Clicca qui per aggiornare la diretta
Ore 20.10 – (Il Piccolo) Sei giornate alla fine, nove squadre in lotta: di queste 4 si salveranno direttamente, altre 4 dovranno passare dai play-out e una farà subito compagnia alla Sacilese all’inferno. Come è messa la Triestina (ora a 33 punti) in questa affollata lotta salvezza? Peggio del previsto dopo il pari con la Sacilese. Inutile negare che raggiungere il traguardo sarà dura, anche se ancora possibile. Fra l’altro l’Unione sarà quella che insieme a Dro, Giorgione e Ufm avrà il maggior numero di scontri diretti, ben 3. Ed è ovvio che molti destini si decideranno proprio nelle sfide incrociate. Iniziamo col dire che a meno di crolli clamorosi, almeno la retrocessione diretta dovrebbe essere evitabile: il Fontanafredda ha solo 28 punti, un calendario con trasferte a Venezia e Abano e incontri impegnativi: anche facendo bene difficilmente supererà quota 40. Ben più dura la lotta per evitare i play-out: la Triestina dovrà giocare in trasferta con Giorgione, Dro e Luparense, in casa con Virtus Vecomp, Ufm e Venezia. Pareggiando a Castelfranco e Dro, la squadra di Bordin dovrebbe sfruttare al massimo l’impegno al Rocco con la tranquilla Virtus Vecomp e vincere assolutamente il derby contro l’Ufm. Arrivando a 41 punti agli ultimi due turni, la Triestina può sperare di capitalizzare al massimo nel finale la trasferta con l’appagata Luparense e l’ultimo turno interno con un Venezia che si spera già promosso. Insomma, a patto di non perdere gli scontri cruciali, la salvezza diretta a 44-45 punti è ancora a portata di mano. A spese di chi? Difficilmente dell’Union Ripa (ora a 37) che giocherà a Sacile, poi riceve l’Ufm e quindi può sperare in un finale in discesa. Il Levico (37 punti) ha trasferte dure ma tre partite casalinghe che potrebbero portarlo alla quota salvezza. Il Montebelluna (ora a 37) dopo la trasferta di Campodarsego riceverà la Sacilese: poi ricevendo Tamai e Levico potrebbe andare oltre i 44. Sembra più abbordabile la Liventina che parte da 35, soprattutto se fallisse i match diretti con Fontanafredda e Levico, ma sembra messo ancora peggio il Dro (ora a 35) che affronterà Giorgione in trasferta, in casa Triestina e alla fine Montebelluna: dipende cosa farà domenica con l’Este, ma oltre 43 è difficile che vada. Occhio poi a sottovalutare il Giorgione (ora a 33), che avrà subito due scontri diretti in casa con Triestina e Dro e poi va a Sacile: ecco perché è fondamentale non perdere a Castelfranco. L’Ufm (32) da parte sua, avendo le tre sfide dirette in trasferta (Ripa, Triestina e Giorgione) è quella messa peggio, anche se ospiterà la Sacilese. Insomma, per la Triestina saranno decisive le trasferte con Giorgione e Dro: imperativo non perdere, ma c’è la sensazione che se non si sfruttano per bene tutte le altre partite, almeno un colpaccio tra questi due match sia necessario.
Ore 19.40 – (La Provincia Pavese) In queste settimane si è intensificato il lavoro per affrontare un progetto caro a al presidente Zhu la “questione stadio”. Tre sono le strade su cui la società ha lavorato da ormai più di un anno per dare una “nuova casa” alla squadra azzurra. Due le ipotesi che rimangono aperte, la terza, quella di un nuovo impianto fuori città, sembra essere quella, invece, tramontata definitivamente. Con il Comune di Pavia, e il suo sindaco Massimo Depaoli, si discute di cosa fare a breve per partire prima con i progetti e poi realizzarli. Ristrutturare l’attuale Fortunati è una delle possibilità. In questo caso la proprietà cinese del Pavia provvederebbe a rendere la struttura funzionale, pronta per il salto di categoria (per esempio con tornelli agli ingressi), mentre una parte commerciale, dedicata in particolare allo sport (con negozi, palestre ecc…) lo completerebbe nell’area attualmente del Mascherpa e dei campi utilizzati dal settore giovanile. Il vivaio azzurro sarebbe spostato in un’altra area, con la creazione di un centro dedicato al vivaio, come accade nelle grandi società professionistiche. In questa zona potrebbe nascere un mini-albergo, una foresteria, negozi sportivi e c’è l’idea anche di un cinema. La seconda ipotesi su cui la proprietà del Pavia sta lavorando è quella, invece, dello stadio tutto nuovo. L’ultima area, nell’ordine di tempo, sulla quale ci si sta concentrando è quella attualmente verde, a fianco di via Alzaia tra il parcheggio attuale a fianco del Poligono di tiro e Piazzale San Giuseppe. Nel Pgt comunale la destinazione di questi terreni è ad area di servizi. In quest’ipotesi l’Ac Pavia ha contattato già lo scorso anno la società tedesca Hellmich che realizza stadi in diversi taglie e quello di Pavia potrebbe essere una versione “ridotta” del progetto realizzato a Neuchatel in Svizzera: il “La Maladire” che comprende 12 mila posti a sedere, 25 mila metri quadrati di centro commerciale, 54 negozi, ristorante, 25 metri d’altezza, sei palestre, 930 posti auto. La realizzazione di un fac-simile pavese da 10mila posti con strutture commerciali connesse era stata stimata con un costo di 50 milioni di euro. Questione stadio, quindi, in primo piano nella Primavera azzurra, mentre a Milano Mister Zhu ha in atto un investimento totale di 100 milioni di euro, per una superficie totale che supera i 13 mila metri quadri, articolati in 15 piani fuori terra e 6 interrati con ‘I giardini d’inverno’ che verranno costruiti in via Giovanni Battista Pirelli a Milano, vicino alla stazione centrale. I lavori dureranno un anno. Un edificio dotato di spazi appositi per arbusti e piante e con un attico dove saranno installati 200 metri quadri di pannelli solari e fotovoltaici.
