. La formazione atestina non ha ancora perso nel girone di ritorno e non vede la sconfitta (l’unica della stagione, tra l’altro) dallo scontro diretto col Belluno dello scorso 14 ottobre. Inoltre, i due punti che separano l’Este dal secondo posto potrebbero dare ulteriori stimoli per battere il Dro (arbitro Graziella Pirriatore di Bologna), altra squadra in piena lotta per la salvezza. Al comunale “Oltra” di Dro l’Este potrebbe anche allungare la striscia positiva di 24 risultati utili consecutivi. Formazione Este (4-3-3): Lorello; Tiozzo, Montin, Guagnetti, Rosina; Arvia, Caporali, Maldonado; Marcandella, Mastroianni, Ferrara. All. Pagan. LUPARENSE. Vorrebbe dare una rinfrescata alle statistiche pure la Luparense, di scena allo stadio “Gianni Casèe” contro l’altra trentina del girone, il Levico Terme (arbitro Rosario Antonio Grasso di Acireale). I rossoblù, reduci da ben cinque vittorie consecutive (Campodarsego, Liventina, Tamai, Calvi Noale e Fontanafredda), stanno vivendo infatti il miglior momento della stagione, valso pure il settimo posto in classifica, proprio a ridosso delle big girone C. Mister Enrico Cunico, però, dovrà fare i conti con qualche infortunio di troppo: in settimana si sono fermati Pregnolato, Pittarello (in dubbio per la sfida odierna) e Praticò. Formazione Luparense (3-4-3): Rossetto; Antonello, Baggio, Severgnini; Sanavia, Pignat, Cavallini, Di Fusco; Giglio, Sottovia, Beccaro. All. Cunico. ABANO. “Trasferta” forzata, infine, per l’Abano di mister Karel Zeman. I lavori di rifacimento del manto erboso e il torneo internazionale giovanile. il cui inizio è imminente, costringeranno i neroverdi a “emigrare” al Nuovo Stadio di Este. Ospite di giornata sarà il Tamai, sesta forza del girone con timide ambizioni playoff. L’Abano, invece, ha intenzione di scalare ulteriormente la classifica per chiudere nel migliore dei modi un campionato a due facce e riscattare il clamoroso rovescio per 4-0 di Levico. Arbitra Costin Spataru di Siena. Formazione Abano (4-3-3): Bettin; Tescaro, Cuccato, Thomassen, Zattarin; Creati, De Cesare, Bortolotto; Gnago, Ginestra, Fusciello. All. Zeman.

Ore 10.50 – Probabile formazione Padova (Gazzettino): Favaro; Bucolo, Sbraga, Fabiano, Favalli; Ilari, Mazzocco, Baldassin, Finocchio; Altinier, Neto Pereira.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Per il ruolo di terzino destro, Bucolo appare favorito su Dell’Andrea, anche se Pillon tiene sulla corda entrambi. «È vero che ho provato Bucolo tutta la settimana, ma ci devo pensare ancora un attimo se fare questa mossa o schierare Dell’Andrea che è un giocatore di ruolo: da un lato c’è l’esperienza e la cattiveria agonistica, dall’altro la gioventù e la spensieratezza. Devo pensare quale è la scelta migliore per la squadra, anche in base all’avversario». L’ipotesi di una difesa a tre dal primo minuto è scartata. «Abbiamo la nostra identità e la portiamo avanti. Tra l’altro il Cuneo gioca con tre attaccanti, è meglio una difesa a quattro a livello tattico. Poi invece a partita in corso si può magari cambiare». Qualche altro dubbio per la formazione? «Ho visto bene Petrilli, Bearzotti e Sparacello, ci devo pensare. Favaro o Petkovic? Ho già la mia idea, ho la fortuna di avere due bravi portieri e qualsiasi scelta faccia non ci sono problemi». In mezzo al campo Baldassin e Mazzocco. «Hanno sempre fatto bene, sono giocatori di affidamento». Tornando alla rincorsa play off, si è fatto un’idea di quale può essere la quota per il quarto posto? «Non faccio calcoli, non conosco il calendario delle altre formazioni, so solo che devo guardare alla mia squadra e vincere il più possibile per non avere alcun rammarico alla fine. Non bisogna mollare un centimetro». Ed è fondamentale recuperare quanto prima anche tutti gli effettivi. «La breve pausa per le feste di Pasqua è stata utile, abbiamo riposato qualche giorno e abbiamo lavorato bene in settimana. Qualche giocatore come Diniz aveva bisogno di fare un lavoro specifico per il dolore al ginocchio, lo stesso vale per Corti. Spero di avere a disposizione più giocatori possibile perché a questo punto del campionato vuole dire molto avere tante soluzioni»

