Semaforo biancoscudato dallo stadio Euganeo per Padova-Pordenone
VERDE
Bucolo – Non che abbia fatto sfracelli, ma si vede che è un giocatore di categoria e che fa tutto quello che gli viene chiesto. C’è un problema: pur avendo caratteristiche diverse da Giandonato, è un uomo abile a fare il centrale davanti alla difesa. Non un regista classico, ma quel classico centrocampista che fa filtro e fa ripartire proteggendo il reparto arretrato. Da mezzala in un centrocampo a tre fa molta più fatica
GIALLO
Diniz – Tecnicamente non si discute, ma oggi qualche errore lo commette pure lui. Nulla di grave, ci mancherebbe, ma un paio di anticipi non riescono come dovrebbero e si rischia grosso. Resta il giocatore più forte della rosa quanto a spessore tecnico, senso della posizione e capacità di guidare il reparto. Da preservare ad ogni costo.
ROSSO
Giandonato – Vale la pena ribadire il concetto. Dipende da lui rimettere in piedi la sua carriera, ma giocando come oggi è destinato a un ulteriore scivolone. Deve migliorare in tutto: condizione fisica, corsa, sacrificio, intesa con i compagni. Resta, comunque, un acquisto parzialmente slegato dal resto del contesto di squadra che non sarà facile riuscire a far rendere in linea con le sue indiscutibili potenzialità e qualità tecniche. Se Parlato ci riuscirà, tanto di cappello.
Ramadani – Scarpette azzurre, ma troppa confusione, un giallo e per poco non arriva pure il rosso. Sicuramente ha qualche qualità da sfruttare, ma è ancora tutto troppo nebuloso
Niccolini – Ogni tanto piazza qualche buon anticipo, ma son troppi gli errori in appoggio e di posizione in più di un’occasione. Da rivedere
Parlato – Tatticamente e con questi uomini la squadra non può giocare a tre a centrocampo. Ilari va fuori posizione, Bucolo si adatta ma non è una mezzala e tantomeno lo è Giandonato. La squadra vista oggi farebbe ben poca strada, ma vogliamo credere che sia soltanto una giornata storta. La stima è ovviamente intatta e siamo certi che riuscirà a trovare le giuste contromisure, tattiche e tecniche, alle necessità di categoria.
Altinier – Penalizzato dallo schieramento tattico, fa poco per entrare nel vivo del gioco e non riesce mai a trovare i movimenti che lo hanno reso celebre e temuto dalle difese avversarie.
Ilari – Fuori ruolo, cresce non a caso quando viene riportato sulla linea dei trequartisti, anche se rimane lontano dai suoi standard.
Gli spifferi settimanali – Nonostante qualcuno abbia provato a negare l’evidenza, nel caso Diniz qualcosa non è funzionato a dovere. Non è un peccato mortale, è importante che tutto si sia chiarito, ma quanto accaduto è la spia che è necessario che ognuno in società rispetti il proprio ruolo. Occhio: i successi partono tutti dalla stanza dei bottoni, gli insuccessi anche.
La lentezza della manovra – Gioco compassato e troppo lento. A questa velocità difficile far paura agli avversari.