Live 24! Padova-Bassano, -3: Corti sempre più in dubbio, Diniz al posto di Dionisi?

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Ore 21.10 – (Il Piccolo) La telenovela infinita dell’Unione Triestina 2012, con i rinvii del tribunale, la fideiussione in sospeso e il salvataggio thrilling, non consente ancora di dire che Silvano Favarato sia già a tutti gli effetti alla guida della società. Ma sul campo, invece, lo staff tecnico è già arrivato, e anche sotto questo aspetto non finiscono le curiosità. Alla scelta già piuttosto coraggiosa e originale dell’allenatore, che come noto è Paolo Doardo, tanti anni di settore giovanile alle spalle anche nel Vicenza con l’ultima esperienza con i più piccoli del Cittadella, c’è una certa sorpresa anche nel nome di chi lo affiancherà. A fare da vice a Doardo e a ritagliarsi anche un ruolo di consulente tecnico della società, è Giorgio Tonino, molti anni di lavoro nei settori giovanili di società piemontesi come Cuneo e Bra, ma soprattutto anche un’esperienza da viceallenatore di Ezio Rossi nel Canavese. Già, Ezio Rossi, proprio uno dei mister alabardati più amati di sempre, capace del doppio salto dalla C2 alla serie B agli inizi del Duemila e giunto a un passo dall’impresa di riportare la Triestina in serie A, facendo sognare un’intera città. Il connubio fra i due è avvenuto nella stagione 2010-11, poi nel Cuneo Tonino è tornato nelle giovanili anche quando Ezio Rossi invece ha allenato la prima squadra nella stessa società. Ma a parte lo staff tecnico, poi c’è la questione giocatori, un magma in costante movimento. A denutrire una rosa ridotta ormai all’osso, ci sono state infatti ulteriori numerose partenze e l’ìnserimento nella lista di svincolo anche di Pontrelli jr e Di Piero jr: in pratica della rosa della prima squadra pare siano rimasti solamente sette giocatori compreso uno nuovo in prova. Ma il nuovo staff assicura che già oggi dovrebbe arrivare un robusto gruppetto, formato da almeno 5-6 giocatori, per andare a rimpolpare la rosa. Giocatori fra l’altro da tesserare in tutta fretta, perché domenica incombe l’ultima partita del 2015, ovvero la trasferta in casa della corazzata Venezia, attualmente seconda in classifica. Una partita che sarebbe già terribile a ranghi completi, figuriamoci in queste condizioni di emergenza e con il rischio di giocare con molti juniores. Se davvero l’acquisizione di Favarato andrà in porto e questo sarà lo staff tecnico, superata la prova di Venezia ci sarà almeno tutto il tempo per lavorare con i nuovi arrivati.

Ore 20.50 – (Il Piccolo) Carta canta e villan dorme, così recita un vecchio adagio. E così hanno fatto i giudici del Tribunale fallimentare che non si sono accontentati dell’allegato giunto, sul filo di lana, l’altro giorno in cancelleria riguardante la fidejussione della Triestina, asseritamente acquistata dall’imprenditore trevigiano Silvano Favarato. Non si sono accontentati perché, martedì, quando hanno esaminato il documento, si sono accorti che non era, come dire, la fidejussione vera e propria. Quel pdf altro non era che un annuncio, seppur formale, da parte della società di Andrea Roberto Santillo, un broker di Abbiategrasso, in cui si legge che la garanzia per la somma di 500mila euro (denaro destinato a pagare i debiti e rilanciare la squadra fino alla fine del campionato) semplicemente «è in corso di emissione». Insomma, una nuova ennesima promessa che ha solamente prolungato l’agonia dell’Unione 2012. Oggi il dubbio dovrebbe, visto come vanno le cose il condizionale è d’obbligo, essere finalmente chiarito. Come in una partita a poker sarà chiesto di vedere le carte. La prova indiretta è il fatto che l’altro pomeriggio, quindi cinque ore dopo l’arrivo della e-mail, è stata decisa “sul tamburo” dal collegio presieduto da Arturo Picciotto, e composto da Riccardo Merluzzi e Daniele Venier, una proroga di 24 ore per acquisire – finalmente – la tanto attesa fidejussione di 500mila euro a favore del nuovo aspirante patron Favarato. La deadline è stata fissata stamattina alle 11. A quell’ora il giudice relatore Riccardo Merluzzi ha fissato l’udienza nel suo studio al pian terreno del Tribunale per acquisire formalmente i documenti fidejussori. Insomma: ora o mai più. Perché in questa occasione il giudice deciderà – proprio sulla base dei soldi disponibili ma anche delle eventuali richieste del pm Maddalena Chergia – se concedere la proroga al concordato preventivo fino alla data ipotizzata del 29 gennaio 2016 al nuovo proprietario della squadra. E quindi, di fatto, se dare ossigeno alla Triestina malata. Da quanto appreso il determinante e vitale documento di garanzia sarebbe – finalmente – stato consegnato ieri mattina nella sede del broker a un rappresentante di Favarato, che poi lo dovrebbe portare a Trieste e consegnare nelle mani dell’avvocato Dario Lunder, il legale della società. Quindi lo stesso Lunder lo porterà, così ha dichiarato, in cancelleria del Tribunale in tempo utile per l’udienza fissata per stamattina. Considerato il baillame di conferme e smentite delle ultime ore, anche riguardanti la legittimità giuridica della trasmissione attraverso la e-mail certificata, abbiamo provato a telefonare, per fugare ogni equivoco, a chi ha materialmente redatto l’atto di garanzia. Andrea Roberto Santillo, responsabile della società “Fidejussioni web” di Abbiategrasso, ha confermato di aver ultimato la pratica solo ieri mattina poco prima della consegna della documentazione al rappresentante del nuovo presidente della Triestina. Si tratta, da quanto appreso, di una polizza la cui sigla iniziale di serie è “Pro280”, in cui il contraente risulta essere appunto Silvano Favarato e beneficiario è la società Unione 2012. Prima del deposito nella cancelleria del Tribunale il documento dovrà – ovviamente – essere firmato tanto da Silvano Favarato quanto dall’ex presidente della società Marco Pontrelli. Lunedì mattina nello studio di Lunder, Pontrelli e Favarato avevano firmato l’atto di compravendita delle quote dell’Unione 2012. «Si è trattato – aveva poi spiegato lo stesso avvocato Lunder – di una cessione tra parti private». Valore nominale delle quote dodicimila e 500 euro, pari al 100% della società. È stata intanto smentita la “paternità” della garanzia fidejussoria da parte dell’Iccrea, l’istituto centrale del credito cooperativo che l’altra mattina era stato coinvolto direttamente nell’operazione salvataggio della Triestina.

