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Ore 20.30 – (Il Piccolo) I transfer di Nicholas Muzzi e Guillerme Monti non sono ancora arrivati, ma domenica contro il Giorgione la Triestina potrà comunque già schierare l’esterno offensivo figlio d’arte (il padre è quel Roberto Muzzi ex bomber di Roma, Cagliari, Udinese, Lazio e Torino). Questo perché sono già passati 30 giorni da quando la federazione estera che fa riferimento all’ultima esperienza del giocatore (in questo caso quella spagnola) ha ricevuto la richiesta e la relativa documentazione: in questo caso, se non è arrivato ancora il transfer (Certificato internazionale di trasferimento), è la federazione italiana a rilasciare un tesseramento provvisorio che permette di utilizzare il giocatore. «La regola è chiara – afferma infatti Mauro Milanese – pertanto domenica Muzzi potrà giocare, anche se in questi giorni ha avuto qualche linea di febbre e deve recuperare. Sarà importante che lo faccia, perché in attacco dovremo fare ancora a meno di Bradaschia». Per quanto riguarda Monti, i 30 giorni scadono invece proprio domenica, perciò non potrà avere il tesseramento provvisorio e non potrà giocare a Castelfranco Veneto. A meno che, ovviamente, entro domani non arrivi il transfer definitivo. Altrimenti per il centrocampista brasiliano se ne riparla alla partita seguente, quella al Rocco contro la Virtus Vecomp. Del resto, l’odissea di questo tipo di trasferimenti internazionali è ben nota, e il caso di Milicevic e Clara dello scorso anno è ancora ben impresso nella memoria. L’importante è che in qualche modo la situazione sia praticamente risolta, e questo permetterà al tecnico Bordin almeno un innesto fondamentale per la trasferta col Giorgione e poi un’altra novità per il rush finale di campionato. Tra l’altro Muzzi è un 1996, pertanto è una pedina preziosissima anche in chiave under e un suo utilizzo potrebbe permettere di schierare un centrocampo di maggiore esperienza. Il suo ruolo è l’esterno offensivo, è un giocatore dalle notevoli doti fisiche che fa della corsa e della rapidità le doti migliori. Dopo essere cresciuto nelle giovanili della Roma, Muzzi è transitato nelle formazioni Primavera di Cagliari e Sampdoria, mentre negli ultimi mesi ha avuto un’esperienza con lo Jumilla nella Lega Pro spagnola: da qui la necessità del transfer da quella federazione. Oltre all’influenza che lo ha colpito questa settimana, un’altra incognita è legata al ritmo partita, che giocoforza Muzzi non potrà ancora avere, anche se un mese di allenamento dovrebbe averlo ormai portato in buona condizione. E comunque non è più tempo di andare per il sottile. Mancano solo sei partite, ogni match decisivo e Bordin dovrà utilizzare tutte le forze a disposizione.
Ore 20.00 – (Corriere delle Alpi) Duravia lavora ancora a parte. L’infortunio subito al menisco nel derby contro il Ripa Fenadora non sta lasciando tregua al centrocampista di Montebelluna che sperava di lavorare con la squadra dopo la pausa pasquale. La sua presenza domenica contro la Virtus Vecomp è a forte rischio e le sue condizioni andranno valutate nei prossimi giorni. «Speravo di rientrare con il gruppo martedì ma non è andata così – spiega uno sconsolato Marco Duravia – ho ricominciato a correre senza problemi ma nei cambi di direzione sento ancora fastidio. La distorsione subita nel derby ha infiammato la cartilagine del menisco che ho operato otto anni fa, adesso stiamo valutando la situazione con lo staff medico ma in questo momento è inutile sovraccaricare l’articolazione. La trasferta a Verona? Tutto può succedere, anche se ad oggi vedo difficile un possibile recupero». Occasione persa. Contro il Monfalcone il Belluno ha incassato una brutta sconfitta tra le mura amiche, dominando l’incontro ma senza riuscire a segnare. «Inutile sottolineare che, viste le nostre ambizioni, speravamo di portare a casa la vittoria – continua Duravia – volevamo migliorare la classifica ma non ci siamo riusciti. La prestazione non è stata sufficientemente buona per vincere, anche se il nostro avversario ha fatto veramente poco per batterci anche se poi ci è riuscito. Alla fine però ha sempre ragione chi vince, mettiamoci una pietra sopra». Finale di fuoco. Le ultime sei partite saranno molto impegnative per la banda gialloblù che dovrà affrontare Venezia e Campodarsego, prima e seconda della classe, oltre che Virtus Vecomp, Abano e Luparense. «Era un finale impegnativo anche all’andata e abbiamo fatto comunque molti punti – continua Duravia – non dobbiamo avere paura, faremo del nostro meglio. Il terzo posto? In questo momento mi sembra più realistico pensare a difendere il quarto visto che il distacco è minore. Le volte che abbiamo guardato troppo avanti in classifica nn sono arrivati i risultati, ora pensiamo a difendere la quarta piazza». Il Belluno di questa stagione è quello più forte del triennio Vecchiato? «Lo scorso anno secondo me eravamo più completi ed esperti, la presenza di Merli Sala era molto importante – conclude Duravia – quest’anno ci sono state piacevoli sorprese come Quarzago e Marta Bettina». Marco Farinazzo rientra in gruppo. Il fuoriquota del Belluno ieri pomeriggio ha effettuato la visita di controllo dopo le micro fratture composte al viso subite contro il Monfalcone. Il giocatore ha avuto il via libera dai medici e questo pomeriggio riprenderà a lavorare con la squadra. È molto difficile pensare di vederlo in campo domenica contro la Virtus Vecomp.
Ore 19.30 – (La Provincia Pavese) In vista della trasferta di Pavia, l’Alessandria rispetto alla gara con il Pordenone recupera dalla squalifica il difensore Morero. Da valutare le condizioni di Bocalon, da qualche settimana alle prese con un dolore al collo. In difesa, Terigi è sempre fuori uso per pubalgia, mentre è da valutare se Mezavilla sarà disponibile almeno per la panchina, indossando una maschera protettiva, dopo la frattura al naso rimediata dieci giorni fa contro la Pro Patria. Iunco ha ripreso a lavorare col gruppo dopo un intervento di chirurgia vascolare, rimane a parte Roberto Sabato.