Ore 10.30 – (Gazzettino) Parte da Cuneo il rush finale del Padova. Sei partite nelle quali bisogna dare tutto, con l’auspicio di agguantare i play off che sono distanti 5 punti (Alessandria). Ecco allora che quella in terra piemontese diventa una tappa cruciale per riprendere a pieno ritmo l’inseguimento, dopo il successo pre-pasquale con la Cremonese. Ma non sarà agevole per i biancoscudati domare un avversario assetato di punti in ottica salvezza. «Una partita molto importante per entrambi – esordisce Bepi Pillon – Loro per la permanenza in categoria, noi per agganciare l’ultimo treno che porta ai play off. Da qui in avanti bisogna cercare di vincerne il più possibile. Andiamo a giocarcela come sempre fatto ultimamente». Vale a dire con quell’atteggiamento aggressivo che è diventato un marchio di fabbrica della squadra. «Dobbiamo fare questo, è quello che ci ha contraddistinto nelle ultime partite. Dobbiamo cercare di andare a prenderli sempre alti, stando però molto attenti alla loro profondità quando ripartono. Ci vuole perciò compattezza nelle due fasi, senza disunirsi. Ho visto il Cuneo con la Pro Piacenza, ha fatto un’ottima partita e meritava il successo». Rispetto allo scontro diretto vinto con la Cremonese, c’è però da fare i conti con alcune assenze pesanti come gli squalificati Diniz e De Risio, senza dimenticare la lista degli acciaccati (non convocati) che annovera Corti, Dionisi, Anastasio. Si potrebbe chiamarla emergenza, ma il tecnico puntualizza subito: «Niente alibi o scuse se manca questo o quello. In campo ne vanno undici, più gli altri ragazzi in panchina. E a prescindere di chi giocherà, dobbiamo dare battaglia».

Ore 10.20 – (Gazzettino) Una squadra imprevedibile, che non conosce mezze misure e che, non a caso, ha pareggiato solo cinque volte. Il campionato del Cuneo, per rendimento e risultati, può essere diviso in tre parti, con un inizio da dimenticare in cui ha rimediato cinque sconfitte in altrettante gare a cui è seguito un ottimo momento. Nelle successive nove partite i piemontesi hanno infatti conquistato 22 punti su 27, con sette vittorie, un pareggio e un unico ko. Poi l’incantesimo si è interrotto e da metà dicembre hanno vinto una sola volta (con la Pro Patria) in 14 tentativi, con un magro bottino di sette punti. Il tecnico Salvatore Iacolino ha così pagato dazio e gli è subentrato Fabio Fraschetti che ha esordito nell’ultimo turno con un pari a Piacenza. Non sono dunque da escludere novità sul piano tattico: possibile ma non scontata la conferma del modulo 4-3-3. Dietro rientra Conrotto, ma a sinistra mancherà il capitano Gorzegno, squalificato. Suo probabile sostituto l’argentino Bonomo. In mediana ballottaggio tra Corradi e D’Iglio e torna Gatto, in avanti occhio a Chinellato (nella foto), già a segno dieci volte, mentre Cristofoli, arrivato a gennaio dal Pro Piacenza, dovrebbe partire dalla panchina.