Ore 19.10 – (Gazzetta di Reggio) Dopo tre giorni di relax per le ricorrenze pasquali, concessi da mister Alberto Colombo dopo la vittoria interna contro la sua ex squadra, staff e giocatori granata si sono ritrovati ieri, nel giorno di Pasquetta, in via Agosti per cominciare la a studiare tattica e schemi in vista dell’anticipo serale di sabato a Pordenone (ore 20.30), una gara fondamentale che potrebbe riaprire il discorso play off oppure mettere la parola fine alle velleità di salto di categoria per Parola e compagni: la Reggiana si presenterà al “Bottecchia” forte di due successi nelle ultime due partite mentre per i terzi in classifica neroverdi è arrivato lo stop di Alessandria prima della Pasqua. In vista del match non è ancora chiaro se il tecnico granata riuscirà a recuperare qualche acciaccato però ci sono buone notizie per Michele Pazienza e Riccardo De Biasi che sono tornati a lavorare sul prato, seppur al differenziato, mentre si attende in giornata l’esito della visita di controllo a Paolo Bartolomei per il suo eventuale rientro in gruppo. Al momento non sembrano esserci possibilità di tornare a breve per Paolo Frascatore, Antonio Loi e Gianluca Zucchini. Va inoltre segnalato che Dario Maltese non ha ancora smaltito il colpo ricevuto mercoledì sera alla caviglia pertanto è stato tenuto a riposo precauzionale. Antonio Letizia invece ha ottenuto un giorno in più di permesso e tornerà oggi, nel giorno della doppia seduta: mattino in palestra al Fit Village e pomeriggio in via Agosti alle 15.
Ore 18.50 – (Gazzetta di Reggio) «Non guardo la classifica ma vorrei sottolineare che la Reggiana ha una eccellente organizzazione difensiva, con la miglior difesa del girone, e se ritrova i suoi attaccanti, sono certo che se la potrà giocare alla pari contro il Pordenone». Sabato la Reggiana si gioca un pezzo importante di stagione e il socio Gianni Perin, amministratore unico della Bitecnology, ci tiene a far sentire la sua vicinanza alla squadra. La Reggiana andrà ai play off? «Inutile pensare a un obiettivo finale, quando l’abbiamo fatto ci siamo smarriti tanto vale concentrarci sulla prossima trasferta». Mancano sei gare alla fine. Saranno sei finali? «La prima è quella di Pordenone, il resto non conta». La Reggiana ha l’attacco in crisi. «Nolè ha ritrovato il gol e gli servirà». La crisi di Arma? «Ha segnato 9 gol e non mi pare un magro bottino. Contro la Pro Patria ha trovato un portiere in vena di prodezze. E’ un uomo che lotta per il bene della Reggiana, che soffre per la maglia granata e non gli si può rimproverare nulla. Sono certo che ritroverà il gol, come spesso accade agli attaccanti che superano i momenti negativi quando meno se l’aspettano». Cosa si aspetta dal futuro? «Pensiamo al presente, a finire bene la stagione. La società sta già programmando anche la prossima stagione mettendo le basi in termini di organizzazione dirigenziale. All’ingresso di Giancarlo Corradini, che nessuno può criticare per esperienza e conoscenza della materia, ci saranno altri inserimenti importanti a livello tecnico». Una società che prepara la prossima stagione? «Una proprietà che sta gettando le basi per essere competitiva con l’aiuto del tessuto imprenditoriale del territorio e dei tifosi». Si sta pensando anche a rinnovare il contratto a Siega, Bruccini e Parola? «E’ un capitolo che fa parte del progetto di programmazione per il prossimo anno ma queste decisioni competono al tecnico Colombo e al futuro direttore sportivo». Chi è il nuovo diesse? «Non importa il nome, conta che sia una figura professionale competente, valida, onesta, seria e che lavori per il bene della Reggiana». Lei è da sempre un tifoso granata. Come cambia la prospettiva da socio? «Cambia il modo di giudicare. Entri nei meccanismi della società e se prima da tifoso ti lamentavi perché la società non prendeva certi giocatori, ora capisci che la salvaguardia del bilancio è di vitale importanza. Conta più il futuro del presente». Si soffre di più? «Molto di più. Il risultato ti condiziona tutta la settimana mentre da tifoso uscivo dallo stadio amareggiato per una mancata vittoria ma il giorno dopo pensavo già alla prossima partita».
Ore 18.20 – (Gazzetta di Mantova) Dopo due giorni di riposo concessi da mister Luca Prina in coincidenza con le festività pasquali, questa mattina il Mantova riprenderà gli allenamenti in vista della gara di domenica (ore 15) a Salò contro la FeralpiSalò quinta in classifica e dunque ancora in piena corsa per i playoff. I biancorossi oggi e domani svolgeranno ben quattro sedute di lavoro, due al mattino e altrettante nel pomeriggio. Da giovedì, poi, Prina ha messo in programma un solo allenamento al giorno fino a sabato, quando il tecnico dirigerà la tradizionale rifinitura. Dopo l’ultimo allenamento settimanale, la squadra andrà in ritiro a Salò, dove trascorrerà la notte di sabato. In vista del prossimo match Prina dovrà sicuramente rinunciare a Di Santantonio, che oggi verrà squalificato per un turno dal giudice sportivo in seguito all’ammonizione subita contro il Cittadella. Per contro, l’allenatore biancorosso riavrà a disposizione Masiello e Beretta, che già sabato si erano uniti al gruppo dopo il lungo stop per i rispettivi infortuni. Soprattutto il recupero di Masiello potrebbe essere importante: nel caso Prina volesse insistere sul modulo 3-5-2, infatti, il terzino ex Torino potrebbe adattarsi al ruolo di mezzala sinistra (già ricoperto in passato), dando al tecnico una soluzione in più oltre agli unici tre centrocampisti di ruolo, che sono Perpetuini, Raggio Garibaldi e Zammarini. Altro elemento che potrebbe adattarsi a fare la mezzala è Gonzi, anche se non è scontato che Prina intenda proseguire sulla linea tattica adottata nell’ultimo match.
