Live 24! Cuneo-Padova, -4: Bucolo provato terzino destro

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Ore 21.00 – (Il Piccolo) Da qualche altra parte d’Italia, ignara delle vicende della Triestina di quest’anno, probabilmente si stenterà a credere a certe cifre. Già, perché più che numeri da record sono da guinness dei primati. E probabilmente spiegano in gran parte il rendimento altalenante dell’Unione di quest’anno. Di cosa stiamo parlando? Del numero di giocatori utilizzati in questo campionato dalla Triestina. I debutti contro la Sacilese di Romeo e Cuppone, hanno portato a 44 (sì, avete letto bene) il numero di calciatori che quest’anno hanno vestito la casacca dell’Unione (e anche sul numero delle divise utilizzate ci sarebbe da parlare, ma questa è un’altra storia). E c’è da sperare che non sia nemmeno finita qui: si attendono infatti con trepidazione i transfer per Monti e Muzzi, e quando anche loro scenderanno in campo, il totale dei giocatori utilizzati salirà a 46. Sempre che non ci sia bisogno di far giocare anche il nuovo portiere di riserva Ciocca. Ma come mai questo dato così eclatante? Il fatto è che da inizio campionato di Triestine ne abbiamo viste almeno quattro, giusto per restare bassi. C’è stata la Pontrelli 1, quella costruita a inizio campionato che doveva lottare per obiettivi ambiziosi ma che è presto naufragata tra lotte interne, mancanze societarie e litigi fra giocatori, dirigenti e allenatore. Fra punizioni, giocatori messi fuori rosa, tira e molla quotidiani del patron, giovani che se ne sono andati stufi della situazione e primi arrivi in corso d’opera, a inizio novembre si è arrivati così alla Triestina 2.0, in pratica la Pontrelli 2. Passa un mese e mezzo e senza inutilmente andare a rinvangare tutti i colpi di scena societari, arriva l’interregno di Favarato: un arrivo con i botti, perché a metà dicembre ben 20 giocatori sono svincolati e qualcun altro ne arriva per cercare di tappare un po’ di falle in una rosa ormai ridotta all’osso, che deve perfino ricorrere a qualche juniores per avere qualche elemento in panchina. In quella fase si materializza dunque la Triestina 3.0, quella di Favarato. Tra fideiussioni discusse, dietro-front improvvisi e colpi di scena, si arriva alla dichiarazione di fallimento e al seguente esercizio provvisorio. Quando Milanese prende in mano la situazione, il mercato è già chiuso, ma la rosa va rinforzata e assieme a Iannotti pesca dagli svincolati per rimpolpare la squadra con altri elementi. Ecco dunque quella attuale, la Triestina 4.0, quella di Milanese. Un altro dato per rafforzare il concetto: dei 14 che scesero in campo nella prima Triestina che debuttò a settembre contro la Liventina, attualmente non c’è più nessuno. E di quella delle giornate seguenti, solo Piscopo e Crosato sono sopravvissuti alle varie tempeste. L’importante, a questo punto, è che la somma di quattro diverse Triestine si chiami salvezza.

Ore 20.30 – (Gazzetta di Reggio) Una squadra della Moldavia vuole mettere le mani su Dejan Danza, il gioiellino in prestito dalla Pro Vercelli. L’imprenditore reggiano Fausto Neviani, che ha da tempo attività in Italia e nell’ex paese sovietico, sogna di portare il talento mantovano nella sua squadra, l’Ungheni, che milita nella divisione A e che è reduce da un’importante vittoria per 1-0 contro lo Sheriff. La formazione moldava lotta per la promozione nella massima serie, la Divisione Nazionale, e Neviani si sta muovendo per sondare la disponibilità di alcuni giocatori italiani a trasferirsi in Moldavia. Nel mirino ci sono anche un portiere, piace anche Perilli, sotto contratto fino al 2018, e un allenatore lombardo, ma in particolare l’imprenditore si è innamorato di Danza, della sua capacità di verticalizzare rapidamente il gioco e di fare al massimo due tocchi. Neviani si è messo in contatto con la Pro Vercelli, proprietaria del cartellino del centrocampista, per conoscere le intenzioni future della società. Sembrano escluse offerte “faraoniche”, di quelle irrinunciabili, e dunque al momento l’obiettivo della squadra moldava non sembra dei più agevoli. L’incentivo principale al trasferimento dovrebbe infatti essere quello di giocare e mettersi in mostra, in un campionato che però non è dei più noti. Dejan Danza ha collezionato pochi minuti in maglia granata ma in questo finale di stagione sta trovando spazio. I tifosi lo hanno subito apprezzato perché ha portato un po’ di estro in più in mezzo al campo e fatto vedere si saperci fare con il pallone. Colombo lo apprezza, ma gli ricorda anche che deve crescere in fase difensiva.

Ore 20.00 – (Gazzetta di Reggio) Ieri doppia seduta per Bruccini e soci, già calati in quella full immersion che culminerà sabato a Pordenone (ore 20.30), nella gara valevole per la dodicesima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro. Purtroppo per mister Alberto Colombo, l’infermeria è sempre troppo affollata: il tecnico ha ritrovato nella seduta di ieri Antonio Letizia, dopo un giorno in più di permesso, ma ha perso Francesco Rampi e Minel Sabotic rispettivamente per il riacutizzarsi di un dolore al ginocchio e un problema agli adduttori. Ai due va aggiunto Dario Maltese che è ancora al differenziato per la botta subìta mercoledì scorso con la Pro Patria, senza dimenticare i sei lungodegenti che non calcano il campo da tempo: Paolo Frascatore, Antonio Loi, Gianluca Zucchini, Paolo Bartolomei, Michele Pazienza e Riccardo De Biasi. Gli ultimi due stanno riprendendo gradatamente e lavorano principalmente al differenziato, mentre Bartolomei ieri si è sottoposto a una visita di controllo che ha evidenziato come l’edema al ginocchio sia stato assorbito e pertanto il giocatore dovrebbe tornare in organico in questi giorni o al massimo a partire dalla prossima settimana. Nutrito il gruppo di ragazzi della Berretti chiamati a sostituire gli assenti. Oggi allenamento in via Agosti alle ore 15 con la solita partitella in famiglia di metà settimana. Giudice sportivo. Tutti arruolabili in casa Reggiana, mentre Paolo Bartolomei e Dario Maltese restano in diffida e pertanto al prossimo giallo saranno squalificati. Nessun squalificato nemmeno tra i calciatori friulani, ma per i prossimi avversari granata sono arrivati a raffica i provvedimenti disciplinari dopo la gara di giovedì scorso ad Alessandria. «Ammenda di 2.500 euro – recita il comunicato della Lega Pro – perché persone riconducibili alla società, indebitamente presenti negli spogliatoi, al termine della gara, unitamente ad altri tesserati presenti in panchina, assumevano comportamento offensivo e intimidatorio nei confronti del commissario di campo». Decisa, inoltre, l’inibizione fino al 26 aprile per il presidente Mauro Lovisa, reo con altri tesserati di aver pronunciato frasi offensive e minacciose nei riguardi di un addetto federale. Squalifiche per una gara effettiva, quindi salteranno la sfida con la Reggiana, per l’allenatore Bruno Tedino e il preparatore atletico Adalberto Zamuner, rispettivamente «per avere pronunciato durante la gara reiterate espressioni blasfeme» e «Per comportamento non regolamentare in campo durante la gara».