Ore 10.00 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Favaro; Bucolo, Sbraga, Fabiano, Favalli; Ilari, Mazzocco, Baldassin, Finocchio; Altinier, Neto Pereira.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Siete pronti, nonostante l’emergenza? «Siamo un po’ contati, ma chi scenderà in campo dovrà dare battaglia. Ho visto che anche chi finora ha giocato meno fisicamente sta bene, quindi non voglio sentir parlare di alibi o scusanti: in campo si va in undici, e chi giocherà dovrà dare il massimo». L’idea di una difesa a tre non rientra nel ventaglio delle possibilità? «È una soluzione attuabile nel corso della gara, ma visto l’atteggiamento e il 4-3-3 del Cuneo credo che la retroguardia a quattro sia tatticamente la scelta migliore». Manca il terzino destro: è Bucolo la soluzione? «Non è detto. L’ho provato per tutta la settimana, e devo ancora decidere quale mossa fare, se puntare su di lui o sul giovane Dell’Andrea. Esperienza e cattiveria agonistica da una parte, gioventù e spensieratezza dall’altra. Ma devo dare anche un occhio al centrocampo: se Bucolo gioca terzino, in mediana rimangono in due». Baldassin e Mazzocco: due elementi giovani ma di spessore. «Non ci sono molte alternative, visto che De Risio è squalificato e Corti spero torni a disposizione per la prossima settimana. Ma hanno dimostrato comunque di poter far bene, quindi sono due giocatori su cui posso fare tranquillamente affidamento». Ha scelto chi giocherà tra i pali tra Favaro e Petkovic? «La mia idea ce l’ho già, ma, visto che posso contare su due portieri molto validi, sono convinto che non sarà una scelta difficile». Il Cuneo è in crisi… «Sarà una battaglia, loro giocano in casa e vorranno vincere. In questa fase della stagione è normale che sia così. A Piacenza, nella loro ultima gara, meritavano i tre punti, hanno elementi di buona qualità e per questo dovremo rimanere compatti e stare molto attenti».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Il treno playoff viaggia ad una velocità elevata. A sei gare dalla bandiera a scacchi, 5 sono i punti che separano ancora il Padova dal quarto posto, attualmente occupato dall’Alessandria, che domani sera se la vedrà con il Pavia in un vero e proprio scontro diretto d’alta classifica. Quindi oggi i biancoscudati a Cuneo hanno un solo risultato per continuare ad inseguire un sogno. All’andata finì male, con l’Euganeo violato dai piemontesi e l’allenatore Parlato, ormai con le spalle al muro, sempre più vicino all’esonero, che infatti arrivò solo una settimana più tardi, dopo lo 0-0 di Busto Arsizio. Adesso il Padova vuole una gara diversa, per puntare ad un finale più dolce e per tenere la speranza ancora viva. Nonostante i mille problemi: non ci sono gli squalificati Diniz e De Risio, gli infortunati Niccolini, Dionisi, Anastasio e Corti, come terzino destro gioca Bucolo, un mediano, e in mezzo al campo due giovanotti come Baldassin e Mazzocco, che, messi insieme, superano di poco l’età di capitan Cunico. «Una gara fondamentale per entrambe le squadre», avverte il tecnico Pillon. «Il Cuneo è in piena zona playout, sta lottando per salvarsi, mentre noi cerchiamo di agganciare l’ultimo treno. Da qui in avanti, se vogliamo ancora crederci, possiamo solo vincere più partite possibili, c’è poco da fare. A cominciare da quella di oggi». Con quale spirito si scende in campo? «È una gara importante, sotto tutti i punti di vista. Noi ce la giochiamo come abbiamo fatto nelle ultime uscite, andando a pressare alto e cercando di stare attenti alle loro ripartenze e alla loro profondità. Se avremo le gambe giuste, ce la possiamo fare».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Nemmeno la trasferta più lunga della stagione spaventa i fedelissimi. Tra Padova e Cuneo ci sono quasi 500 chilometri di distanza, eppure il “viaggio della speranza” coinvolgerà un centinaio di tifosi biancoscudati, mossisi alle prime luci dell’alba, e si concluderà allo stadio “Fratelli Paschiero”, a poche decine di chilometri dal confine francese. Qui i supporter di Tribuna Fattori e Aicb sperano in un risultato positivo per riprendere la marcia lontano da casa, che si era interrotta con la sconfitta di Pordenone. Qui Cuneo. Sulla panchina dei piemontesi da due settimane siede Fabio Fraschetti, che ha rilevato l’esonerato Jacolino e che in passato ha già allenato Santarcangelo, Poggibonsi, Sangiovannese e Arezzo. Salvare il Cuneo, ora impelagato in piena zona playout, non sarà un’impresa semplice: i biancorossi hanno vinto una sola volta nelle ultime 14 gare, anche se tra le mura amiche, nel corso della stagione, sono stati capaci di fermare formazioni del calibro di Sudtirol, Cremonese e Bassano. Fraschetti non può contare sul difensore Gorzegno (squalificato) e sull’infortunato Capellino: nel 4-3-3 in attacco spazio a Beltrame, Chinellato e Ruggiero.