Ore 20.20 – (Corriere delle Alpi) Yari Masoch a rischio per la trasferta di Motta di Livenza. Il centrocampista ieri non si è allenato e le sue condizioni non rassicurano. Masoch è stato costretto ad uscire a metà primo tempo contro il Campodarsego per una botta al quadricipite. Sono passati ormai tre giorni, ma il mediano classe 1992 cammina ancora male e il suo recupero per la trasferta di domenica contro la Liventina è altamente a rischio. Le brutte notizie per il mister Roberto Vecchiato non finiscono qui. Anche l’altro acciaccato, Stefano Mosca, non è sceso in campo ieri per febbre, ma le condizioni del terzino preoccupano meno e, imprevisti a parte, lui dovrebbe recuperare. Ultimo sforzo prima della sosta natalizia. Manca una sola partita prima della pausa e ovviamente la squadra di piazzale della Resistenza vuole centrare una vittoria. «Abbiamo giocato tante partite e un po’ di recupero ci può fare bene – spiega Vecchiato – non dobbiamo perdere concentrazione, prima di Natale c’è ancora la partita con la Liventina e vogliamo raccogliere un successo». Trentuno punti in diciannove partite. Il Belluno ha ampiamente fatto il suo dovere, un’eventuale vittoria a Motta di Livenza vorrebbe dire 34 lunghezze, un bottino niente male. Firmeresti per fare gli stessi punti nel ritorno? «Così facendo arriverei a 68. Sono tanti ma non mi piace accontentarmi, voglio cercare di migliorare e quindi ci proveremo». Martedì sera la società gialloblù è stata alla cena con gli sponsor dove era presente anche il tecnico gialloblù. Tempi di rinnovo? «Non era il luogo per parlarne – spiega Vecchiato – abbiamo parlato di tante cose ma non di questo. Quando sarà il momento affronteremo il discorso». Insieme alla conferma ufficiale del tecnico, manca ancora il rinnovo del direttore sportivo Augusto Fardin, elogiato i giorni scorsi proprio dal vicepresidente Livio Gallio. «Parlare di rinnovo così presto porta sfortuna – commenta sorridente il ds gialloblù – scherzi a parte, adesso dobbiamo pensare solo a finire in bellezza il girone di andata. Per quanto riguarda il mercato non credo succederà niente a gennaio, a meno che qualcuno dei nostri non chieda di andare via, ma bisogna vedere chi. Ma non credo che succederà, in ogni caso queste cose dipendono da tanti fattori». Sconfitta amara. Quella contro il Campodarsego sicuramente brucia, visto che i bellunesi, seppur non con la partita migliore della stagione, hanno tenuto testa alla capolista meritando sicuramente il pareggio. «Ce la siamo giocata alla pari con la prima della classe – conclude Fardin – ci siamo fatti trovare scoperti dietro e ci hanno infilato. Abbiamo avuto due buone occasioni ma il “Cobra” non è riuscito a segnare, lui di solito una la mette sempre. Peccato sia andata così».

Ore 19.50 – (Gazzetta di Reggio) «Una delle più belle soddisfazioni della mia carriera? Vedere che i tifosi della Reggiana mi hanno accettato e amato per quello che sono, al di là degli errori che ho fatto». Così il bomber Francesco Ruopolo, intervistato dal sito web del giornalista Gianluca Di Marzio, è tornato sulle vicende legate alla squalifica per il calcioscommesse. «Oggi a Mantova sono felice, mi sono fatto una ragione di quello che è successo: sono più forte e ho imparato dai miei errori – ha raccontato l’attaccante al sito web -. Quei 18 mesi di squalifica mi hanno fatto capire quali sono le persone che mi vogliono bene. Mi sono allenato per una stagione a Formigine, a due passi da casa, con dei ragazzi straordinari che non mi hanno mai chiesto dei miei errori. Temevo che non avrei più avuto la possibilità di giocare nei professionisti dopo questo incubo interminabile, poi è arrivata la chiamata della Reggiana. Ho pianto per il giudizio delle persone nei miei confronti, ma grazie al sostegno dei tifosi ho lasciato tutto alle spalle». Sostegno arrivato dai tifosi della Reggiana.

Ore 19.30 – (Gazzetta di Reggio) Ieri doppia seduta d’allenamento ( campo e palestra ) per la truppa guidata da Alberto Colombo in vista della gara con l’Alessandria dell’ex Gregucci, in programma domenica alle ore 17.30 al Città del Tricolore. Durante la fase tecnico-tattica, svoltasi al mattino sul campo sintetico di Villalunga di Casalgrande, il tecnico ha dovuto rinunciare anche al terzino sinistro Daniel Di Nicola che ha lavorato a parte insieme ad Andrea Parola e Yuri Meleleo: per questi ultimi non ci sono possibilità di recupero in ottica della sfida con la capolista poiché, per la microfrattura al costato del pisano e per il ginocchio operato del pugliese, occorre aspettare qualche giorno di più; per quanto riguarda il difensore di proprietà del Pescara il differenziato è dovuto ad un problema inguinale, già manifestatosi nelle scorse settimane, perciò lo staff spera di averlo a disposizione per la partita. Sotto il profilo tattico il trainer continua a lavorare sul 3-5-1-1 ma per ora non è dato sapere quali saranno i titolari, infatti la concentrazione generale della squadra è rivolta alle fasi di attacco e di difesa per contrastare la squadra più in forma del campionato, reduce dal passaggio del turno in Coppa Italia Tim in casa del Genoa, team di Serie A. Oggi i giocatori granata saranno di scena nuovamente al “Corradini” di Villalunga a partire dalle ore 11. La sfida con l’Alessandria si annuncia come molto importante, sia sotto il profilo della classifica, che dal punto di vista psicologico. Incontrare la prima della classe è sempre un test, e lo è tanto di più in questo periodo, dove i granata si sono ripresi dopo la pesante flessione del mese di novembre.

Ore 19.10 – (Gazzetta di Reggio) «Sono più sereno perché la società granata è stata messa in sicurezza». Il presidente della Reggiana Stefano Compagni lo ha detto martedì sera durante l’incontro per gli auguri, che si è svolto nella concessionaria dello sponsor Autostile. Poco prima i soci avevano partecipato a un cda, nel quale è stato deliberato un cospicuo finanziamento con il quale sono stati ripianati i debiti e garantito un po’ di tranquillità alla società anche per il futuro. Si parla di uno stanziamento di alcuni milioni di euro. L’operazione era stata annunciata il 7 dicembre scorso, quando era stata fatta chiarezza anche su Pietro Vavassori (che resta sponsor ma non entrerà in società). Martedì dalle parole si è passati ai fatti e si è proceduto a deliberare ufficialmente il finanziamento nel corso del consiglio d’amministrazione. «Il momento più delicato è stato superato – ha affermato il presidente davanti agli sponsor e ai giocatori – ed è stato per merito vostro». Compagni ha quindi premiato con un omaggio natalizio giocatori, staff tecnico e medico, magazziniere. Nel corso dell’incontro il capitano Parola ha rivolto un augurio ai presenti, a nome dei giocatori, prima di coinvolgerli nel taglio di una grande torta natalizia. Nel frattempo, mentre qualcuno gridava a gran voce “Serie B”, il sindaco Luca Vecchi si è rallegrato per il nuovo ciclo avviato dalla Reggiana sia dal punto di vista economico che sportivo. «Teniamo i piedi per terra ma con giuste ambizioni – ha osservato – nello spirito tipicamente reggiano. Si può vincere o perdere ma senza mai mollare. Speriamo in questa stagione ma se sarà impossibile ci proveremo anche in futuro. La città è vicina alla squadra e alla società». «Apprezzabili sia l’umiltà che l’entusiasmo di questo gruppo – ha completato il presidente della Provincia Giammaria Manghi – lodevoli gli apporti finanziari ma anche il laborioso impegno di tutti. L’ambiente è coeso, la speranza di approdare ad alti palcoscenici è legittima. Se non subito a breve scadenza». A margine di questo incontro l’allenatore Alberto Colombo ha fatto un bilancio provvisorio della stagione. «Forse potevamo fare di più, magari qualcosa di meno. Ma non laentiamoci di dove è la Reggiana, perché ha fatto quello che è nelle sue possibilità. Ha un organico al pari di molte altre, ma è un gradino inferiore ad alcune e dunque si può migliorare. In questi mesi abbiamo vissuto due momenti. Un primo momento sostanzialmente positivo, con 9 risultati utili consecutivi. Poi è arrivato un momento di flessione, fino alla vittoria di sabato con l’Albinoleffe. Speriamo adesso di assistere a un momento di evoluzione e non di involuzione».