Ore 19.30 – (Gazzetta di Reggio) Pordenone-Reggiana sarà un ritorno al passato per Mirko Stefani, grande ex granata ancora legato alla città. «Non nascondo che la conosco bene la squadra perché appena posso la seguo – ammette il centrale difensivo trentino- e per me non sarà una partita come le altre perché ho sempre un occhio di riguardo per lei ed un pizzico di emozione quando l’affronto». Cosa è cambiato da quel 4-1 con cui vi siete imposti a Reggio? «Tanto dal nostro punto di vista perché fu l’inizio del nostro cammino importante, una vittoria che ci diede tante certezze anche se forse trovammo la Reggiana nel momento peggiore mentre sabato mi aspetto una squadra con maggiori sicurezze dei loro mezzi». Sette squadre per i play off ma ovviamente chi è davanti ha molte più possibilità. «Sì, al Cittadella manca solo la matematica per la B. Le altre, dalla Reggiana in su, possono ambire ai play off ma è ovvio che chi sta davanti è avvantaggiato perché le partite sono sempre meno e c’è la possibilità di qualche passo falso mentre per chi insegue non sono più ammessi errori». A gennaio se ne sono andati De Cenco e Finocchio e tutti pensavano alla fine della favola Pordenone… «E’ stata una casualità perché loro erano pedine fondamentali ma abbiamo un’identità di gioco che vive poco sul singolo e la loro partenza ha fatto dare qualcosa in più al gruppo. Adesso sarebbe bello concludere la cavalcata coi play off». Come arrivano le due squadre al match? «Noi stiamo bene e stiamo recuperando qualche acciaccato ma anche la Reggiana è in salute e col 3-5-2 ha ritrovato certezze». A proposito, si sfideranno due 3-5-2: che partita sarà? «Credo divertente perché la nostra idea è quella di fare calcio propositivo come la Reggiana, ci sono giocatori di qualità da entrambe le parti e tutte vorranno fare bottino pieno». Quali sono i punti di forza in campo? «Loro hanno la migliore difesa del campionato ed ora i numeri contano, davanti hanno nomi importanti anche se spesso criticati. Se un attaccante come Arma ogni partita si crea 2-3 palle gol vuol dire che si muove bene. Da parte nostra creiamo sempre qualcosa di buono e soprattutto abbiamo meno pressione addosso perché iniziamo a farci conoscere adesso. Siamo l’unica squadra “intrusa” tra le prime perché non era ipotizzabile questa posizione all’inizio». Per la Reggiana è d’obbligo vincere mentre per voi ci sono due risultati su tre. «Ci vorranno almeno 58/60 punti per qualificarsi quindi la Regia deve vincerle tutte. Ma noi non giocheremo per il punto perché è l’occasione per togliere una pretendente. Comunque non è tempo di fare calcoli». Sa che le ha fatto i complimenti il tecnico granata Colombo, vedendolo come difensore che sa anche impostare nella difesa a tre? «Fa piacere perché non lo conosco personalmente ma nella difesa a tre della Reggiana c’è uno come Parola che sa interpretare bene quel ruolo e può contare anche su due marcatori forti come Spanò e Sabotic. Un saluto per i tifosi granata? «Reggio è la piazza che identifica la mia carriera e sarà sempre la più importante: chi ha la fortuna di giocare lì capisce cosa significa rispetto ad altre piazze di Lega Pro».

Ore 19.00 – (Gazzetta di Mantova) Com’era ampiamente previsto, ieri il giudice sportivo ha squalificato per una giornata Enzo Di Santantonio. Il centrocampista biancorosso, già entrato in diffida in precedenza, paga così l’ammonizione subita nell’ultimo turno di campionato contro il Cittadella. Al Mantova, inoltre, il giudice sportivo ha inflitto una multa di mille euro «perché propri sostenitori introducevano e facevano esplodere nel proprio settore un petardo, senza conseguenze». Anche la FeralpiSalò, prossima avvversaria dei biancorossi, è incorsa in provvedimenti disciplinari. La squadra di mister Diana domenica dovrà rinunciare al centrocampista Settembrini, squalificato per un turno. Il giudice sportivo ha poi usato la mano pesante nei confronti del Pordenone. Il presidente Lovisa è stato inibito fino al 26 aprile «perchè al termine della gara si introduceva indebitamente negli spogliatoi e unitamente ad altri tesserati rivolgeva a un addetto federale frasi offensive e minacciose». Squalificati per un turno l’allenatore Tedino (reiterate espressioni blasfeme) e il preparatore Zamuner. Multa di 2.500 euro al club.

