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Ore 22.30 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Alessandria 30, Cittadella 29, Bassano, FeralpiSalò e Reggiana 24, Pavia e SudTirol 23, Cremonese, Cuneo e Pordenone 22, Padova 21, Giana Erminio e Pro Piacenza 18, Lumezzane 16, Mantova 13, AlbinoLeffe 11, Renate 9, Pro Patria 6.
Ore 22.00 – (Il Piccolo) In attesa di lunedì, giorno della verità sul futuro societario, domani l’Unione Triestina 2012 scende in campo al Rocco contro la Luparense San Paolo (inizio ore 14.30, arbitra Citarella di Matera). E mai come questa volta lo farà con una rosa ridotta all’osso, che avrà bisogno di attingere a piene mani dalla formazione Juniores per riempire la panchina. Le partenze di Migliorini e Proia hanno in un colpo solo azzerato il centrocampo dell’Unione, tra l’altro due dei migliori elementi della rosa che quindi indeboliscono ancora di più la forza d’urto a disposizione di mister Roncelli. Il tecnico cercherà di arrangiarsi con il poco che resta, badando a un atteggiamento molto prudente e concreto, in sostanza una partita di contenimento per cercare di strappare via almeno un punto, un traguardo d’oro in queste condizioni. Per fortuna non ci sono altri forfait, ma Miani è appena rientrato dall’influenza e non sarà certo al massimo, mentre Ciave (già in panchina a Monfalcone) ora sta meglio ma sicuramente non ha i novanta minuti nelle gambe. Per il resto anche Battaglini, dovrebbe farcela, almeno per la panchina. Tirando le somme, davanti a Di Piero si prospetta la coppia Andejlkovic-Di Dionisio con Crosato e Miani a presidiare le fasce. A centrocampo dovrebbe quindi toccare alla coppia di Spadari-Catalano, due giocatori che assicurano il primo buone geometrie e il secondo tanta grinta, ma che ovviamente possono dare meno velocità e decisamente meno corsa di Proia e Migliorini. Gli esterni saranno Morelli e Santoni, mentre davanti agirà la coppia Baggio-Pontrelli. Sarà una Triestina sicuramente diversa da quella delle ultime uscite: «Non potremo certo esprimere lo stesso gioco che facevamo con Migliorini, che del resto avevamo messo nelle condizioni perfette per far bene – spiega Roncelli – di sicuro dovremo essere bravi a stare molto corti e a essere concreti per portare a casa punti».
Ore 21.30 – (Corriere delle Alpi) Stefano Mosca è pronto per il Campodarsego. Il terzino agordino ha superato i problemi fisici che lo hanno costretto a saltare gli ultimi due impegni della squadra gialloblù. Domenica contro l’Abano, e mercoledì in Coppa Italia con la Virtus Vecomp, il difensore gialloblù non era stato convocato ma torna a disposizione per il big match casalingo di domani contro la capolista Campodarsego. La squadra padovana è l’unica a non avere ancora perso dopo diciassette giornate, avendo collezionato la bellezza di dodici vittorie e cinque pareggi. La sfida che si apprestano ad affrontare Corbanese e compagni è sicuramente tosta, ma il Belluno ha dimostrato in questi anni di potersela giocare davverocon tutti. «Domani giochiamo contro la squadra che fino a questo momento ha dimostrato di essere la migliore di tutte, indiscutibilmente», spiega il tecnico del Belluno Roberto Vecchiato, «il Campodarsego merita ampiamente la testa della classifica considerati i risultati ottenuti. In trasferta questa squadra ha quasi sempre vinto, ad eccezione di un pareggio. Toccherà a noi quindi cercare di interrompere questa loro striscia positiva. Per farlo dovremo giocare una partita di alto livello, con una prestazione simile a quelle messe in campo qualche settimana fa contro Virtus Vecomp e Venezia. Domani sarà la nostra ultima partita al Polisportivo prima di Natale e vorremmo regalare una grande gioia ai nostri tifosi che ci seguono sempre con grande affetto». Nicola Calcagnotto squalificato. Contro l’Abano il centrale difensivo gialloblù ha collezionato la quinta ammonizione stagionale che lo costringe a saltare a sfida di domani. Chi gioca? Tra i pali ritorna ufficialmente il ballotaggio tra Gabriele Brino e Davide Solagna, che ha giocato in coppa mercoledì; per questo l’allenatore potrebbe optare per l’estremo difensore classe 1997. In difesa i centrali saranno Sebastiano Sommacal e Paolo Pellicanò, sulle corsie esterne dovrebbe rientrare Stefano Mosca a sinistra, mentre sulla parte opposta Giovanni Pescosta non si discute. A centrocampo torna titolare Simone Bertagno, dopo il turno di riposo in Coppa Italia, insieme a Yari Masoch; sulle fasce potrebbero esserci Marco Duravia da una parte e Marco Farinazzo sulla corsia opposta. In attacco la coppia per sfondare le linee padovane dovrebbe essere quella formata da Simone Corbanese e Antonio Acampora. Appuntamento al 14 dicembre. Il Belluno ha organizzato un nuovo incontro formativo dal titolo “L’allenamento dei portieri nel settore giovanile”. Tra i relatori che interverranno alla serata ci sarà anche il responsabile dell’area metodologica del Venezia, il dottor Riccardo Bovo. L’incontro si terrà nella sala riunioni del campo sportivo di Salce alle 20.30, sarà gratuito e aperto a tutti.
Ore 21.00 – (Gazzetta di Mantova) Mentre tutti si aspettavano il ritorno tra i professionisti dello “storico” Piacenza, fallito nel 2013 è tuttora in serie D, a sorpresa il capoluogo emiliano è stato rappresentato in Lega Pro dall’altra squadra cittadina, il Pro Piacenza. Il sodalizio rossonero, fondato nel 1919, nel 2013 si fuse con l’Atletico Piacenza (serie D) vincendo subito il campionato e approdando per la prima volta nella terza serie. Inserito nel girone B, lo scorso anno il Pro Piacenza dovette affrontare un torneo ad handicap per la penalizzazione di 8 punti per aver schierato più volte un atleta squalificato. Ma, grazie anche alla restituzione di 3 punti lo scorso maggio, i rossoneri giunsero terzultimi, vincendo poi la doppia sfida col Forlì (2-1 e 0-0) guadagnando la salvezza ai playout. Quest’anno il Pro Piacenza ha cambiato girone e quasi per intero la squadra, con solo 6 conferme (tra i quali gli ex biancorossi Bini e Schiavini) e soffiando anche il mister William Viali al Piacenza, giunto terzo in D. Viali, 41enne, dopo aver provato diversi moduli è approdato al 4-3-1-2 che ultimamente gli sta dando soddisfazioni. Il Pro Piacenza infatti non perde da quattro turni, che gli hanno fruttato 8 punti grazie ai quali si sono staccati di ben 5 lunghezze dalla zona playout. Tra gli acquisti di spessore ci sono l’ex biancorosso ai tempi della B Davide Carrus, che a 36 anni è ancora un regista di valore e il bomber Cristofoli (’83) che lo scorso anno trascinó il Castiglione al trionfo in D con ben 19 gol. Senza dimenticare il francese Rantier (32 anni) e il 27enne Alessandro che un paio d’anni fa si mise in ottima luce nel Real Vicenza. Il paradosso del Pro Piacenza è che finora al “Garilli” non ha ancora vinto una gara: solo 5 pareggi e 2 sconfitte con Alessandria e Cremonese. L’attacco non fa sfracelli (11 reti, quintultimo del girone), meglio la difesa con un passivo di 15 gol.