Ore 18.40 – (Gazzetta di Mantova) Manuel Scalise, alla seconda stagione in biancorosso, veste i gradi di capitano ed è sereno quando ripensa al comportamento suo e del Mantova a Piacenza: «Abbiamo conquistato un punto importante – sottolinea – soprattutto per la possibilità di ritornare ad esprimere un buon gioco, contro il Pro le occasioni più importanti le abbiamo avute noi e se avessimo vinto nessuno avrebbe avuto da ridire. Mi sembra comunque che sia apparso in modo chiaro quello che era il vero spirito della squadra, uno spirito di combattività. Noi sotto questo aspetto stiamo migliorando, lavoriamo molto intensamente durante la settimana e contiamo da sabato di sfatare le difficoltà che abbiamo finora avuto al Martelli». Convinto com’è di far parte di un gruppo che avrà dei limiti ma che non vede come la peste l’impegno sul campo durante tutta la settimana, Scalise esclude che vi sia una sorta di tabù del Martelli: «Abbiamo attraversato un momento difficile, coincidente con le partite in casa contro squadre forti e degne dei primi posti. L’Alessandria ci ha strapazzato, ma non penso si possano discutere le sue qualità, la Feralpi Salò, la Reggiana e la Giana Erminio hanno i numeri per lottare ai primi posti della classifica. Noi dalle difficoltà stiamo lentamente venendo fuori e avremmo necessità di mettere insieme un filotto di risultati. A cominciare dalla partita contro la Pro Patria». Scalise è consapevole che al Martelli arriverà una Pro Patria rinfrancata dalla vittoria di domenica contro la Cremonese: «Il Mantova deve far diventare questo digiuno di risultati in casa un vero e proprio punto di forza, dobbiamo puntare sulle qualità del nostro gruppo e anche, perchè no, sull’incitamento dei nostri tifosi per ritornare a fare risultato». Dopo la settimana di riposo, la pausa di fine anno sarà caratterizzata dalla preparazione per la partita di lunedì 11 gennaio a Bergamo in notturna contro l’Albinoleffe: «Un altro spareggio salvezza – ribadisce Scalise – nel quale il Mantova può e deve fare risultato. Noi ci proveremo».

Ore 18.20 – (Gazzetta di Mantova) La situazione dell’infermeria biancorossa pare volgere verso il bello da una parte e si complica dall’altro. Se Dalla Bona e Gonzi sembrano in grado di rientrare stamane nell’allenamento al Centrale Te “Dante Micheli” (inizio alle ore 11), così come Ruopolo che oggi tornerà con il gruppo, la seduta di ieri si è invece chiusa con un problema in più per mister Ivan Javorcic, che proprio nella partitella finale deve prendere atto dell’infortunio di Filippo Carini. Il difensore è rimasto a lungo a terra ed è rientrato negli spogliatoi accompagnato dal vice team manager Mascotto senza far nulla per nascondere la sua rabbia per questo impiccio improvviso, che rischia di tenerlo fuori per la supersfida di sabato alle 15 contro la Pro Patria (5 euro, a parte la curva ospiti; da oggi fino a sabato mattina si possono acquistare 3 biglietti, purchè non di tribuna, pagandone 2 in tutti i circuiti Ticket One e al Mantova Point). E l’amarezza di Carini è apertamente condivisa anche dal mister biancorosso, che già stava lavorando in maniera intenssa con il modulo tattico in cui Carini è uno dei due centrali. Fortunatamente Fabio Gavazzi sembra in grado di poter tornare ad esprimersi ai suoi livelli e quindi l’assenza di Carini potrebbe essere persino valutata con maggiore calma: «Devo vedere questi due giorni – spiega Javorcic – prima di decidere se Filippo potrà rientrare». Nel tardo pomeriggio la caviglia appariva ancora piuttosto gonfia e questo farebbe pensare ad un problema di soluzione difficile nel giro di un paio di giorni. Oggi sarà anche il giorno della risonanza magnetica per Valerio Anastasi, anch’egli infortunatosi in allenamento martedì. È escluso un recupero dell’attaccante per la sfida contro i bustocchi: «Senz’altro serve più tempo» dice il mister, che appare sollevato dalla possibilità di rivedere al lavoro con i compagni il centrocampista Dalla Bona e l’esterno Gonzi, che ieri si sono mossi con buona continuità e appaiono guariti dai rispettivi acciacchi. L’altro grande assente di ieri mattina, il bomber Ruopolo, ha svolto una serie di esercizi in piscina ma la sua presenza dovrebbe essere assicurata per oggi. La formazione, quindi, diventa un vero e proprio giallo visto che tutti i reparti sono interessati dai problemi fisici: in difesa lo schema a 4 dovrebbe essere regolarmente confermato, con eventualmente Gavazzi al posto di Carini; a metà campo, se verrà confermato il recupero di Dalla Bona, la maglia dovrebbe essere appannaggio di Di Santantonio, Raggio Garibaldi e dell’ex Modena al posto del quale potrebbe esserci Puccio, che peraltro ieri è uscito anzitempo per dolori ai muscoli addominali. Zammarini e Gonzi sulle fasce dovrebbero spalleggiare Ruopolo (oppure Momentè).

Ore 17.50 – (Messaggero Veneto) Se De Cenco e Pederzoli, a quanto pare, sabato potranno essere in campo, non si può dire altrettanto per un altro neroverde. Si tratta di Luca Strizzolo. Il 2015 è finito per il centravanti. L’ecografia cui si è sottoposto pochi giorni fa, ha evidenziato uno stiramento al gemello del polpaccio sinistro. Morale: il 23enne si rivedrà l’anno prossimo, nell’ultima partita d’andata con la Giana Erminio (a Gorgonzola sabato 9 gennaio alle 17.30). Si chiude così un anno sfortunato per l’attaccante udinese. Dopo essere partito bene, segnando col Mantova alla terza giornata, il giocatore ha “subìto” l’esplosione di De Cenco e poi ha patito qualche problema fisico, in particolare dalla gara in Emilia con la Reggiana. A questo punto, si spera che Strizzolo sia l’arma in più dei neroverdi nel 2016. Intanto operazione riuscita ieri per Paolo Marchi, che si è sottoposto a un’intervento “di pulizia” alla caviglia infortunata a Pavia. Anche il difensore si rivedrà nel 2016. Attualmente ai box, oltre all’ex Como e Strizzolo, rimangono Pavan, Gulin e Savio, giovani che sinora hanno però trovato poco spazio. Nel frattempo la squadra sosterrà oggi la solita seduta pomeridiana, prima della rifinitura di domani mattina. Ieri Tedino ha fatto lavorare i suoi due volte, una al mattino e l’altra dopo pranzo. Nel secondo allenamento il tecnico ha provato diverse soluzioni nel corso della partitella, naturalmente senza Pederzoli e De Cenco. La più gettonata ha visto l’impiego di Tomei tra i pali, Cosner, Stefani, Pasa e De Agostini in difesa; Buratto, Mandorlini e Baruzzini in mezzo e Cattaneo, Filippini e Martignago davanti. Qualora dovessero esserci i due ex Pavia, a uscire sarebbero verosimilimente Baruzzini (con Mandorlini che scala mezzala) e Martignago: Filippini farebbe così il trequartista dietro a De Cenco e Cattaneo. Occhio anche per il ruolo di seconda punta, in cui potrebbe rientrare in corsa anche Finocchio.