Ore 18.30 – (Gazzetta di Mantova) Ieri il Mantova ha ripreso gli allenamenti in vista della gara in programma domenica sul campo della FeralpiSalò. Mister Prina ha fatto allenare i suoi al mattino allo stadio e nel pomeriggio al “Dante Micheli”. Falou ha lavorato a parte per un persistente problema alla spalla, mentre a ritmo ridotto si sono allenati Ungaro e Maggio. La buona notizia è il rientro in gruppo (già avvenuto sabato peraltro) di Masiello e Beretta, che potranno essere a disposizione per la sfida con la FeralpiSalò. Nella seduta di ieri pomeriggio mister Prina ha fatto lavorare prima la squadra a gruppi, concentrandosi da un lato sulle conclusioni in porta e dall’altro sull’organizzazione della difesa. Per concludere la seduta, poi, il tecnico ha fatto giocare una partita a campo ridotto, sempre con l’obiettivo di provare i meccanismi del nuovo modulo 3-5-2 contro il 4-3-3 che domenica metterà in campo la FeralpiSalò. Oggi sono in programma altre due sedute di lavoro, al mattino e nel pomeriggio. Domani, alle 15, potrebbe essere giocata un’amichevole con la Berretti. Venerdì e sabato, infine, saranno svolte sedute mattutine.

Ore 18.00 – (Gazzetta di Mantova) Avanti con il nuovo modulo 5-3-2 e avanti con l’insegnamento del «Bignami» che dovrebbe portare il Mantova a salvarsi «all’ultimo respiro». Senza perdere la testa di fronte a un calendario difficile e sfruttando le caratteristiche di una squadra «che ha poca qualità e personalità, ma dispone di un gruppo sano e di ragazzi pronti a seguirti con cieca fiducia per evitare la retrocessione». Sono questi, in sintesi, i pensieri di Luca Prina alla ripresa degli allenamenti dopo le due sconfitte interne con Cittadella e Bassano. Mister, cosa resta dei primi due match della sua gestione? «Ho rivisto le partite almeno cinque volte, ho analizzato tutti i dati, anche sui singoli e devo dire che abbiamo fatto cose interessanti. Soprattutto contro il Cittadella la squadra ha giocato in modo eccellente, quella è la strada giusta da seguire». Cosa bisogna fare di più, allora? «Risultato. È solo questo che chiedo in più ai ragazzi. Ma ovviamente non è poco». In entrambe le circostanze il Mantova è parso calare nella ripresa. C’è di mezzo un problema di condizione? «No, quello assolutamente no. Ho trovato una squadra ben allenata, questo è poco ma sicuro. Il fatto è che, quando affronti avversari più forti, riesci a limitarli finché corri più di loro. Quando sei costretto ad abbassare un po’ i ritmi, la differenza di qualità viene fuori». Il nuovo modulo 5-3-2 può essere quello con cui affrontare l’ultimo scorcio di stagione? «Una squadra deve saper applicare almeno un paio di sistemi di gioco. Nelle corde dei ragazzi c’erano già il 4-3-3 e il 4-4-2, ma il 5-3-2 mi sembra si adatti meglio alle caratteristiche della rosa. Nella difesa a tre Cristini, Trainotti e Scrosta si trovano a meraviglia e poi questo sistema ci consente di avere anche maggiore fisicità in campo». Per una squadra che deve salvarsi, poi, la solidità difensiva è importante… «Direi che soprattutto lo è il difendere meglio i pochi gol che riusciamo a fare. Il problema di questa squadra mi sembra sia sempre stato più offensivo che difensivo, anche prima del mio arrivo. Visto dunque che si segna con il contagocce, avere un modulo che aiuta a prendere pochi gol può essere utile». Come ha reagito la squadra alle due sconfitte in quattro giorni? «Bene, perché i ragazzi hanno voglia di riscatto. C’è fiducia, credono in quello che stiamo facendo e sono convinti che sia la strada giusta per arrivare alla salvezza. Questo è un fattore molto positivo, anche se nasconde altri limiti». A cosa si riferisce in particolare? «Al fatto che qui ho trovato un gruppo di bravissimi ragazzi, perfino troppo. Solo nelle giovanili mi era capitato di avere uno spogliatoio così. Non ci sono mai confronti o altri problemi, mi seguono ciecamente non obiettando mai neppure di fronte alle “bastonate”. Da un lato sarebbe meglio avere qualche elemento di personalità in più, ma io preferisco avere ragazzi così che un gruppo marcio. Abbiamo poca qualità e forse poca personalità, ma siamo “soldati” eccezionali e marciando tutti insieme possiamo centrare l’obiettivo». Di fronte però c’è un’altra gara proibitiva, a Salò. «Il calendario è quello che è, non aiuta. Ma dobbiamo essere bravi a mantenere l’equilibrio, a non perdere la testa. Concentriamoci sul lavoro che stiamo facendo per crescere e non perdiamo la strada maestra». Anche perché il destino potrebbe decidersi ai playout… «Sì, dobbiamo gestirci bene anche in quest’ottica. Sarà importante, nell’eventualità, arrivare agli spareggi nelle migliori condizioni possibili. In due mesi dobbiamo imparare un “Bignami” che valga la salvezza».

Ore 17.30 – L’Italia si fa vedere dalle parti di Sengezer nel finale di frazione con Barella e in apertura di ripresa (4′) con Damonte, murato in extremis dalla difesa turca. L’Italia esce lentamente dal guscio, sfiora il vantaggio all’11’ con Panico e trova l’1-0 al 14′ con Di Marco, che s’invola sulla fascia e innesca Favilli, abile a superare Sengezer in disperata uscita. Il vantaggio azzurro cambia completamente il match, che si apre e regala emozioni. Al 20′ Meret salva il risultato su Ersoy, deviando in angolo un tiro velenosissimo, poi è Favilli a divorarsi il raddoppio al 32′, sparando alto da ottima posizione. La Turchia tenta il tutto per tutto nel finale, ma Meret ancora una volta è attento al 35′ sulla punizione di Under e al 41′ su Alici, mentre Panico ha la chance del 2-0 al 36′, ma sbaglia mira di pochissimo. Nel finale succede di tutto: al 43′ raddoppia Edera, che sfrutta la sponda di Favilli e una deviazione decisiva per  infilare Sengezer. Sembra fatta, ma la Turchia prova a riaprire il match e ci riesce un minuto dopo con Kanatsizkuş, bravo a deviare in gol il cross di Polat. L’incredibile accade al 47′, quando Özcan firma il 2-2 su assist di Under. Ultimi istanti di partita palpitanti, ma il muro azzurro tiene e il 2-2 basta a certificare la qualificazione alla fase finale dei Campionati Europei.