Ore 18.00 – (Gazzetta di Mantova) L’ultima volta che il Mantova s’è trovato a rischio serie D, a tirar fuori i biancorossi dai guai ha pensato Roberto Boninsegna. In coppia con Sauro Frutti, infatti, il Bobo salvò l’Acm nella stagione 2011-2012 attraverso playout al cardiopalma, eliminando prima il Lecco e poi vincendo la finale con la Vibonese. Chi meglio di lui, dunque, può dare un “consiglio” al Mantova attuale? Quattro anni dopo ci risiamo, l’avrebbe mai detto? «No, ma se siamo qui è ovvio che sono stati commessi alcuni errori. Sui quali non vorrei entrare, perché questo non è proprio il momento di innescare polemiche». Da fuori che idea s’è fatto del Mantova? «Lo seguo sempre e mi sembra che il nuovo allenatore abbia portato un po’ più di fiducia. Contro il Cittadella c’è stata una buona prestazione, la sfortuna ha voluto che pagassimo una disattenzione a 5 minuti dalla fine. Ma si è visto qualcosa di buono, mi è piaciuto anche il cambio di modulo di Prina, che è passato al 3-5-2 per dare più compattezza alla squadra. All’epoca io e Sauro facemmo la stessa cosa, per una squadra che deve salvarsi è importante». A sei turni dalla fine per salvarsi bisognerebbe recuperare 8 punti al Lumezzane. Troppi? «Temo di sì, ma guai a mettersi in testa questa idea. Bisogna andare in campo ogni settimana lottando alla morte, fino alla fine del campionato. Anche perché, fare più punti possibile è fondamentale: anche recuperare una sola posizione in classifica darebbe un vantaggio ai playout. La testa deve essere solo sul campo, lasciamo stare tutto il resto». A cosa si riferisce di preciso? «Non bisogna parlare di eventuali ripescaggi, la salvezza si ottiene sul campo e basta. Non voglio neanche pensarci a un Mantova che retrocede sul campo in serie D dopo 105 anni di storia. Non esiste». Come si fa allora a salvarsi, visto che lei ci è già passato? «Non esiste una ricetta, ma è chiaro che fare gruppo è importante, così come lo è arrivare a fine campionato nelle migliori condizioni possibili, fisiche e soprattutto psicologiche. E poi le partite le vincono i giocatori, dunque è fondamentale sfruttare al meglio gli elementi chiave». Pensa a qualcuno in particolare? «Ovviamente a Caridi. È tornato a esprimersi a livelli ottimali, anche se lo vedo un po’ nervoso perché becca tanti calci. Io gli direi “Tano stai calmo, te ne danno perché non ti prendono, se non vuoi subire calci devi stare a casa”. Invece lui deve stare in campo, perché può essere determinante per il Mantova. E poi a primavera, quando arrivano il sole e il caldo, lui esce dal letargo e fiorisce. Lo conosco bene». Non a caso lo portò lui a Mantova, nel lontano gennaio del 2002, quand’era un 21enne prressoché sconosciuto. Insistiamo: quattro anni fa cosa fu determinante per salvare il “suo” Mantova? «Potevamo salvarci senza spareggi, ma nelle ultime partite commettemmo sviste incredibili che ci costarono carissime. A quel punto si fece dura, anche perché su 4 squadre che andavano ai playout se ne salvava una soltanto. Per noi fu cruciale la sfida con il Lecco: riuscimmo a eliminare una rivale che forse stava meglio di noi, ma quel Mantova tirò fuori qualcosa in più, trascinato anche dal suo pubblico e da giocatori che dimostrarono grande carattere».
Ore 17.30 – Giudice Sportivo: un turno di squalifica per Diniz e De Risio, mentre nel Cuneo mancherà Gorzegno.
Ore 17.10 – Qui Guizza: termina l’allenamento.
Ore 16.50 – Qui Guizza: problema fisico per Anastasio, che rientra negli spogliatoi dopo essere stato a terra per un paio di minuti. La parte interessata dovrebbe essere la caviglia sinistra.
Ore 16.40 – Qui Guizza: partitella finale, carte ancora mischiate.
Ore 16.20 – Qui Guizza: ancora lavoro col pallone, mister Pillon mischia le carte.
Ore 16.00 – Qui Guizza: lavoro col pallone.
Ore 15.40 – Qui Guizza: tornano in campo i Biancoscudati, regolarmente in gruppo Corti mentre Dionisi corre ancora a parte. Assente Diniz.
Ore 15.20 – Qui Guizza: primo allenamento settimanale per i Biancoscudati, recatisi in palestra dopo un breve riscaldamento sul campo sintetico.
Ore 15.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Ripartiti, da ieri la squadra è al lavoro per preparare la partita di sabato contro la Reggiana. E nell’uovo di Pasqua il ramarro spera di aver trovato un’arma fondamentale per puntare ai playoff: il centravanti da gol. Da un mese esatto, infatti, l’attacco neroverde è completamente a secco e la squadra ne ha risentito mettendo insieme quattro punti in altrettante partite. Gli ultimi gol degli attaccanti risalgono al 28 febbraio, quando a Bolzano segnarono i due Luca, Strizzolo e Cattaneo. Da quel giorno il reparto si è inceppato, lasciando spazio a Pederzoli e Buratto, gli unici due neroverdi a segno nel mese di marzo. È urgente, quindi, ritrovare i gol degli attaccanti, anche perché gli avversari del Pordenone da qui alla fine del torneo possono contare sulle classiche punte da doppia cifra (o quasi). A partire dalla Reggiana, che non segna moltissimo (solo 33 reti contro le 41 del Pordenone) ma che ha in Rachid Arma (9 reti) il suo cannoniere. (((agrustim))) Poi toccherà alla Feralpisalò, che alla stessa quota gol presenta Bracaletti. Seguirà il Cittadella, con Litteri che ha già raggiunto quota 11. Anche il Cuneo, nonostante la classifica, ha un attaccante che ha segnato più del miglior marcatore del Pordenone. È Chinellato, a quota 9. Poi toccherà ai due “mostri” del Pavia: Ferretti con 14 e Cesarini con 12 centri stagionali. Infine la Giana, con Sasà Bruno che viaggia come Filippini a 7 reti. Per i playoff, insomma, serve l’attacco.
Ore 14.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Per realizzare il sogno diventato obiettivo (i playoff) il Pordenone riparte da un primo trimestre del 2016 da 9 in pagella: 9 come le vittorie ottenute in 12 gare (1 pari, 2 ko). Un ruolino di marcia da 28 punti, come nessuna rivale per i playoff. Tolti i marziani del Cittadella (33), i ramarri hanno totalizzato 4 punti in più del Bassano, 6 del Padova, 8 del Renate, 9 di Reggiana e FeralpiSalò, avversarie delle prossime due gare, entrambe al Bottecchia, e Pavia. Da gennaio a oggi il Pordenone ha il secondo miglior attacco (20 centri, Cittadella primo con 22), la miglior difesa (6 reti incassate) e la miglior differenza reti (+14). Il 2016 neroverde comincia sul campo della Giana, espugnato 1-2 con centri di Filippini e Mandorlini; prosegue al Bottecchia con l’1-0 al Pro Piacenza: decisivo Finocchio. La terza vittoria filata arriva in casa dell’Albinoleffe: 0-3, con centri di Filippini, Cattaneo (magia al volo) e Strizzolo, che dà inizio a un 2016 da assoluto protagonista. Proprio “Striz” azzanna in avvio di gara il Mantova: 1-0 al Bottecchia, quarto successo consecutivo. A Meda, campo del Renate, altra conferma: 0-2, con punizione-gioiello di Pederzoli e rete di Filippini. Si torna al Bottecchia, di fronte a 1.400 spettatori e la Pro Patria non può nulla contro la “furia” neroverde: 3-0, a segno Strizzolo, Buratto e Berrettoni. A Cremona il Pordenone supera un’ulteriore prova di maturità: espugna lo “Zini” 0-2 con centri di Cattaneo e Stefani. In Alto Adige il Pordenone sale sull’ottovolante: 1-3, con doppietta di Strizzolo ed eurogol di Cattaneo. Sugli scudi anche il portiere Tomei, che para un rigore sullo 0-1 e sfodera un paio di “paratissime”. Marzo vede la striscia di vittorie interrompersi (1-1 con il Lumezzane, rigore di Pederzoli) e due ko di misura sui campi delle prime rivali per i playoff (doppio 1-0, a Bassano e Alessandria). Nel mezzo un successo storico, fondamentale e meritato: 2-1 al Padova di fronte a 2.200 tifosi, con centri di Pederzoli e Buratto.