Ore 17.30 – (Messaggero Veneto) Ieri non si è allenato: riposo precuazionale. Oggi dovrebbe rientrare in gruppo. E, soprattutto, sabato salvo sorprese sarà in campo. Perché Caio De Cenco vuole a tutti i costi giocare questa sfida. Il centravanti brasiliano, infatti, aspetta con ansia il Pavia. Il club lombardo è il proprietario del suo cartellino – fino al 2018 – e il giocatore vuole dimostrare le sue qualità ai dirigenti che, dall’estate 2014, lo mandano in giro per l’Italia in prestito. Ha voglia di rivincita, così come un altro ex, Alex Pederzoli, “tagliato” dal progetto tecnico nonostante un triennale per far posto a La Camera (ora fuori rosa). Anche il play non è al meglio: solo oggi rientra col resto della squadra. Ma pure lui è pronto a ogni cosa per esserci. Rivalsa. Si parta dal centrocampista, che al termine dello scorso campionato venne accontonato. Era stato uno dei migliori, nel Pavia di Maspero: 27 presenze, 3 gol, la regia illuminata che sta facendo vedere ora a Pordenone. Tuttavia, per contrasti col dg Londrosi, fu messo da parte. E scattò così l’operazione-Pordenone, concretizzata alla metà di agosto – anche qui con 3 anni di contratto. Pederzoli è felice di star qui, forse non tornerebbe più indietro, ma da agonista qual è vorrà dimostrare di che pasta è fatto. E anche De Cenco, visto il poco credito che ha avuto a Pavia, ha voglia di dire la sua. La scorsa stagione il club biancazzuro l’ha prima mandato a Ferrara – Spal – quindi a Pontedera. La scorsa estate a Pordenone. Sempre più fiducia agli altri attaccanti, da Ferretti, a Soncin, passando ora per Marchi. Eppure con i biancazzurri firmò un quadriennale… Ritrovare il gol. I “ramarri” hanno valorizzato il giocatore, tanto che ora è nel mirino dell’Empoli di serie A: infatti, Mauro Lovisa e i suoi soci stanno pensando di rilevare il cartellino del giocatore (liberando così il Pavia di un ingaggio). L’operazione sarà valutata molto attentamente in questi mesi, e non è di certo uno dei pensieri di De Cenco. Per ora il centravanti vuole tornare in campo da protagonista. Dopo la gara Reggio Emilia, in cui segnò l’ottavo gol, si è di fatto fermato. I problemi alla schiena non gli hanno permesso di allenarsi bene. Ha giocato a Salò, quindi col Cittadella, ma senza incidere. Sabato scorso col Cuneo è stato fuori. Ora ha voglia di tornare e graffiare, anche per il Pordenone oltre che per far vedere ai dirigenti del Pavia di aver sbagliato a non puntare su di lui. I ramarri hanno bisogno del suo apporto, per vincere in casa. Gli unici due successi al Bottecchia portano la sua firma: l’1-0 all’Albinoleffe e il 3-0 al Bassano. Quatto reti, quattro gol di De Cenco. Anche per questo lui vuole esserci, sabato. Per tornare a fare ciò che gli piace: segnare.

Ore 17.00 – (La Provincia Pavese) Il cambio in panchina è solo il primo atto di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione della rosa del Pavia nel mercato di gennaio. L’arrivo di Antonino Imborgia (e del suo collaboratore Eugenio Caligiuri) non è stato ancora ufficializzato ma il procuratore e dirigente lavora già da tempo, con un ruolo che pare non limitarsi a quello formale di consulente di mercato. Dopo la gara interna con il Lumezzane, che ha segnato la sorte di mister Michele Marcolini, Imborgia è andato nello spogliatoio a parlare con la squadra e non ha avuto parole tenere nei confronti di alcuni azzurri, anche di primissimo piano. Dopo l’esonero di Marcolini lo si è visto seguire gli allenamenti di Rossini, con l’occhio sul campo e l’orecchio al telefono. Le prime operazioni di mercato in uscita sono già abbozzate: alla Pistoiese, interessata a Del Sante, sono stati offerti da Imborgia anche due difensori, Malomo e Marino, tra l’altro protagonisti fin qui di un buon campionato. In partenza La Camera (che però dovrebbe essere reintegrato in rosa per la gara di Pordenone), per il quale sarebbe pronta un’offerta dell’Ascoli. Andrea Cristini ha avuto poco spazio e vuole trovarne altrove, mentre Cardin è destinato al Pro Piacenza e Anastasia piace alla Pro Patria. Imborgia oltre che del Pavia è consulente di mercato del Como e dello Spezia e dunque da lì potrebbero arrivare giocatori in azzurro. Non a caso alcuni nomi sono già usciti nei giorni scorsi: quelli di Borghese e Ebagua (del Como), oltre a Thomas Manfredini del Vicenza. E ci sarà sicuramente da intervenire a centrocampo dopo i gravi infortuni di Bellazzini e Marco Cristini.

Ore 16.40 – (La Provincia Pavese) Solo dopo la trasferta di Pordenone verrà ufficializzato il nome del nuovo allenatore del Pavia, che a meno di colpi scena dell’ultimo momento sarà Fabio Brini, per il quale sarebbe pronto un contratto fino alla fine della stagione. Dunque arriva l’ulteriore conferma che sarà Stefano Rossini, tecnico della Berretti e a interim della prima squadra, a guidare gli azzurri sabato prossimo contro il Pordenone, nel quale militano gli ex Pederzoli e De Cenco (il cui cartellino peraltro è ancora del Pavia). Brini, 58 anni, ex portiere di Ascoli e Udinese negli anni Ottanta (e poi di Vicenza, Avellino, Avezzano e Femana), da allenatore ha ottenuto quattro promozioni dalla C alla B: due volte con l’Ancona nel ’98 e nel 2000, con la Salernitana nel 2008 e alla guida del Carpi nel 2013, subentrando a gennaio. Sempre a gennaio subentrò l’anno successivo sulla panchina del Benevento, portando i campani ai play off (uscendo in semifinale). Nella stagione scorsa è rimasto sulla panchina dei sanniti, venendo però esonerato a sole tre giornate dalla fine dopo la sconfitta di Matera, con la squadra seconda in classifica. Il cambio con la coppia Cinelli e Landaida (tecnici rispettivamente di Berretti e Allievi) non portò però a grandi risultati: ai play off il Benevento uscì al primo turno, sconfitto in casa dal Como. Brini in giallorosso ha avuto il bomber ex azzurro Umberto Eusepi, che in estate era stato anche contattato dal dg e ds azzurro Massimo Londrosi. L’attaccante romano però preferì aspettare la chiamata dalla B, che arrivò dalla neopromossa a Salernitana. Eusepi però sta giocando poco e con l’approdo di Brini al Pavia potrebbe tornare a essere obiettivo di mercato del club di via Alzaia. L’allenatore marchigiano era nella rosa dei candidati alla panchina azzurra all’indomani dell’esonero di Marcolini. Alcuni, come Camplone e Calori, hanno declinato l’offerta (per Calori si parlava di un contratto di 100 mila euro fino a giugno, più altrettanti in caso di promozione), lo stesso avrebbe fatto Franco Lerda. Intanto per la gara di sabato prossimo a Pordenone sarà reintegrato Giovanni La Camera, escluso da due settimane dalle convocazioni per volere della società, che non ne ha mai spiegato i motivi. La reintegrazione in rosa sarà però solo una tantum, e per via dell’emergenza che si è venuta a creare in particolare a centrocampo con i vari infortuni (Carraro, Bellazzini, Marco Cristini, oltre ai difensori Abbate, Andrea Cristini e allo squalicato Martin). Il club ha infatti ribadito che a gennaio il giocatore sarà messo sul mercato.

Ore 16.10 – Qui Guizza: terminano partitella ed allenamento.

Ore 15.50 – Qui Guizza: carte mischiate nei due 4-4-2 provati da mister Pillon.

Ore 15.30 – Qui Guizza: partitella in famiglia a tutto campo.

Ore 15.10 – Qui Guizza: prove tecniche di 4-4-2, Diniz provato terzino destro.

Ore 14.50 – Qui Guizza: Corti rientra negli spogliatoi dopo aver testato le condizioni fisiche.