Ore 17.20 – Nella terra di Roberto Baggio, i campioncini del domani firmano una vera impresa. Dopo i successi su Israele e Svizzera, l’Italia Under 19 di Paolo Vanoli riesce a fermare pure la Turchia a Caldogno sul 2-2, staccando così il pass per le fasi finali dei Campionati Europei che si disputeranno in Germania nel prossimo mese di luglio in virtù della miglior differenza reti. Partita rocambolesca, con tre gol nel finale e una rimonta turca che, per poco, non beffa gli azzurrini nonostante il doppio vantaggio maturato al 43′ della ripresa e che pareva aver chiuso il conto. Nella prima mezz’ora ci si studia, l’Italia sa di avere a disposizione due risultati su tre per il passaggio del turno e si comporta di conseguenza, la Turchia non affonda, attendendo il momento buono per colpire. Le prime due vere occasioni al 27′ e al 31′ del primo tempo: prima Alici sfiora il gol con la palla che sibila a lato di pochissimo, poi Ersoy calcia di prima intenzione ma fallisce il bersaglio non di molto.

Ore 16.50 – (La Provincia Pavese) Alessandro Marchi è stato squalificato, come previsto, per un turno dal giudice sportivo di Lega Pro a seguito dell’ammonizione ricevuta a Bassano e salterà l’attesa sfida di lunedì sera con l’Alessandria. Un peccato per mister Rossini che aveva trovato nell’ex centrocampista della Cremonese una delle sicurezze nelle ricostruzione del suo centrocampo. Ieri pomeriggio, intanto, la squadra è tornata ad allenarsi dopo tre giorni di riposo. Buone notizie dall’infermeria azzurra. Sono tornati a lavorare a pieno regime con i compagni i difensori Alessandro Malomo e Angelo Siniscalchi, oltre all’attaccante Nando Sforzini, tutti e tre assenti nell’ultima trasferta di Bassano. Rimane ancora indisponibile Giuseppe Pirrone. Intanto in vista dell’attesissima sfida con l’Alessandria ha preso il via la prevendita e proseguirà fino alle ore 20 della sera di domenica 3 aprile. Come sempre è possibile acquistare il biglietto tramite il circuito Vivaticket-Best Union, i cui punti vendita autorizzati di Pavia sono il bar Lanterna di via San Giovannino 23/25, il bar Scala di via Scala 10/a e lo Shop-Up dell’Università in corso Carlo Alberto 5, all’interno del Cortile dei Tassi. Lunedì il botteghino dello stadio aprirà dalle 17.00 alle 20.45, ma per evitare code e ritardi all’ingresso dello stadio i tifosi acquistando i biglietti in prevendita potranno anche beneficiare dello sconto previsto per questa soluzione. La partita sarà proposta in diretta televisiva (ore 20 su Raisport).

Ore 16.20 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 15.50 – Qui Guizza: partitella, Bucolo ancora schierato quale terzino destro.

Ore 15.30 – Qui Guizza: lavoro differenziato per difensori ed attaccanti, Bucolo provato terzino destro.

Ore 15.10 – Qui Guizza: a parte Corti e Dionisi, assenti Diniz ed Anastasio.

Ore 14.50 – Qui Guizza: Biancoscudati già in campo per l’allenamento pomeridiano.

Ore 14.20 – (Messaggero Veneto) Si è allenato a parte, perché non è ancora al top. Ma non dovrebbe essere in discussione la presenza di Alex Pederzoli nella sfida con la Reggiana di sabato. Il regista, scontata la giornata di squalifica, sta rifinendo la sua condizione dopo il piccolo infortunio accusato nel match col Padova, quando fu costretto a uscire anzitempo. Già oggi, per la seduta pomeridiana delle 15, dovrebbe rientrare con il gruppo. Col suo ingresso Tedino avrà a disposizione la rosa completa: il tecnico potrebbe dire “finalmente”, visto che per quasi tutta la stagione ha lamentato numerose assenze. Intanto ieri la squadra ha sostenuto un doppio allenamento, concentrandosi sulla parte fisica alla mattina e concentrandosi sul lavoro sul campo al pomeriggio. Si è rivisto anche Michele De Agostini, assente col resto della squadra da fine gennaio: il difensore ha ultimato il piano di recupero individuale. C’è anche lui a disposizione per questo concitato finale. La sua esperienza può solo essere d’aiuto al gruppo.

Ore 14.00 – (Messaggero Veneto) Una multa di 2.500 euro, il presidente Lovisa squalificato un mese e la coppia Tedino (tecnico)-Zamuner (preparatore atletico) fermati per un turno: è costata cara la trasferta di Alessandria al Pordenone. Oltre il ko (per 1-0), sono arrivati questi pesanti provvedimenti da parte del giudice sportivo. Motivazioni? Tutto sarebbe nato, a quanto pare, da un comportamento antisportivo dei grigi: avrebbero nascosto i palloni “buoni” – a pochi minuti dal termine del match – rimettendo in campo quelli sgonfi, tergiversando così per difendere il vantaggio. Negli spogliatoi ci sarebbe stato un confronto acceso con l’ispettore di Lega, che evidentemente ha annotato tutto e non ha avuto pietà. Per l’Alessandria la gara col Pordenone era da vincere a tutti i costi: c’era un quarto posto da blindare. Così si sarebbe ricorso a qualche scorrettezza, evidentemente tollerata da parte del direttore di gara. Capita ogni tanto che, i raccattapalle, quando la squadra di casa è avanti, tardino la rimessa in gioco della sfera: secondo quanto riporta il clan neroverde, sarebbe successo proprio questo. Addirittura sarebbero pure spariti alcuni palloni. Il tutto per cercare di perdere tempo. Adalberto Zamuner, durante il concitato finale, avrebbe trovato una sacca con almeno una decina di palloni: sarebbe stato fermato da un dirigente locale e poi allontanato dall’arbitro, assieme anche al tecnico Tedino. Così, una volta finita la gara, Lovisa si è scagliato contro il dirigente della Lega: ha espresso tutto il suo disappunto, verosimilmente usando toni forti. Morale: squalifiche a raffica e una bella sanzione. Zamuner è stato fermato per un turno per “comportamento non regolare durante la gara”, Tedino per “aver pronunciato durante la gara reiterate espressioni blasfeme”; Lovisa è stato inibito sino al 26 aprile “perché al termine della gara si introduceva indebitamente negli spogliatoi e unitamente ad altri tesserati rivolgeva ad un addetto federale frasi offensive e minacciose”; la società è stata multata “perché persone riconducibili alla società indebitamente presenti negli spogliatoi – recita il comunicato ufficiale –, al termine della gara, unitamente ad altri tesserati presenti in panchina assumevano comportamento offensivo ed intimidatorio nei confronti del commissario di campo”. Il Pordenone non ha preso sinora alcuna posizione ufficiale: sta valutando il da farsi. Molto probabilmente affiderà il proprio disappunto a un comunicato stampa e non è escluso che presenti ricorso per chiedere una riduzione delle sanzioni.