Ore 19.00 – (La Provincia Pavese) Cresce l’attesa per Pavia-Alessandria di lunedì sera, una sfida pesantissima nell’economia della volata play off. A seguire i grigi al Fortunati sono preannunciati centinaia di tifosi: dalla società azzurra si preventiva un afflusso di 500-600 supporter alessandrini che sui social promettono cifre ben maggiori (800-900). La speranza è che, malgrado la diretta televisiva, anche dalla città di Pavia ci sia una risposta altrettanto calda. C’è, poi, tanta voglia di tornare a un successo sull’Alessandria che manca al Pavia dal marzo 2003, nell’allora C2 quando gli azzurri, guidati in panchina da Marco Torresani s’imposero al Moccagatta con le reti di Nordi e Ambrosoni, bissando il successo dell’andata firmato da Inacio e La Cagnina. Negli ultimi dieci anni Alessandria e Pavia si sono incontrate non moltissime volte in campionato. Soprattutto per via dei problemi societari dell’Alessandria che all’inizio del Duemila, nel 2003, l’hanno vista fallire e ripartire dall’Eccellenza nel 2003. Tre le sfide che si sono giocate lo scorso anno sportivo L’Alessandria si impose in Coppa con un netto 5-1 con rete di Falconieri per gli azzurri. In campionato all’andata finì in parità 2-2 con la rimonta del Pavia che sotto di due reti, realizzate da Taddei e Guazzo, pareggiò con la doppietta di Andrea Soncin. Al ritorno l’Alessandria, però, espugnò per 1-0 il Fortunati approfittando di una sfortunata autorete di Andrea Cristini. Quest’anno finora due successi per l’Alessandria. Il primo fu il 3-1 in Coppa Italia di Lega Pro al Moccagatta con le reti nel primo tempo prima di Picone e la doppietta poi di Marconi. Nella ripresa per il Pavia il gol di Del Sante. All’andata in campionato gol del vantaggio azzurro con un colpo di testa di Marino al 26’, poi pareggio in avvio di ripresa di Bocalon che al 92’ beffò gli azzurri, usciti sconfitti immeritatamente da Alessandria. La squadra diretta da Angelo Gregucci si presenterà lunedì al Fortunati reduce da tre vittorie e due sconfitte nelle ultime cinque gare: l’ultimo successo quello prepasquale con il Pordenone è stato il primo negli scontri diretti in questo girone di ritorno dopo che i grigi avevano, invece, precedentemente perso quelli con Bassano e Cittadella. Due ko casalinghi al Moccagatta, entrambi con il punteggio di 2-1. Ora il Pavia ha bisogno di cercare quel successo che contro l’Alessandria manca in queste ultime due stagioni e che potrebbe rilanciarlo definitivamente nella corsa per le prime quattro posizioni in classifica e a recuperare tre lunghezze sui piemontesi.
Ore 18.30 – (Gazzetta di Reggio) Prove tecniche di formazione ieri pomeriggio in via Agosti per Spanò e compagni impegnati in una partitella in famiglia con la Berretti. Da quanto emerso molto verosimilmente la squadra che sabato giocherà al “Bottecchia” col Pordenone (ore 20.30) sarà la stessa scesa in campo nelle ultime due gare vittoriose con Cuneo e Pro Patria, cioè il solito 3-5-2 composto da Alessandro Spanò, Andrea parola e Minel Sabotic in difesa, Vasile Mogos, Mirko Bruccini, Dejan Danza, Dario Maltese e Daniele Mignanelli a centrocampo; Nicholas Siega e Rachid Arma davanti. Non mancano però alcune situazioni da valutare in questi giorni infatti Maltese e Sabotic stanno ancora lavorando al differenziato (botta alla caviglia per il palermitano e problema agli adduttori per il montenegrino) e sono stati sostituiti in partita da Riccardo Ceccarelli ed Erik Panizzi; come se non bastasse Mogos si è fermato anzitempo per un colpo al ginocchio sinistro ricevuto in uno scontro di gioco. Purtroppo di alternative ce ne sono sempre poche in questo periodo, tranne Antonio Letizia e Raffaele Nolè nel reparto avanzato, infatti sette giocatori affollano ancora l’infermeria: Francesco Rampi sta eseguendo terapie al ginocchio destro ma dovrebbe farcela, De Biasi continua il suo programma di recupero al differenziato ma sarà assente così come i vari Paolo Bartolomei (tornerà in gruppo martedì dopo il giorno di riposo post-Pordenone), Paolo Frascatore, Antonio Loi, Michele Pazienza e Gianluca Zucchini, tutti al lavoro in palestra. Oggi la squadra si allena sempre in via Agosti a partire dalle ore 15, nella speranza di vedere qualche acciaccato recuperare. Ieri intanto ai campi si faceva un gran parlare della notizia della squadra moldava interessata al centrocampista Dejan Danza. Massimo Varini, ds della Pro Vercelli, squadra proprietaria del cartellino del talento mantovano, conferma il contatto da parte dell’imprenditore reggiano Franco Neviani, patron dell’Ungheni, formazione che lotta per la promozione nella massima serie moldava. «Siamo stati contatti -conferma il ds Varini e ci hanno chiesto informazioni su Dejan Danza. Ci incontreremo nei prossimi giorni a Reggio. Loro sembrano interessati a chiuedere ma al momento è prematuro parlar di queste cose. Il giocatore è della Pro Vercelli e non è detto che non resti alla Reggiana. Vediamo cosa succederà». Danza è candidato a un posto da protagonista in questo ultimo scorcio di campionato, dove i granata si giocano le residue speranze di qualificarsi ai play off. Anche a Pordenone la sua presenza in campo è molto probabile, nei minuti in cui ha giocato ha già messo in mostra una buona tecnica. Per supplire alle carenze dell’attacco ci sarebbe bisogno che i centrocampisti provassero più spesso a segnare con dei tiri da fuori.
Ore 18.00 – (Gazzetta di Reggio) Anche per il fluidificante sinistro Daniele Mignanelli, tornato in prestito a gennaio dopo la parentesi amara di soddisfazioni di Pescara, i giochi per i play off sono ancora aperti. “Migna”, come ha trovato i suoi compagni al rientro delle feste pasquali? «Determinati e con la testa giusta perché sabato con il Pordenone ci aspetta una partita importante. Sappiamo di trovare una squadra che sa stare bene in campo ed è forte tecnicamente ma a noi serve la vittoria a tutti i costi». Troverete un ambiente infuocato anche per le pesanti sanzioni che il Pordenone ha ricevuto in settimana. «Quello non ci interessa e andremo là per fare la nostra partita». All’andata finì 4-1 per loro ma adesso sembrano in calo. «Dobbiamo guardare prima di tutto noi stessi poi pensare agli avversari. Dell’andata nessuno ha parlato ma abbiamo visto il loro video e sappiamo che interpretano un bel gioco». Ha già visionato quale sarà il suo avversario in fascia? «Per quanto visto loro utilizzano diverse formazioni perciò, in base a chi giocherà sabato, prenderemo le misure sul campo». Quante possibilità ha la Reggiana di arrivare ai play off? «Dobbiamo crederci col Pordenone e poi fino alla fine. Se così sarà potremo entrare in quella griglia e comunque non vorremmo avere rimpianti perciò dobbiamo dare di più nelle prossime gare e sperare. Vi preoccupa che saranno praticamente tutti scontri diretti? «Proprio per questo motivo è tutto da ancora giocare ed è un fattore positivo non solo per gli stimoli, ma anche sotto il profilo della classifica perché vincendoli si possono raggiungere e superare molte avversarie». Fisicamente come sta? «All’inizio ho pagato lo scotto delle prime partite dopo sei mesi di poca attività ma adesso sto bene». E’ soddisfatto del suo rendimento a Reggio finora? «Sono partito subito bene, poi ho accusato quel leggero infortunio ma nelle ultime gare, col Cuneo e con la Pro Patria, penso di aver fatto progressi». E’ questo il vero Mignanelli? «L’anno scorso avete visto cosa posso dare mentre adesso il troppo tempo passato senza minuti nelle gambe mi ha fatto sentire la fatica». Il suo Pescara si è fatto sentire? «Ancora no. A giugno dovrei tornare là perché ho altri tre anni di contratto e vedremo le decisioni della società. E’ logico che qua conosco l’ambiente e mi trovo bene quindi vedremo l’evolversi della situazione». Come si spiega questa classifica deludente? «E’ vero, l’anno scorso la classifica era diversa ma il girone era meno competitivo».