Ore 14.30 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 13.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Ultime ore di calciomercato in serie D e il Venezia porta a casa un attaccante: si tratta di Emilio Volpicelli, in arrivo dal Bisceglie ma con un’esperienza lo scorso anno alla Fidelis Andria dove allenava Giancarlo Favarin. L’esterno offensivo, classe ‘92, ha tredici presenze al Bisceglie con 7 gol. Nei sei mesi alla Fidelis Andria, invece, aveva fatto contare 18 presenze e due gol. In carriera anche Gallipoli, Ostuni, Nardò, Sant’Antonio Abate e Nuvia San Felice. Oggi alle 19 si chiude la finestra di mercato invernale. A gennaio ci sarà la seconda tranche, con la possibilità di pescare dai «pro». Probabile che venga ufficializzata l’altra punta ricercata dalla società arancioneroverde, Riccardo Lattanzio, pure lui ex di Favarin all’Andria. Le trattative con il Nardò sono ben avviate e dovrebbero giungere a buon fine. Rimarrebbbe però ancora un’ulteriore operazione da compiere, sempre nel reparto avanzato, ma stavolta pescando un Under, in modo da dare più opzioni di scelta nello schieramento dei quattro giovani obbligatori. Ieri intanto la società ha inaugurato ufficialmente la nuova sede di viale Ancona. Festa con tifosi, dirigenti, giocatori e grandi ex. Il nuovo corso di Joe Tacopina è improntato al recupero della storia arancioneroverde e ieri si sono visti in sede Paolo Poggi, Stefano Trevisanello, Michele Serena, Giancarlo Filippini, Alessandro Calori, Andrea Seno: a tutti è stata regalata una maglia del Venezia Fc personalizzata con il loro nome. Sede prestigiosa per il Venezia targato Usa nei rinnovati edifici della Carbonifera. Su due piani (il secondo mansardato), arredamento minimal ispirato al logo e ai colori sociali, con tanto di tappeto arancio e verde (con divano nero) e una intera parete dove campeggiano i nomi dei giocatori simbolo della storia del Venezia.

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) Venezia a caccia di attaccanti, e il primo arrivo è Emilio Volpicelli. Giocatore che Giancarlo Favarin conosce bene, al pari di Riccardo Lattanzio, per averlo allenato nella passata stagione alla Fidelis Andria. Ventitrè anni, napoletano di Scampia, altezza da farsi rispettare in area di rigore, Volpicelli è stato prelevato a titolo definitivo dal Bisceglie, sempre in serie D, dove ha realizzato 7 reti in 14 gare. Cresciuto nelle giovanili dell’Ascoli. («Sono partito da casa a 14 anni», ha spiegato Volpicelli, «è stata la città più a nord dove sono stato finora»), ha giocato finora solo in Campania (Nuvla San Felice e Sant’Antonio Abate) e in Puglia (Nardò, Ostuni, Gallipoli, Fidelis Andria e Bisceglie), il top a Ostuni in Eccellenza con 18 reti all’attivo. «Sono venuto al Venezia per bissare la vittoria del campionato della passata stagione ad Andria», ha spiegato Emilio Volpicelli, «ritrovo mister Favarin, so quello che vuole dai suoi giocatori e che manda in campo chi se lo merita. Ho scoperto che le tifoserie di Venezia e Fidelis Andria sono gemellate, un motivo in più per fare il bis. So che il Venezia ha questo obiettivo, da domenica proverrò a dare il mio contributo». Anche sul piano tattico Volpicelli sa già cosa gli chiederà Favarin. «Lo scorso anno mi ha utilizzato sia da punta centrale che da esterno, a destra e a sinistra, anche se sono mancino». Problemi di condizione non ci sono. «No, ho giocato fino a domenica, in pratica ho perso solo l’allenamento di martedì pomeriggio quando ero in viaggio per salire in Veneto. Venezia è una piazza storica, ottenere una promozione qui avrebbe un valore eccezionale. Non ho avuto alcun dubbio nell’accettare la proposta del club. Per me è tutto nuovo, non ho mai giocato insieme o contro nessuno dei nuovi compagni, anche il girone sarà tutta una scoperta. Siamo secondi, ma mancano ancora tantissime partite, e poi questa squadra ha un potenziale considerevole. Quarantun punti non sono pochi in 18 gare, adesso l’obiettivo è chiudere il girone d’andata con un’altra vittoria». Per la gara contro la Triestina il tecnico arancioneroverde ritrova anche Calzi a centrocampo, non ci sarà invece Maccan (10 giorni di stop per lo stiramento).

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Quello che sabato affronterà a Chiavari la Virtus Entella, sarà molto probabilmente un Vicenza molto simile a quello che è sceso in campo contro il Brescia Sabato scorso al Menti. Ieri al centro tecnico Piermario Morosini di Isola Vicentina, Pasquale Marino ha provato la formazione in vista del match contro la squadra ligure, che attualmente occupa l’ottavo posto della graduatoria. L’allenatore dei biancorossi nella seduta di allenamento di ieri non ha potuto contare sugli assenti di lungo corso Gentili e Manfredini, mentre si sono allenati a parte agli ordini del preparatore atletico Brighenti, Pozzi, Pinato e Rinaudo. Al centro tecnico si è rivisto Vita che, dopo aver lavorato in palestra, ha assistito alla partitella da bordo campo, confermando che il suo rientro agonistico avverrà dopo la sosta di gennaio. Ancora assenti Sampirisi, bloccato da un affaticamento all’adduttore della gamba sinistra e Urso che sta smaltendo una leggera sindrome influenzale; entrambi comunque dovrebbero tornare in gruppo già oggi ed essere disponibili per il match di sabato. Il resto dell’organico, dopo aver svolto la parte atletica, ha disputato una partitella in famiglia in cui i senza casacca potrebbero rappresentare l’undici che scenderà in campo sabato a Chiavari; con Vigorito tra i pali, la difesa, mancando Sampirisi, era composta da Laverone e D’Elia sugli esterni, con Mantovani ed El Hasni al centro. In mezzo al campo Modic da «perno» e ai lati affiancato da Gagliardini e Cinelli. In attacco il tridente era composto da Galano e Giacomelli sulle corsie esterne, con Raicevic terminale offensivo centrale. La preparazione proseguirà oggi al centro tecnico di Isola Vicentina mentre domani, in mattinata, la squadra svolgerà la rifinitura sul campo sintetico di Grisignano, scelto per trovare confidenza con il terreno di gioco considerato che anche a Chiavari si giocherà sul sintetico.

Ore 12.30 – (Gazzettino) Oggi alle 14,30 il Cittadella disputerà una amichevole a Santa Maria di Non con la locale società sportiva Vulcania 95, che festeggia i 20 anni dalla fondazione. Gli occhi sono però puntati sulla partita di Cremona, dove domenica alle 17.30, arbitro Alessandro Prontera di Bologna, la squadra di Roberto Venturato vorrà riscattare l’amara sconfitta di domenica scorsa al Tombolato con la Feralpisalò. Enrico Alfonso è con Claudio Coralli l’ex di turno. Ricorda il portiere granata: «Ho indossato la maglia della Cremonese per due stagioni, quattro anni fa per sei mesi avevo fra i compagni di squadra anche Coralli. Il primo anno abbiamo sfiorato la serie B nei play off, che abbiamo perso con il Trapani. La squadra era fortissima e mi sono rimasti ricordi memorabili, soprattutto con la tifoseria e con alcuni dirigenti che lavoravano dietro le quinte. Sono rimasti i legami di stima e amicizia, per cui con loro ho ancora contatti. A livello dirigenziale, invece, la società non ha avuto continuità e nel mio secondo anno a Cremona la squadra è stata stravolta. Io mi sono gravemente infortunato alla spalla e al gomito destri, per cui è stata una stagione travagliata che preferisco dimenticare». Domenica prossima tornare allo stadio «Zini» farà comunque un certo effetto. Riprende Alfonso: «Ci torno volentieri per le emozioni vissute il mio primo anno, troverò diversi amici, mentre di giocatori ne sono rimasti davvero pochi». Per il Cittadella la partita con la Cremonese sarà l’occasione per ritrovare quella concretezza che si era vista contro il Bassano, mentre con la Feralpi il Cittadella è risultato sprecone all’inverosimile. Su queste due facce della squadra granata, spiega il portiere granata: «Ci sono giornate favorevoli e altre sfortunate, ma quando crei tanto e perdi la partita c’è bisogno di un esame di coscienza. Molto dipende da noi, in particolare dalla determinazione che riusciamo ad esprimere prima e durante la partita. Credo che su questo aspetto la lezione ci sia servita. Dobbiamo essere più esigenti perchè siamo una ottima squadra; ognuno deve trovare dentro se stesso le risorse per essere più attento e determinato». Sulla nebbia che alle 17,30 potrebbe incombere sullo Zini, conclude Alfonso: «A Cremona è facile trovarla. L’orario non dipende da noi e non giova fare polemica. Noi dobbiamo prepararci al meglio per affrontare qualsiasi situazione perchè il nostro obiettivo sono sempre i tre punti».
Ieri ancora fermo Sgrigna per influenza, mentre Manuel Iori si è sottoposto all’ecografia al polpaccio destro che ha dato esito negativo. La contrattura è quindi superata, per cui riprenderà ad allenarsi per poter essere a disposizione domenica. Domani pomeriggio allenamento regolare al Tombolato, sabato alle 10,30 rifinitura e alle 16,30 convocazioni e trasferimento a Cremona. L’ultima giornata del girone di andata con il Sudtirol si giocherà al Tombolato sabato nove gennaio 2016 alle ore 15.