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Tornare al lavoro dopo aver incassato quattro gol in casa in uno scontro diretto è più complicato di quanto non si possa immaginare. Stefano Sottili ha cercato di lavorare sulla psicologia dei giocatori, tenendo presente che il Bassano arrivava all’appuntamento con il Pavia da un pieno di punti che aveva fatto immaginare il decollo definitivo. Lunedì si va a Cittadella, per un posticipo che, in caso di mancata vittoria del Pordenone sabato sera, potrebbe valere per i granata già la possibilità di festeggiare con una vittoria la matematica promozione in Serie B con cinque giornate di anticipo: «Nessuno si aspettava una sconfitta di simili proporzioni – ammette Stefano Pietribiasi, punta giallorossa –. Nel calcio capitano giornate come quella di sabato, la cosa importante è essere in grado di rimboccarsi le maniche subito».

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il Venezia ha ripreso ieri la preparazione in vista della sfida di domenica al Penzo con il Fontanafredda (ore 15). Tutti presenti, a parte Calzi che continua a lamentare un problema muscolare. Domenica, però, mancheranno Soligo e Serafini per squalifica, così come non ci sarà mister Giancarlo Favarin: deve scontare due turni di stop. La sfida con la penultima potrebbe essere l’occasione per rimescolare le carte, tenere sulla corda anche i meno utilizzati e preservare alcuni titolari in vista della successiva trasferta con l’Este, che a 7 lunghezze è l’inseguitrice più pericolosa dopo il Campodarsego (-5). Ieri intanto è iniziata la vendita dei miniabbonamenti per le ultime tre partite casalinghe, in vendita al prezzo di due (10 euro curva sud, 30 euro tribuna laterale e 50 euro tribuna vip). La promozione è valida fino alle 18.30 di sabato 2 aprile.

Ore 12.40 – (La Nuova Venezia) «Testa bassa, e pedalare, rialzeremo la testa solo l’8 maggio. Anche se spero di poterlo fare prima». Feste terminate per il Venezia e Giancarlo Favarin ha già iniziato a caricare la squadra in vista del ritorno in campo contro il Fontanafredda. Classifica e calendario alla mano, saranno sufficienti 14 punti nelle prossime sei gare per centrare la Lega Pro. Al momento, s’intende, ipotizzando il filotto di 6 su 6 del Campodarsego che al massimo può arrivare a 87 punti. «Non dobbiamo far calcoli» taglia corto il tecnico del Venezia, «bisogna fare più punti possibile, non limitarci a difendere i cinque punti di vantaggio che abbiamo sui padovani. Poniamoci un obiettivo ambizioso: arriviamo a 90 punti. Non fa paura, anzi, sarebbe impreziosire ulteriormente la stagione. L’ideale sarebbe arrivare all’ultima trasferta a Trieste a giochi già chiusi». Per fare 16 punti al Venezia servirebbero cinque vittorie e un pareggio, impresa non impossibile anche se la volata finale può riservare a tutte le squadre sorprese impreviste. «Nelle prossime sei partite è vero che affronteremo due formazioni d’alta classifica come Este e Belluno, ma non si possono sottovalutare nemmeno Fontanafredda, Union Ripa, Giorgione e Triestina che hanno bisogno assoluto di punti: chi per evitare la retrocessione diretta in Eccellenza, chi per evitare i playout. Cominciamo a eliminare un avversario alla volta, domenica tocca al Fontanafredda». Gara che Favarin vedrà dalla tribuna, come quella di Este, a causa del doppio stop inflittogli dal giudice sportivo per l’espulsione di Mogliano. Favarin sta ricaricando le pile ai suoi giocatori dopo la sosta pasquale. «Non credo che ce ne sia bisogno, sono tutti consapevoli della posta che si stanno giocando, tutti daranno il massimo. Questo mese spezzettato non ci voleva, soprattutto per una squadra come il Venezia che aveva trovato i ritmi giusti. Non è semplice fermarsi, ripartire, rifermarsi e ripartire nuovamente. Per fortuna vale per tutti». Rosa a disposizione, solo Giampaolo Calzi continua a lavorare a parte: Favarin dovrà scegliere i sostituti degli squalificati Soligo e Serafini. Semplice per il primo con la conferma di Marcolini e il rientro di Acquadro, maggiori opzioni per l’attacco, rispetto alle partite con Belluno e Union Ripa, saltate da Serafini per squalifica, Favarin ha Volpicelli, Lattanzio e Chicchiarelli in più, oltre a Innocenti e Carbonaro, da affiancare a Maccan e a Fabiano.