Ore 20.40 – (Gazzetta di Mantova) «Quella sul campo del Pro Piacenza è una partita da 6 punti e a questo punto è bene limitare le parole e pensare a parlare con i fatti». Il messaggio è firmato Ivan Javorcic e fotografa bene il momento del Mantova, uscito con le ossa rotte dalla sfida casalinga con l’Alessandria e ora “condannato” a riscattarsi in uno scontro diretto che si prospetta tutt’altro che agevole. Quantomeno il tecnico croato può sorridere per il recupero di Francesco Ruopolo, che anche ieri si è allenato al passo con i compagni. «Sto bene – conferma il centravanti a fine seduta -, purtroppo mi sto trascinando un problemino al ginocchio ma la pausa natalizia mi aiuterà a recuperare al 100%. Tutto è iniziato quando mi sono infortunato al gomito contro la Reggiana: da lì ho cominciato a correre male e il ginocchio si è infiammato. Avrei dovuto fermarmi un paio di settimane, ma è stata più forte la voglia di giocare». Guai, però, a far presente al bomber che la squadra sembra avere disperatamente bisogno di lui, come riferimento offensivo e anche caratteriale: «No, io penso il contrario. Ho piena fiducia nei compagni, la squadra può far bene anche senza di me. In allenamento vedo tanto impegno e qualità, usciremo da questa situazione». Sul come ci si sia finiti, Ruopolo non ha però una spiegazione precisa: «Ci siamo trovati in difficoltà, qualche episodio ed errori stupidi ci hanno penalizzato… Poi quando potevamo ripartire, abbiamo trovato una dietro l’altra le prime cinque della classe. E non è facile far tanti punti contro le migliori». Ora, però arrivano gli scontri diretti: «A Piacenza sarà la prima volta, da quando c’è mister Javorcic, che affronteremo una cosiddetta “piccola”. Bisognerà scendere in campo con lo spirito di chi deve salvarsi, lottando su ogni palla senza mollare mai dall’inizio alla fine». Allo stesso modo la pensa Ivan Javorcic, che si dice anche «curioso di vedere quanto possiamo essere competitivi contro squadre del nostro stesso rango. Il Pro Piacenza è una buona formazione, per certi versi ricorda la Giana. È solida dietro e in attacco ha giocatori che assicurano un mix interessante di velocità, fantasia e potenza. Sarà difficile, ne siamo consapevoli, ma io penso che in questa sfida potremo essere competitivi e come sempre la prepareremo per cercare di vincere, anche se negli scontri diretti è importante pure non perdere. Dirlo a parole però non serve più – conclude il mister -, per recuperare rispetto e credibilità servono i fatti». Nella seduta di ieri Del Bar si è fermato per nausea. Stamani (ore 11) la rifinitura. Probabile formazione (4-3-2-1): Bonato; Scalise, Trainotti, Carini, Scrosta; Di Santantonio, Dalla Bona, Raggio Garibaldi; Gonzi, Zammarini; Ruopolo.
Ore 20.20 – Cristian Altinier: “Dono contento di essere tornato al gol e di questa vittoria esterna! L’affinità con Neto Pereira? Cresce di partita in partita, ma dobbiamo continuare a lavorare”.
Ore 20.10 – Lazar Petkovic: “Il rigore? Non l’ho studiato, ho solo aspettato fino all’ultimo. E c’era perché Dionisi l’ha presa di mano, solo che bisogna vedere se l’hanno spinta. Oggi era molto importante vincere, cerchiamo di continuare per questa strada! Abbiamo dimostrato che siamo una buona squadra e che possiamo giocarcela con tutti. Col cambio di allenatore abbiamo ritrovato quella fiducia che era andata persa. Il gol subito? Mi fa arrabbiare tanto perché abbiamo dormito tutti, ma pensiamo alla vittoria dai…”.
Ore 20.00 – Giuseppe Pillon: “Non dovevamo prendere quel gol, abbiamo commesso un errore che non va assolutamente fatto! Ho un rammarico perché dovevamo gestire meglio il 2-0. Nel primo tempo la squadra è stata molto diligente e compatta. Dobbiamo ancora migliorare ma era importante vincere, e domenica abbiamo una partita difficile! Abbiamo fatto un passo in avanti ma dobbiamo perdere meno palle in uscita, dobbiamo migliorare anche su quello”.
Ore 19.50 – Cesare Albé (allenatore Giana Erminio): “Abbiamo giocato un buon primo tempo ma ad inizio ripresa abbiamo commesso una stupidaggine che ci ha fatto andare in coma per 20 minuti. Abbiamo reagito solo dopo il 2-1 ma non è bastato… Nel primo tempo il Padova a differenza nostra ha concretizzato a dovere”.
Ore 19.35 – Due vittorie in due partite, sei punti e il primo squillo in trasferta. Il Padova espugna Gorgonzola per 2-1, reti di Altinier e Neto Pereira, con Pillon in panchina si vola
Ore 17.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Il primo dei tre «mattoni», chiesti alla squadra da Giancarlo Favarin, è stato piazzato grazie al successo casalingo contro l’Union Ripa di domenica scorsa. Domani, i suoi ragazzi avranno la chance di conquistare la seconda vittoria consecutiva a Castelfranco in casa del Giorgione, per cercare di tenere sulle spine il Campodarsego e chiudere al meglio il girone d’andata: «Stiamo crescendo dal punto di vista della mentalità, e stiamo lavorando duramente con il solo obiettivo di vincere domenica e poi con la Triestina, per entrare nel girone di ritorno cercando di migliorare il già ottimo risultato conseguito in quello d’andata». E l’innesto di Marcolini non può che aiutare in questo percorso: «È stato un acquisto cercato, che porta spessore, centimetri, qualità ed esperienza in mezzo al campo, oltre ad essere un giocatore che con me ha fatto bene». Oltre all’ex Este, sembrano probabili anche ulteriori arrivi: «Ci stiamo guardando intorno, stiamo cercando giocatori per l’attacco ma non solo, valutando la situazione di Barreto, che domenica non ci sarà. È un calciatore al quale non si possono fare considerazioni dal punto di vista tecnico, deve però capire cosa può dare lui al Venezia, che in questi mesi, assieme allo staff ed allo spogliatoio, si è messo a sua completa disposizione». Con il Giorgione, tornerà in campo Serafini che farà coppia con Maccan, mentre in difesa, un problema a Busatto impedirà di riproporre la coppia centrale vista domenica. Sarà il rientrante Modolo a fare coppia con Cernuto, mentre sulla fascia destra, saranno le condizioni della caviglia di Ferrante a stabilire chi tra lui e Luciani vestirà la maglia numero 2.
Ore 17.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Il Venezia scende in campo domani a Castelfranco per la sfida con il Giorgione (ore 14.30). Tolto Calzi, squalificato, Ferrante e Busatto in dubbio per problemi fisici, tutti gli altri giocatori sono a disposizione di mister Giancarlo Favarin. Tutti, tranne Vitor Barreto. Ed è un’assenza che pesa, perché potrebbe preludere a un addio definitivo tra il brasiliano e gli arancioneroverdi. Il clamore suscitato dal suo arrivo in settembre, quando fece notizia la sua decisione di scendere dalla serie A alla D, è ormai un lontano ricordo. Ora il giocatore è in permesso da martedì e domani alla partita non ci sarà. Questa volta non si tratta di problemi fisici. Lo stesso Favarin lascia intendere che presto si arriverà a una decisione. «Deve essere lui a dirci cosa vuole fare», allarga le braccia il tecnico. Il valore di Barreto non si discute e Favarin lo ha sempre riconosciuto: «Le sue qualità non sono in discussione. I compagni, la società, lo staff sono stati tutti molto disponibili nei suoi confronti. Tutti l’hanno messo nelle condizioni migliori per poter fare bene. Ma per il momento non ha ricambiato questa disponibilità». Il mercato è aperto e di sicuro il Venezia cerca una punta senior e una under . Ma potrebbe non essere finita qui, nel caso si decida davvero di lasciar partire Barreto. Intanto domani rientreranno dalla squalifica Matteo Serafini e Marco Modolo. Davanti sarà lui la prima punta, anche se Favarin non intende rinunciare a Maccan, che probabilmente – se sarà confermato il 4-2-3-1 – arretrerà al centro affiancato dai Fabiano e Carbonaro. In mediana si potrebbe vedere fin da subito Matteo Marcolini, con Acquadro o Callegaro. Dietro confermato Cernuto al centro ma non con Busatto, che ha un problema fisico e sarà sostituito da Modolo. Con Ferrante (o Luciani) da una parte e Galli dall’altra.