Ore 17.30 – (Gazzetta di Mantova) Altra doppia seduta di allenamento ieri mattina e pomeriggio al “Dante Micheli” per il Mantova in vista della trasferta di domenica (ore 15) in casa della FeralpiSalò. Dal punto di vista dell’infermeria mister Prina a poco a poco sta recuperando quasi tutti gli infortunati, ad eccezione naturalmente del lungodegente Ruopolo: ieri ha ripreso a lavorare parzialmente con il gruppo anche Ungaro, anche se è da escludere un suo recupero per la prossima trasferta. A pieno ritmo invece sia Beretta che Masiello, in attesa di poter ritrovare la migliore condizione per questo finale di campionato. Nella seduta pomeridiana hanno abbandonato il campo prima degli altri Di Santantonio (domenica sarà squalificato), Maggio, Scalise e Samb Falou, tutti a puro scopo precauzionale. Nelle partitelle a pressione fatte disputare dal tecnico, prendendo a prestito anche qualche ragazzo della Berretti, si è chiaramente intuito che il Mantova andrà avanti con il 5-3-2 (come del resto già dichiarato da Prina) e semmai potrebbero esserci soltanto un paio di cambi tra i giocatori rispetto alla sconfitta interna contro il Cittadella. L’impressione è che tra i tre difensori centrali possa rientrare Trainotti, come pure sulla corsia di destra della difesa possa esserci un ballottaggio tra Lo Bue e Scalise. A centrocampo Prina dovrà scegliere chi rileverà Di Santantonio e in lizza dovrebbero esserci Longo e Perpetuini. In ogni caso molti dubbi sulla formazione per domenica probabilmente saranno chiariti nella partitella di oggi pomeriggio (ore 15) al Martelli contro la Berretti di Elia Pavesi.
Ore 17.00 – (Gazzetta di Mantova) Il Mantova da qui ai prossimi mesi giocherà in parallelo due “partite” importantissime: una in campo per evitare la retrocessione in serie D, l’altra fuori per assicurare maggiore solidità all’assetto societario. Nel mezzo c’è anche la necessità di immaginare un “domani” tecnico, per non arrivare a fine maggio (i playout si giocheranno il 21 e il 28) o addirittura più avanti (in caso di retrocessione ed eventuale ripescaggio) senza avere un’idea di ciò che sarà il Mantova 2016/2017. In Viale Te assicurano che al ds Alfio Pelliccioni è stato dato mandato di muoversi comunque ad ampio spettro per individuare elementi utili alla causa in prospettiva, ma è chiaro che tutto dipenderà da cosa accadrà sul campo. In caso di salvezza la società vorrebbe puntare ancora su mister Luca Prina, per cui il tecnico biellese dovrebbe esprimersi sulle caratteristiche di eventuali rinforzi e soprattutto sul destino dei ben 18 calciatori attualmente sotto contratto con l’Acm per la prossima stagione. Un “fardello”, questo, non solo tecnico ma che pesa anche sui conti societari. A proposito di società, altrettanto importante è la sfida che fuori dal campo la Sdl sta cercando di vincere per coinvolgere altri partner. Fin dallo scorso giugno, infatti, gli imprenditori bresciani hanno sempre detto di non voler andare avanti da soli. Al loro fianco per ora sono rimasti i soci mantovani Bompieri, Tirelli e Giovanardi, i quali negli ultimi mesi hanno sempre detto di essere disposti a continuare l’avventura, magari riducendo un po’ la misura del loro impegno. Altri aiuti concreti dal territorio, però, finora non ne sono arrivati. A parte quello “morale” di Fabrizio Lori, che ha messo in gioco la sua immagine in un momento delicato per il club e che non è ancora chiaro – però – che ruolo potrebbe avere nel prossimo futuro. Per il resto, il filo diretto con il sindaco Palazzi non si è mai interrotto, così come diversi sono stati i tentativi di coinvolgere forze imprenditoriali locali. Un altro è in programma nei prossimi giorni, quando i vertici di Viale Te incontreranno il presidente di Confidustria Mantova Alberto Marenghi. Nel frattempo la Sdl sta vagliando anche soluzioni “extra-muros”, dai famosi contatti con investitori russi ad altri abboccamenti con imprenditori potenzialmente interessati all’Acm. Di concreto al momento non c’è però ancora nulla. Ed è chiaro che da qui a fine giugno, quando ci sarà da iscrivere la squadra al prossimo campionato, è auspicabile che la situazione cambi. La Sdl, infatti, ha sempre immaginato un «progetto Mantova pluriennale e ambizioso, che si regga su più gambe». In in caso contrario non potrebbe che ridurre le sue ambizioni. Facendo tesoro dei tanti errori commessi quest’anno, patron Di Loreto e il presidente Musso sembrano comunque voler rilanciare. Mettere sul piatto un piano tecnico credibile (con nomi, cognomi, ruoli definiti e cifre) potrebbe essere un’idea per non restare soli al tavolo.
Ore 16.30 – Qui Guizza: termina l’allenamento.
Ore 16.10 – Qui Guizza: Corti non disputa la ripresa della partitella.
Ore 16.00 – Qui Guizza: partitella finale.
Ore 15.40 – Qui Guizza: schemi anti-Cuneo in corso, Bucolo provato nuovamente quale terzino destro.
Ore 15.20 – Qui Guizza: assenti Anastasio, Diniz e Dionisi, pressoché impossibile il recupero di quest’ultimo per domenica. Regolarmente in gruppo, invece, Corti.
Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.