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) Se le chiediamo cosa le viene in mente quando diciamo “turòon, Turàs, tetàs”, la ritiene una domanda troppo “da caserma”? Roberto Venturato sorride. Cremona, con le sue tre “T”, non è una città qualsiasi per lui, nato ad Atherton, in Australia, cresciuto a Trevignano, dove ancora fa base – nella casa dei genitori – quando lavora a Cittadella, ma adottato dal capoluogo lombardo. Lì vive la sua famiglia. Lì torna quando stacca dal calcio. E lì ha vissuto anni importanti della sua carriera, da giocatore prima e da allenatore poi. Naturale che Cremonese-Cittadella, in cartellone domenica pomeriggio allo stadio Zini, non sia una partita uguale alle altre per l’attuale nocchiere granata. «Mia moglie Rosanna è di Cremona e lì abito dal ’94, assieme a lei e ai figli Gilberto, 20 anni, e Giovanni, 16. È una città tranquilla, forse anche troppo, ma in cui si vive bene. È molto legata alle tradizioni, ed è al centro di un territorio ancora rurale, in cui però alcuni importanti gruppi industriali come l’Acciaieria Arvedi, la Sperlari, con i suoi torroni, e il salumificio Negroni sono punti di riferimento. E, per completare il riferimento alle “T”, credo che la piazza del Torrazzo, il campanile storico più alto d’Italia, sia una delle più belle del Paese». Assieme al Pizzighettone, piccola realtà che ha condotto al doppio salto dalla Serie D alla C/1, proprio alla Cremonese sono legate anche le sue esperienze più importanti nel mondo del calcio. «Sì, ci ho giocato quand’ero un ragazzino e l’ho allenata, iniziando da vice di Mondonico e proseguendo da primo tecnico, fino al giugno 2010. È un ambiente a cui ho dato e da cui ho ricevuto molto. È mancata solo la ciliegina sulla torta della promozione in Serie B». Nel 2008, quand’era secondo del “Mondo”, proprio il Cittadella si mise sulla vostra strada. Che ricordo ha di quella doppia sfida nella finale dei playoff? «Vincemmo 1-0 al Tombolato con un gol di Temellin, poi fummo sconfitti 1-3 allo Zini con le reti di Meggiorini, Coralli e De Gasperi. Di quel Citta mi impressionò la ferocia con cui ribaltò il k.o. dell’andata. Avrei preferito vincere, ovviamente, ma so riconoscere il valore dell’avversario e credo che in quell’occasione abbia meritato la promozione». Che idea si era fatto dell’ambiente di Cittadella, all’epoca? «In campo le partite con i granata sono sempre state battaglie, sia quando li affrontavo al Pizzighettone che alla guida dei grigiorossi. Questa società ha sempre presentato squadre in grado di offrire un calcio propositivo e ha lanciato tanti calciatori validi. In precedenza avevo “rischiato” di giocarci: Angelo Gabrielli voleva portarmi qui, ma poi alla fine mi accordai con il Venezia». L’ha conosciuto bene? «Non abbastanza. Ma l’impressione che ebbi fu quella di una persona di spessore, che aveva idee importanti per far crescere la sua società». Torniamo alla Cremonese: la sua avventura si chiuse con la seconda finale playoff, persa nel 2010, da primo allenatore, contro il Varese. «Venivamo da una stagione al vertice, all’andata c’imponemmo 1-0 sfiorando il raddoppio e al ritorno fummo condannati dagli episodi, fra cui un rigore dubbio. Dentro mi ha lasciato molta amarezza e una grande voglia di riscatto. Posso dire questo, però: nel calcio ho avuto la fortuna di togliermi soddisfazioni importanti, ma forse la più grande lezione che ti sa dare è che le sconfitte vanno accettate. Fanno parte della vita».

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) L’ecografia ha dato la risposta sperata: capitan Iori ha smaltito il risentimento muscolare al polpaccio. Il regista granata, reduce dagli esami, ieri pomeriggio si è aggregato in ritardo ai compagni (mancava Sgrigna, ancora influenzato) e ha svolto solo parte dell’allenamento con loro. Difficilmente forzerà nelle sedute dei prossimi giorni ma, con ogni probabilità, domenica scenderà in campo allo Zini. Non ci saranno, invece, Pascali, squalificato, e Donazzan, che non sarà convocato: lo staff medico della società ha deciso di non rischiare una ricaduta dalla pubalgia, tornerà a lavorare in gruppo soltanto dopo Natale. Intanto, questo pomeriggio il Cittadella giocherà un’amichevole con il Vulcania ’95, squadra amatoriale di Santa Maria di Non che, in questo modo, spegnerà idealmente le venti candeline sulla torta del suo compleanno: la partita, nel corso della quale Venturato ha intenzione di ruotare tutti gli uomini a disposizione, è in programma alle ore 14.30 negli “Impianti Sportivi Vulcania” di via Istria, a Curtarolo. Il Vulcania è nato dalla passione per il calcio di un gruppo di amici e di un intero paese, riprendendo il nome della storica società calcistica curtarolese degli anni ’50 e ’60. Proprio un’amichevole con il Citta, allora allenato da Ezio Glerean, il 13 ottobre 2000 inaugurò l’impianto della società, frutto del prezioso lavoro di decine di volontari della frazione. Giocatori ed “ex” costituiscono l’anima della società: dal presidente Gim Zago al segretario Matteo Zago, passando per Gian Franco Barutta, Fabio Cherubin, Claudio Pedron, Cristian e Alessandro Ragazzo, Marco Zago, Michele Longo (attuale allenatore), Silvano Miozzo e Marcello Gasparetto.

Ore 11.30 – (Corriere del Veneto) A Cittadella si prepara l’ultima trasferta del 2015 in programma domenica a Cremona. Manuel Iori si è sottoposto ieri ad ecografia per verificare l’entità del danno che lo ha costretto a saltare la partita con il Feralpisalò: responso positivo per il centrocampista, non c’è traccia di lesioni muscolari. Iori ha svolto lavoro differenziato e potrebbe riuscire a recuperare da qui a domenica. Donazzan si rivedrà nel 2016 mentre Sgrigna era assente per l’influenza e, a questo punto, è in dubbio per la trasferta allo Zini. Considerata l’assenza di Donazzan, a sinistra toccherà ancora ad Amedeo Benedetti fare gli straordinari. «Spiace aver perso contro il Feralpisalò — sbuffa l’esterno — era uno scontro diretto da non fallire, purtroppo abbiamo commesso errori gravi nonostante una prestazione complessivamente positiva. Abbiamo preso due ripartenze che non dovevamo prendere ma la prestazione non è da buttare. L’importante è arrivare primi alla fine: non è un problema aver perso la vetta per una settimana. E se lavoriamo come negli ultimi tempi ce la giocheremo fino alla fine».