Ore 16.50 – (La Nuova Venezia) Torna il bomber e il Venezia spera di ritrovare linfa vitale sotto porta. Giancarlo Favarin potrà contare contro il Giorgione anche su Matteo Serafini, che torna a disposizione dopo avere scontato con Belluno e Union Ripa La Fenadora le due giornate di squalifica per l’espulsione rimediata nell’arroventato finale con l’Este. «Non è mai facile stare fuori, ti rovini il fegato» racconta il capitano arancioneroverde, «anche perché non ho detto nulla di offensivo all’arbitro per meritare l’espulsione diretta. Avere saltato quattro partite in diciassette giornate per le due espulsioni non mi era mai accaduto in carriera. Comunque è tutto alle spalle, concentriamoci sul Giorgione che è meglio, perché a Castelfranco vogliamo vincere». Venezia che deve ritrovare anche il feeling con il gol, feeling che non era mancato nelle prime nove giornate (25 reti realizzate), fino alla goleada nel derby con la Calvi Noale, poi l’imprecisione sotto porta ha comportato un ridimensionamento notevole della potenza offensiva del Venezia: sei gol in otto partite con tre zero a zero all’attivo e le tre vittorie con Mestre, Fontanafredda e Union Ripa La Fenadora di stretta misura (1-0). È anche vero che in queste otto gare il Venezia ha incassato solo quattro gol (due a Tamai e due con l’Este), tenendo imbattuta la porta di Vicario in sei match. «Vedendo i numeri si potrebbe pensare a difficoltà sotto porta per mancanza di occasioni» continua Serafini, «in realtà le palle-gol il Venezia le costruisce sempre, e tante. Ci sono periodi, vale per le squadre come per un attaccante, in cui la porta sembra restringersi, il pallone non vuole entrare. Vedere, però, che le occasioni le creiamo sempre, è un segnale positivo. Prima o poi ritorneremo a segnare di più, come nella prima parte del girone d’andata, quando alla fine del primo tempo avevamo già segnato un paio di gol». Il Venezia sta comunque cercando sul mercato un paio di attaccanti per irrobustire l’organico, come anticipato dal diesse Perinetti: da Pordenone arriva la notizia che Emil Zubin torna a Venezia, anche se qui manca la conferma. Per lui sarebbe un ritorno, due stagioni, dal 2011 al 2013, anche Zubin, come Marcolini, faceva parte del Venezia di Favarin (23 gol) e da un paio di mesi è fuori rosa a Trieste. Potrebbe essere in uscita anche Vitor Barreto a cui la società ha concesso un permesso per l’intera settimana per decidere il suo futuro. «Domani non ci sarà» conferma Favarin, «deve decidere cosa fare. Finora società e squadra lo hanno messo nelle migliori condizioni per esprimersi. E’ un giocatore che può fare la differenza con la mentalità giusta, e noi abbiamo bisogno di quel Barreto».
Ore 16.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Siamo a un passo. L’annunciata ed attesa assemblea «totalitaria» di Vi.Fin. Spa, la finanziaria che è ad un passo dall’acquisire le quote di maggioranza del Vicenza Calcio appartenenti a Finalfa Srl, ha regolarmente proceduto all’aumento di capitale, operazione che come primo effetto andrà a garantire la scadenza del 16 dicembre, data entro la quale le società di serie B devono pagare ai loro tesserati stipendi e relativi contributi dei mesi di settembre ed ottobre. In Vi. Fin. è entrato ufficialmente Stelvio Dalla Vecchia, imprenditore vicentino già vicino ai colori biancorossi con le sponsorizzazioni delle sue aziende, Utensilnord e Metrotecnica, mentre Luigi Morato che aveva annunciato la sua uscita da Vi. Fin. non ha partecipato all’aumento di capitale ma è rimasto come socio, pur con un numero di quote ridotto. L’assemblea ha lasciato inalterato la composizione dell’organigramma societario con Alfredo Pastorelli presidente ed amministratore delegato, insieme a Marco Franchetto e a Leonardo Adamo, che continuerà a essere consigliere di amministrazione. Una continuità che rappresenta una notizia importante perché significa che Vi.Fin. è decisa a portare avanti il progetto di acquisire le quote di maggioranza (il 92%) della Finalfa Srl, operazione che ha ormai superato l’ultima curva e vede in fondo al rettilineo lo striscione del traguardo. Le difficoltà sono state quasi tutte superate, restano dettagli e il tempo necessario per la loro definizione. In dirittura d’arrivo anche l’accordo con River Srl, la società creditrice nei confronti del Vicenza Calcio degli affitti non pagati negli ultimi anni dei campi di gioco del centro tecnico «Piermario Morosini» di Isola Vicentina. La trattativa, dalla parte della società berica, è condotta dallo studio dell’attuale presidente del Vicenza calcio GianLuigi Polato, e affidata in prima persona al legale Claudio Solinas che si sta confrontando con l’ex ad e presidente del Vicenza Danilo Preto che cura gli interessi dei soci della River Srl. Come reso noto nei giorni scorsi le parti sono ormai vicinissime ad un’intesa di massima che dovrà essere poi sottoscritta tra le parti, e che prevederà l’abbandono delle strutture di Isola Vicentina a fine di questa stagione per trasferire la sede degli allenamenti del prossimo campionato nelle strutture di San Lazzaro, in città, e per le quali si sono già avviati i contatti con l’amministrazione comunale. Un’altra conferma che l’operazione di acquisto del Vicenza Calcio da parte di Vi.Fin. è ormai in discesa: situazione confermata anche dal fatto che Sergio Cassingena, attuale presidente di Finalfa Srl, ha trovato l’accordo con i vertici di Vi.Fin. per quanto riguardava le sue posizioni creditorie, intesa che è stata firmata una decina di giorni fa e che di fatto, quando la trattativa sarà conclusa, sancirà la fine dell’era di Sergio Cassingena al comando della società berica. Un’operazione che verrà quindi definita a breve e che permetterà a Vi.Fin. di operare nel mercato di gennaio seguendo le indicazioni di Pasquale Marino che, vista la lunga serie di infortuni occorsi alla squadra e l’attuale posizione di classifica, avrà bisogno di rinforzare la rosa per poter affrontare la seconda parte di campionato con maggior serenità per non rischiare di finire nelle zone pericolose della classifica.
Ore 16.00 – (Gazzettino) «Ho detto a mio padre che sono diventato l’allenatore dell’Abano. Non ne poteva più di sapermi a casa, mi preferisce sul campo». Ecco le prime parole del nuovo tecnico neroverde Karel Zeman, figlio del celebre Zdenek. Ieri al Ceron la presentazione ufficiale, con il presidente Gildo Rizzato a fare gli onori di casa. «Non l’abbiamo preso per il suo nome, ma perché abbiamo avuto buone referenze. In campo vogliamo vedere qualità e che la squadra giochi bene». Dopo un primo contatto la settimana scorsa, domenica Zeman ha visto la partita con il Belluno, e l’altro ieri c’è stato l’incontro decisivo a Bologna con il diesse Andrea Maniero. «Un paio d’ore di conversazione, che sono servite anche per capire se c’era feeling a livello umano. Conosce il calcio e i suoi valori etici e morali ci hanno convinto a dire che è la persona giusta». Torniamo a Zeman, che ieri ha diretto un doppio allenamento. «C’è un buon materiale sul quale lavorare. Mi aspetto di vedere qualcosa già dopo due-tre giorni di lavoro, anche se dopo la sosta potremo vedere qualcosa di più simile all’obiettivo che dobbiamo raggiungere. Pensiamo a migliorare giorno dopo giorno: se al termine di ogni allenamento ciascuno dei ragazzi non si sente migliorato come singolo e come squadra, ho fallito». Suo padre gioca con il 4-3-3. È anche il suo modulo? «Sì. Con il Belluno ho visto che ci sono calciatori adatti per sviluppare quest’idea di calcio». Pochissimo tempo per preparare la trasferta con il Ripa Fenadora. Che tasti ha toccato con i giocatori? «Li ho messi in campo per studiare le loro caratteristiche e per dare un’infarinatura tattica». È un tecnico pacato o di polso? «Non vedo le due cose in contrapposizione, forse questo è uno degli insegnamenti che ho avuto da mio padre. Lui è stato sempre severo, senza mai alzare la voce. Non avrei mai iniziato a fare l’allenatore se non amassi il calcio con tutto me stesso perché sulla pelle di mio padre ho visto che è un ambiente difficile, e lo è ancora di più se sei figlio di qualcuno che non è potente nel Palazzo».
Ore 15.40 – (Mattino di Padova) L’Abano ha scelto il nuovo allenatore. E il dogma del “bel calcio” ha portato il patron Gildo Rizzato a puntare su un tecnico con un cognome che con il “bel calcio”, appunto, va a braccetto: Zeman. A guidare i neroverdi (dopo l’esonero di Max De Mozzi), però, sarà Karel, figlio del “boemo” Zdenek, oggi al Lugano, nella Serie A svizzera. Karel, 38 anni, ieri ha diretto la doppia seduta di allenamento agli impianti sportivi “Ceron” di Selvazzano. «Ho messo in campo la squadra per lavorare sulla tattica e conoscere le caratteristiche dei giocatori», ha spiegato Karel, che in Serie D ha allenato il Selargius Cagliari, dopo l’esperienza al Qormi, nella Serie A maltese. L’etichetta di “figlio di” sembra non pesargli. Anzi, la lunga esperienza nel calcio italiano di papà Zdenek lo ha aiutato a crescere: «Sento parlare di calcio da quando avevo due anni», ha raccontato. «Ho sempre seguito mio padre ed è inevitabile che abbia fatto tesoro dei suoi insegnamenti. Tra l’altro, ora è contento perché non ne poteva più di sapermi a casa (e ride, ndr)». Karel è calmo, pacato, con il caratteristico sorriso stretto fra i denti: ad Abano, dunque, non è arrivato il tipico “sergente di ferro” con l’incarico di risollevare la squadra da una situazione di classifica deficitaria: «Papà mi ha insegnato che si può essere severi senza urlare, distruggere panchine e inveire», ha continuato. «Ho visto la squadra domenica scorsa e secondo me ci sono i giocatori per far bene. Cercherò di trasmettere loro il mio modo di fare calcio, senza troppe parole». Insomma, l’Abano ora ha il “suo” Zeman, con il 4-3-3 (modulo, se così si può dire, “di famiglia”), la ricerca continua della profondità e il ritmo serrato: «Non l’abbiamo preso perché è il figlio di Zeman, sia chiaro», la puntualizzazione di Gildo Rizzato, affiancato dal direttore sportivo Andrea Maniero. «Volevamo un allenatore diverso, anche perché, dalle nostre parti, girano sempre i soliti nomi. Siamo arrivati a Karel attraverso alcuni conoscenti che ce ne avevano parlato benissimo. Io voglio vedere il bel calcio e spero che dia un’impronta importante alla squadra». Infine, Andrea Maniero ha rivelato un piccolo retroscena: «Non appena ha saputo dell’interessamento, è salito da Roma per vedere la partita con il Belluno. Poi ci siamo incontrati a Bologna e lì abbiamo capito che era l’allenatore giusto per noi».
