Giornate di lavoro fisico e tecnico, ma anche di conoscenza reciproca. Il lavoro di Adriano Zancopè, tecnico dei portieri biancoscudati, in questi giorni che precedono il debutto in Coppa Italia con il Mantova è improntato a capire nella maniera migliore i tre giocatori con cui lavorerà in questa stagione: Lazar Petkovic, Gaetano Pardo e Alessandro Favaro. «Hanno profili ed esperienze diverse – spiega Zancopè – ma sono tutti e tre giovani, per questo bisogna muoversi con cautela, soprattutto nella fase di preparazione, per evitare di farsi male. Lazar poi è stato fuori nel ritiro, mentre Pardo l’avevo visto solo l’anno scorso quando era venuto a provare ad Asiago. Con l’avvicinarsi delle partite ufficiali comunque stiamo intensificando il lavoro, per arrivare a pieno ritmo con l’inizio del campionato».
I tre portieri biancoscudati rappresentano tutti una prospettiva futura nel progetto di Bergamin e De Poli: «Si tratta di atleti con margini di miglioramento – sottolinea ancora Zancopè – stanno lavorando per diventare davvero giocatori di alto livello. Si tratta di investimenti importanti per il futuro, sono ragazzi di grandi prospettive che potranno ritagliarsi spazi importanti». Per un estremo difensore le doti fisiche e tecniche sono fondamentali, ma l’essenza di un ruolo unico per Zancopè è un’altra: «Le motivazioni, il carattere, la predisposizione sono essenziali anche nel processo di formazione. I portieri del Padova, con caratteristiche e stili differenti, hanno già manifestato la personalità per essere portieri di alto livello». Il portiere è uno dei ruoli che con l’evoluzione del calcio si è modificato in maniera più rapida e questo mutamento è uno degli aspetti che rende sempre più decisivo il ruolo del tecnico specializzato: «Il nostro obiettivo – chiarisce Zancopè – è quello di preparare dei portieri moderni. Oggi un portiere deve essere un autentico regista difensivo, deve avere il controllo di quello che succede in area, e non solo, anche nei cinque metri appena fuori».
«Oggi non è tra i pali che si può fare la differenza. Certo, è importante stare in porta, si possono fare errori e belle parate, ma quello che fa la differenza davvero è la gestione dell’area, le uscite, il possesso palla, la partecipazione al gioco». Mentre si avvicina il fischio d’inizio della nuova stagione, anche lo staff tecnico agli ordini di Carmine Parlato entra sempre più nel vivo dell’atmosfera agonistica, anche con un pizzico di curiosità: «C’è grande attesa e voglia di scoprire come sarà questa Lega Pro – conferma Zancopè – l’anno scorso ci siamo concentrati sul nostro campionato, adesso nella categoria superiore abbiamo voglia di capire cosa potrà succedere, anche alla luce di quanto sta succedendo nel nostro mondo, con tante trasformazioni e contraddizioni che si riflettono proprio in questa categoria. Noi ci ricordiamo da dove veniamo e anche se non si possono fare promesse sappiamo che metteremo sempre passione, sacrificio e voglia, come l’anno scorso».
(Fonte: Gazzettino, Massimo Zilio)