Ore 14.20 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Anche Pasqua è alle spalle. Così come l’Alessandria. Da ieri mattina i ramarri hanno nel mirino la Reggiana, ospite sabato, in una vera notturna al Bottecchia (inizio alle 20.30). PRONOSTICI GRANATA – La sfida con gli emiliani sarà importante per i ramarri, ma non decisiva nella corsa ai playoff. Sarà invece fondamentale per i granata che, pur rilanciati dai successi su Cuneo (2-1) e Pro Patria (1-0), si “autoconcedono” solo un 15 per cento di possibilità di arrivare all’appendice nobile. Chance che resteranno vive o addirittura aumenteranno solo in caso di successo sabato. Il sito tuttoreggiana.com vede nettamente favorito il Bassano con 85% di probabilità di agguantare uno dei due posti (con opzione del terzo da assegnare alle due migliori quarte dei tre gironi) che garantiranno la qualificazione. Dietro ai giallorossi nella lista dei favoriti del sito di fede reggiana non c’è il Pordenone (terzo invece in classifica, al quale il sito assegna solo il 35% di chance), ma l’Alessandria con il 70%. Il web del tifo granata non vede i ramarri nemmeno al quarto posto che viene assegnato al Padova con il 45%, in virtù del calendario migliore (Cuneo, Albinoleffe e Bassano in trasferta; Pro Patria, Giana Erminio e Alessandria in casa) fra tutte le contendenti da qui a fine stagione regolare. Dietro ai neroverdi, sempre secondo tuttoreggiana.com, Feralpisalò e Pavia col 25% e, appunto, la Reggiana col 15%. AMARCORD NEROVERDE – Sicuramente non concorda con le previsioni reggiane Mauro Lovisa che già si vede alla testa dei suoi ramarri a portare il nome e l’orgoglio di Pordenone in giro per l’Italia. La scarsa considerazione del sito di riferimento granata sarà un ulteriore stimolo (ammesso che ne abbiano bisogno) per Tedino e i suoi ragazzi. Forse a Reggio hanno già scordato la lezione inflitta al team di Colombo all’andata. Fu un roboante 4-1 per i neroverdi. Subito scintille con il gol di De Cenco (ottavo e ultimo con la maglia neroverde) al 6′ e raddoppio di Filippini al 10′. La Reggiana accorciò 6′ dopo con Arma e mancò il pareggio al 19′ con Bruccini che dal dischetto spedì la palla a centrare la traversa. Venne allora il 3-1 di Pederzoli e nella ripresa Filippini firmò la doppietta. PROGRAMMA ALLENAMENTI – Stefani e compagni continueranno la preparazione oggi al De Marchi con una doppia seduta (alle 10.30 e alle 15). Allenamento solo pomeridiano invece (sempre con inizio alle 15) per domani, giovedì e venerdì.
Ore 14.00 – (Messaggero Veneto) Sei giornate e (probabilmente) 10 punti al traguardo. La marcia playoff del Pordenone ha subìto un deciso quanto fisiologico rallentamento nel mese di marzo. Ma tutto sommato senza danni. Le sconfitte di misura patite a Bassano ed Alessandria, intervallate dal bel successo interno con il Padova, sono state assorbite nel miglior modo possibile. C’è ancora quel terzo posto, che garantisce gli spareggi senza dover guardare gli altri gironi, ad appena 2 lunghezze dal secondo. Ci sarà, soprattutto, dopo questa mini pausa pasquale, un doppio appuntamento casalingo. Effetto Bottecchia. E solo al pensiero cresce l’ottimismo. Merito dell’effetto Bottecchia, di uno stadio diventato sempre più caldo e al contempo difficile per gli avversari. Anche grazie alla spinta del pubblico. Sabato sera (alle 20.30) toccherà testarlo alla Reggiana, quindi alla Feralpisalò. Due avversarie dirette, che proveranno a violare un autentico fortino. Questo dicono i numeri: la squadra di Tedino, infatti, nel girone di ritorno ha ottenuto 13 punti sui 15 disponibili in casa. Soltanto al Lumezzane è riuscita l’impresa di uscire con un pari. Rientro. Due tappe, se non decisive, fondamentali proprio nell’impianto cittadino: aspetto di non poco conto. Già con la Reggiana, che proviene da due vittorie consecutive, ma sofferte, con Cuneo e Pro Patria, Tedino dovrebbe poter contare su Alex Pederzoli, assente nell’ultimo match di Alessandria per scontare un turno di squalifica e comunque alle prese con un leggero infortunio. Per molti, e senza nulla togliere a chi è stato chiamato a farne le veci, si tratta di un elemento indispensabile per gli equilibri neroverdi. Come ha dimostrato di recente la prestazione, condita da un gran gol, nel derby col Padova. Rivali. A Reggio Emilia, intanto, anche il tecnico Alberto Colombo, proprio in vista della delicata sfida col Pordenone (la prevendita è già attiva nelle rivendite consuete), che per i granata rappresenta una sorta di ultimissimo treno play-off, sta provando a recuperare alcuni giocatori chiave: uno su tutti, l’esperto (classe ’82) centrocampista Michele Pazienza. Nel suo curriculum Udinese, Napoli e Juventus. Un’altra “stella” alla prova Bottecchia.
Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) È un rush finale da affrontare tutto d’un fiato quello che separa il Venezia primo della classe dall’ambito traguardo della Lega Pro. Sei giornate all’alba senza più soste, tre partite in casa – Fontanafredda (domenica ore 15 al Penzo), Belluno, Giorgione – altrettante in trasferta (Este, Ripa Fenadora, Triestina) e un margine di 5 punti sul Campodarsego che provare solo a gestire sarebbe senza dubbio rischioso. In questi termini si era già espresso dopo la vittoria dell’allungo (2-0 al Tamai) il ds Giorgio Perinetti, il quale tuttora è ben lungi dall’abbassare la guardia. «È tutto nelle nostre mani e dipende solo da noi – esorta il dirigente romano inquadrando il momento – ci restano sei battaglie però siamo pronti e a dir poco temprati. Oltre al Campodarsego è evidente come oggi ci sia un problema in più rappresentato dall’Este (cui il Venezia farà visita il 10 aprile, ndr) che crede giustamente di poter raggiungere il secondo posto. Noi però ci siamo, la buona notizia del pareggio della Calvi contro il Campodarsego ha addolcito il rammarico per il 2-2 con il Mestre». Nel derby di Mogliano al Venezia, complici due «vuoti» sulle palle inattive, non era bastato passare due volte in vantaggio per conquistare la vittoria del più sette. «Due errori difensivi rari per noi, tuttavia abbiamo ribattuto bene all’aggressività di un avversario con motivazioni straordinarie e un premio a vincere, in un match con un arbitro «all’inglese» e un pò sbilanciato nei falli e ammonizioni. Ma pure a ciò siamo abituati. Le scelte di mister Favarin hanno pagato, ci siamo potuti concedere due mediani senior con il giovane Chicchiarelli che alla prima da titolare ha fatto bene, finendo in crescendo dopo un avvio un pò teso». Essendoci in palio il salto in Lega Pro anche la società si sta muovendo per richiamare i tifosi con mini-abbonamenti (in vendita in sede e agli sportelli Vela da oggi a sabato, 10 euro-curva sud, 30 tribuna laterale, 50-tribuna vip) per le restanti tre gare al Penzo. «A Mogliano c’è stata una buona affluenza, se vogliamo da parte di appassionati della «stessa parrocchia», ma con una preponderanza arancioneroverde che ci fa ben sperare per il presente e ovviamente per quando avremo il nostro stadio».
Ore 13.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Gli arancioneroverdi ripartono. Archiviata la sosta pasquale, il Venezia riprende oggi il lavoro per preparare la sfida casalinga di domenica al «Penzo» contro il Fontanafredda. Inizia l’ultima volata, quella decisiva verso i playoff o addirittura la promozione diretta dalla Serie D verso la Lega Pro. In queste sei giornate conclusive di campionato non mancano gli ostacoli da superare. A cominciare dalla sfida di domenica che andrà affrontata con la giusta tensione, senza guardare al fatto che la squadra avversaria occupa la penultima posizione della classifica del girone. Anzi, è molto probabile che al «Penzo» arriverà un Fontanafredda agguerrito, deciso a giocarsi le ultime chance di salvezza (è a -4 dai play out). Domenica il Venezia non avrà mister Favarin in panchina, squalificato per due giornate e dovrà fare a meno di Soligo e Serafini, fermi per un turno. In mediana rientrerà però Acquadro che potrebbe fare coppia con Marcolini, mentre davanti potrebbe ritrovare la maglia da titolare Carbonaro. Alla ripresa degli allenamenti oggi si dovranno valutare le condizioni di Taddia e Calzi, fermi nei giorni scorsi, mentre dovrebbe essere di nuovo disponibile Ferrante, dopo lo stop dovuto alla botta alla spalla. Dopo i friulani del Fontanadredda, il Venezia affronterà i padovani dell’Este e sarà questa probabilmente la giornata chiave della stagione. Il +5 sul Campodarsego è un buon vantaggio, ma non garantisce ancora tranquillità, mentre proprio l’Este, attualmente a -7, è in rimonta. Domenica il Campodarsego giocherà in casa con il Montebelluna, mentre l’Este sarà impegnato in trasferta con il Dro. Da oggi è possibile acquistare i mini-abbonamenti validi per le ultime tre partite casalinghe della stagione (Fontanadredda, Belluno e Giorgione).
Ore 12.50 – (La Nuova Venezia) Quattro giorni di riposo, prima della volata finale. Il Venezia torna oggi in campo per preparare le ultime sei tappe che portano in Lega Pro. Si riparte con cinque punti di vantaggio sul Campodarsego e sette sull’Este, primo avversario sarà il Fontanafredda, penultimo e disperato con quattro punti da recuperare sulla zona playout. Una partita nella quale, oltre a Favarin, mancheranno per squalifica anche Soligo e Serafini, mentre torna a disposizione Acquadro, rientrato dal torneo di Viareggio. Intanto inizia oggi la vendita dei miniabbonamenti che consentiranno di vedere le ultime tre gare interne al costo di due. La promozione è valida fino alle 18.30 di sabato 2 aprile. I prezzi sono: 10 euro curva sud, 30 euro tribuna laterale e 50 euro tribuna vip. Sarà possibile acquistare i miniabbonamenti negli uffici della sede, in viale Ancona 43, da martedì a venerdì (9.30-12.30 e 15.-18) e nelle agenzie Vela di Piazzale Roma (tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30), Tronchetto (tutti i giorni dalle 8.30 alle 18), Lido, Piazzale S. M. Elisabetta (tutti i giorni 8.30-18.30), Mestre, Via Verdi 14/D (lunedì-venerdì 8.30-18.30, sabato e 8-13.30), Dolo, via Mazzini 108 (lunedì-sabato 8.30 e Sottomarina, Viale Padova 22 (tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30).
Ore 12.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) È stato il grande protagonista della vittoriosa trasferta del Vicenza ad Ascoli, autore di una doppietta in 23 minuti. Due gol di pregevole fattura, uno di testa svettando sopra l’ex biancorosso Milanovic, l’altro di sinistro con un tiro a giro, forte e preciso. Giulio Osarimen Ebagua è stato voluto a Vicenza dall’ex tecnico dei biancorossi Pasquale Marino e proprio a lui e all’ex ds Paolo Cristallini l’attaccante nigeriano ha dedicato i suoi gol. «Loro mi hanno portato a Vicenza e ora non ci sono più anche perché contro la Pro Vercelli ho sbagliato il rigore che poteva darci i tre punti in una partita importante – racconta – È il calcio e fa parte del gioco, ma mi è molto dispiaciuto quello che è accaduto, anche se adesso continuerò a dare tutto me stesso per il Vicenza e per mister Lerda che ho conosciuto a Casale più di dieci anni fa. La doppietta di Ascoli? Mi fa felice perché ha portato i tre punti, ma mi dispiace per l’espulsione che mi costringerà a saltare la prossima gara al “Menti” contro il Livorno». Ebagua torna a parlare del doppio giallo in quattro minuti che gli è costato l’espulsione e lo fa anche dopo aver rivisto le immagini in tv. «Il primo giallo è stato affrettato – spiega Ebagua – Poi mi sono infastidito, ero diffidato e sapevo che sarei stato squalificato, ma ho fatto un contrasto cercando il pallone. Peccato mi sentivo bene, avevo fatto due gol e volevo dare il mio contributo alla squadra. Finora penso di aver fatto buone prestazioni, qualcuna magari meno brillante, ma mi mancava il gol. In questo campionato ne ho segnate sei, di cui tre al Como, l’obiettivo è la doppia cifra, con gol che servano a far vincere il Vicenza». Dopo l’espulsione Ebagua ha visto la partita dalla tribuna, sperando che arrivassero i tre punti perché vincere ad Ascoli era troppo importante. «Ho guardato la partita sino alla fine, ho sofferto, ero agitato, ma i miei compagni sono stati grandi – spiega – Quella di Ascoli è una vittoria che deve valere la svolta, sappiamo che tutto è nelle nostre mani e che abbiamo i mezzi per uscire dalla brutta situazione in cui ci siamo cacciati. Però ad Ascoli abbiamo messo in campo la giusta mentalità, forza e cattiveria agonistica, armi importanti in Serie B. Ora continuità di rendimento e battiamo il Livorno sabato». Intanto viste le non buone condizioni di Mauro Vigorito, sofferente alla spalla sinistra, si sta pensando di tornare sul mercato per cercare un vice Benussi. Due gli obiettivi: Emanuele Concetti e Ivan Pelizzoli, entrambi svincolati e tesserabili entro marzo.