Ore 15.10 – (Gazzettino) Il Cittadella ha centrato i quarti di Coppa Italia superando il Bassano con un mix di giovani e di giocatori esperti. Lo ha sottolineato con soddisfazione Roberto Venturato, elogiando il settore giovanile granata e guardando con fiducia al futuro. Per Marco Varnier si è trattato di un esordio assoluto, mentre Giacomo Caccin aveva già giocato in Coppa con il Sudtirol. Stefano Amato, invece, è ormai un “veterano” alla corte di Venturato. «Quest’anno è la terza partita dopo quelle con Potenza in Tim Cup e Sudtirol. Mi alleno stabilmente in prima squadra dal ritiro di Lavarone, mentre la scorsa stagione ho avuto sette convocazioni e tre l’anno precedente». La voglia di crescere è tanta, riprende il terzino sinistro: «Mi impegno per trovare spazio più spesso, non sono mica già arrivato». Suo il cross da cui è scaturito il gol di Sgrigna. «Mi piace spingere in fascia e rendermi utile ai compagni». Claudio Coralli, invece, è il bomber di Coppa Italia per il Cittadella. Decisiva giovedì sera la sua rete nel finale di partita con il Bassano, così come la sua tripletta aveva permesso di superare il Sudtirol. Sono sei i gol messi a segno quest’anno in Coppa, più uno in campionato. «Con il Bassano era una partita importante per noi – spiega l’interessato – in particolare per chi gioca di meno». Non è stata per la verità una grande gara, anche perchè il Cittadella nell’undici iniziale non ha schierato nessuno dei titolari in campionato a Pordenone. Riprende il bomber di Borgo San Lorenzo: «Abbiamo disputato un buon primo tempo. Poi siamo calati di fronte a un Bassano in crescita che aveva messo in campo parecchi titolari. Ci tenevamo comunque a passare il turno». Dopo il gol di Sgrigna, il Bassano ha segnato con Iocolano e nell’occasione Coralli ha tentato senza riuscirci di evitare il pari. «Mi sono accorto tardi e ho cercato il salvataggio, mancandolo. Potevo fare meglio. In compenso poi ho realizzato il 2-1». Una rete di rapina, da autentico rapace d’area su una corta respinta del portiere ospite. «Sono in campo per questo. Adesso spero di segnare anche in campionato. Ci aspettano due partite difficili contro squadre attrezzate per l’alta classifica». Sul Feralpi Salò, che sarà al Tombolato domani alle 15, continua: «In trasferta è una squadra particolarmente pericolosa, noi dovremmo cercare di sbloccare subito il risultato per non complicarci la vita. Ci teniamo a mantenere il primato». Che il campionato sia l’obiettivo prioritario, è chiaro. «Già da lunedì stiamo preparando il match con il Feralpi. C’è stato l’intermezzo di Coppa, ma senza distrarci. Abbiamo una rosa in grado di sostenere entrambi gli obiettivi». Per la sfida di domani è in forte dubbio Iori, che ieri ha lavorato a parte per un risentimento muscolare al polpaccio destro emerso durante l’allenamento di mercoledì. Se il capitano granata non dovesse farcela è pronto Bobb in cabina di regia con Paolucci a dargli man forte.
Ore 14.50 – (Mattino di Padova) Senza Iori sarà un altro Cittadella. Il giovedì di Coppa Italia ha lasciato in dote la qualificazione ai quarti di finale, ma anche un infortunio eccellente. Manuel, per la verità, non si è fermato nel corso del derby con il Bassano ma durante la seduta di allenamento a ranghi ridotti del pomeriggio, a cui hanno preso parte i giocatori non convocati. Gli immediati accertamenti eseguiti dallo staff medico della società hanno escluso lesioni, tuttavia il “risentimento muscolare al polpaccio destro” accusato dal regista lo terrà sicuramente fuori almeno per la gara di domani pomeriggio al Tombolato contro la FeralpiSalò, mentre soltanto nei prossimi giorni sarà possibile capire se potrà tornare a disposizione per la trasferta di Cremona di domenica 20. Un bel grattacapo per Venturato, perché per caratteristiche tecniche e personalità Iori è sicuramente uno degli elementi più difficili da rimpiazzare. Nella linea a tre della mediana Bobb pare il più indicato per sostituirlo in cabina di regìa, con Schenetti e Paolucci ai lati. In alternativa potrebbe accentrarsi Paolucci, con Lora a rilevare il giovane gambiano. In chiusura della sfida di Coppa, aveva fatto preoccupare anche la botta alla caviglia rimediata da Jallow. Nel suo caso si tratta, però, solamente di un pestone, per quanto doloroso sul momento, che non gli impedirà di essere convocato. «Una grossa perdita». Uno a uno palla al centro, verrebbe da dire con una punta di cinismo, considerando che la Feralpi si presenterà priva del trequartista Alex Pinardi, che stamattina si sottoporrà ad un’operazione di pulizia del menisco. «Per loro è una bella “tegola”, perché parliamo di un giocatore importante per lo sviluppo della manovra lombarda, ma lo stop di Iori è altrettanto grave per noi», afferma Claudio Coralli, autore in extremis del gol che ha regalato il passaggio del turno contro il Bassano. “Ciccio” conferma come la Coppa sia stata una sorta di distrazione dal campionato. «In realtà, già da lunedì abbiamo iniziato a preparare la sfida alla Feralpi, squadra che in trasferta è particolarmente pericolosa: la sua classifica l’ha costruita proprio fuori casa. Credo che contro di loro sarà importante sbloccare subito il risultato, altrimenti rischieremo di complicarci la vita». «Voglio la Coppa». Coralli pensa anche al trofeo di Lega Pro. «È un obiettivo che interessa. Non l’ho mai vinta in carriera e manca anche dalla bacheca della società, perché il Cittadella ha conquistato la Coppa Italia Dilettanti (nella stagione 1979-1980, ndr) ma mai questa. Dopodiché è chiaro che in questa fase della stagione non possiamo trascurare il campionato. Contro il Bassano il nostro gioco è stato meno fluido rispetto al solito, ma certe difficoltà sono comprensibili: nel secondo tempo i giallorossi hanno schierato una versione molto simile alla squadra titolare, mentre per noi, con tanti cambi, era inevitabile che certi automatismi venissero meno». Tifosi in trasferta. Intanto i tifosi pensano già a Cremonese-Cittadella del 20 dicembre, che si disputerà alle 17.30. Il Club “Granata Cittadellese” organizza la trasferta in pullman per assistere al match. Il prezzo comprensivo di trasporto, pranzo e biglietto d’ingresso allo stadio Zini è di 30 euro. Per le iscrizioni è possibile rivolgersi all’Ortofrutta da Lena, in via Garibaldi a Cittadella, entro il 18.