Ore 14.20 – (Messaggero Veneto) Non l’ha digerita il Pordenone la stangata del giudice sportivo in seguito ai fatti di Alessandria, match dopo il quale la società ha subìto una multa di 2.500 euro, l’inibizione di un mese al presidente Lovisa e la squalifica per un turno a mister Tedino e al preparatore atletico Adalberto Zamuner. Il club, ieri ha diramato un comunicato nel quale afferma di avere chiesto la copia degli atti in possesso del giudice sportivo al fine di valutare, assieme ai propri legali, eventuali successive azioni. «Al termine della gara – si legge nella dalla nota ufficiale – persa meritamente, il presidente Lovisa, regolarmente nella lista dei titolari di un pass-spogliatoio, ha fatto presente al delegato della Lega Pro di come fossero letteralmente spariti i palloni dopo il vantaggio della squadra di casa. Durante la gara questa era stata anche la causa che ha portato all’allontanamento del preparatore atletico, intervenuto per recuperare gli stessi. Il presidente Lovisa ha quindi chiesto al delegato perché non avesse preso posizione, invitandolo a segnalare ciò nel rapporto di gara: pare vanamente in quanto dell’episodio non vi è traccia tra i provvedimenti adottati». Adesso sarà da vedere quale sarà il prossimo capitolo della vicenda.
Ore 14.00 – (Messaggero Veneto) Sta valutando di usare anche il 3-5-2 Bruno Tedino nella sfida con la Reggiana: è quanto si è visto ieri nella seduta pomeridiana, dedicata alla partitella in famiglia suddivisa come al solito in tre tempi. Nella prima delle frazioni il tecnico del Pordenone ha così provato un sistema di gioco identico a quello dei granata: centrali difensivi Boniotti, Stefani e Ingegneri; esterni di centrocampo Buratto e Martin, interni Mandorlini, Pederzoli – al rientro col gruppo – e Pasa; davanti Berrettoni e Filippini. Può essersi trattato di una variazione sul tema, tanto che poi il tecnico nel secondo tempo è tornato al modulo “originale”, quello con cui ha creato il miracolo, cioè il 4-3-1-2, con la difesa e il centrocampo tipo (Boniotti, Stefani, Ingegneri, Martin; Mandorlini, Pederzoli, Pasa), Buratto trequartista e Berrettoni-Strizzolo come coppia offensiva. Nell’ultima frazione, identico sistema e con l’unica differenza davanti, Filippini al posto di Strizzolo. In porta con i titolari, in tutte e tre i tempi, Tomei. Da come si vede, Cattaneo non rientra fra i titolari, tanto che Tedino sta pensando di concedergli un turno di riposo. Oggi, nella seduta pomeridiana (alle 15), il tecnico del Pordenone continuerà le prove anti-Reggiana, consapevole che stavolta i granata non si “suicideranno” come all’andata, quando giocarono per la prima e unica volta con la difesa a quattro: gli emiliani, allora e ancora miglior difesa, subirono infatti un poker di gol, un passivo mai più rimediato nel corso della stagione.
Ore 13.40 – (Messaggero Veneto) Sa che qualcuno dice che è ingrassato, ultimamente? «Sì è vero, lo dice il presidente: ma lo sostiene solo perché non segno più. Ma ora ci sono. Sono guarito e sto bene. E sabato sono pronto per fare gol al Bottecchia». Ha la risposta pronta, e spesso arguta, Alberto Filippini. L’attaccante del Pordenone, classe ’87, è pronto a tornare protagonista, come lo è stato da novembre a fine gennaio. L’ultimo gol al Renate, due mesi fa: poi l’infortunio, la fatica a rientrare in forma e segnare. Sinora per lui 7 centri, tutti in trasferta. Il calendario lo mette di fronte a un avversario particolare, quella Reggiana con cui si è sbloccato all’andata, segnando una doppietta. «La rete per me non è un’ossessione, anzi – spiega – ma adesso ci tengo più che mai a segnare nel nostro stadio. Per i tifosi e per la squadra». Filippini, andiamo subito al sodo: questo Pordenone merita i play-off. «La stagione è stata straordinaria: se centriamo la post-season sarà come mettere la ciliegina sulla torta. Dipende da noi, abbiamo 6 finali di cui 4 in casa da disputare. E’ un vantaggio da sfruttare. No siamo lì e ci crediamo». Sabato arriva la Reggiana. Si ricorda la sua gara d’andata? «Da lì è partito tutto. Era la mia seconda gara da titolare, dopo un inizio difficile a causa di un infortunio. A fine primo tempo siamo sul 3-1 con un gol segnato da me; nella ripresa metto a segno il poker. Quella gara è stata determinante, per la squadra e per me. Quelle reti sono servite a darmi fiducia». Furono l’inizio di mesi splendidi per lei: altri 5 centri e il Pordenone che sale in zona play-off. Poi un altro infortunio. Ora come sta? «Bene. La squalifica per l’espulsione a Bassano mi ha un po’ fermato. Io fatico a rientrare in forma, ma adesso ci sono: poi voglio segnare al Bottecchia, sinora ho rimediato solo due pali purtroppo. Infatti dico che il più bel gol sarà quello che farò nel nostro stadio». Lei sta bene a Pordenone: ha un rapporto speciale con la città e con i tifosi. A Pasqua ha regalato diverse sue maglie, spesso è generoso con molte persone. «Qui mi trovo alla grande. Sono sereno dentro e fuori dal campo e ho un rapporto speciale con molti ragazzi in città. Ho trovato tanti amici e mi fa piacere essere gentile con loro. Ci sono tutte le condizioni per fermarsi per molto tempo». E’ vero, infatti, che il rinnovo del contratto è vicino? «Ho parlato col presidente, manca poco. C’è la volontà di confermare un blocco di 6-7 giocatori. Da parte mia c’è la massima disponibilità a rimanere: sono aperto ad ascoltare tutto e cercare di trovare un accordo perché qui, ripeto, mi sento a casa». Ha segnato 7 gol: ne manca ancora uno per raggiungere De Cenco, che è rimasto capocannoniere nonostante il suo addio a gennaio. E’ il suo prossimo obiettivo agganciare il brasiliano? «Non vivo per segnare, l’ho detto, ma adesso lo voglio andare a prendere: sembra che Caio abbia fatto una maledizione (sorride, ndr). Mi piacerebbe, anche se io penso al Pordenone e quindi, prima di tutto, spero di riuscire a raggiungere i playoff». Alberto Filippini è così: un giocatore che pensa realmente al bene della gente che gli sta attorno, dei compagni e della squadra.