Ore 11.50 – (Gazzettino) Campionato e Coppa Italia? Perché no? Il Cittadella è in piena corsa in entrambe le competizioni e, dal momento che la promozione in serie B adesso è davvero a un passo, centrare l’accoppiata è fattibile. «Abbiamo gestito bene entrambe le competizioni – racconta Marchetti – e ci teniamo a vincere la Coppa, seguendo il filo conduttore portato avanti sinora, con i giovani e chi ha giocato meno in campionato». La vittoria finale è davvero vicina… «Si è fatto tanto, non possiamo nasconderlo, ma la matematica non ha espresso ancora alcun verdetto». Guardando la classifica ci si accorge che il Cittadella potrebbe vincere il girone con cinque giornate di anticipo, addirittura lunedì sera 4 aprile… «Quella con il Bassano sarà la partita più difficile e anche più importante. Loro stanno disputando un ottimo campionato, andremo ad affrontarli concentrati e determinati come abbiamo fatto sinora con tutti». Un ko interno così pesante con il Pavia, Marchetti se lo sarebbe ipotizzato? «La partita di giovedì non fa testo, prima del Pavia il Bassano viaggiava a mille. Ha temperamento e fisicità, sarà un derby impegnativo». Manca da fare un ultimo sforzo, come diceva Marchetti, per vincere il torneo. Ma il direttore generale ad inizio stagione si immaginava un Cittadella ammazza-campionato? «A luglio non avevo fatto proclami, ma affermato di avere una squadra di uomini veri aldilà della bravura tecnica dei singoli. Tutto ciò si è avverato, lo spogliatoio del Cittadella è unito e molto forte, ha fatto la differenza. Arriviamo da undici vittorie di fila, stiamo per compiere una grande impresa, e tutto ciò si è reso possibile grazie a una gruppo formidabile. Non mi stancherò mai di ripeterlo». Un Cittadella che nel girone di ritorno ha letteralmente cambiato marcia rispetto alla prima parte della stagione. Cosa ha fatto scattare la molla? «La squadra è partita bene ed è cresciuta partita dopo partita nella convinzione del lavoro portato avanti. È migliorato il nostro gioco, e la qualità della rosa sta facendo la differenza. Sommi tutti questi aspetti: spogliatoio unito, progressi costanti nel lavoro e nella mentalità, valore tecnico dei singoli, e poi spiegare i risultati che stiamo ottenendo». Più volte Venturato e i giocatori hanno esaltato lo spogliatoio: «La grande forza del Cittadella. Nel girone di ritorno chi è entrato in campo dalla panchina ha fatto la differenza. Abbiamo giocatori che hanno messo da parte il proprio »io” per stare al servizio del «noi», del gruppo. E tutti assieme stiamo vincendo la scommessa”. A luglio erano tante le squadre indicate per la vittoria finale. Tolto il Cittadella, sono tutte raccolte in una manciata di punti: cos’ha fatto la differenza? «La società, che è forte e solida». Adesso un Tombolato pieno: «Non solo con il Bassano, questa squadra avrebbe meritato sempre maggior presenza di tifosi allo stadio».
Ore 11.30 – (Gazzettino) Siamo nel clou della stagione, il Cittadella in due settimane si gioca campionato e Coppa Italia. Ieri la ripresa dopo la sosta pasquale, tre giorni di allenamento e domani la partenza per Foggia, dove giovedì sera alle 20.15 si giocherà l’andata della finale di Coppa Italia, con un discreto gruppo di tifosi al seguito. Il rientro a Cittadella subito nella notte, perché la squadra di Venturato dovrà preparare il posticipo di campionato con il Bassano di lunedì 4 aprile, al Tombolato alle 20. I granata scenderanno in campo conoscendo già il risultato del Pordenone, dovesse essere favorevole al Cittadella, il derby potrebbe sancire la matematica promozione in serie B con cinque giornate di anticipo. TRASFERTA – Il club «Angelo Gabrielli Granata per Sempre» organizza la trasferta di Reggio Emilia di domenica 10 aprile alle 15, iscrizioni al «Bar Stadio» sino a venerdì 8 aprile, quota 10 euro per il viaggio in pullman.