Ore 12.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) È il capocannoniere del Vicenza con 10 reti, ed è stato il grande protagonista del mercato biancorosso di gennaio, attirando l’interesse di Juve e soprattutto Napoli. Filip Raicevic ha vissuto finora una stagione che non si sarebbe nemmeno sognato in estate, arrivato in punta di piedi dalla Lucchese. Il suo rendimento fa da contraltare ad una stagione, quella biancorossa, a dir poco deludente, che ha fatto scivolare il Vicenza nella parte bassa della classifica, in cui si rischia concretamente la retrocessione in lega Pro. «E’ la dura realtà che dobbiamo affrontare – dice Raicevic –. Purtroppo dopo un buon avvio siamo calati e non siamo riusciti ad avere quella costanza di rendimento che in B è fondamentale. Come tutti i compagni, anch’io devo fare meglio, perché se siamo caduti così in basso in classifica significa che quello che abbiamo dato finora non è stato abbastanza». L’ex Lucchese è consapevole che in questo finale di campionato la posta in palio è molto importante, ed è pronto a dare tutto. «Questa società e questa tifoseria mi hanno dato tanto, mi hanno dimostrato fiducia e io mi sento in debito con loro. So che nelle nove partite che restano da giocare dovrò cercare di segnare altri gol, perché solo così riusciremo a restare in serie B. Quello che mi sento di promettere è il massimo impegno quando l’allenatore mi farà giocare, e di essere il primo tifoso di chi gioca se sarò in panchina. Sabato scorso, mentre ero con la nazionale del Montenegro, ho visto la partita in tivù soffrendo… Lasciare i miei compagni in questo momento mi è spiaciuto, anche se non nego che la convocazione in Nazionale mi ha fatto piacere. Quando è arrivata la convocazione ho subito parlato con il direttore Andrea Gazzoli per cercare di essere disponibile sia con il Vicenza che con il Montenegro ma non è stato possibile, e comunque i miei compagni sono stati bravissimi perché hanno vinto ad Ascoli. Il calendario adesso ci porta a giocare sabato prossimo un’altra gara molto importante al Menti contro il Livorno, e la mia attenzione non può che essere tutta per quella partita che è quasi uno spareggio salvezza».

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) «Festeggiamenti? Macché! Non è questione di scaramanzia, semplicemente avremo tempo e modo per pensarci. Per adesso rimaniamo concentrati sul Foggia, e basta». In casa Cittadella la politica resta sempre quella: si va avanti un passo alla volta. E poco importa che il traguardo della promozione in Serie B sia davvero così vicino che pare di poterlo toccare. Lo aveva raccomandato ieri il d.g. Stefano Marchetti e lo ribadisce oggi capitan Manuel Iori, che spiega: «Non abbiamo fatto mai calcoli nel corso della stagione e non avrebbe senso cominciare a farli adesso. Ci proietteremo sul posticipo con il Bassano da venerdì, quando rientreremo dalla finale d’andata della Coppa Italia di Lega Pro». E allora rimaniamo su questa prima sfida. Che gara si aspetta domani sera allo stadio Zaccheria? Foggia non è più “Zemanlandia” ma pare di capire che davanti vi ritroverete una squadra votata all’attacco… «Proprio così. I pugliesi scendono in campo con il tridente, ma, al di là del numero degli attaccanti, hanno un modo molto offensivo di intendere il gioco, potendo contare su terzini che spingono e interni abili negli inserimenti. Quello che conosco della loro realtà lo so da una fonte certa, l’amico Roberto Floriano, che l’anno scorso giocava assieme a me a Pisa e che mi parla molto bene dell’ambiente rossonero e del tecnico De Zerbi». Inutile dire che avreste probabilmente preferito affrontare il Siena, eliminato in semifinale dopo essersi imposto per 5-2 in Toscana e aver perso clamorosamente per 6-1 al ritorno. «Sicuramente da un punto di vista strettamente logistico sarebbe stata una trasferta più comoda, ma tutto sommato va bene così. Anzi: ritengo che poter giocare in un ambiente “caldo” e in uno stadio importante come quello di Foggia possa rivelarsi uno stimolo e un’ulteriore tappa di crescita per i nostri giovani». Già, i giovani: pare scontato che Venturato non stravolgerà la filosofia che vi ha condotti sin qui e continuerà a puntare su chi ha giocato meno e sui ragazzi della Berretti. «Non so ancora quali saranno le sue scelte, ma credo proprio che qualche ragazzo sarà aggregato al gruppo. Ed è giusto: cito solo Varnier, che nella prima partita con noi “grandi” è rimasto in campo per 65′ uscendo con i crampi, ma poi ha sempre giocato quelle successive, migliorando gara dopo gara. Credo che questa Coppa sia stata importantissima per la sua maturazione e non soltanto per la sua». La parola “crescita” torna sempre moltissimo quando si chiacchiera con qualcuno del vostro gruppo. È un caso? «Forse no. Di fatto non c’è stata una vera e propria svolta nel nostro cammino ma, appunto, una crescita continua. Oggi non so dire quale sia stato il segreto che ci ha permesso di arrivare a fine marzo con 13 lunghezze di vantaggio sulla seconda, ma certo quello che più colpisce nel nostro percorso è stata la continuità. E alla base credo che ci siano la voglia di migliorarsi sempre e la fame di vittoria che ci accomuna tutti». Oltre al fatto che un gruppo coeso come questo è difficile ricordarlo sotto le Mura. «Quando le cose filano bene, è facile parlare di gruppo. Ma la realtà è proprio questa: stiamo molto bene assieme». E chi ha giocato meno non si è mai lamentato, ma, al contrario, si è fatto trovare pronto a tempo debito. «Verissimo. Ma chi ha giocato meno è stato fondamentale pure per un altro motivo: allenandosi sempre ai duemila all’ora è stato un pungolo per i titolari, impedendo che si sentissero appagati». Quindi come festeggerete la promozione? «Non ci casco mica: non abbiamo tempo per pensarci. La testa è a Foggia».