Ore 11.00 – (Gazzettino) All’insegna dell’amarezza la replica del presidente dell’Aicb Giorgio Ferretti. «Sono molto dispiaciuto – esordisce – anche per la forma sensazionalistica scelta, senza averne prima parlato tra noi. Un comportamento strano, l’impressione è che si tratti di una cosa fatta ad arte con qualcuno che soffia dietro. Siamo comunque sempre disponibili, in fondo si parla di calcio e a gennaio faremo un’assemblea aperta a tutti i club per chiarirsi di parola, guardandosi in faccia e non esprimendo il pensiero attraverso la tastiera del computer». Poi aggiunge: «È chiaro che tutto nasce dal discorso stadio per il quale nessuno ha la verità in tasca; ognuno è libero di esprimere le proprie idee, non abbiamo la pretesa di farci portavoce di tutti i tifosi e per questo si è appositamente organizzata un’assemblea sul tema il 20 novembre. In quella occasione non ci sono state particolari difformità con quanto poi da noi dichiarato e per questo mi sembra tutto strano». Tifo da salotto? «Da anni ci diamo da fare per organizzare le trasferte e trovare sponsor e solo in rarissimi casi sono mancate adeguate adesioni». Così infine sul futuro dell’Aicb: «Un cambiamento importante è già stato in precedenza pianificato e in tempi brevi (a fine campionato, ndr) ci saranno novità. Le poltrone saranno libere, a disposizione di chi ha voglia di dare una mano».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «La decisione – scrivono i tifosi – nasce all’indomani di alcune situazioni e atteggiamenti che non possono esser in nessun modo accettati e condivisi in quanto non appartengono a quegli ideali che noi abbiamo sempre portato avanti e in cui crediamo: la fiducia e il rispetto per le persone e per il loro operato, la trasparenza e la chiarezza, la condivisione delle decisioni, da quelle più importanti a quelle che sembrano insignificanti. È una sconfitta – concludono – ma non possiamo più fare finta che vada tutto bene. Saremo sempre presenti e continueremo con le nostre iniziative sportive, sociali e benefiche». Stessa decisione per il club Cral Acap Biancoscudata, con una decisione maturata per analoghi motivi esposti in una nota che fa riferimento a “un direttivo che non ha brillato e non è stato all’altezza del blasone dell’associazione che rappresenta e al sentirsi sempre più lontani dal tifo di salotto fatto di numero e non di calore”.

Ore 10.40 – (Gazzettino) La vicenda stadio, con il progetto del Comune di far giocare in futuro le partite del Padova al Plebiscito, sta creando una profonda divisione all’interno della tifoseria organizzata e ha scatenato una vera e propria bagarre, fatta di comunicati, dissociazioni e veri e propri distacchi, con un effetto domino che vede di giorno in giorno nuovi sviluppi. Le prime fratture risalgono a qualche mese fa, con un’accusa a distanza di poca trasparenza da parte del presidente del club Fossa dei Leoni Aldo Tomat indirizzata all’Aicb l’organismo che da quarant’anni coordina le attività dei club la cui risposta non è mancata. Il tema Plebiscito ha poi ha ulteriormente acceso gli animi, con la presa di distanza a opera dei club Lele Pellizzaro e Intrepidi dal pensiero espresso precedentemente dall’Aicb con una nota e, in settimana, con l’uscita di due sodalizi. Saluta e se ne va quello di Conselve intitolato al compianto Piermario Morosini, con le seguenti motivazioni.