Ore 13.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il Venezia prepara la sfida di domenica al Penzo contro il Fontanafredda (ore 15) e l’incognita è rappresentata dalla lunga sosta pasquale. «Lo stop è arrivato proprio nel nostro momento migliore – osserva il diesse Giorgio Perinetti – la squadra ha sempre lavorato con intensità anche in questo periodo, ma manca la riprova del campo. Dobbiamo riprendere il cammino e quel che mi preoccupa – aggiunge – è il fattore mentale. E’ indubbio che questa lunga sosta ci abbia danneggiato». La squadra, peraltro, dovrà fare a meno di due pedine importanti come Serafini e Soligo, oltre che di mister Favarin in panchina. «Si dovranno trovare delle soluzioni alternative», prosegue il ds che però non teme cali di tensione dovuti alla qualità dell’avversario. Il fatto che il Fontanafredda sia penultimo non dovrebbe comportare atteggiamenti superficiali da parte dei giocatori, che magari potrebbero avere la testa già alla sfida successiva contro l’Este: «Non credo che accadrà questo. La squadra è ben consapevole dell’obiettivo da raggiungere». La sfida con l’Este è però dietro l’angolo e il fatto che sia a -7 non dà ancora sufficienti garanzie: «Dipenderà da noi non farli rientrare. Noi vogliamo tenerceli ben lontani. Ma dobbiamo fare un passo alla volta». Prosegue intanto la vendita dei mini abbonamenti validi per le ultime tre partite casalinghe, in vendita al prezzo di due (10 euro curva sud, 30 euro tribuna laterale e 50 euro tribuna vip). La promozione è valida fino alle 18.30 di sabato 2 aprile.
Ore 12.50 – (La Nuova Venezia) Il Venezia riparte senza i due capitani: Evans Soligo e Matteo Serafini non giocheranno contro il Fontanafredda (da domenica palla al centro alle 15) per squalifica. Assenze pesanti, ma la rosa a disposizione di Giancarlo Favarin consente una sostituzione indolore dei due giocatori. Semplice quella del centrocampista, ad ampio respiro quella dell’attaccante. Toccherà infatti a Matteo Marcolini prendere il posto di Soligo, facendo coppia in mezzo al campo con Alberto Acquadro, tornato a disposizione dopo la parentesi alla Viareggio Cup con la Rappresentativa di serie D. «Poteva andar meglio» racconta il centrocampista piemontese, capitano della squadra eliminata nella fase a gironi, «però non è facile mettere insieme in pochi giorni giocatori arrivati da tutta Italia. Non siamo stati nemmeno molto fortunati, colpendo quattro-cinque pali e senza mai sfigurare con Livorno, Helsingor e Torino. Ci è mancato il gol, nemmeno uno in tre partite. Qui a Venezia per me è più semplice giocare avendo al fianco un elemento di grande esperienza e tranquillità come Soligo». Domenica avrà Marcolini al suo fianco, un altro elemento al quale l’esperienza non manca. «Non vedo l’ora di rituffarmi nel campionato. Ho saputo tutto del derby, ci siamo lasciati alle spalle una partita insidiosa conservando i cinque punti di vantaggio. Ritorno che non è cambiato nulla in testa alla classifica, ma le gare sono diminuite. Adesso voglio vincere il campionato con il Venezia». E il direttore sportivo Giorgio Perinetti ha già annunciato che il Venezia riscatterà Acquadro dal Borgosesia. «Mi hanno fatto piacere le parole del direttore, sarebbe bello rimanere a Venezia dopo aver vinto il campionato e in una categoria superiore. Ma adesso non ci penso, ho un solo obiettivo in testa». Più opzioni, invece, per l’avvicendamento di Serafini, sistemato alle spalle di Maccan, più trequartista che punta, da quando Favarin ha dato fiducia al bomber ex Pordenone. Il tecnico pisano potrebbe spostare Fabiano in posizione centrale con Volpicelli e Innocenti sulle ali, ma anche Carbonaro e Lattanzio potrebbero partire dal primo minuto con Chicchiarelli (ottimo il secondo tempo dell’ex genoano contro il Mestre) pronto a subentrare a gara inoltrata. Come si intuisce, ampia rosa di possibilità per Favarin. Prosegue intanto la vendita dei miniabbonamenti per le ultime tre gare casalinghe in sede e nei punti convenzionati Vela, fino a ieri sera ne erano stati staccati 22.
Ore 12.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) E’ Ivan Pelizzoli l’ultimo acquisto del Vicenza, mossa necessaria visto che Mauro Vigorito, portiere titolare dei biancorossi, sarà costretto ad operarsi per risolvere il problema alla spalla sinistra che lo condiziona da inizio stagione. Il forfeit di Vigorito ha dato spazio a Francesco Benussi, ma con il giovane Alex Dall’Amico tesserato a gennaio dall’ASD Union ArzignanoChiampo per coprire il ruolo di terzo portiere, c’era la necessità di andare a reperire sul mercato degli svincolati un portiere di esperienza e valore. Un dodici che, nel caso, desse le necessarie garanzie tecniche in un finale di campionato che si annuncia molto complicato per il Vicenza nella lotta alla permanenza in serie B. La scelta è caduta su Ivan Pelizzoli, che ieri mattina ha superato le visite mediche e subito dopo ha firmato un contratto che lo legherà al Vicenza fino al 30 giugno. Un accordo di tre mesi nella speranza che l’epilogo di questo torneo cadetto sia, per l’ex portiere di Atalanta, Roma, Cagliari e Pescara, diverso da quello dello scorso campionato quando retrocesse nello spareggio playout che vide la Virtus Entella soccombere contro il Modena. Pelizzoli è l’ottavo portiere dell’annata biancorossa; all’ombra dei berici la stagione era iniziata con il terzetto composto da Mauro Vigorito, Richard Marcone e il giovane di scuola interista Alex Rizzotto, ben presto sostituito dagli estremi difensori della Primavera biancorossa, Luka Belogravic e, in seguito, Stefan Kerezovic. A gennaio la rivoluzione nel ruolo di portiere è continuata con l’arrivo di Francesco Benussi dal Carpi, e la partenza di Marcone verso Verona, scambio effettuato con il chiaro intento di mettere alle spalle di Vigorito un portiere di sicuro affidamento. L’infortunio alla spalla di Vigorito ha costretto però la società a ricorrere ancora al mercato andando a prendere Pelizzoli, di fatto nell’ultimo giorno utile per definire operazioni in entrata tra gli svincolati. L’estremo difensore bergamasco ha alle spalle una storia importante, avendo esordito in serie A con l’Atalanta nel novembre del 2000, quando non aveva nemmeno compiuto vent’anni. Dopo una stagione da titolare e l’esordio con l’Under 21 viene acquistato per 27 miliardi dalla Roma, fa l’esordio in nazionale e viene premiato con il titolo di «Saracinesca d’oro» come portiere meno battuto d’Europa con 774’ consecutivi di imbattibilità. E’ senza dubbio il periodo più importante della carriera di Pelizzoli, che in seguito vestirà maglie meno prestigiose, come quelle dell’Albinoleffe, del Cagliari e del Padova in lotta con Perin per il numero uno. Una carriera comunque importante, segnata anche dal riconoscimento che lo ha visto inserito al 44esimo posto nella classifica dei migliori portieri del decennio 2001-2010 dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio.