Ore 11.20 – (Mattino di Padova) Saranno una trentina i tifosi al seguito della squadra, domani sera a Foggia, per la finale d’andata della Coppa Italia di Lega Pro. In partenza, alle 6 del mattino, dal piazzale della “Trattoria da Claudio”, saranno tre pullmini e non la corriera inizialmente ipotizzata, con rientro previsto nella notte. Gli uomini di Venturato, invece, viaggeranno in aereo all’andata e in treno al ritorno. Stamattina svolgeranno la seduta di rifinitura, spostandosi poi nel pomeriggio all’aeroporto Marco Polo, per imbarcarsi sul volo Venezia-Bari delle 15.45. Dopo la gara, in cartellone alle 20.15 e trasmessa in diretta tv da Rai Sport 1, Iori e compagni dormiranno in albergo, ripartendo la mattina di venerdì 1 aprile con un treno Foggia-Bologna-Padova che permetterà loro di rientrare nel primo pomeriggio e, intorno alle 16, di allenarsi al Tombolato, cominciando così a preparare il posticipo con il Bassano di lunedì 4 aprile (sono già in vendita i biglietti: da segnalare che i tifosi giallorossi potranno trovare posto nelle Tribune Est ed Ovest senza bisogno della Tessera del tifoso, che invece rimane necessaria per assistere alla partita nel settore ospiti-Curva Nord). Di sicuro, la sfida di Foggia, che sarà diretta dal signor Pierantonio Perotti della sezione di Legnano (assistenti Cordeschi di Isernia e Costantini di Pescara), non coinvolgerà Xamin e Donazzan, chiamati a scontare un turno di squalifica. Soltanto oggi Venturato diramerà le convocazioni, ma è probabile che porti con sé anche tre giovani: Varnier, Maniero e Fasolo, che tanto bene si sono comportati nei precedenti turni della manifestazione.

Ore 10.50 – (Corriere del Veneto) Tutto in pochi giorni, quasi fosse arrivato il grande momento senza preavviso. Prima la finale di andata di Coppa Italia di Foggia, in programma domani sera alle 20.15 allo Zaccheria; poi, lunedì sera, il posticipo del Tombolato col Bassano, che potrebbe regalare al Cittadella (in caso di successo) la possibilità di conquistare la Serie B con cinque giornate di anticipo. Settimana da adrenalina pura, insomma. «Se devo essere sincero – sorride il presidente Andrea Gabrielli – ci credo poco che festeggeremo già lunedì, ma penso anche che sia soltanto una questione di tempo. Stiamo vivendo una stagione fantastica, abbiamo fatto diversi sacrifici, ma devo direi che ne è valsa la pena, vista la nostra classifica. Prima, però, c’è la finale di Coppa Italia. Non era in programma, ma siamo arrivati fino a questo punto e adesso proveremo a metterla in bacheca». Gabrielli annuncia la sua presenza domani sera allo Zaccheria. La super sfida di Foggia potrebbe arrivare a toccare quota 10mila spettatori, almeno stando alle ultime proiezioni: «Ho deciso di essere presente – spiega il numero uno granata – i ragazzi mi hanno fatto capire che ci tengono e non avrò difficoltà ad essere con loro. Per certi versi non sarà una trasferta agevole, ma fa piacere anche a me rispondere presente. Abbiamo vissuto pagine epiche nella Coppa Italia vera e propria a San Siro e a Roma contro la Lazio, ma anche giocarsi la Coppa Italia di Lega Pro è un traguardo importante per la nostra società. Per certi versi l’atmosfera sarà simile, anche perché andremo sul campo di una grande squadra che ha vissuto anche anni di Serie A come il Foggia». Poi, a seguire, arriverà il Bassano e un derby tutto da vivere. Incrociando le dita, potrebbe essere un grande giorno… «Non abbiamo preparato alcun tipo di festeggiamento – chiude Gabrielli – se è questo che volete sapere, siamo scaramantici e andiamo avanti partita dopo partita. Bisognerà capire anche il risultato del Pordenone, magari è un presto per festeggiare, ma i auguro al di là di questo di vedere il Tombolato pieno come nei giorni migliori. Sarebbe un giusto riconoscimento per quanto stanno facendo questi ragazzi, che stanno riportando il Cittadella nella categoria che merita e che avevamo perso lo scorso anno. Ci siamo quasi, ancora un piccolo sforzo…».