Ore 11.10 – (Mattino di Padova) È una settimana cruciale. Prima ci sarà la finale d’andata della Coppa Italia di Lega Pro, giovedì sera (ore 20.15) a Foggia, poi lo scontro diretto con il Bassano nel posticipo di lunedì 4 aprile al Tombolato, che potrebbe già assegnare matematicamente il primo posto e la promozione diretta in Serie B. In due partite il Cittadella, che ieri è tornato ad allenarsi al Tombolato dopo tre giorni di sosta (con il solo De Leidi a svolgere ancora un lavoro differenziato), si gioca una buona fetta della sua stagione. «È stata una Pasqua indubbiamente più serena di quella dello scorso anno, ma manca un passo e bisogna farlo», sorride il d.g. Stefano Marchetti. «Non mi sentirete dire che non siamo a buon punto, perché non sono ipocrita, ma serve l’ultimo sforzo». L’eventuale 12ª vittoria consecutiva, lunedì sera, non solo potrebbe regalarvi il record della striscia vincente più lunga in Lega Pro, ma se il Pordenone non batterà la Reggiana pure il ritorno nella cadetteria. «Non ho la sfera di cristallo. I numeri dicono che potrebbe essere così, ma il Bassano è la squadra che in questo girone di ritorno si è comportata meglio, assieme al Pordenone, ed è una delle più forti: ha temperamento e fisicità. Sta disputando un grande campionato e una singola partita non fa testo: piano a dire che è in crisi perché ha perso in casa con il Pavia. Prima di quella sconfitta aveva messo insieme una serie di risultati importanti». A luglio il Cittadella era nel lotto delle favorite, assieme ad Alessandria, Pavia e Bassano. Cosa ha fatto la differenza rispetto a loro? «La società. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ma senza una società importante e solida non avremmo potuto. E poi il gruppo. Io non ho mai lanciato proclami, ma una frase l’ho detta: sono convinto di avere una squadra di uomini. Hanno saputo soffrire, rimanere uniti, sviluppare la mentalità vincente. Tutte cose che puoi fare solo se hai un gruppo vero. I giocatori hanno messo da parte il proprio “io” privilegiando il “noi”, e in questo girone di ritorno non a caso si è rivelato determinante chi ha giocato meno degli altri, ma ha saputo farsi trovare pronto». Altri segreti? «Non accontentarsi. Nel corso della stagione è cresciuta la convinzione, è stato affinato il gioco, si è lavorato molto. Il resto lo ha fatto la qualità tecnica, ci mancherebbe!». Come si aspetta il Tombolato lunedì sera? «Pieno. Aggiungo questo: che sia pieno solo nella gara clou mi fa piacere, ma un po’ mi rattrista, perché avremmo meritato sempre uno stadio gremito ed entusiasta, specie considerando lo sforzo operato per coprire la Tribuna Est. Ai tifosi che ci hanno seguito a Mantova, e ci hanno incitato anche dopo un primo tempo difficile, va il nostro più sincero applauso». A questo punto la Coppa sarebbe la classica ciliegina sulla torta. «Abbiamo saputo gestire bene questa competizione. È un trofeo a cui teniamo molto, ma in finale non stravolgeremo la nostra filosofia: è giusto puntare sui ragazzi che hanno saputo mettersi in evidenza sin qui».
Ore 10.40 – (Gazzettino) A tale proposito, avete accelerato ulteriormente nelle ultime cinque uscite con quattro vittorie e dieci gol segnati. «Sono molto contento della fase offensiva, quando segni dieci gol significa che stai migliorando molto. Questa è una squadra costruita piano piano nel tempo e sta dando certezze anche sul piano tattico, il che mi dà fiducia». Se il Padova è in lizza per i play off, il merito è anche suo. «Mio, dello staff che mi affianca e soprattutto dei giocatori. Abbiamo svolto un buon lavoro. Tutti i ragazzi devono sentirsi utili al progetto, anche se è difficile accontentarli tutti». Pur scendendo di categoria, immaginiamo che sia contento della sua esperienza biancoscudata. «Per quello che abbiamo fatto finora sono soddisfatto, ma voglio arrivare a fine campionato per dire di essere contento. Solo allora potrà essere giudicato il mio operato». Quanto le piacerebbe allenare i biancoscudati anche l’anno prossimo? «Quando sono stato ingaggiato, con la società si è parlato anche di questo. Adesso però non sto pensando al mio contratto, sono concentrato solo sulle partite che ci attendono. Fermo restando che con tutti i dirigenti ho un buonissimo rapporto e con De Poli, a parte la nostra amicizia consolidata da tanti anni, ci troviamo al meglio anche sul lavoro».
Ore 10.30 – (Gazzettino) Trasferta con il Cuneo che apre un mini ciclo di match con compagini pericolanti (Pro Patria, Albinoleffe, Giana Erminio), prima dei confronti con Bassano e Alessandria. «Ripeto, concentriamoci su una partita alla volta. Il Cuneo ha un nuovo allenatore ed è reduce da un buon risultato, il che significa che è una squadra tosta. A questo punto della stagione non ci sono partite scontate tra chi lotta per la salvezza e chi per i play off: tutte metteranno anima e corpo per fare punti. Non bisogna andare a Cuneo in punta di piedi, ma con uno spirito battagliero». Da oggi riprendete ad allenarvi in vista dello sprint di fine stagione. Cosa dirà ai giocatori? «Discorsi particolari non ne faccio, mi interessa il campo. Dobbiamo lavorare forte e continuare a migliorarci perché nelle ultime sei gare occorre essere a posto fisicamente e mentalmente. E i ragazzi sanno che dobbiamo credere ai play off». Quando è arrivato all’ombra del Santo si aspettava di portare la squadra fino a questo punto? «Ero molto fiducioso. Il primo obiettivo era portarla in acque tranquille e l’abbiamo raggiunto con largo anticipo, adesso stiamo lottando per un traguardo più importante. La squadra è migliorata anche sul piano del gioco, ha un’identità precisa e sta ottenendo buoni risultati».
Ore 10.20 – (Gazzettino) «Anche se abbiamo il 20-30 per cento di possibilità bisogna provarci e crederci assolutamente. Diamo tutto e vediamo quello che riusciamo a fare per non avere alcun rammarico alla fine». Bepi Pillon lancia il rush finale, sei sfide che il Padova dovrà affrontare tutte d’un fiato nell’auspicio di agguantare un posto valido per i play off attualmente distante cinque lunghezze. «La nostra corsa è sul quarto posto. Le possibilità ci sono, dipende esclusivamente da noi. È inutile oggi fare calcoli o pensare che all’ultima giornata c’è un eventuale scontro diretto con l’Alessandria, non voglio fare tabelle. Pensiamo solo a quello che dobbiamo fare sul campo senza metterci ansie e cerchiamo di vincere il più possibile». Nella rincorsa a un piazzamento per gli spareggi promozione i biancoscudati sono in buona compagnia facendo parte di un plotoncino nutrito di candidate. «Più squadre siamo e meglio è dato che ci sono più scontri diretti. Ma dico la verità, non ho guardato il calendario delle rivali, dobbiamo guardare a noi stessi. Intanto pensiamo a vincere con il Cuneo, poi le prossime partite. Alla fine si vedrà, consapevoli che può succedere di tutto».
Ore 10.10 – (Gazzettino) Dopo tre giorni di relax per la Pasqua, i biancoscudati si ritrovano oggi alle 15 alla Guizza per riprendere la preparazione. Nel mirino la trasferta in programma domenica alle 14 con il Cuneo, occasione nella quale il tecnico dovrà fare a meno di Diniz e De Risio che sono stati ammoniti con la Cremonese ed erano in diffida. L’incognita maggiore riguarda il pacchetto arretrato dato che, oltre a Diniz, è sempre indisponibile Dionisi (infortunato), mentre oggi saranno rivalutate le condizioni di Favalli che ha rimediato un pestone nell’ultima partita tanto da rimanere a riposo giovedì e venerdì. Da verificare a centrocampo anche le condizioni di Corti.
Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Il tecnico di Preganziol potrebbe lanciare uno tra Anastasio e Dell’Andrea (quest’ultimo ancora alla ricerca dell’esordio in campionato) oppure passare ad una retroguardia a tre, come avvenuto nel secondo tempo del match con la Cremonese. A centrocampo, invece, i problemi sono risolvibili, visto che nonostante l’assenza di De Risio ci sono i vari Baldassin, Mazzocco e Bucolo che possono coprire i due posti. Qui tifosi. Ed è già partita, intanto, anche la grande macchina organizzativa dei preparativi per una trasferta decisamente poco agevole: nonostante i quasi mille chilometri di viaggio (tra andata e ritorno), anche a Cuneo i tifosi seguiranno da vicino la squadra biancoscudata. La Tribuna Fattori ha già aperto da qualche giorno le iscrizioni per la trasferta in pullman, con partenza alle 6 del mattino di domenica dal parcheggio dell’Euganeo: il costo è di 20 euro, le prenotazioni sono possibili attraverso la pagina facebook ufficiale della “Fattori”.
Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Sabato si gioca Pordenone-Reggiana, scontro fra la terza della classe e la formazione amaranto, appaiata ai biancoscudati a quota 44; domenica alle 15, invece, c’è Pavia-Alessandria, con i lombardi che dovranno battere i grigi per poter tenere in vita le residue chance di quarto posto; lunedì sera, infine, il Bassano sarà di scena a Cittadella, altra gara che le squadre invischiate nella lotta-spareggi terranno comprensibilmente d’occhio. Le scelte. Sulla carta il Padova non ha un impegno proibitivo: il Cuneo è invischiato in zona playout, arriva da un fresco avvicendamento in panchina (dove Fraschetti ha rilevato l’esonerato Jacolino) e non vince da un mese. Ma Bepi Pillon dovrà inventarsi qualcosa, soprattutto in difesa, alla luce delle assenze. Non ci saranno infatti, oltre agli infortunati Dionisi e Corti (che potrebbero anche riaggregarsi al gruppo in settimana, ma che difficilmente potranno essere utilizzabili dal primo minuto già questa domenica), anche gli squalificati De Risio e Diniz. Per la retroguardia, quindi, rimangono i “titolarissimi” Sbraga, Fabiano e Favalli, mentre sull’out di destra sarà necessario inventarsi qualcosa.
Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Vacanze finite. Il Padova oggi pomeriggio torna ad allenarsi alla Guizza dopo aver goduto di tre giorni di libertà: esaurite le festività pasquali, questo pomeriggio alle 15 i biancoscudati si ritroveranno per il primo allenamento settimanale agli ordini di mister Pillon, per cominciare a preparare la sfida di domenica pomeriggio (ore 14) in casa del Cuneo. Con un occhio di riguardo a ciò che avverrà sugli altri campi, certo, ma soprattutto sulle difficili scelte di formazione da compiere per fermare i piemontesi. Giornata decisiva. Mentre il Padova sarà di scena in Piemonte, nella trasferta più lunga della stagione, il girone A di Lega Pro metterà in scena un programma di gare che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti dei biancoscudati. Ci sono ancora residue speranze di agguantare il quarto posto, a sole sei giornate dal termine del campionato, ma la gran parte di esse passa, probabilmente, proprio per la 29ª giornata.
Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Non credo sia nulla di grave e che ci sarà bisogno di operarsi in estate. Però non sono nelle condizioni migliori». A Cuneo, salvo miracoli, mancherà anche Matteo Dionisi, a sua volta alle prese col recupero da uno stiramento. «Ancora convalescente – conferma Diniz – magari il mister lancerà qualche giovane. Abbiamo una rosa importante e ai playoff ci credo. Le altre hanno diversi scontri diretti, se noi vinciamo, basta un passo falso delle concorrenti e siamo di nuovo lì». Diniz fa gli auguri al neo ds del Vicenza Antonio Tesoro: «Siamo amici e lo sono anche le nostre famiglie. Lo conosco dai tempi di Lecce e spero che a Vicenza possa fare al meglio il suo lavoro». Intanto il Cittadella, in attesa del posticipo col Bassano di lunedì prossimo al «Tombolato», avrà giovedì alle 20.15 la finale di andata, allo «Zaccheria», contro il Foggia della Coppa Italia di Lega Pro. Ampio turnover previsto per Roberto Venturato.
Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Ha stretto i denti, è sceso in campo in condizioni fisiche precarie e ora si ferma per un paio di settimane. Marcus Diniz convive da settimane con un problema alla cartilagine del ginocchio. Difficile giocare così, ma adesso ci sarà il tempo di rifiatare un po’, in attesa del «rompete le righe» di fine stagione e di capire come finirà la corsa-playoff del Padova in Lega Pro. Attardato, sì, in classifica, ma non intenzionato ad arrendersi. «A Cuneo sarò squalificato – evidenzia il difensore brasiliano – Lo stop arriva al momento giusto, potrò riposare e curarmi il ginocchio. Un paio di mesi fa uno strano dolore, avevamo fatto verifiche con lo staff medico e poi ero stato meglio. Due settimane fa, durante un allenamento, ho fatto un movimento strano e il dolore è ricomparso, più intenso di prima. Mancano sei partite alla fine della stagione, sto cercando di stringere i denti e non ha senso che mi fermi ora. Il dolore c’è, quando faccio certi movimenti si fa sentire.
Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 65, Bassano 52, Pordenone 50, Alessandria 49, FeralpiSalò 46, Pavia 45, Padova e Reggiana 44, Cremonese 40, SudTirol 39, Giana Erminio e Renate 32, Lumezzane 31, Cuneo 29, Pro Piacenza 28, Mantova 23, AlbinoLeffe 19, Pro Patria 7 (-3 punti di penalizzazione).
Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la ventottesima giornata: Giana Erminio-AlbinoLeffe 0-0, Padova-Cremonese 2-1 (Sbraga (Pd) al 6′ pt, Baldassin (Pd) al 24′ pt, Brighenti (Cr) al 35′ pt), Reggiana-Pro Patria 1-0 (Nolé (Re) al 35′ st), Pro Piacenza-Cuneo 1-1 (Beltrame (Cn) al 41′ pt, Sall (Pp) al 35′ st), Lumezzane-FeralpiSalò 1-1 (Bacio Terracino (Lu) al 5′ pt, Pinardi (Fs) al 29′ st), Renate-SudTirol 0-0, Alessandria-Pordenone 1-0 (Marconi (Al) al 23′ st), Bassano-Pavia 1-4 (Ferretti (Pv) al 7′ pt, Cesarini (Pv) al 3′ st, Ferretti (Pv) al 26′ st, Cesarini (Pv) al 29′ st, Proietti (Ba) su rigore al 35′ st), Mantova-Cittadella 0-1 (Coralli (Ci) al 41′ st).
Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.
Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Box Uomo, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.
E’ successo, 28 marzo: terzo ed ultimo giorno di riposo per i Biancoscudati.