Ore 14.30 – (Corriere del Veneto) Avanti tutta e su tutti i fronti. È un momento d’oro per il Cittadella e Roberto Venturato, entrato in punta dei piedi in un ambiente avvolto per un decennio attorno alla figura, quasi mitologica, di Claudio Foscarini e riuscito a prendere in mano le redini di una squadra lanciatissima. Prima in classifica e qualificata ai quarti di Coppa Italia dopo aver battuto 2-1 al Tombolato il Bassano: «Abbiamo tenuto bene il campo in una partita difficile a eliminazione diretta – evidenzia Venturato – dove era importante curare i dettagli e creare episodi. Non siamo stati perfetti, ma sono soddisfatto per l’atteggiamento dei più giovani e di chi ha giocato meno. Dobbiamo avere un gruppo che sappia lavorare con questo atteggiamento per poter restare nelle posizione alte in classifica». Un pensiero con dedica speciale a Caccin e Varnier, i due giovani lanciati in orbita nel derby di Coppa e che potrebbero ritagliarsi ulteriore spazio nel prossimo futuro: «Faccio un plauso ai tecnici di chi ha lavorato nel settore giovanile – sottolinea Venturato -. Quanto ai giovani, ci metto dentro pure Jallow, un giocatore di grandi capacità tecniche che però deve lavorare sul fatto di giocare con i compagni». Il gol di Claudio Coralli ha confermato come l’arma in più a disposizione del Cittadella sia sempre e comunque la panchina lunga: «Sono arrivato troppo tardi per il salvataggio sul gol di Iocolano – sorride il centravanti toscano – ma ho rimediato segnando la seconda rete. Passare il turno in coppa Italia era uno dei nostri obiettivi, in questa competizione la vittoria manca dalla serie D e quindi potrebbe essere un obiettivo importante quello di portare a casa anche questo trofeo. Ora ci aspettano due partite fondamentali, a cominciare da domani contro un Feralpi che ha giocato sempre bene fuori casa. Siamo primi in campionato e vogliamo rimanerci».
Ore 14.00 – (Gazzetta di Reggio) Concentrazione e rispetto per l’avversario: sono le parole d’ordine del tecnico Alberto Colombo alla vigilia della trasferta di Bergamo contro l’Albinoleffe. Mister, parliamo subito di infermeria? «Parola credo che tornerà dopo la sosta natalizia, Meleleo ha qualche problema al ginocchio operato mentre tutti gli altri sono abili. Partiremo in ventidue: ben venga l’abbondanza per creare stimoli e concorrenza per la crescita di questa squadra». Che gara si aspetta? «E’ da vincere perché siamo quasi obbligati ma sarà difficile perché a loro può bastare un punto e proveranno con le ripartenze a darci fastidio. Ho fatto presente ai ragazzi le nostre difficoltà con le squadre che si chiudono senza dimenticare come l’Albinoleffe abbia battuto la capolista Cittadella poche settimane fa. Servono la concentrazione e la voglia di fare viste col Pavia e maggior incisività davanti per trovare il gol». Ha già la formazione in testa? «In difesa Sabotic è alla prima settimana di lavoro completa ma non ha ancora la partita nelle gambe quindi spazio a chi ha fatto bene col Pavia; a centrocampo giocherà Angiulli, un giocatore importante che ha avuto un calo e altre volte gli avevo preferito altri giocatori ma adesso è il suo momento; davanti Nolè ha qualche acciacco ma dovrebbe farcela anche se ho un dubbio: magari partire con la doppia punta, con l’ex Pesenti più motivato, oppure con Giannone che ho visto ultimamente in crescita e prendersi delle responsabilità come piace a me». Cosa la preoccupa dei seriani? «Hanno trovato solidità difensiva, tranne forse a Padova, e sono in crescita generale perché hanno giocatori importanti ma preferisco guardare in casa nostra perché dobbiamo trovare questa benedetta vittoria, con rispetto e col giusto approccio». Sa che la Reggiana ha vinto una sola volta contro di loro? «Abbiamo già sfatato qualche tabù quest’anno e speriamo di continuare a muovere la classifica: se siamo davvero superiori dobbiamo farlo vedere sul campo». Cosa pensa della vicenda Vavassori? «E’ un problema della società, io penso a quelli tecnici. Poi quando sarà ora di operare sul mercato entrerò nella discussione per dire la mia e credo che, se la squadra andasse bene, ci sarebbe più voglia di investire anche da parte di altri imprenditori, al di là che siano reggiani o no». Cambia però qualcosa negli obiettivi stagionali? «Ci vuole realismo. Non credo che sia in atto uno smantellamento e l’obiettivo è di restare competitivi. Ci sono realtà che hanno investito più di noi ma non significa nulla perché spendere non sempre paga».
Ore 13.40 – (Gazzetta di Reggio) Dopo il buon secondo tempo con il Cittadella e dopo la bella prova in casa con il Pavia, la Reggiana riuscirà a raccogliere finalmente i tre punti? Questo il tema della 15^ giornata del campionato di Lega Pro, girone A, che propone stasera allo stadio “Atleti azzurri d’Italia” di Bergamo la sfida tra Albinoleffe e Reggiana (ore 20.30). Il match arriva al termine di una settimana dove a fare notizia è stato più l’evolversi della situazione societaria che non il calcio giocato. Il presidente Stefano Compagni ha fatto chiarezza sul futuro, annunciando che Pietro Vavassori non entrerà nella compagine societaria. La dirigenza ha comunque ripianato i debiti e presto saranno annunciati due nuovi soci di minoranza. L’ambiente granata è dunque tornato compatto e la squadra è concentrata soltanto sulla gara di questa sera, fondamentale per la classifica e per il morale. Da sei giornate la Reggiana non vince e l’ultimo successo risale al 25 ottobre, 1-0 in casa con la Cremonese. Per una squadra costruita per primeggiar è un ruolino di marcia deludente, senza dimenticare che proprio dalla graduatoria al giro di boa dipenderà il tipo di mercato che sarà impostato a gennaio. Quella con l’Albinoleffe (nata nel ’98 dalla fusione di Albinese e Leffe ) non è una sfida classica. Però sono tanti gli incroci di giocatori ed allenatori tra le due società: si ricorda lo scambio di prestiti tra i portieri Tomasig ed Offredi, le due panchine dove si è seduto Mangone, il doppio ex Ruopolo che proprio contro i blu-celesti esordì in maglia granata. Un altro episodio, risalente a quella gara, riguarda il bomber granata Max Pesenti, ex di turno, che in quell’occasione rifilò due gol alla Reggiana prima di battibeccare con l’allora ds Massimo Ienca. Attualmente le due formazioni sono staccate di dieci punti, con i seriani che hanno fatto risultato quasi solo tra le mura amiche (chiedere al Cittadella che vi ha rimediato l’unica sconfitta stagionale). Siega e compagni in compenso hanno collezionato più punti lontani da Reggio e, tra l’altro, è arrivata in trasferta l’unica vittoria granata di questa serie, dove l’Albinoleffe è in vantaggio 8-1 ( 3 sono i pari ). Il tecnico Alberto Colombo questa sera recupera quasi tutti, tranne Parola e Meleleo. L’allenatore confermerà dieci/undicesimi della gara col Pavia: Angiulli per Bartolomei è l’unica variazione anche se l’acciaccato Nolè potrebbe lasciare il posto a Giannone o Pesenti. C’è poco da aggiungere: se la Reggiana vuole ancora recitare un ruolo da protagonista deve necessariamente tornare a casa con questa vittoria. La squadra avversaria scenderà in campo con il 3-5-2 e probabilmente con Amadori; Checcucci, Vinetot, Magli; Mucchetti, D’Iglio, Perini, Bentley, Cortinovis; Soncin, Girardi
Ore 13.10 – (La Provincia Pavese) Un Pavia in emergenza questa sera (stadio Fortunati ore 17,30) affronta un Lumezzane in cerca di punti salvezza e con in panchina mister Paolo Nicolato (per la terza volta alla guida della squadra bresciana). «Capisco che questa situazione possa avere anche un effetto, ma noi abbiamo un solo obiettivo: vincere». E’ Michele Marcolini a suonare la carica. Il mister sorride in sala stampa presentando la partita che il Pavia, reduce da una rassegna di pareggi, deve vincere a tutti i costi. Marcolini sa che gli azzurri hanno bisogno di punti per la classifica ma, ancora di più, per l’autostima della squadra. Alla vigilia della festa di Natale (martedì cena sociale) e con il presidente Xiadong Zhu in tribuna, capitan Facchin e compagni vogliono salutare il pubblico con un applauso bene augurale. L’ultima partita prima delle feste sarà sabato prossimo a Pordenone. Per preparare una bella cornice di pubblico il biglietto d’ingresso è super scontato: 5 euro per ogni ordine di posto. Marcolini avrebbe molti motivi di preoccupazione. L’infermeria sembra il reparto più attrezzato. Fuori Abate, Andrea Cristini, Carraro e anche Tommaso Bellazzini. Il centrocampista-trequartista pisano è il giocatore più versatile e utile della rosa. Il mister è prodigo di complimenti nei suoi confronti: «Giocatore di grande qualità», «Molto duttile». Dovrà farne a meno per parecchio, sembra. La buona notizia è il rientro in campo di Cesarini, che sarà impiegato dietro alla coppia di punte: Andrea Ferretti e Mattia Marchi. «Con questo modulo siamo più offensivi, più sbilanciati in avanti rispetto a prima». Il mister ammette di aver cambiato posizione: «Il 3-5-2 all’inizio della stagione era equilibratissimo, consentiva di accompagnare il gioco con più giocatori. Poi mi sono accorto che c’erano problemi nel passaggio tra la fase offensiva e quella difensiva. Bisogna pensare alle caratteristice e a gli uomini che si hanno a disposizione». Non cita il filoso austriaco Ludwig Wittgenstein, ma fa capire il suo pensiero: «Solo gli stupidi, non cambiano idea». Quella di oggi per Marcolini è, in efftti, una partita importantissima. La società ha dimostrato di avere fiducia in lui. I tifosi lo hanno fischiato nelle ultime due uscite. Vincere servirà anche a questo: mantenerlo sulla panchina a mangiare il panettone. Da queste parti ce ne sono di buoni.
