Alla follia, ormai, non c’è più limite. Nella giornata di ieri la presidentessa della Maceratese, Maria Francesca Tardella, ha preso contatto con la Spal informando che la Questura di Macerata aveva disposto il divieto di trasferta in occasione del big-match Maceratese-Spal in programma nel weekend anche per staff e dirigenza spallina, dal presidente Walter Mattioli, ai soci consiglieri Simone e Francesco Colombarini. Un provvedimento incredibile, mai preso in precedenza nell’ambito del calcio professionistico. Per questo motivo il presidente del club estense, Mattioli, ha subito interpellato la Lega Pro al fine di chiedere un approfondimento sulla vicenda e ottenere spiegazioni. A loro volta i rappresentanti di Lega Pro hanno chiesto l’intervento dell’Osservatorio di Roma per un contatto con la Questura di Macerata per annullare con effetto immediato il provvedimento. In mattinata il nuovo colpo di scena. Un nuovo comunicato della Spal spiega come, a quanto pare, il provvedimento non sarebbe mai stato emesso: ” La Spal ha appreso alle ore 11.32 di oggi – si legge – da fax della Questura di Macerata, inoltrato dalla Maceratese, che il divieto di trasferta per i dirigenti e accompagnatori non è mai stato disposto, mentre ieri alle 16.30 era stato comunicato al presidente Mattioli dalla presidente della Maceratese Tardella in maniera diversa. Ritenendo tale provvedimento oltremodo grave e senza precedenti, il presidente biancazzurro, subito dopo, aveva ritenuto opportuno informare i vertici della Lega Pro che a loro volta si sono interessati presso l’Osservatorio di Roma. A seguito di tutto questo la società spallina si è quindi interrogata sulle due comunicazioni, di tenore diametralmente opposto, dove prima si è disposto il divieto per i dirigenti, poi lo stesso è stato negato. In conclusione la società spallina sottolinea anche che fino a ieri non era in alcun modo a conoscenza dei gravi fatti accaduti tra tifosi spallini e riminesi nella serata del 10 ottobre scorso sull’Autostrada A1. Nessuno dei dirigenti e dei tesserati biancazzurri è in nessun modo connivente con i responsabili degli incidenti accaduti. Accertati i fatti l’auspicio della società è che vengano individuati i responsabili di atti contrari alle legge verificatisi dopo la partita di Prato e al contempo che vengano tutelati i diritti di quei tifosi, la stragrande maggioranza, che si sono sempre comportati in modo esemplare, consentendo loro di seguire la propria squadra in casa e in trasferta”