Ore 10.30 – (Gazzettino) Doppia seduta ieri per la squadra che nell’allenamento pomeridiano, prima della partitella finale, ha svolto esercitazioni tattiche dedicate soprattutto alla fase difensiva in opposizione al 4-2-3-1 adottato dal Bassano, avversario domenica alle 14 all’Euganeo. Tra le soluzioni provate per sostituire lo squalificato Dionisi, lo spostamento a destra di Diniz, con inserimento al centro della difesa di Niccolini o l’utilizzo in fascia di Dell’Andrea. Corsa e attività fisica per Corti (contusione all’osso sacro) che sembra in ripresa, da monitorare Ilari che ha lasciato anzitempo il campo per un lieve risentimento muscolare e Giandonato per una contusione. Poi la squadra si è spostata nel centro città per girare in vari luoghi il video degli auguri natalizi. SOLIDARIETÀ. Domenica i ragazzi della Tribuna Fattori, in collaborazione con l’Associazione Vecchio Appiani, effettueranno dalle 12 alle 18.30 nell’area delle biglietterie sud una raccolta di materiale didattico, cancelleria e svago, purché nuovo o in ottimo stato, a favore dei giovani degenti della Clinica Pediatrica di Padova.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) In assenza di Dionisi, tornerà a fare il terzino? «Matteo è squalificato, e io sono pronto a sostituirlo. Se il mister mi metterà in quella posizione, m’impegnerò al massimo per aiutare la squadra. Mi è già capitato quest’anno, anche con Parlato: per me cambia molto perché tutti i movimenti sono diversi, bisogna appoggiare gli attaccanti e fare un gran lavoro rispetto al centrale, ma sono pronto». È favorito il Bassano? «No, perché noi giochiamo in casa. La nostra rosa non è inferiore a quella dei giallorossi, possiamo provare a vincere. Anche perché la classifica è corta, e potremmo addirittura agganciare il quarto o quinto posto: il Bassano è forte, lotterà sino alla fine per vincere il campionato, ma se noi faremo bene, capiremo di potercela giocare anche contro compagini superiori».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Il miglior modo per affrontare il Bassano, insomma. «Questo probabilmente è il nostro momento migliore dall’inizio della stagione, sicuramente il più sereno. Due vittorie consecutive le avevamo già fatte, ma era l’inizio di campionato (contro Pro Piacenza e Lumezzane, ndr) ed erano due sfide casalinghe, ora non è la stessa cosa. Siamo contenti, perché finalmente riusciamo ad esprimere il nostro gioco». Che derby sarà, quello di domenica? «Una partita difficile, il Bassano gioca bene già dall’anno scorso, è un gruppo consolidato, nel quale molti elementi si conoscono da tempo. Una squadra forte, ma noi sappiamo qual è la nostra forza: domenica c’è l’ultima gara dell’anno, siamo in casa, vogliamo andare in vacanza sereni; per tutti questi motivi i tre punti per noi sono fondamentali».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Con noi difensori ha lavorato molto in queste due settimane, e la prima cosa che ha voluto fare è stata quella di trasmetterci due concetti semplici, ma che hanno cambiato il nostro modo di difendere: stare in linea, e stare più alti. Pillon è un tecnico esperto, la sua carriera la conosciamo tutti. E infatti questi concetti non li vedevo dagli anni in cui ero in Serie A». Che cosa vi chiede, adesso? «Di stare più in linea, di salire molto di più, di tenere più corta la squadra. Sono concetti difensivi molto diversi da quelli che utilizzavamo con mister Parlato, che pure era stato bravo finchè è stato l’allenatore del Padova. Ma Pillon ha quel pizzico di esperienza in più che, secondo me, mancava». In concreto, che benefici porta questo nuovo modo di difendere? «Stare alti significa acquisire coraggio: in questo modo noi difensori non solo ci ritroviamo più vicini ai centrocampisti e agli attaccanti, e quindi quando recuperiamo palla siamo pronti ad andare subito verso la porta avversaria, ma abbiamo perso anche quel leggero timore che avevamo in precedenza. Giochiamo più di squadra, ci muoviamo tutti insieme, e ci sono giocatori che con questo modulo stanno rendendo davvero al meglio».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Il derby si avvicina. E il Padova, trascinato dall’entusiasmo delle due vittorie ottenute dopo l’avvicendamento in panchina tra Carmine Parlato e Bepi Pillon, pare non attendere altro che scendere in campo. Un po’ per dimostrare ai propri tifosi di potersela giocare davvero, ma forse anche per dimostrarlo a se stesso. Contro una delle “corazzate” del girone A, il Bassano Virtus, il tecnico trevigiano non potrà contare su Matteo Dionisi, squalificato, ma ha dalla sua la ritrovata verve di una retroguardia che nelle ultime due gare – fatta eccezione per quel gol evitabile, ma per fortuna ininfluente, di Sasà Bruno a Gorgonzola – ha ritrovato la compattezza che aveva dimostrato solo nelle primissime giornate di campionato. Per farla girare a dovere il nuovo tecnico ha messo tra le mani di Marcus Diniz le chiavi dell’intero reparto, aggiungendoci quei dettagli tattici che sinora hanno fatto la differenza. «Mister Pillon ha portato alla difesa una mentalità nuova, diversa», spiega il centrale brasiliano, giunto l’estate scorsa dal Lecce.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La marcia di avvicinamento a Padova-Bassano è entrata nel vivo. Domenica, alle ore 14, andrà in scena all’Euganeo il primo derby nella storia dei campionati italiani fra biancoscudati e giallorossi, e la squadra di Pillon, dopo le due vittorie contro Albinoleffe e Giana, vuole dire la sua anche contro il pronostico. I giocatori ieri hanno sostenuto una doppia seduta di allenamento: esercizi atletici e lavoro con la palla al mattino, schemi e tattica nel pomeriggio. Non si è allenato Daniele Corti, ancora dolorante alla schiena per i postumi di una contusione rimediata sabato scorso a Gorgonzola: oggi (seduta programmata per le 14.30 alla Guizza) dovrebbe riprendere regolarmente ad allenarsi con i compagni. Ieri Pillon ha provato per la prima volta il possibile undici anti-Bassano: confermato – per ora – il 4-4-2 nonostante l’assenza per squalifica di Matteo Dionisi. In posizione di terzino destro è stato schierato il brasiliano Diniz, con Niccolini al centro insieme a Fabiano.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «Posso dire che sicuramente sono contento — ammette il centravanti mantovano — vincere e segnare per un attaccante è il massimo. Non si può chiedere di più. Sono felice dell’intesa che sto maturando nel corso delle settimane con Neto Pereira, giocare accanto a lui è un piacere e spero di regalare altre gioie ai nostri tifosi. A Gorgonzola abbiamo sofferto, vero, ma abbiamo portato a casa i tre punti e questo era ciò che contava di più». Altinier, nonostante le premesse estive fossero ben diverse, non ha mai fatto una virgola di polemica durante il periodo in cui non ha giocato con continuità, ma di sicuro dell’attuale rosa è l’unico, per storia personale, ad avere in canna tanti gol. Ancor più di Neto Pereira, per caratteristiche e per modo di stare in campo. La voglia sarebbe quella di portare il Padova in serie B. «Se fossi rimasto ad Ascoli a quest’ora ci sarei già tornato — sospira — ma avevamo preso strade diverse già prima del ripescaggio. E prima di smettere vorrei tornare in quella categoria. Con questa maglia, poi, sarebbe il massimo».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Ancora un pomeriggio senza Daniele Corti in campo. Le notizie del mercoledì, in arrivo dal Centro sportivo Geremia dove il Padova sta preparando il secondo derby della stagione, non portano sorrisi per il centrocampo da schierare contro il Bassano. Al momento Corti è ancora a mezzo servizio: i giorni passano e al suo posto scaldano i motori Ramadani e Mazzocco, mentre sulla fascia destra ieri è stato provato Diniz al posto dello squalificato Dionisi. Chi, invece, sprizza salute da ogni poro è Cristian Altinier. In 180 minuti ha spazzato via le voci di una possibile cessione a gennaio, considerato l’impiego a intermittenza che gli garantiva Carmine Parlato, segnando un gol alla Giana Erminio e fornendo un assist decisivo a Neto Pereira che ha sbloccato lo stallo della partita contro l’Albinoleffe.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) La marcia di avvicinamento a Padova-Bassano è entrata nel vivo. Domenica, alle ore 14, andrà in scena all’Euganeo il primo derby nella storia dei campionati italiani fra biancoscudati e giallorossi, e la squadra di Pillon, dopo le due vittorie contro Albinoleffe e Giana, vuole dire la sua anche contro il pronostico. I giocatori ieri hanno sostenuto una doppia seduta di allenamento: esercizi atletici e lavoro con la palla al mattino, schemi e tattica nel pomeriggio. Non si è allenato Daniele Corti, ancora dolorante alla schiena per i postumi di una contusione rimediata sabato scorso a Gorgonzola: oggi (seduta programmata per le 14.30 alla Guizza) dovrebbe riprendere regolarmente ad allenarsi con i compagni. Ieri Pillon ha provato per la prima volta il possibile undici anti-Bassano: confermato – per ora – il 4-4-2 nonostante l’assenza per squalifica di Matteo Dionisi. In posizione di terzino destro è stato schierato il brasiliano Diniz, con Niccolini al centro insieme a Fabiano.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «Posso dire che sicuramente sono contento — ammette il centravanti mantovano — vincere e segnare per un attaccante è il massimo. Non si può chiedere di più. Sono felice dell’intesa che sto maturando nel corso delle settimane con Neto Pereira, giocare accanto a lui è un piacere e spero di regalare altre gioie ai nostri tifosi. A Gorgonzola abbiamo sofferto, vero, ma abbiamo portato a casa i tre punti e questo era ciò che contava di più». Altinier, nonostante le premesse estive fossero ben diverse, non ha mai fatto una virgola di polemica durante il periodo in cui non ha giocato con continuità, ma di sicuro dell’attuale rosa è l’unico, per storia personale, ad avere in canna tanti gol. Ancor più di Neto Pereira, per caratteristiche e per modo di stare in campo. La voglia sarebbe quella di portare il Padova in serie B. «Se fossi rimasto ad Ascoli a quest’ora ci sarei già tornato — sospira — ma avevamo preso strade diverse già prima del ripescaggio. E prima di smettere vorrei tornare in quella categoria. Con questa maglia, poi, sarebbe il massimo».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Ancora un pomeriggio senza Daniele Corti in campo. Le notizie del mercoledì, in arrivo dal Centro sportivo Geremia dove il Padova sta preparando il secondo derby della stagione, non portano sorrisi per il centrocampo da schierare contro il Bassano. Al momento Corti è ancora a mezzo servizio: i giorni passano e al suo posto scaldano i motori Ramadani e Mazzocco, mentre sulla fascia destra ieri è stato provato Diniz al posto dello squalificato Dionisi. Chi, invece, sprizza salute da ogni poro è Cristian Altinier. In 180 minuti ha spazzato via le voci di una possibile cessione a gennaio, considerato l’impiego a intermittenza che gli garantiva Carmine Parlato, segnando un gol alla Giana Erminio e fornendo un assist decisivo a Neto Pereira che ha sbloccato lo stallo della partita contro l’Albinoleffe.

Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Alessandria 30, Cittadella 29, Bassano e FeralpiSalò 27, Reggiana 24, Pavia e SudTirol 23, Cremonese, Cuneo e Pordenone 22, Padova 21, Pro Piacenza 19, Giana Erminio 18, Lumezzane 16, Mantova 14, AlbinoLeffe 11, Renate 9, Pro Patria 6.

Ore 08.20 – Lega Pro girone A, quindicesima giornata: Cuneo-Pordenone 0-1 (Filippini (Pn) al 37′ st), Pro Patria-Cremonese 1-0 (D’Alessandro (Pp) al 1′ pt), Alessandria-SudTirol 2-1 (Bocalon (Al) al 5′ pt e al 20′ pt, Kirilov (St) al 34′ st), Giana Erminio-Padova 1-2 (Altinier (Pd) al 28′ pt, Neto Pereira (Pd) al 2′ st, Bruno (Ge) al 31′ st), Pavia-Lumezzane 0-2 (Cruz (Lu) al 23′ pt, Sarao (Lu) su rigore al 7′ st), AlbinoLeffe-Reggiana 0-1 (Siega (Re) al 16′ pt), Cittadella-FeralpiSalò 0-2 (Romero (Fs) al 10′ st, Bracaletti (Fs) al 23′ st), Pro Piacenza-Mantova 0-0, Bassano-Renate 2-0 (Stevanin (Ba) al 29′ st, Fabbro (Ba) al 47′ st).

Ore 08.10 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.00 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Maglietteveloci.it, Macron Store, Studio Pignatelli Netstore, Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 16 dicembre: doppio allenamento per i Biancoscudati, a parte Corti.




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