Ore 12.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Momento difficile e determinante per il ramarro. Reduce da due sconfitte consecutive (1-2 a Salò, 1-3 con il Cittadella) il Pordenone scenderà oggi (inizio alle 14.30) sul campo del fratelli Paschiero di Cuneo. Match estremamente impegnativo contro un avversario in condizioni smaglianti, capace di incassare 22 punti nelle ultime 9 giornate, 4 più della capolista Cittadella, ben 12 più del Pordenone. Come se non bastasse Tedino dovrà fare a meno, fra gli altri, di tre elementi importanti come bomber De Cenco (8 centri all’attivo del brasiliano), Berardi e Mandorlini. EMERGENZA NEROVERDE – Si poteva leggere la tensione ieri mattina sui volti dei tecnici, degli accompagnatori e dei 20 giocatori che sono saliti sul pullman per partire alla volta del Piemonte. Fra questi c’era anche Matteo Mandorlini che ha voluto stare insieme ai compagni, pur se inutilizzabile, in questo momento particolare. «Speravo che il peggio fosse alle spalle – ha detto sconsolato Bruno Tedino – invece abbiamo attraversato un’altra settimana complicatissima». È la terza. Bisognerebbe cominciare a valutare quali sono le ragioni della costante emergenza infortuni. «Dovremo fare di necessità virtù – cerca motivazioni il tecnico – Nella difficoltà dobbiamo restare compatti. Tirare fuori le unghie per ottenere un risultato positivo. A tutti i costi. Ne abbiamo bisogno per noi stessi come premio per tutti gli sforzi e il lavoro che stiamo facendo e per tamponare lo scivolamento in classifica. Ai ragazzi – continua – ho chiesto di guardare dentro se stessi e cercare la forza per poter spendere ogni stilla di energia in campo. Di certo l’atteggiamento dovrà essere ben diverso da quello esibito con il Cittadella». FORMAZIONE – La marcia del Cuneo non ha sorpreso Tedino. «Avevo pronosticato – ricorda – i biancorossi come possibile sorpresa del girone. I fatti mi stanno dando ragione. Il Cuneo ha un tecnico esperto e capace (Salvatore Iacolino, ndr) e giocatori dotati di qualità, entusiasmo, ritmo, corsa e muscolarità». Viste le assenze (indisponibili anche Gulin, Marchi, Pavan, Savio, Talin), con Strizzolo ancora in condizioni non ottimali, ma probabilmente in grado di stringere i denti e scendere in campo, i primi undici potrebbero essere (4-3-3): Tomei, Cosner, Stefani, Pasa, De Agostini, Buratto, Pederzoli, Baruzzini, Cattaneo, Strizzolo, Filippini. Alternative da usare magari in corsa Finocchio e Martignago. «Viste le tante assenze e il dubbio su Strizzolo – ha tagliato corto Tedino – deciderò solo poco prima dell’inizio della gara». Arbitrerà la sfida Zingarelli di Siena, coadiuvato da Mariottini di Arezzo e Kamal Jouness di Torino. IN TRASFERTA – Dal Nordest di Pordenone al Nord Ovest di Cuneo corrono più di 600 chilometri. Solo i più coraggiosi seguiranno i ramarri dal vivo. La maggior parte del popolo neroverde dovrà accontentarsi della “trasferta” al De Marchi. Per far vedere la gara in tempo reale la società mette a disposizione il maxischermo della sala conferenze dove verrà proiettata la gara in programmazione su sportube.tv. Nell’occasione sarà attivo il bar della struttura.
Ore 12.20 – (Messaggero Veneto) Poche parole per condensare la preoccupazione, ma pure la fiducia in un risultato positivo. Ciò che ci vorrebbe dopo due sconfitte consecutive, sebbene subite con squadre di alta classifica come Feralpi e Cittadella. Il tecnico del Pordenone, Bruno Tedino, prova a guardare oltre. Nonostante quella ridda di indisponibili che priverà la sua squadra di almeno sette elementi. A Cuneo, infatti, non potrà disporre di Berardi, De Cenco, Gulin, Marchi, Pavan, Savio, Talin, a cui si deve aggiungere un Mandorlini inutilizzabile, ma partito ugualmente per stare vicino ai compagni. Non bastasse, ecco l’ultima tegola, caduta nel corso dell’allenamento di rifinutura: un problema muscolare accusato da Strizzolo, la cui presenza rimarrà in forte dubbio sino all’ultimo istante. Tedino per completare il gruppo ha così convocato il difensore (classe ’98) Alberto Parpinel, già messosi in luce con la prima squadra, segnando un gol nella sgambata di fine ottobre a Rauscedo. «Speravamo che il peggio fosse alle spalle – commenta il tecnico neroverde – e, invece, abbiamo vissuto una settimana complicatissima. Bisogna fare di necessità virtù: nelle difficoltà dobbiamo restare compatti e tirare fuori le unghie per trovare a tutti i costi un risultato positivo. Ne abbiamo bisogno: per la classifica e per ripagare gli sforzi che stiamo facendo». Mister Tedino chiede quindi ai suoi uno sforzo speciale per superare questo momento delicato: «Guardiamoci dentro e diamo tutto. Rispetto alla gara con il Cittadella dovremo fare molto di più». Anche perché di fronte ci sarà la squadra più in forma del momento. «Il Cuneo – commenta Tedino – nelle ultime 9 gare ha raccolto 22 punti: l’avevo indicato come la possibile rivelazione del torneo e si sta confermando tale. Ha ritmo, corsa, muscoli, giocatori di qualità, entusiasmo, un tecnico esperto e capace». Un mix da disinnescare con quale formazione? «Non è pretattica – chiosa il mister –ma visto anche l’ultimo problema patito da Strizzolo, deciderò in extremis».
Ore 12.00 – (Messaggero Veneto) L’avversario forse più difficile nel momento meno fortunato. Un banco di prova severo attende oggi il Pordenone a Cuneo. Se già a priori la trasferta sul campo di una squadra capace di ottenere 7 vittorie nelle ultime 9 giornate avrebbe destato timore, l’attualità che vede i neroverdi a dir poco rimaneggiati aumenta notevolmente le insidie. Rebus. E’ un periodo in cui, come si suol dire, piove sul bagnato. L’infermeria si affolla ogni giorno di più. Defezioni in tutti i reparti, ma l’emergenza principale riguarda mediana e attacco. In mezzo al campo, vista l’assenza di Berardi, debutterà dal 1’ il talentuoso Elia Baruzzini, 18 anni compiuti da un mese. Mentre in avanti il rebus riguarda ben due terzi del tridente, alle prese con l’assenza pesante di bomber De Cenco, vittima del mal di schiena. Unico sicuro, a quanto pare, è Cattaneo. Mentre un infortunio rimediato nell’ultimo allenamento ha messo a serio rischio la presenza di Strizzolo, se del caso rimpiazzato da Finocchio. Quindi, ballottaggio tra Filippini e il nuovo acquisto Martignago per la terza maglia. Ritorno. In questo dipinto a tinte fosche, però, c’è pure un barlume di luce. E’ rappresentato dal rientro, dopo un turno di squalifica, del faro della manovra neroverde, Alex Pederzoli. Ha disertato l’ultima gara con il Cittadella e la sua assenza si è fatta sentire. Oggi dovrà prendersi sulle spalle il Pordenone e guidarlo verso un risultato positivo, dopo due sconfitte consecutive, che hanno inevitabilmente raffreddato i sogni play-off destati dall’impresa del Mapei stadium con la Reggiana. Rivali. Ad attendere il Pordenone ci sarà un clima caldo ed euforico al tempo stesso. Cuneo sogna grazie all’incredibile striscia (22 punti in 9 giornate) di cui è stata sinora protagonista la squadra di Salvatore Iacolino. Formazione senza particolari stelle quella piemontese, ma diventata quadrata ed ermetica (non prende gol da 180’), dopo lo scotto del noviziato, al punto da portarsi a due passi dal terzo posto. In trasferta nell’ultimo periodo è stata una macchina perfetta (4 su 4), mentre in casa ha lasciato punti ad Albinoleffe e Pro Piacenza. L’incerottato Pordenone di oggi proverà ad emularle.