Ore 10.20 – Biancoscudati in campo alla Guizza per l’allenamento mattutino, riservato prevalentemente al lavoro atletico.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Si torna in campo in vista di Cuneo: i tre giorni di sosta sono arrivati al momento giusto? «Probabilmente sì, abbiamo tirato un po’ il fiato e siamo pronti a ripartire. Contro la Cremonese l’avevamo messa subito bene, ma alla lunga loro sono usciti e noi ci siamo abbassati troppo: l’importante era vincere, ora ci giochiamo le ultime sei con serenità e tranquillità». Il quarto posto, tuttavia, è distante 5 lunghezze. Si può ancora fare? «Non dobbiamo sbagliare più niente: l’unico nostro compito è mettere pressione a chi ci precede, e possiamo farlo solo se continuiamo a stare lì, con il fiato sul collo. I conti si fanno alla fine. Il Padova deve giocare come sa e non pensare ad altro». A cominciare da domenica: un impegno facile solo all’apparenza. «Queste sono le gare più difficili: il Cuneo si deve salvare, probabilmente si chiuderà e cercherà la ripartenza, sarà una partita da prendere con le pinze. Ricordate cosa successe all’andata?».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Che cosa ha pensato? «Nel finale di gara non ci ho pensato molto, devo dire la verità. Ma quando poi sono tornato a casa, ci ho riflettuto, anche perché mia moglie me l’ha ricordato, lei ha sentito l’applauso anche da casa, dalla diretta internet: sono soddisfazioni autentiche, significa aver lavorato bene, e ne sono veramente felice». Si è sentito di nuovo un giocatore vero? «L’unico pregio che veramente mi riconosco è quello di non mollare mai. Sono stato ai margini della squadra e del progetto, ma adesso mi sto prendendo di nuovo delle soddisfazioni importanti». Cosa ha imparato da questa vicenda? «Mi ha insegnato tanto, e nella vita non si smette mai di imparare, tanto più in un ambiente come quello del calcio, nel quale le cose possono cambiare da un momento all’altro. Questa esperienza mi ha segnato, la porterò con me». Domenica potrebbe anche tornare dal primo minuto, viste le diverse assenze. Avverte un po’ di attesa? «Credo che vivrò questa settimana come tutte le altre. Se il mister vorrà, sarò a disposizione, ma non per questo mi faccio prendere dall’entusiasmo: la più grande carica me l’ha data l’apprezzamento del pubblico padovano».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Venti minuti di partita contro la Cremonese per molti potrebbero essere solo un piccolo passo. Per Rosario Bucolo, che una settimana fa è tornato a disputare una gara ufficiale a 60 giorni di distanza dall’ultima volta (a Piacenza), hanno invece significato molto di più. Il siciliano ha ripreso, a tutti gli effetti, ciò che a gennaio, dopo il litigio con l’allenatore e l’esclusione dalla “lista”, aveva lasciato. E domenica a Cuneo potrebbe anche partire di nuovo dal primo minuto, visto che mancherà lo squalificato De Risio e che Corti si è appena ripreso da un mese di stop. «Per me sono stati 20’ importantissimi», confessa il centrocampista, ripensando al suo rientro. «È stata una grande emozione vedere di nuovo il campo da vicino, e soprattutto sentire la gente che mi ha acclamato quando sono entrato. Sono stato felicissimo, per un calciatore significa tanto, soprattutto in una piazza come Padova, che ha visto passare atleti di livello altissimo». Si è reso conto che gli applausi del pubblico erano proprio indirizzati a lei? «Ero molto concentrato, un po’ perché rientravo per la prima volta e un po’ perché la partita non si era messa benissimo in quella ripresa. Però li ho avvertiti subito, mi hanno applaudito forte e mi sono arrivati al cuore».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Dopo tre giorni di riposo, ieri pomeriggio il Padova si è ritrovato ai campi della Guizza per il primo allenamento settimanale in vista della trasferta di Cuneo, che vedrà i biancoscudati impegnati domenica 3 aprile, alle ore 14, allo stadio “Fratelli Paschiero” del capoluogo piemontese. Non si è allenato Marcus Diniz, che in ogni caso domenica non ci sarà per squalifica: il giudice sportivo ieri l’ha fermato per un turno dopo la decima ammonizione stagionale, e lo stesso ha fatto nei confronti di De Risio (quinto “giallo” stagionale) e del difensore biancorosso Marco Gorzegno, mentre Luca Baldassin è entrato in diffida. Per la prima volta, ieri ha svolto l’intera seduta con i compagni Daniele Corti, che a Cuneo andrà in panchina, dopo un mese ai box. Ancora seduta a parte, invece, per Matteo Dionisi, che verrà monitorato giorno per giorno in attesa del rientro in gruppo. Nel finale, durante la partitella a ranghi contrapposti, Anastasio si è fatto male da solo alla caviglia sinistra. Oggi verrà valutato dai medici prima del doppio allenamento, alle 10 e alle 15.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) «Credo che rappresenti una certezza d’introiti per la Lega e un motivo di maggior interesse a livello mediatico. Inoltre, tiene sulle spine quasi tutte le squadre del campionato fino alla fine. E questo non può che essere un bene». Il Padova ha battuto la Cremonese prima di Pasqua, tenendo viva la fiammella della speranza di acciuffare in extremis il treno promozione. Bergamin non ha rimpianti voltandosi indietro: «Ci sono state alcune partite in cui la squadra avrebbe potuto fare più punti – spiega – ma personalmente non ho rimpianti. Guardo avanti, osservo che per esempio le nostre concorrenti hanno diversi scontri diretti e più pareggi usciranno da queste partite e più possibilità ci saranno per noi. Sempre fermo restando che dovremo vincere le partite, a cominciare da domenica a Cuneo». Su chi stia meglio in questa volata, pochi dubbi: «Pagherei per essere nella posizione di Bassano e Pordenone – chiude – chi ha più punti sta meglio, al di là dello stato di forma, che conta sì, ma fino a un certo punto. Contano anche i nervi e l’aspetto psicologico, l’importante è non mollare mai e mi pare che noi noj lo stiamo facendo».

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Parola di presidente: «Se le vinciamo tutte, andiamo ai playoff al cento per cento. Ho detto poco, eh…». Giuseppe Bergamin tira un lungo sospiro, si ferma e guarda avanti. Alla fine della regular season mancano sei partite, il Padova è in fondo al gruppo in lotta per gli spareggi promozione, ma non si è ancora arreso. E da domenica a Cuneo comincia una lunga rincorsa che potrebbe ancora riservare sorprese al momento impensabili. «Ho usato qualche giorno fa una metafora legata al Palio di Siena – sorride Bergamin –. Non sono un appassionato di ippica, ma il Palio di Siena lo guardo perché mi è sempre piaciuto parecchio. Ho detto che talvolta il cavallo di rincorsa vince, speriamo di essere quel cavallo…». Lasciando da parte metafore e auspici, il presidente ragiona di regole e regolamenti, per ora in ottica futura. In una recente Assemblea di Lega Pro a cui Bergamin ha presenziato, il neo presidente Gabriele Gravina ha ipotizzato l’allargamento dei playoff, con un maggior numero di squadre coinvolte: «Da parte mia ho dato pieno appoggio a questa proposta».

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Bassano 52, Pordenone 50, Alessandria 49, FeralpiSalò 46, Pavia 45, Padova e Reggiana 44, Cremonese 40, SudTirol 39, Giana Erminio e Renate 32, Lumezzane 31, Cuneo 29, Pro Piacenza 28, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventottesima giornata: Giana Erminio-AlbinoLeffe 0-0, Padova-Cremonese 2-1 (Sbraga (Pd) al 6′ pt, Baldassin (Pd) al 24′ pt, Brighenti (Cr) al 35′ pt), Reggiana-Pro Patria 1-0 (Nolé (Re) al 35′ st), Pro Piacenza-Cuneo 1-1 (Beltrame (Cn) al 41′ pt, Sall (Pp) al 35′ st), Lumezzane-FeralpiSalò 1-1 (Bacio Terracino (Lu) al 5′ pt, Pinardi (Fs) al 29′ st), Renate-SudTirol 0-0, Alessandria-Pordenone 1-0 (Marconi (Al) al 23′ st), Bassano-Pavia 1-4 (Ferretti (Pv) al 7′ pt, Cesarini (Pv) al 3′ st, Ferretti (Pv) al 26′ st, Cesarini (Pv) al 29′ st, Proietti (Ba) su rigore al 35′ st), Mantova-Cittadella 0-1 (Coralli (Ci) al 41′ st).

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 29 marzo: primo allenamento settimanale per i Biancoscudati, si infortuna Anastasio.




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