Ore 11.50 – (Mattino di Padova) La Nazionale Under 19, a sei anni di distanza dall’ultima volta, è qualificata all’Europeo di categoria. Il prossimo luglio a contendersi in Germania lo scettro continentale ci saranno anche gli azzurrini di Paolo Vanoli che ieri, nell’ultima gara dell’Elite Round svoltasi tra Padova e Vicenza nell’ultima settimana, hanno chiuso al primo posto il loro girone dopo il soffertissimo 2-2 con la Turchia, battuta solo grazie alla differenza reti complessiva nelle tre gare disputate. Laa manifestazione, che negli ultimi giorni ha attirato tantissima gente a seguire le gare dal vivo, non poteva che chiudersi con il botto: l’Italia, passata in vantaggio al 14′ della ripresa grazie allo juventino Favilli, bravo a battere di prima intenzione sul perfetto cross dalla sinistra di Dimarco, era riuscita a trovare la rete del raddoppio a due minuti dal 90’, con il neoentrato Edera. Poi, però, è avvenuto l’imponderabile: la Turchia solo 1′ dopo ha accorciato le distanze, con il colpo di testa di Kanatsizkus, solo deviato dal portiere azzurro Meret, e ha poi trovato l’incredibile 2-2 firmato da Özcan al 2’ minuto di recupero, con un’altra zuccata vincente. Il finale, per questo, è stato palpitante e infinito. Sino al triplice fischio: una vera liberazione per l’Italia, che ha potuto esultare per la sofferta (ma meritata) qualificazione. Nell’altra gara della terza giornata, tra le due nazionali già eliminate, Israele ha battuto 2-0 la Svizzera all’Euganeo di Padova. Esulta al fischio finale Vanoli: «Sapevamo che bisognava soffrire: l’importante è aver portato a casa questa qualificazione. Voglio ringraziare tutti, in particolare il pubblico che ci ha sempre sostenuti e l’organizzazione locale che è stata impeccabile». Dagli altri quadrangolari, disputati negli ultimi gironi in giro per l’Europa, non sono mancate le sorprese, come le eliminazioni di Spagna e Belgio. Ecco, quindi, le otto nazionali che a luglio si giocheranno l’Europeo: Germania (ospitante), Inghilterra, Italia, Austria, Olanda, Croazia, Portogallo e Francia.
Ore 11.30 – (Corriere del Veneto) Ha rischiato grosso, ma alla fine ha ottenuto quello che voleva alla vigilia. Ossia quel pareggio sufficiente a blindare un posto fra le elette fra qualche mese in Germania. Nella terra di Roberto Baggio, i campioncini del domani firmano una vera impresa. Dopo i successi su Israele e Svizzera, l’Italia Under 19 di Paolo Vanoli riesce a fermare pure la Turchia a Caldogno sul 2-2, staccando così il pass per le fasi finali dei Campionati Europei (che si disputeranno nel prossimo mese di luglio) in virtù della miglior differenza reti. Partita rocambolesca, con tre gol nel finale e una rimonta turca che, per poco, non beffa gli azzurrini nonostante il doppio vantaggio maturato al 43’ della ripresa e che pareva aver chiuso il conto. Ma il celebre detto di Giovanni Trapattoni «Non dire gatto se non ce l’hai nel secco» è risuonato forte è chiaro, soprattutto dopo che in pochi minuti si è rischiato di compromettere il lavoro di mesi. Nella prima mezz’ora ci si studia, di occasioni vere nemmeno l’ombra e a dominare è la paura di sbagliare. Sugli spalti un occhio di riguardo alla sicurezza, ma tutto fila liscio e ci si può dedicare soltanto alla partita. L’Italia sa di avere a disposizione due risultati su tre per il passaggio del turno e si comporta di conseguenza, la Turchia non affonda, attendendo il momento buono per colpire. Le prime due vere occasioni al 27’ e al 31’ del primo tempo: prima Alici sfiora il gol con la palla che sibila a lato di pochissimo, poi Ersoy calcia di prima intenzione ma fallisce il bersaglio non di molto. L’Italia si fa vedere dalle parti di Sengezer nel finale di frazione con Barella e in apertura di ripresa (4’) con Damonte, murato in extremis dalla difesa turca. L’Italia esce lentamente dal guscio, sfiora il vantaggio all’11’ con Panico e trova l’1-0 al 14’ con Di Marco, che s’invola sulla fascia e innesca Favilli, abile a superare Sengezer in disperata uscita. Il vantaggio azzurro cambia completamente il match, che si apre e regala emozioni. Al 20’ Meret salva il risultato su Ersoy, deviando in angolo un tiro velenosissimo, poi è Favilli a divorarsi il raddoppio al 32’, sparando alto da ottima posizione. La Turchia tenta il tutto per tutto nel finale, ma Meret ancora una volta è attento al 35’ sulla punizione di Under e al 41’ su Alici, mentre Panico ha la chance del 2-0 al 36’, ma sbaglia mira di pochissimo. Nel finale succede di tutto: al 43’ raddoppia Edera, che sfrutta la sponda di Favilli e una deviazione decisiva per infilare Sengezer. Sembra fatta, ma la Turchia prova a riaprire il match e ci riesce un minuto dopo con Kanatsizkus, bravo a deviare in gol il cross di Polat. L’incredibile accade al 47’, quando Özcan firma il 2-2 su assist di Under. Ultimi istanti di partita palpitanti, ma il muro azzurro tiene e il 2-2 basta a certificare la qualificazione alla fase finale dei Campionati Europei.
Ore 11.00 – (Mattino di Padova) Il loro modulo è il 4-3-3 e, da quanto trapela alla vigilia, più di un titolare dovrebbe scendere in campo stasera. «Affrontiamo una delle squadre più forti fra tutti e tre i gironi: credo che nell’arco della stagione il Foggia abbia ottenuto meno di quanto meritasse. Conta su una fase offensiva pericolosissima, punta molto su due esterni che sanno saltare l’uomo e su Iemmello, che è un terminale d’attacco di eccellente qualità. Per quanto riguarda la formazione, penso che anche loro opereranno qualche variazione rispetto al campionato». Zaccheria a quota 10 mila. Sulla gara peserà una variabile in più: lo stadio Zaccheria si prospetta traboccante di entusiasmo, con 10 mila spettatori sugli spalti, a fronte della trentina di sostenitori in arrivo dalla città murata. Il dato, però, non coglie di sorpresa Venturato. «Tanta gente saprà regalare un’atmosfera fantastica alla sfida, d’altra parte spesso al Sud si trova questo calore allo stadio. Per quanto mi riguarda, ho un ricordo beneaugurante dello Zaccheria: ci ho giocato una semifinale playoff nel 2008 con la Cremonese, ero il secondo di Mondonico, e poi ci siamo qualificati per la finale col Cittadella». Per la cronaca, all’epoca i lombardi rientrarono a casa con uno 0-0. Sulla carta, difficile pensare allo stesso risultato considerando l’impostazione tattica delle due squadre. In ogni caso, poi toccherà fare i conti con la sfida di ritorno, giovedì 14 aprile, alle 20.30, al Tombolato. Nel giro di quindici giorni in pratica il Cittadella si gioca tutta una stagione. Prima la doppia finale e poi la promozione in Serie B che, seppure non è ancora arrivata matematicamente, è ormai solo questione di tempo. Con tredici punti di vantaggio i granata potrebbero rovinare tutto soltanto infilando una serie negativa che possiamo considerare impossibile vista la forza espressa dalla squadra.