Ore 11.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Battere il Brescia è la parola d’ordine in casa biancorossa dopo la sconfitta di mercoledì scorso a La Spezia, e che il match contro le rondinelle sia importante, lo sa bene anche Pasquale Marino. «C’è voglia di riscattare la sconfitta di La Spezia e di tornare alla vittoria – sottolinea il tecnico del Vicenza – ancora oggi esiste il rammarico per non aver conseguito un risultato positivo contro lo Spezia, sconfitta arrivata per disattenzioni nostre, ma anche per errori di qualcun altro, e non mi riferisco solo all’episodio del rigore ma a diversi atteggiamenti. Se passavamo in vantaggio su quel calcio di rigore la partita cambiava completamente e potevamo avere dei maggiori vantaggi anche dal punto di vista tattico perché a campo aperto potevamo sfruttare al meglio le nostre qualità. Per rimediare ci siamo concentrati sul lavoro, altra strada non c’è». La classifica vede il Vicenza sulla parte destra della graduatoria, a due punti dalla zona pericolosa. «I numeri sono questi e quindi dobbiamo dare tutti qualcosa in più. Non si discutono le qualità e i valori dei calciatori, ci sono stati tanti infortuni e una volta che un giocatore rientra serve ancora del tempo per ritrovare la giusta condizione. Adesso però c’è bisogno di compattezza e di unire le forze per chiudere al meglio questo girone d’andata e dopo la sosta potremo pensare di recuperare gli infortunati e di aumentare quindi l’organico». Al momento la rosa però rimane ridotta all’osso, con il tecnico dei berici che è costretto a decisioni quasi obbligate. «In questi casi è normale provare maggiori soluzioni possibili in tutti i reparti – spiega Marino -, il problema è che non ho mai avuto tutto l’organico a disposizione e non ho potuto avere continuità e spesso sono stato costretto a cambiare. Le difficoltà aumentano quando ci troviamo poi a dover disputare un numero ravvicinato di gare perché non ho la possibilità di alternare i giocatori per gestire i loro recuperi, e oltre a questo devo dire che nell’ultimo periodo pur costruendo molto siamo stati poco lucidi e sfortunati. Dove dobbiamo migliorare è nell’essere più cattivi e più cinici nelle rifiniture e concretizzare le opportunità da gol che creiamo». Una crescita obbligatoria per battere un Brescia che arriva a Vicenza in ottima forma, e forte di una lunga striscia positiva. «Il Brescia è un’ottima squadra, possiede giocatori di qualità e alcuni di grande avvenire. In attacco hanno Caracciolo e Geijo, un lusso per la categoria. La squadra è forte e ben organizzata, ma noi in questo momento non possiamo guardare a niente, dobbiamo abbassare la visiera e andare in campo mettendo tutto, ed anche quel qualcosa in più per conquistare un risultato importante che per noi adesso sarebbe fondamentale».
Ore 11.00 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Petkovic; Dionisi, Diniz, Fabiano, Favalli; Ilari, Corti, Bucolo, Petrilli; Altinier, Neto Pereira.
Ore 10.50 – (Gazzettino) Spostando l’attenzione sulla Giana, che avversario si aspetta? «In trasferta con la Cremonese ho visto una formazione molto attendista, in casa con il Pavia invece molto propositiva. Dobbiamo avere i nostri accorgimenti per poter fare male». Con i lombardi in attacco gioca Bruno, che ha avuto modo allenare ai tempi dell’Ascoli: come si ferma? «Tenendo alta la linea difensiva, fa più fatica se deve andare in profondità. Non dobbiamo invece abbassarci dato che è svelto nei primi metri, ha un buon tiro e nei cross è abile nell’anticipo di testa». Tornando agli affari biancoscudati, anche dalle indicazioni emerse nella rifinitura tutto lascia pensare che si vada verso una conferma dell’undici impiegato con l’Albinoleffe. «Di sicuro si vedrà in gran parte la stessa formazione, ha fatto una buona prestazione e bisogna tenerne conto. Non amo cambiare sei-sette giocatori alla volta perché non si riesce a dare alla squadra un’inquadratura precisa, però sono tutti in gioco. Sta a loro conquistarsi il posto. Cunico? Sarà senz’altro utile alla causa, prima o poi avrà il suo spazio». La squadra partirà questa mattina alla volta di Gorgonzola. Tra i convocati non figura il giovane Mazzocco, bloccato da un ascesso.
Ore 10.40 – (Gazzettino) Per il tecnico è stata anche la prima settimana a tempo pieno al fianco della squadra, e le sensazioni positive dei primissimi giorni sono confermate. «I ragazzi si allenano bene, nessuno si tira indietro e la cosa mi piace. Hanno fame di fare bene, e adesso è importante tramutare sul campo il lavoro settimanale per disputare una buona prestazione con la Giana, consapevoli che non ci sono partite facili in un campionato molto equilibrato come questo». Un concetto a lei molto caro è che la squadra pensi sempre a fare la sua prestazione. «Dobbiamo avere questa mentalità, andare a giocarcela per non avere magari poi qualche rammarico. Cerchiamo di ottenere il massimo attraverso le nostre certezze». Cosa è riuscito a trasmettere in più ai giocatori rispetto all’approccio dei primi giorni? «Abbiamo continuato a lavorare molto sul sistema di gioco, sui movimenti e sulla tattica, nonchè sul modo di affrontare l’avversario e metterlo in difficoltà. Soprattutto abbiamo cercato intensità e di tenere un po’ più alti i ritmi dell’allenamento, anche se so che non possono arrivare subito: ci vuole lavoro, e solo tra un mese si vedrà la squadra con una precisa fisionomia come voglio io».
Ore 10.30 – (Gazzettino) Dopo l’immediato effetto benefico all’esordio con l’Albinoleffe, tutte le attenzioni sono spostate oggi alla partita con la Giana Erminio nell’auspicio che la cura-Pillon funzioni subito anche lontano dall’Euganeo. C’è da sfatare il tabù trasferta, dove al momento il Padova ha raccolto la miseria di cinque punti, senza provare mai la gioia del bottino pieno. E la sfida con i lombardi, attualmente appaiati in classifica ai biancoscudati, potrebbe rappresentare finalmente la svolta in tal senso, dando al tempo stesso continuità ai risultati del nuovo corso. «Sono curioso pure io di vedere come mai questa squadra non ha ottenuto finora buoni risultati fuori casa – sottolinea Bepi Pillon – È anche per me una verifica importante per valutare al meglio tutto, fermo restando che per fare bene anche in trasferta dobbiamo avere un atteggiamento positivo. Contano molto i risultati fuori casa, ti consentono di valorizzare ciò che di buono hai fatto con l’Albinoleffe e di dare continuità».
Ore 10.20 – (Gazzettino) L’attuale cammino della Giana Erminio, così denominato in onore del sottotenente degli Alpini di Gorgonzola morto a 19 anni durante la Prima Guerra Mondiale, è perfettamente allineato con quello del Padova: stessa classifica, stessi risultati e identici numeri relativamente ai gol realizzati e subiti. Unica differenza, i lombardi rendono leggermente meglio in trasferta. Nove punti in sette gare il bottino in casa (un punto in più fuori), con gli unici due successi interni arrivati a inizio stagione con Lumezzane e Cuneo. Sono poi seguiti tre pareggi, tra cui quello con la Pro Patria nell’ultimo impegno sul proprio campo, e due ko con Pro Piacenza e Sudtirol. Domenica scorsa a Cremona l’undici allenato da Cesare Albè, vera e propria istituzione locale, in quella panchina da 19 anni, ha sfiorato il colpaccio, facendosi raggiungere solo a tempo scaduto. La squadra attua il 4-4-2, occhio al sempreverde Salvatore Bruno (6 reti), mentre mancherà per un problema muscolare l’ex Sampdoria Gasbarroni, l’altro pezzo da novanta della Giana, al suo secondo anno nei professionisti in 106 di vita.
Ore 10.00 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Petkovic; Dionisi, Diniz, Fabiano, Favalli; Ilari, Corti, Bucolo, Petrilli; Altinier, Neto Pereira.
Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Che avversario si aspetta? «Li ho visti giocare due volte: in trasferta sono molto attendisti, invece davanti al loro pubblico molto propositivi. Ritmi alti, inserimenti dei centrocampisti, una squadra che gioca. E poi davanti c’è Sasà Bruno: l’avevo ad Ascoli, agli inizi della sua carriera, per fermarlo bisogna tenere la difesa alta: se ci abbassiamo, lui sui cross e sull’anticipo è furbo e svelto, mentre fa più fatica nella profondità». Si vedrà lo stesso undici di una settimana fa? «Sabato scorso quei giocatori hanno fatto una buona prestazione e non posso non tenerne conto. Non amo cambiare tanti elementi di partita in partita, ma tutti e 23 sono in gioco e sanno che possono guadagnarsi il posto». È riuscito ad approfondire qualche aspetto in particolare? «Abbiamo lavorato di più sul sistema di gioco, studiando i movimenti nel fronteggiare l’avversario e nel metterlo in difficoltà. Ma abbiamo cercato anche di aumentare l’intensità: credo che questa squadra possa alzare il suo ritmo, anche se servirà un po’ di tempo e forse dopo la sosta potremo vedere qualche progresso».
Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «Le sensazioni sono sempre positive», ammette Bepi Pillon al termine della prima settimana “intera” di lavoro, dopo essere subentrato a Parlato nove giorni fa. «La squadra si allena bene, è motivata e nessuno si tira indietro. Mi piacciono la mentalità e la cultura del lavoro che questi ragazzi mi stanno dimostrando, si vede che ci tengono a far bene e che hanno fame. L’importante adesso è tramutare sul campo tutto il buon lavoro settimanale e fare una bella prestazione». Con quale spirito vi siete preparati? «Dobbiamo andare lì e giocarcela, senza aspettare di vedere cosa succede. Non voglio che dopo la gara ci possa essere il rammarico di dover dire “Come sarebbe andata se…”. Giochiamo, cerchiamo di fare il massimo e di ottenere ciò che ci spetta. La mentalità dev’essere questa. Non sarà comunque facile, c’è molto equilibrio in questo campionato e ogni gara è una battaglia». Anche perché il Padova lontano dall’Euganeo non ha ancora vinto… «Sono curioso anch’io, voglio capire perché non siano arrivati buoni risultati fuori casa. Quella con la Giana sarà una verifica molto importante, ma per far bene bisogna essere propositivi. Se non facciamo bene oggi, il risultato e la prestazione con l’Albinoleffe non contano più niente».
Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Un pizzico di curiosità, il giusto timore reverenziale ma anche la necessaria voglia di cancellare quello “zero” alla voce “vittorie in trasferta”. Con questi presupposti, per la prima volta nella sua storia, il Padova oggi pomeriggio gioca a Gorgonzola, cittadina dell’hinterland milanese conosciuta certamente più per la sua tradizione gastronomica (il famoso formaggio) che per quella calcistica. Ma la Giana Erminio, società che porta il nome di un 19enne scomparso durante la Prima Guerra Mondiale (per l’appunto, Erminio Giana) e che in vent’anni, sempre con Cesare Albè in panchina, ha scalato le classifiche dalla Promozione lombarda sino alla Lega Pro, in questa stagione non recita certo il ruolo di mascotte del girone A. Appaiate a pari punti in classifica, Giana e Padova mettono di fronte due grandi attaccanti (Bruno da una parte e Neto Pereira dall’altra) e due idee tattiche simili: identico 4-4-2 per entrambi, con i lombardi fortemente penalizzati dall’assenza di Gasbarroni e i biancoscudati costretti all’ultimo minuto a fare a meno di Mazzocco, out per un doloroso ascesso dentale. Il centinaio di tifosi padovani al seguito dei biancoscudati cova la speranza di tornare a casa con la prima vittoria esterna.
Ore 09.00 – Probabile formazione Padova (Corriere del Veneto): Petkovic; Dionisi, Diniz, Fabiano, Favalli; Ilari, Bucolo, Corti, Petrilli; Altinier, Neto Pereira.
Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) «Se riusciamo ad arrivare liberi mentalmente e a proporci come sappiamo, credo che possiamo arrivare lontano e toglierci soddisfazioni. Dobbiamo trovare subito ritmo ed intensità. La Giana Erminio in casa è molto propositiva, gioca a ritmi alti con gli inserimenti delle due mezzali quindi dovremo fare attenzione». Salvatore Bruno è il pericolo pubblico numero uno per quanto riguarda il reparto offensivo, considerata l’assenza di Gasbarroni, a proposito del quale Pillon si è subito informato, chiedendo lumi sulle sue condizioni fisiche. Su Bruno invece, suo ex giocatore ad Ascoli, Pillon ha le idee chiare: «Lo conosco bene – sorride – non è cambiato rispetto a quando l’allenavo. È un grande centravanti, l’errore che non dobbiamo commettere è quello di abbassare troppo il baricentro, in area è uno che ci può castigare. Tenendo la difesa alta possiamo limitarlo e limitarne le potenzialità. Non provo particolari emozioni per la partita che andiamo ad affrontare. Se lo fossi dovrei smettere di fare l’allenatore». Capitolo formazione: Pillon ha provato per tutta la settimana l’undici che ha battuto l’Albinoleffe. Più che probabile, quindi, la pioggia di conferme rispetto a sette giorni fa: «Non amo stravolgere l’impianto a cui lavoro – sorride Pillon – è logico che devo tenere conto delle prestazioni. Se un giocatore e una squadra rendono al meglio non ha senso cambiare».
Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Missione possibile: vincere definitivamente la paura, mettere la quarta e credere nella possibilità di agganciare le zona nobile della classifica. Giuseppe Pillon ci crede. Ha lavorato una settimana sulla squadra, ha preso le misure a una rosa che adesso conosce anche nei dettagli e ribadisce la convinzione di poter compiere presto il salto di qualità. Oggi contro la Giana (fischio d’inizio alle 17.30) il suo Padova ha la possibilità di compiere il definitivo salto di qualità: «Dobbiamo credere in noi stessi – carica Pillon – e convincerci che abbiamo potenzialità importanti. L’obiettivo è quello di andare a Gorgonzola per giocarcela, facendo la nostra partita senza pensare a loro, quindi con un atteggiamento propositivo perché se non facciamo bene domani, quanto fatto con l’AlbinoLeffe non è servito a nulla». Il Padova di Carmine Parlato non ha mai vinto in trasferta, il Padova di Giuseppe Pillon vuole cancellare quello zero dalla casella dei successi lontano dall’Euganeo: «In effetti ho notato questa strana assenza sulla casella dei successi in trasferta – spiega l’allenatore trevigiano – ne sono consapevole e, per quanto riguarda i motivi, sono curioso di capirli e scoprirli anch’io. La chiave per la partita contro la Giana, a mio parere, sta nell’approccio ai novanta minuti».
Ore 08.30 – Lega Pro girone A, la quindicesima giornata (12-13 dicembre): Ore 14.00 Cuneo-Pordenone. Ore 15.00 Pro Patria-Cremonese. Ore 17.30 Alessandria-SudTirol, Giana Erminio-Padova, Pavia-Lumezzane. Ore 20.30 AlbinoLeffe-Reggiana. Domani, ore 15.00 Cittadella-FeralpiSalò, Pro Piacenza-Mantova. Domani, ore 17.30 Bassano-Renate.
Ore 08.20 – Lega Pro girone A, la classifica aggiornata: Cittadella 29, Alessandria 27, Bassano e FeralpiSalò 24, Pavia e SudTirol 23, Cremonese e Cuneo 22, Reggiana 21, Pordenone 19, Giana Erminio, Padova e Pro Piacenza 18, Lumezzane e Mantova 13, AlbinoLeffe 11, Renate 9, Pro Patria 3.
Ore 08.10 – Lega Pro girone A, la quattordicesima giornata (5-6-7 dicembre): Lumezzane-Bassano 2-3 (Pietribiasi (Ba) al 33′ pt, Falzerano (Ba) al 10′ st, Nossa (Lu) al 16′ st, Mancosu (Lu) al 26′ st, Proietti (Ba) al 33′ st), Padova-AlbinoLeffe 3-0 (Neto Pereira (Pd) al 42′ pt, Petrilli (Pd) al 13′ st e al 27′ st), Pordenone-Cittadella 1-3 (Berardi (Pn) al 12′ pt, Litteri (Ci) al 20′ pt, Bizzotto (Ci) al 34′ pt, Chiaretti (Ci) al 3′ st), SudTirol-Pro Patria 2-1 (Gliozzi (St) su rigore al 34′ pt, Marra (Pp) al 16′ st, Bassoli (St) al 44′ st), Cremonese-Giana Erminio 1-1 (Pinto (Ge) al 21′ st, Brighenti (Cr) al 45′ st), FeralpiSalò-Cuneo 0-1 (Corradi (Cn) al 29’st), Reggiana-Pavia 0-0, Renate-Pro Piacenza 0-2 (Barba (Pp) al 11′ st, Sall (Pp) al 18′ st). Mantova-Alessandria 0-4 (Mezavilla (Al) al 9′ pt, Branca (Al) al 24′ pt, Marconi (Al) al 25′ st, Fischnaller (Al) al 39′ st).
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E’ successo, 11 dicembre: rifinitura per i Biancoscudati, assente Mazzocco.