Ore 09.10 – Probabile formazione Padova (Corriere del Veneto): Favaro; Bucolo, Sbraga, Fabiano, Favalli; Ilari, Mazzocco, Baldassin, Finocchio; Altinier, Neto Pereira.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Come fa notare proprio Pillon: «Questa partita è molto importante per noi – ammette l’allenatore trevigiano – ma anche per loro. Dobbiamo agganciare l’ultimo treno e per farlo dobbiamo vincere. Dovremo essere aggressivi ed andare ad aggredirli alti come nelle ultime gare, stando però attenti alle loro ripartenze. Portiamo avanti la nostra identità di gioco, perché sarà una battaglia, ma occhio perché il Cuneo senza dubbio ha buone individualità». Pillon non vuole alibi, né sentire parlare di emergenza. Fra i pali potrebbe tornare Petkovic, sulla destra le chance maggiori le ha Bucolo, in mezzo può spuntarla Mazzocco, ma hanno chance concrete di partire titolari pure Bearzotti (potrebbe essere la sorpresa di oggi), Petrilli e Sparacello. «La sosta ci ha fatto bene – sterza Pillon – ho visto bene tanti giocatori, oggi avrò la possibilità di scegliere e non penso alle assenze. I giocatori li abbiamo, deciderò chi schierare e faccio notare che a destra anche Dell’Andrea ha possibilità di partire titolare». Al bando calcolatrici, tabelle e quant’altro. La ricetta di Pillon è semplice: «Non abbiamo alternative – taglia corto – vinciamole tutte o comunque il più possibile. Poi vedremo in quale posizione saremo. Adesso non siamo nelle condizione di guardare quello che fanno le concorrenti. Prima dobbiamo vincere noi, poi viene tutto il resto».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) E’ di pochissime parole, Giuseppe Pillon, alla vigilia di quella che potrebbe essere l’ultima spiaggia per il Padova in chiave playoff. Non ci sono mezze misure, l’unica chance alla roulette delle ultime sei giornate per i biancoscudati è quella di vincere sempre. Passi falsi non se ne possono permettere, forse sarà tollerato un pari in mezzo con una cinquina di vittorie per cullare il sogno degli spareggi promozione. Ma oggi a Cuneo (ore 14) la sirena dell’emergenza suona all’impazzata. Sulla fascia destra sono indisponibili Diniz, la seconda scelta Dionisi e la terza Anastasio. Un’ecatombe, che si aggiunge alla squalifica di De Risio, alle condizioni precarie di Corti (non convocato) e alla necessità di raffazzonare un undici titolare in grado di sferrare l’assalto ai piemontesi. All’andata il 3-1 che maturò all’Euganeo diede paradossalmente il là ai successivi cambi in panchina che sono maturati ai due estremi del girone A. Da Iacolino a Fraschetti, da Parlato a Pillon, via i tecnici protagonisti delle due promozioni dalla D alla Lega Pro, dentro due allenatori più avvezzi alla giungla di una categoria piena di trappole.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Pordenone 53, Bassano 52, Alessandria 49, FeralpiSalò 46, Pavia 45, Padova e Reggiana 44, Cremonese 43, SudTirol 40, Giana Erminio 35, Lumezzane e Renate 32, Cuneo 29, Pro Piacenza 28, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventinovesima giornata: Cremonese-Renate 2-0 (Scarsella (Cr) al 4′ pt, Magnaghi (Cr) al 24′ pt), SudTirol-Lumezzane 1-1 (Tulli (St) al 25′ pt, Sarao (Lu) al 44′ st), Pro Patria-Giana Erminio 0-2 (Cogliati (Ge) al 14′ st, Perico (Ge) al 38′ st), Pordenone-Reggiana 1-0 (Pasa (Pn) al 29′ st). Ore 15.00 FeralpiSalò-Mantova. Lunedì, ore 20.00 AlbinoLeffe-Pro Piacenza, Cittadella-Bassano, Pavia-Alessandria.

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.




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