Ore 10.50 – (Mattino di Padova) La filosofia è sempre la stessa, ma stavolta la posta in palio è diversa. Perché a Foggia, stasera, davanti alle telecamere di Rai Sport 1, il Cittadella si gioca una bella fetta della Coppa Italia di Lega Pro, impegnato alle 20.15 nella finale d’andata di un trofeo che, nella bacheca granata, ancora manca. Dopo la rifinitura svolta ieri mattina, Venturato è partito assieme ai suoi uomini in pullman, nel primo pomeriggio, diretto verso l’aeroporto Marco Polo di Venezia, per imbarcarsi nel volo verso Bari. Ancora turnover. Nemmeno per quest’ultimo atto il tecnico di Atherton ha cambiato politica: sono rimasti a casa Pascali, Scaglia, Lora, Zaccagni, Chiaretti, Litteri e Jallow, oltre agli squalificati Xamin e Donazzan. Si rivede finalmente in gruppo Paolucci, bloccato da gennaio da un guaio muscolare. In più, fra i 18 convocati, figurano tre ragazzi della Berretti: Varnier, Maniero e Fasolo. In lista è presente pure Iori, ma è probabile che in cabina di regia si sistemi Sgrigna, come accaduto più volte nel corso della stagione. «Questa Coppa è diventata un’opportunità che tutti i giocatori della rosa hanno saputo cogliere, interpretandola in modo quasi perfetto. È bellissimo guardarsi indietro e sapere di essere arrivati sin qui, ma sappiamo di non aver ancora ottenuto nulla» le parole di Venturato, che, sulle scelte operate, spiega: «Abbiamo davanti due partite nell’arco di cinque giorni, dal punto di vista tecnico cercheremo di mettere in campo due squadre competitive allo stesso modo sia a Foggia che lunedì contro il Bassano». Non è più Zemanlandia, ma… I “satanelli” – così sono chiamati i giocatori rossoneri – di De Zerbi sono arrivati all’atto conclusivo della kermesse eliminando in sequenza Juve Stabia (3-1), Benevento (3-2), Akragas (ai rigori) e Siena (sconfitta 5-2 all’andata e vittoria 6-1 al ritorno), e nel girone C di Lega Pro sono reduci da due vittorie consecutive su Ischia (3-1) e Monopoli (4-2), fondamentali per riappropriarsi del terzo posto.
Ore 10.30 – (Corriere del Veneto) Per quanto riguarda i convocati, Venturato fa il punto, sulla formazione come sempre non si sbilancia. Ma il dubbio della vigilia è fra il guizzante Bizzotto e l’ariete Bonazzoli, che non ha ancora segnato un gol e che non ha certo brillato dal suo sbarco nella città murata: «Abbiamo due partite nell’arco di cinque giorni – argomenta ancora Venturato – dal punto di vista tecnico cerchiamo di far due squadre competitive allo stesso modo sia a Foggia che lunedì contro il Bassano. Il Foggia ha una fase offensiva pericolosissima, punta molto su due esterni che sanno saltare l’uomo e su Iemmello che è un terminale offensivo di eccellente qualità della categoria. Per quanto riguarda la formazione, penso che anche loro faranno qualche variazione, io ne porto 18 e poi vedremo chi scenderà in campo». Lo stadio degli avversari di serata sarà pieno, ma i precedenti fanno ben sperare Venturato: «Il fatto che ci sarà tanta gente al sud è una caratteristica che si traduce anche a Foggia in un’atmosfera fantastica – ammette l’allenatore – e lo Zaccheria incarna alla perfezione l’aria di grani appuntamenti. Ho un ricordo beneaugurante dello Zaccheria, ci ho giocato una semifinale playoff nel 2008 a Foggia con la Cremonese, ero il secondo di Mondonico e poi abbiamo giocato la finale col Cittadella». Insomma, il passato incoraggia all’impresa e per l’occasione pure il presidente Andrea Gabrielli ha deciso di non far mancare il proprio appoggio e la propria presenza accanto alla squadra. Non era previsto, come ha ricordato il numero uno granata, ma già che si è arrivati all’ultimo atto, ecco che si può tentare l’ultima impresa. Perché per festeggiare, nei prossimi tempi, ce ne sarà di sicuro l’occasione.
Ore 10.20 – (Corriere del Veneto) La voglia di vincere e di alzare un trofeo al cielo. La necessità di pensare anche al campionato, perché lunedì col Bassano può scapparci già la festa e il ritorno in B dopo appena una stagione. Fatto sta che stasera (ore 20.15, diretta Raisport) il Cittadella ha la possibilità di mettere un’ipoteca sulla Coppa Italia di Lega Pro. Si gioca su andata e ritorno, per la sentenza definitiva bisognerà attendere un paio di settimane. E il verdetto, comunque andranno le cose stasera, arriverà al Tombolato. La vigilia scorre tranquilla, mentre a Foggia c’è il clima delle grandi occasioni e l’ex Zemanlandia ha ancora voglia di sognare. Saranno in 10mila stasera a spingere i ragazzi di Roberto De Zerbi all’impresa e per l’occasione giocheranno diversi titolari. Angelo, Arcidiacono e Chiricò, innanzitutto, Iemmello chissà. Roberto Venturato ne ha chiamati diciotto, non ci saranno diversi big come Litteri, Pascali e Jallow e neppure Xamin e Donazzan, squalificati dal giudice sportivo. Sarà, forse, la notte di Claudio Coralli, giustiziere di Coppa e con il fucile carico, tanto che alla minima opportunità ha colpito pure in un frammento di campionato. «Affrontiamo un’avversaria fortissima – evidenzia Venturato – è una delle più forti in assoluto della categoria che ha ottenuto meno di quel che meritasse. Ha sempre proposto gioco e questo va a merito dell’allenatore e della squadra nel suo complesso. Noi siamo qui a giocarcela ed è un bellissimo traguardo essere arrivati sin qui. Il gruppo ha interpretato nel modo migliore questa stagione, oggi siamo vicini a poterci conquistare risultati eccezionali in due competizioni e questo va rimarcato ed è una conferma del nostro lavoro».
Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Nella zona nevralgica del campo, nella quale Corti era stato, sino ad un mese fa, il più presente, le ultime settimane hanno permesso di dare una chance a diversi giovanotti che hanno dimostrato di saperci fare. «Mazzocco e Baldassin», continua Corti, «hanno giocato davvero bene, continuando a dimostrare ciò che di buono hanno sempre fatto in allenamento: non è facile, per giovani come loro, rimanere fuori per diverse settimane ed entrare in questo modo, subito pronti per essere decisivi». Da Cuneo passa una buona fetta di speranze playoff dei biancoscudati, sconfitti all’andata 3-1 all’Euganeo, in una gara nata male e finita peggio. «Ma sarà tutta un’altra partita: in quella fase del campionato eravamo sempre discontinui, e tra alti e bassi non riuscivamo a trovare una nostra dimensione. In questo girone di ritorno siamo diventati una squadra ostica per chiunque, sia in casa che in trasferta». Con la speranza che dal big-match tra Pavia e Alessandria esca un risultato favorevole. «Cinque punti da recuperare non sono pochi, ma non dimentichiamoci che all’ultima giornata l’Alessandria verrà all’Euganeo: chissà che non sia proprio lo scontro diretto, visto che in Piemonte è finita in parità, a darci ragione proprio sul traguardo».
Ore 09.40 – (Mattino di Padova) I due anche ieri hanno svolto lavoro differenziato, ma nella tarda serata hanno effettuato le ultime risonanze di controllo, al polpaccio per ciò che riguarda Dionisi e al ginocchio per Corti: se lo staff medico non riscontrerà problemi, entrambi alle 15 torneranno ad allenarsi con il gruppo, e si candideranno a rientrare tra i convocati per il match di domenica a Cuneo. Auspicio. «Spero di poter rientrare davvero presto», ammette Daniele Corti, ormai ai box dal primo di marzo per un problema al collaterale del ginocchio destro. «Io mi sento abbastanza bene, anche se ho un leggero fastidio al ginocchio, un po’ indolenzito, che comunque rimarrà ancora per un po’ di tempo. In teoria dovrei ricominciare ad allenarmi con il gruppo, ormai è già da qualche giorno che ho ripreso a correre e di dolore non ne ho avvertito. È stato un infortunio sfortunato, ma la mia magra consolazione è stata vedere la squadra comportarsi in maniera eccellente anche senza di me».
Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La parola passa ai medici. A tre giorni dalla lunga trasferta di Cuneo (si gioca domenica), che nelle speranze del Padova dovrebbe rappresentare una nuova tappa di rincorsa al quarto posto visto che nella parte alta della classifica si giocano diversi scontri diretti, l’attenzione nello spogliatoio è tutta rivolta all’infermeria. Con Diniz e De Risio assenti perché squalificati, il tecnico Pillon può sperare di recuperare in un colpo Corti, Dionisi e Anastasio. L’ultima, parola, però, spetta allo staff medico. La situazione. Cominciamo da Anastasio. Il terzino sinistro napoletano martedì pomeriggio si era procurato una distorsione alla caviglia destra che aveva fatto temere il peggio: gli esiti degli accertamenti effettuati ieri non hanno segnalato problematiche importanti, e anche se Anastasio ieri non si è allenato sembra che tra oggi e domani potrebbe riprendere a correre per testare le condizioni della caviglia, che comunque non preoccupa in maniera seria. Diverso, invece, il discorso per Dionisi e Corti, pronti al rientro dopo rispettivamente tre e quattro settimane di stop forzato.
Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) A cominciare dal ritiro, per il quale la pista che porta a San Vito di Cadore sembra sul punto di partorire la fumata bianca. Niente bis a Pieve, dunque, ma conferma di una zona che offre molto sia a livello di strutture, sia a livello di possibili amichevoli importanti da mettere in calendario. La strettissima attualità, tuttavia, si chiama Cuneo, trasferta domenicale che offre non pochi motivi di preoccupazione. Primo fra tutti l’assoluta emergenza sulla fascia destra, visto che Diniz è squalificato, il suo vice Dionisi è infortunato e non recupererà in tempo e pure Anastasio, terza soluzione possibile, si è fermato proprio nella settimana in cui sarebbe servito di più. Detto che Pillon proprio non considera il giovane Dell’Andrea, non resta che il jolly Bucolo. Provato anche ieri da esterno. Fine dell’emergenza? Si vedrà…
Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «Se credo nei playoff? Certo che ci credo. Ci crediamo tutti, anche dall’Indonesia dove mi trovo per lavoro, dico sempre Forza Padova! E i conti si fanno alla fine…». Parola dell’amministratore delegato del Padova Roberto Bonetto, che rientrerà in Italia giovedì prossimo, dopo la trasferta di Cuneo. La trasferta è un crocevia determinante per capire se le ambizioni di agganciare in extremis gli spareggi promozione dovrà essere definitivamente abbandonata oppure se le speranze di rimonta si rinvigoriranno ulteriormente. Per adesso ci si deve accontentare di inseguire, sperando in qualche passo falso della concorrenza e di vincere più o meno sempre da qui al termine della stagione. Servono almeno 16 punti, per coltivare il sogno di agguantare la Serie B, altrimenti molto presto bisognerà pensare alla prossima stagione. E la volontà, in ogni caso, sarà quella di non perdere tempo, regolando i conti in società il prima possibile e programmando una strategia per impostare la prossima stagione.
Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Bassano 52, Pordenone 50, Alessandria 49, FeralpiSalò 46, Pavia 45, Padova e Reggiana 44, Cremonese 40, SudTirol 39, Giana Erminio e Renate 32, Lumezzane 31, Cuneo 29, Pro Piacenza 28, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).
Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventottesima giornata: Giana Erminio-AlbinoLeffe 0-0, Padova-Cremonese 2-1 (Sbraga (Pd) al 6′ pt, Baldassin (Pd) al 24′ pt, Brighenti (Cr) al 35′ pt), Reggiana-Pro Patria 1-0 (Nolé (Re) al 35′ st), Pro Piacenza-Cuneo 1-1 (Beltrame (Cn) al 41′ pt, Sall (Pp) al 35′ st), Lumezzane-FeralpiSalò 1-1 (Bacio Terracino (Lu) al 5′ pt, Pinardi (Fs) al 29′ st), Renate-SudTirol 0-0, Alessandria-Pordenone 1-0 (Marconi (Al) al 23′ st), Bassano-Pavia 1-4 (Ferretti (Pv) al 7′ pt, Cesarini (Pv) al 3′ st, Ferretti (Pv) al 26′ st, Cesarini (Pv) al 29′ st, Proietti (Ba) su rigore al 35′ st), Mantova-Cittadella 0-1 (Coralli (Ci) al 41′ st).
Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.
Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.
E’ successo, 30 marzo: doppia seduta per i Biancoscudati, a parte Corti e Dionisi mentre Bucolo viene provato quale terzino destro.